Cronache

Ultimatum

“Il tempo della collera divina è arrivato (…) se la faccia della terra non cambia, Dio si vendicherà contro il popolo ingrato e schiavo del demonio: il mio Figlio sta per manifestare la sua potenza”

La Salette, 19 settembre 1846

È dieci giorni che tento di scrivere questo pezzo, che inizialmente voleva essere quell’approfondimento promesso nell’ultimo articolo sulle grandi apparizioni degli anni ottanta, ma poi, facendo ricerche tra i libri ed i files raccolti negli ultimi anni su questi argomenti, mi sono ritrovato tra le mani tanto di quel materiale che solo il pensiero di metterlo un po’ a posto mi ha fatto salire lo sbattimento e mi sono dovuto subito saccàre sul divano un attimino (giusto quei cinque/sei giorni).

E la cosa incredibile è che tutte ‘ste profezie di santi, visioni di beati, segreti svelati e messaggi della Madre di Dio dati nelle innumerevoli sue apparizioni dell’ultimo secolo, sono tutte legate tra loro, tutte concordi nel richiamare a Dio un’umanità sbandata e ribelle, nell’ammonire (anche piuttosto severamente) una Chiesa che ha perso la bussola del mandato divino affidatole e si è mischiata troppo col secolo perverso.

In particolare, quasi tutte le apparizioni mariane del secolo scorso si rifanno direttamente (con richiami espliciti) o indirettamente (per consonanza di contenuti) alle apparizioni di Fatima, sviluppandone il tema centrale (la riconversione a Dio del mondo per evitarne l’incombente catastrofe) in un canovaccio che si snoda in evidente sincronia con la storia di cui la generazione a cui appartengo è purtroppo testimone.

Ad esempio, come all’inizio delle apparizioni in portogallo fu San Michele Arcangelo ad introdurre la Vergine consegnando ai veggenti una preghiera di riparazione per le offese al Santissimo Sacramento, anche ad Itapiranga il Principe delle Milizie Celesti ha riassunto in un messaggio le ragioni dell’urgenza dei richiami della Madre Celeste all’umanità: “Vengo dal Cielo per ordine di Gesù e di Maria. I peccati del mondo stanno traboccando dalla coppa della giustizia Divina, l’umanità si sta lasciando corrompere dalle illusioni che il demonio gli offre, per portare un numero più grande di anime nell’abisso della perdizione eterna. Gesù ha mandato la sua Santissima Madre in tanti luoghi del mondo, ma gli uomini rimangono sordi, loro desiderano solo ascoltare i rumori del mondo, ma non la voce della Santissima Vergine che acclama, che piange e che invita insistentemente ad una vita più santa. Parla all’umanità, dì loro di pregare e fare atti di riparazione per i loro innumerevoli peccati, affinchè possano ottenere da Dio il perdono, e la misericordia. Molti ministri di Dio colpiscono gravemente il Signore, con delle loro irriverenze e per la loro mancanza di fede, tanti non credono più nella presenza del Signore nella Santissima Eucaristia, e conducono migliaia di anime sulla via che porta alla perdizione. La Santissima Vergine chiede dai ministri di Dio, e da tutti i fedeli, la fede, l’adorazione, l’amore e il rispetto per suo Figlio Divino, il Signore del Cielo e della terra” (5 agosto 2016).

Contenuti che riprendono gli ammonimenti già dati dalla Santissima Vergine, ben prima di Fatima, a Rue du Bac e a La Salette, e ripresi con forza anche dopo a Tre Fontane, dove già fin dalla primissima apparizione del 12 aprile 1947 la Madonna ammoniva: “Ora è che volge il tempo della fine d’ogni cosa del mondo, la Parola di Colui che fece ogni cosa è verace. Preparate i vostri cuori, accostatevi con più fervore al Sacramento Vivente tra voi, l’Eucaristia, che sarà un giorno dissacrata e non più creduta la presenza reale di mio Figlio, “La Chiesa tutta subirà una tremenda prova, per pulire il carname che si è infiltrato tra i ministri, specie fra gli Ordini della povertà: prova morale e prova spirituale”, “Vi saranno giorni di dolori e lutti. Dalla parte d’oriente un popolo forte, ma lontano da Dio, sferrerà un attacco tremendo e spezzerà le cose più sacre, quando gli sarà dato di farlo”, “L’ira di satana non è più mantenuta: lo Spirito di Dio si ritira dalla terra, la Chiesa sarà lasciata vedova, sarà lasciata in balia del mondo”.

Tema, questo, che come si vede, nel segreto in tre parti rivelato a Lucia, Giacinta e Francesco, ha trovato la sua drammatica esplicitazione, ma che successivamente, mano a mano che il rotolo della storia contemporanea si stava svolgendo, è stato più volte ripreso e dettagliato, con messaggi sempre più particolareggiati, profezie già avveratesi e da avversarsi, ed ulteriori segreti sul futuro del mondo dati in altre apparizioni.

A Kibeho, nel comunicare coi veggenti, Maria usò come a Fatima la modalità della “visione” delle realtà future, spiegandole poi con messaggi che ricalcano gli avvertimenti dati in altri luoghi sempre nei medesimi anni: “Io mi rivelo dove voglio, quando voglio e a chi voglio. Io non vengo soltanto per Kibeho, ma per il mondo intero”, “Sono venuta per preparare la strada a mio Figlio per il vostro bene e voi non volete capire: il tempo rimasto è poco e voi siete distratti”, “Il mondo è sull’orlo di una catastrofe” (1982).

Come si vede, il tono ricorda molto quello dei messaggi di Civitavecchia.

La modalità fatimìta dei segreti profetici, invece (dopo essere stata inaugurata a La Salette), viene ripresa alla grande proprio negli anni ottanta, dove a Medjugorje, già nel 1982, una delle veggenti venne fatta depositaria di dieci avvenimenti riguardanti il futuro della Chiesa (i primi due), un segno prodigioso (il terzo) e sette presunti castighi per il mondo.

Ad El Cajas, proprio come in Portogallo, la Madonna ha consegnato alla veggente un segreto diviso in tre parti, sul contenuto del quale ella avrebbe avuto il permesso di rivelare che si tratta di «brutte cose che stanno per accadere nel mondo» e per le quali «quella che viene chiesta è la conversione» poiché “Dipende da voi se il castigo sarà forte quanto lo è il dolore che mio Figlio prova, o che invece venga placato con la preghiera”.

In queste apparizioni equadoregne la Madonna definisce se stessa come “Guardiana della Fede” e mette in guardia dal maligno che: “Vuole distruggere la Chiesa, ma i suoi tentativi saranno vani se vi convertirete. Pregate il Rosario, che è uno scudo contro il male. Usate lo scapolare, che vi proteggerà. Ponete il Sacro Cuore di Gesù nelle vostre case perché esso vi manterrà uniti e in pace. Fate penitenza e digiunate, e con la preghiera raggiungerete il Cuore di mio Figlio. Andate a Messa e visitate il Santissimo Sacramento”, aggiungendo, “Pregate molto per i sacerdoti perché satana sta penetrando in profondità nella Santa Chiesa”, e che “L’umanità deve pregare e sacrificarsi in riparazione dei peccati del mondo. Vengono sul mondo giorni di tribolazione tanto grande come non se ne sono mai conosciuti dall’inizio dei tempi”.

Medesimo tenore hanno i messaggi dati nelle apparizioni di Maria Santissima a San Nicolàs, in Argentina, dove, sempre nell’arco degli anni ottanta, la Madre di Dio ancora una volta viene a richiamare la Chiesa ed il mondo dal pericolo degli assalti del maligno, in piena concordanza con quel periodo di “libertà d’azione” concessogli a causa del pervicace allontanamento dell’umanità da Dio.

Battaglia del demonio alla Sposa di Cristo di cui Maria, come Madre e Maestra, si prende instancabilmente cura, denunciando di come tali attacchi: “Colpiscono ripetutamente il mio Cuore. È questo che sento ogni volta che viene offeso Gesù Cristo. Il nemico mi sta sfidando senza pietà: sta tentando apertamente i miei figli. È un combattimento fra la Luce e le tenebre, una costante persecuzione alla mia cara Chiesa. Dio dà la libertà e non impedisce a nessuno di fare le proprie scelte: purificarsi o vivere in continuo peccato, crescere in Cristo o annientarsi. Io dico ai miei figli: allontanatevi dalla notte oscura, presto spunterà l’Aurora; lasciatevi preparare in questo tempo da vostra Madre, mettete i vostri cuori in quest’Arca mandata da Gesù”.

Poiché anche qui il tema è il medesimo inaugurato a Fatima e proseguito con appelli dalle tinte più lievi (come a Medjugorje) o più drammatiche (come ad Anguera), ma sempre maternamente accorati: “Affrettatevi, perché la notte sta arrivando; sappiate approfittare del giorno” (1/12/1983), “Tutta l’umanità è contaminata, non sa che cosa vuole e questa è l’occasione buona per il maligno, ma non ne uscirà vittorioso. Gesù Cristo vincerà la grande battaglia, non bisogna lasciarsi cogliere di sorpresa, dovete stare all’erta” (27/12/1983), “Sono preoccupata per il mondo intero; ricordatevi che soltanto il Signore vi salverà” (30/12/1983), “In questo momento l’umanità è appesa a un filo. Se quel filo si rompe, molti non avranno salvezza. Per questo motivo chiamo alla riflessione. Affrettatevi, perché il tempo sta terminando. Non ci sarà posto per chi arriverà in ritardo” (8/1/1984), Le mie parole non sono di scoraggiamento né devono essere motivo di pena. Dovete essere convinti che il futuro sarà migliore del presente e attendere Gesù Cristo con tutto il vostro amore. Il Signore non delude i Suoi figli” (4/2/1984), “La terra tutta è in pericolo in mano agli uomini. Aprite gli occhi e vedrete che il perseguire chimere vi ha resi ciechi” (13/8/1984), “L’uomo può evitare oggi la sua caduta, ma si ostina, si chiude nei suoi vizi, si lascia trascinare, vive le chimere che gli offre satana e non vede che sono la sua perdizione” (3/1/1985), “Il maligno vuole attaccare la Chiesa, la sua muraglia è il mio manto protettivo. Il Signore mi pone come scudo, come guardiana, io vi difenderò figli miei” (5/2/1985), “Il principe del male oggi rovescia il suo veleno con tutte le forze, perché vede che sta terminando il suo triste regno: gli rimane poco, la sua fine è vicina” (7/3/1986), “Non rifiutate mai le Sacre Scritture, perché contengono la Parola di Dio: siano per voi il timone in questi tempi” (13/4/1986) [alla facciazza di quelli che: “non sappiamo cosa ha detto veramente Gesù, perché a quel tempo non c’erano registratori” n.d.a.], “Tenebre e smarrimento sono dappertutto, il male continua a diffondersi: è il maligno nella sua apparente vittoria” (23/7/1986), “Il maligno sta sì trionfando in questo tempo, ma è una vittoria che durerà poco. Il Signore gli sta dando tempo, lo stesso che dа all’uomo perché torni a Dio. È per questo che aumentano sempre più i vizi e le pazzie mondane” (11/10/1986), “La terra è abitata, ma sembra disabitata, un’oscurità molto grande la sovrasta. L’avvertimento di Dio è sul mondo! Non deve temere niente chi rimane nel Signore, deve temere chi nega ciò che proviene da Lui” (14/10/1986).

E per inciso: le apparizioni di San Nicolàs, così come quelle di Tre Fontane, Itapiranga, Kibeho, La Salette (ed ovviamente Rue du Bac e Fatima) hanno tutte avuto il riconoscimento della Chiesa, come minimo con l’imprimatur episcopale, ma ciò che più colpisce, in realtà, è il fatto che nonostante tutti questi interventi della Madre Celeste in terra si siano verificati in contesti, luoghi e tempi tanto differenti, abbiano un’estrema coincidenza di contenuto; una sorta di “ultimatum” divino che, seppur mediato dalla materna supplica di Maria, riverbera il monito evangelico del Cristo: «se non vi convertirete, perirete tutti» (Luca 13,3).

Ecco l’urgenza verace degli appelli della Madre di Dio, ella che si presentò piangente a La Salette per la sorte incombente sui suoi figli e che ancora oggi, come a Civitavecchia, ha lacrime di sangue per l’indifferenza con cui viene offeso il suo Divin Figlio; perché non c’è nulla da fare: tutte le circostanze materiali trovano la loro origine e causa in quelle spirituali, sicché la realtà devastata in cui oggi l’umanità si ritrova è null’altro che il consequenziale risultato di quell’annoso processo di demoralizzazione etica a sua volta degenere derivato di un’assidua inculturazione della morte che muove dall’aver scientemente rimosso il divino dall’orizzonte umano nella luciferina illusione di poterne prendere il posto.

È l’orgogliosa riproposizione di una Babele riletta in chiave moderna, tecnologica e globalizzata e quindi potenzialmente estintiva di un genere umano che ha perduto lo sguardo della trascendenza per finire appiattito su di un’immanenza senza sbocco e priva di ogni senso.

Ecco perché la Madre Celeste è così instancabile e ripetitiva nel richiamare i suoi figli ormai giunti sull’orlo dell’autodistruzione e, soprattutto, ad un passo dalla perdizione eterna, a rimettersi a fuoco su quelle realtà letteralmente essenziali, unica arma efficace per poter resistere e contrastare quel movente di natura spirituale che ha blandito l’animo umano nella ricaduta del peccato originale fino agli estremi limiti odierni, in cui tutte le circostanze, se osservate con un briciolo di realismo, assumono invero le tinte drammatiche dell’apocalisse.

Ecco le ragioni di quegli appelli imploranti della “Guardiana della Fede” verso la Sposa del suo Figlio che ha dimenticato la sua vocazione mistica, dismettendo quelle armi che sole, in questa battaglia escatologica contro le forze scatenate del principe di questo mondo, possono assicurarle quella vittoria già ottenuta dall’Agnello Immolato: la centralità dell’Eucaristia e la potenza miracolosa del Rosario.

È, quello della Madonna, un ripetuto ultimatum ad un ritorno esistenziale alla Verità incarnata del suo Figlio, unica Via per la Vita vera, in questo e nell’altro mondo, così come già richiamò nei messaggi di Tre Fontane, dove si presentò propriamente come la Vergine della Rivelazione: “Gli uomini di Dio, coloro che sono chiamati a salvare gli uomini, incontreranno degli impedimenti per compiere il loro dovere e non parleranno di Dio, di Gesù Cristo, né dello Spirito Santo. Non potranno parlare neppure di me, che sono vera Madre di Dio, vera Sposa di Dio, vera Figlia di Dio. Saranno impediti e non potranno parlare dei Sacramenti, né dei sacramentali. Coloro che parleranno di queste cose saranno martirizzati, moralmente e fisicamente, e diventeranno veri confessori di Gesù Cristo” (1 gennaio 1990), “Falsi profeti cercano con tutti i mezzi di avvelenare le anime, cambiando la dottrina di Gesù, mio amato Figlio, in dottrine sataniche, e toglieranno il Sacrificio della Croce che si ripete sugli altari del mondo” (31 dicembre 1990) e, riproponendo in una nuova prospettiva quella profezia della mistica tedesca Teresa Neumann su quel “Tempo di Caino” che in questo 2017 dovrebbe vedere il termine, ma che quei primi giorni di gennaio di diciotto anni fa era proprio al momento della sua inaugurazione: “L’anno 1999 è l’anno dei dolori e degli assalti del nemico, rafforzato da coloro che hanno il potere di esorcizzare. Essi potevano farlo per allontanare il male, ma non l’hanno fatto e le anime sono sovrastate dal male di molti di coloro protetti da voi [sacerdoti], perché preparate le anime alla perdizione e non alla salvezza, perché non propinate la Verità, ma le false dottrine eretiche ed idolatriche, che negano la vera fede per difendere le false fedi che portano alla perdizione” (4 gennaio 1999).

E niente: sono andato lungo anche ‘sta volta, quindi quello che volevo scrivere sulle apparizioni di Itapiranga non ce la faccio a farcela ad aggiungerlo qui, per cui mi sa che slitta al prossimo articolo…

To be continued…

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Una Madre in angoscia

Che poi, tra le altre cose, io dovrei anche dedicarmi alla promozione del mio ultimo libro (quello sulla vetusta ed omofoba questione di una possibile relazione felice tra il maschio e la femmina, avete presente?), ed invece sono ancora qui, per la gioia dei miei editori, a coprirmi di ridicolo blaterando di Madonne & Profezie, secondo quanto promesso nel precedente articolo (che poi non è detto che facendo la prima cosa sarei più serio che operando per la seconda, eh).

Comunque.

Ho giusto sottomano un elenco, aggiornato all’anno duemila, che con certosina acribia conta in numero di cinquecentoquindici le apparizioni mariane nella storia, tra concluse, riconosciute, ancora in corso e non riconosciute, denunciate alla Chiesa, fin da quella prima famosissima a Saragozza dell’anno 40 dopo Cristo, in cui la Santa Vergine (tra l’altro a quell’epoca ancora in vita) appare ad uno sconsolato San Giacomo Apostolo su di una colonnetta (“pilar” in spagnolo) come Madre premurosa per rincuorarlo dalle fatiche dell’evangelizzazione.

La cosa curiosa è che di queste cinquecento e rotti apparizioni, il settanta percento si sono verificate soltanto nel novecento, e questo fa subito pensare, poiché di norma la Madonna soccorre i suoi figli quando questi sono maggiormente a rischio di lasciarsi irretire dalle trame del principe di questo mondo, e, come abbiamo visto in L’anno che verrà, il moltiplicarsi delle occasioni di presenza della Madre di Dio in terra coinciderebbe proprio con quel secolo concesso a satana per operare con scatenata virulenza sui popoli e perfino nella Chiesa.

Tra le apparizioni più importanti del ventesimo secolo, non si può che cominciare con quella di Fatima, nella quale, con chiarezza eclatante, la Madonna traccia le linee guida per tutto il centennio a venire: il richiamo urgente ad un radicale ritorno a Dio, per essere preparati alla battaglia escatologica imminente sotto la protezione del suo manto, mediante quelle consuete armi mistiche con cui solo è possibile la vittoria contro il supernaturale nemico (converisone, preghiera e penitenza).

Inutile parlare dell’ormai stra-noto segreto in tre parti, ovviamente, ma ricordiamo soltanto che esso, oltre a confermare la realtà dell’inferno e della dannazione eterna, mette in avviso sul futuro del mondo e della Chiesa in termini davvero drammatici.

Ed il medesimo tono sarà il filo conduttore che allaccerà tutte le principali apparizioni mariane che costellano l’ultimo secolo del secondo millennio, con tinte di volta in volta più o meno marcate, ma sempre in un costante crescendo mano a mano che ci si avvicina ai tempi in cui viviamo.

Ad esempio, soltanto un anno dopo, la Madonna, nelle apparizioni di Torino alla Venerabile Flora Manfrinati, già esplicita il messaggio dato a Fatima affermando perentoriamente: “Lotto contro il nemico del mondo: il demonio prepara il suo esercito, io le mie schiere di angeli”, e rinnovando l’invito alla conversione ed alla preghiera del Rosario, spiega con chiarezza: “Io sono la Signora dell’Alba. Il mondo e gli uomini sono caduti nella notte oscura. Io sono l’alba di un mattino che spunterà per rischiarare la via agli uomini e portarli all’alba della vera luce”, “Io sono la Regina del Cielo e della terra, ma sono nello stesso tempo la Mamma pietosa di ogni mortale. Lascerò ai miei figli tutta la possibilità e il tempo di convertirsi, ma guai a coloro che resistono! Io sono la Mamma pellegrina, che in tutto il mondo vado in cerca di cuori e di anime, chi vorrà proprio ripudiarmi mi troverà imperatrice e piegherà a terra le ginocchia. A me è stata data la potestà di lottare e di vincere e dopo questa lotta si rinnoverà il fervore” poiché: “È questa l’ora della Vergine Universale. È l’ora del combattimento aperto con il nemico della Chiesa, ma abbiate fede e siate forti. Dappertutto si dice che l’ora del castigo è venuta, ma io voglio dire ancora a tutti che è l’ora dell’estremo amore e della misericordia”.

Nel 1924, a Cernusco sul Naviglio (proprio qui, alle porte di Milano), la Madonna del Divin Pianto appare con Gesù in lacrime tra le braccia a suor Elisabetta Radaelli lamentandosi che: “Il Bambino piange perché non è abbastanza amato, cercato, desiderato anche dalle persone che gli sono consacrate”.

Un delicato messaggio indirizzato in particolare ai sacerdoti in tempi ancora non sospetti e che tuttavia si farà sempre più esplicito, dall’allegoria mostrata dalla Vergine della Rivelazione il 12 aprile del 1947 a Bruno Cornacchiola alle porte della capitale, in quel di Tre Fontane, durante la quale gli mostrò a terra un drappo nero di una talare e sopra di esso una croce spezzata in più punti, spiegando che: “Questo è il segno che la Chiesa soffrirà, sarà perseguitata, spezzata; questo è il segno che i miei figli si spoglieranno”, fino alla palese dichiarazione fatta dalla Santissima Vergine il 31 maggio del 1965 ad Ida Peerdeman, durante le cosiddette apparizioni di Amsterdam in un messaggio destinato a Papa Paolo VI: “La Chiesa di Roma corre il pericolo di uno scisma. Metti in guardia i tuoi sacerdoti. Fagli porre fine a quelle false teorie sull’Eucarestia, i Sacramenti, la dottrina, il sacerdozio, il matrimonio e la pianificazione familiare. Sono stati sviati dallo spirito menzognero e confusi dalle idee del modernismo. Gli insegnamenti e le leggi divine sono valide per tutti i tempi e applicabili ad ogni periodo”.

Avvertimento più che mai attuale.

Come quello dato a suor Agnese Sasagawa, durante le apparizioni del 13 ottobre del 1973 ad Akita, in Giappone, in cui la Vergine Maria illustrò ancora una volta la disastrosa situazione di quella Chiesa di cui ella è Madre e Maestra ammonendo che: “L’opera del diavolo si insinuerà anche nella Chiesa in una maniera tale che si vedranno cardinali opporsi ad altri cardinali, vescovi contro vescovi. I sacerdoti che mi venerano saranno disprezzati e ostacolati dai loro confratelli. Chiese ed altari saranno saccheggiati. La Chiesa sarà piena di coloro che accettano compromessi e il demonio spingerà molti sacerdoti e anime consacrate a lasciare il servizio del Signore. Il demonio sarà implacabile specialmente contro le anime consacrate a Dio. Il pensiero della perdita di tante anime è la causa della mia tristezza. Se i peccati aumenteranno in numero e gravità, non ci sarà perdono per loro”.

A questo punto so che alcuni alzeranno il ditino indice e stortando il naso sibileranno tra i denti che «la Madonna non è così chiacchierina», ma siamo seri: Maria è Donna, Maestra e Madre, e c’è forse personaggio che parla di più di chi appartiene a tutte queste tre categorie?

Il sottoscritto è sposato da sedici anni con una persona che rientra in questo stesso profilo e vi garantisco che non esiste nessun’altra figura sull’intero globo terracqueo che abbia maggiore opportunità (e forse anche ragioni) di parlare di più.

Quindi cari propugnatori di Madonne silenziose, fatevene una ragione: la Santissima Vergine ha tutti i carismi (ed i motivi) per martellare i suoi figli con messaggi, prediche, raccomandazioni e financo minacce, cosa d’altronde perfettamente coerente con il profilo generico di una qualsiasi madre come Dio comanda, da che mondo è mondo.

Ed infatti la Madre Celeste via-via che ci si avvicina all’ultimo ventennio del secolo ventesimo si fa più esplicita e pressante, non solo apparendo con maggior frequenza e più a lungo in più parti del mondo, ma anche indurendo il tono dei messaggi dati, proprio come una Madre che, inascoltata, è in preda all’apprensione per i suoi figli che si ostinano sulla strada della perdizione (e se chi legge è mamma può ben capire come questo comportamento della Madre di Dio sia non solo conprensivo, ma anche più che giustificato).

Così parlando proprio ad un sacerdote, Don Stefano Gobbi, nel settembre del 1987 accoratamente confessa: “Io piango perché la Chiesa continua lungo la strada delle divisioni, della perdita della vera fede, dell’apostasia e degli errori che vengono diffusi sempre di più senza che nessuno vi si opponga. Persino ora, che ciò che ho predetto a Fatima e ciò che ho rivelato là, nel messaggio confidato ad una mia figlia, è sulla via del suo compimento. E quindi, persino per la Chiesa il momento della sua grande prova è arrivato, perché l’uomo dell’iniquità si stabilirà all’interno di essa e l’abominio della desolazione entrerà nel Santo Tempio di Dio”.

E nel novembre del 1990 rincara: “La grande prova é giunta per la vostra Chiesa. Si sono continuati a diffondere gli errori che hanno portato alla perdita della fede. Molti pastori non sono stati attenti, né vigilanti ed hanno permesso a tanti lupi rapaci, vestiti da agnelli, di introdursi fra il gregge a portare disordine e distruzione. Quanto é grande la vostra responsabilità, o pastori della santa Chiesa di Dio! Si continua sulla strada della divisione dal Papa e del rifiuto del suo Magistero; anzi di nascosto si prepara un vero scisma che presto potrà diventare aperto e proclamato. Allora rimarrà solo un piccolo resto fedele, che io custodirò nel giardino del mio Cuore Immacolato”.

Una Madre che se non sapessimo eternamente beata poiché già in perfetta comunione con la Santissima Trinità, diremmo in preda all’angoscia, mentre grida alla prole consacrata che sta straziando il Corpo Mistico del suo Figlio.

Ed è proprio alle porte della Sede Petrina, nell’estate del 1995 in quel di Civitavecchia, ch’ella si consuma in suppliche tanto esplicite da non poter lasciare indifferenti coloro che hanno un minimo a cuore le sorti del mondo e della Chiesa: “Satana si sta impadronendo di tutta l’umanità, e ora sta cercando di distruggere la Chiesa di Dio tramite molti sacerdoti. Non permettetelo! Aiutate il Santo Padre! Satana sa che il suo tempo sta per finire, perché mio Figlio Gesù sta per intervenire. Vi prego aiutatemi non fate intervenire mio figlio Gesù, perché io, vostra Madre, voglio salvare tantissime anime e portarle da mio Figlio e non lasciarle a satana”; “A Roma le tenebre stanno scendendo sempre di più sulla Roccia che mio figlio Gesù vi ha lasciato per edificare, educare e far crescere spiritualmente i suoi figli”; “Figli miei, le tenebre di satana stanno oscurando ormai tutto il mondo e stanno oscurando anche la Chiesa di Dio. Preparatevi a vivere quanto io avevo svelato alle mie piccole figlie di Fatima”; “Cari figli, dopo i dolorosi anni di tenebre di satana, ora sono imminenti gli anni del trionfo del mio Cuore Immacolato”.

Per giungere infine ancora una volta alla Vergine della Rivelazione, che fra il 1999 ed il 2000, oltre mezzo secolo dopo la prima apparizione a Tre Fontane in Roma, lascerà tre ulteriori avvertimenti a quel Bruno Cornacchiola che dipartirà l’anno successivo, e dei quali alcuni brani paiono invero un’estremo appello di incredibile attualità: “Figlioli miei, siete giunti in una situazione cruciale: parlate di tutte le religioni e il gregge aderisce sbandandosi, perché voi sparlate della dottrina di salvezza delle anime. Per questo periscono! Ma io sono mandata dalla Trinità per aiutare voi a salvare anime” (4 gennaio 1999).

All’inizio del messaggio del 14 agosto dello stesso anno, il Cornacchiola sente tremare la terra sotto i suoi piedi, quindi la Madonna gli dice: “Non temere, è un terremoto, segno di richiamo per tutto il mondo”, “Non rigettate le cose sante antiche! E non provocate scismi! Ma lavorate e pregate per l’unità e non per l’unione! Ricordatevi, figli miei, che amare tutti non è fare quello che fanno gli altri, che vivono di errori, di idolatria e di eresia. Queste cose sono da rigettare per non cadere sotto il giudizio di Dio, perché un giorno sarete giudicati. Molti hanno perduto questo concetto di Verità e non si accorgono che camminano e vi fanno camminare sulla falsa via, lontano dalle idee sostanziali della dottrina”.

E nel messaggio del 13 marzo del 2000, la Madre Celeste così conclude: “Figli miei, la salvezza non è riunire tutte le religioni per farne un ammasso di eresie ed errori, ma convertirvi per l’unità di amore e di fede. Non si può costituire una chiesa, poiché la Chiesa è già costituita, per accogliere il pentimento che è nell’errore e nell’eresia. Gli uomini devono vivere la Chiesa e non la Chiesa vivere di loro”, La dottrina della Chiesa è di Cristo, il Verbo mio Figlio, ed io sono Madre della Chiesa. Non cambiate la dottrina, ma cambiate i vostri cuori a vivere essa dottrina per la salvezza vostra e del prossimo che attende impaziente il vostro ritorno alla fonte pura dell’Evangelo”.

To be continued…

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L’anno che verrà

Alla fine è giunto.

Ci ha messo un anno intero, ma alla fine è arrivato, ‘sto (letteralmente) fatidico 2017.

E mai come quest’anno, gli auguri per quest’anno entrante, mi vengono fuori così sentitamente sinceri.

Perché mi sa che di ogni augurio di celeste benedizione, in ‘sto (letteralmente) fatidico 2017, ne avremo un gran bisogno.

E lo confesso: è un sacco di tempo che avevo intenzione di scrivere questo pezzo, ma poi, tra una cosa e l’altra, ho continuato a procrastinare, dicendo a me stesso che c’era ancora tempo per essere preso per matto, e così ho traccheggiato fino ad ora. Ma adesso di tempo non ce n’è più.

Andiamo però con ordine (e mettetevi comodi, che mi sa che questa volta sarò particolarmente prolisso), perché per capire quello che ci attende nei prossimi mesi occorre fare una piccola premessa: voltarsi un attimino indietro, diciamo di un paio di centinaia d’anni, o giù di lì.

Siamo nel 1820, anno in cui alla beata Anna Caterina Emmerick venne rivelato in visione mistica che, circa ottant’anni prima dell’anno duemila, a satana sarebbe stato concesso di essere liberato dalle sue catene, e di agire quindi con ampia libertà di male sulla terra, per un periodo di un secolo.

Questa profezia è stata confermata più volte nel corso della storia da altre fonti secondo varie modalità, cito brevemente qui le più attendibili: il 13 ottobre del 1884 al termine della Santa Messa, Papa Leone XIII ebbe una visione analoga, della quale raccontò di aver assistito ad una specie di colloquio tra Gesù ed il maligno, il quale sfidava Nostro Signore affermando che, se avesse avuto maggior potere su coloro tra gli uomini che avrebbero scelto di servirlo ed una più ampia libertà d’azione per un centinaio di anni, avrebbe sicuramente distrutto la Chiesa. Nella visione il Signore concesse a satana quanto questo gli chiedeva, ma per tutta risposta affermò che non avrebbe prevalso sulla Sua Chiesa.

Durante le sue numerose apparizioni dell’epoca moderna, anche la Madonna confermò la veridicità di questo “incontro” tra suo Figlio ed il nemico. Nelle apparizioni canonicamente riconosciute di Tre Fontane, per esempio, al veggente Bruno Cornacchiola, il 12 aprile 1947, dichiarò tra l’altro: “Le potenze malefiche opereranno nei vostri cuori e satana è sciolto, da promessa divina, per un periodo di tempo: accenderà fra gli uomini il fuoco della protesta, per la santificazione dei santi”.

Ora, se è vero che tre indizi fanno una prova, direi che a questa profezia occorre accordare una certa credibilità, e di conseguenza riconsiderare il contesto storico degli ultimi cento anni anche in questa prospettiva, diciamo, mistica, o no?

E se questo non bastasse (ma personalmente io ero già convinto fin da quella del 1947), pure a Medjugorje, in un messaggio dato il 14 aprile del 1982, la Madre di Dio ribadì l’urgenza di accogliere questa profezia: «Dovete sapere che satana esiste. Egli un giorno si è presentato davanti al trono di Dio ed ha chiesto il permesso di tentare la Chiesa per un certo periodo con l’intenzione di distruggerla. Dio ha permesso a satana di mettere la Chiesa alla prova per un secolo, ma ha aggiunto: “Non la distruggerai!”. Questo secolo in cui vivete è sotto il potere di satana ma, quando saranno realizzati i segreti che vi sono stati affidati, il suo potere verrà distrutto. Già ora egli comincia a perdere il suo potere e perciò è diventato ancora più aggressivo: distrugge i matrimoni, solleva discordie anche tra le anime consacrate, causa ossessioni, provoca omicidi. Proteggetevi dunque con il digiuno e la preghiera, soprattutto con la preghiera comunitaria. Portate addosso oggetti benedetti e poneteli anche nelle vostre case. E riprendete l’uso dell’acqua benedetta!».

Ora, taluni potrebbero obiettare che le controverse apparizioni della Madonna in terra slava non possono essere tenute in considerazione poiché non riconosciute ufficialmente dalla Chiesa.

Ok, concesso, ma si tenga per lo meno in debita considerazione che nelle apparizioni di Maria Santissima ad Itapiranga (avvenute dal maggio del 1994 al maggio del 1998), le quali invece sono state ufficialmente riconosciute dalla Chiesa e godono dell’imprimatur del vescovo locale, nel messaggio dell’8 dicembre del 1996 afferma tra le altre cose che «Itapiranga è unita alle mie rivelazioni date a Fatima ed anche alle mie ultime rivelazioni donate a Medjugorje, dove sto apparendo da lungo tempo».

Evidentemente in Cielo si conferma ciò che in terra si esita a riconoscere…

Comunque: fatta questa premessa necessaria (ve l’avevo detto che stavolta sarebbe stata più lunga del solito), risulta abbastanza evidente come le implicazioni di questa profezia conducano ad un diretto collegamento con le apparizioni di Maria Santissima a Fatima, in quel memorabile 1917, di cui quest’anno ricorre il centenario.

Diversi invero sono gli indizi che ci portano a questa conclusione.

In primo luogo il periodo indicato nella visione della Emmerick che inquadra l’inizio del secolo di satana intorno agli anni ’20. Poi la data della visione di Papa Leone XIII avvenuta il 13 ottobre, proprio il giorno dell’ultima apparizione di Fatima (quella del celebre “miracolo del sole”). Quindi lo stesso contenuto del messaggio dato dalla Madonna ai tre pastorelli, con la visione della realtà dell’inferno, la richiesta urgente della consacrazione del mondo al suo Cuore Immacolato e la profezia apocalittica sul futuro della Chiesa (un po’ come dire che l’inferno in terra è la conseguenza del regno di satana sui cuori degli uomini, per esorcizzare il quale è necessario fare una scelta di campo drastica e definitiva, come consacrarsi a Maria Regina e a Suo Figlio Cristo Re, altrimenti ciò che attende l’uomo, prima dell’inevitabile trionfo del Regno di Dio, è una grande tribolazione unita al martirio: tutte cose a cui, peraltro, abbiamo avuto modo di assistere in questo ultimo centinaio d’anni del millennio passato).

E se è vero (come è vero) che questo, il cui termine stiamo vivendo, è stato il secolo concesso al maligno (come affermato a Tre Fontane e ribadito esplicitamente a Medjugorje), allora è chiaro che basta fare due conti per inquadrare esattamente il contesto storico attuale.

Ipotizziamo infatti che a Fatima la Madonna sia apparsa, diciamo in via preventiva, per mettere l’umanità in guardia dal secolo satanico che sarebbe sopraggiunto e darle i rimedi necessari per contrastarlo (cosa che tra l’altro Maria Santissima è maternamente adusa fare, come dimostrano le sue numerose apparizioni durante l’epoca moderna – si veda, per un approfondimento, L’ora della Donna), il mese in cui ha fatto la sua ultima apparizione, quindi, potrebbe essere anche quello in cui si è inaugurato il centennio maledetto, il quale perciò si sarebbe protratto dall’ottobre del 1917 fino all’ottobre del 2017.

E sapendo che, come afferma unanimamente il consesso degli esorcisti, la notte del 31 ottobre coinciderebbe con il “capodanno del diavolo”, potremmo anche ipotizzare che proprio in questo giorno cadrebbero gli estremi del tempo concesso al principe di questo mondo per tentare di distruggere la Chiesa.

A ciò si aggiungano altri due dati. Anzi tre. Anzi quattro.

Per coincidenza, nel 2017, ricorrono una manciatina di anniversari piuttosto particolari, segno che il diciassettesimo anno del secolo parrebbe sotto una particolare influenza supernaturale: abbiamo l’ormai noto cinquecentenario dell’eresia scismatica luterana (che per combinazione cade il giorno del 31 ottobre del 1517). Due secoli dopo, nel 1717, ricorre la fondazione ufficiale della prima Gran Loggia della Massoneria, in quel di Londra, il 24 giugno (toh: proprio il giorno in cui è avvenuta la prima apparizione della Madonna a Medjugorje). Infine, duecento anni più tardi, ecco lo scoppio della rivoluzione comunista, ancora una volta in quel famigerato mese di ottobre del 1917, chiamato “rosso” non solo per il simbolico colore che contraddistingue la mortifera ideologia atea marxista, ma anche e soprattutto, per il colore di tutto il sangue il cui spargimento proprio il variegato mondo dei socialismi, nazionali e non, è stata la causa principale nel secolo passato.

Poi c’è la famosa profezia della mistica stigmatizzata bavarese Teresa Neumann, la quale, al termine della seconda guerra mondiale, mentre i popoli esultavano per la fine dei conflitti, disse: “È giustificata la gioia, perché l’incubo è finito… Ma la grande piaga si aprirà nel 1999 e sanguinerà per diciotto anni: sarà questo il tempo di Caino”, periodo durante il quale la veggente affermò di avere visto «rovesciare sulla terra ceste piene di serpenti, che strisciavano sulle città e sulle campagne, distruggendo tutto. E quando l’opera di distruzione è stata compiuta ho visto scendere sulla terra degli angeli, sotto forma di uomini».

Ora, facendo finta d’ignorare che il numero 18, tra le altre cose, sia dato dalla somma di tre volte 6, rimane il fatto che questo “Tempo di Caino” andrebbe a coincidere con il periodo finale del secolo concesso al maligno, quello in cui, secondo le parole della Madonna, egli, sentendo scadere il suo momento, si spenderebbe in una sorta di “sprint finale” in cui si giocherebbe il tutto-per-tutto.

Per chi non l’avesse ancora notato: millenovecentonovantanove più diciotto fa giusto-giusto duemiladiciassette.

Quindi abbiamo quell’enigmatico auspicio dell’attuale Papa Emerito Benedetto Decimosesto, personaggio noto per la parsimonia calcolata con cui si spendeva in esternazioni, le cui parole da pontefice egli ha sempre elargito pesandole con il bilancino del farmacista e sempre pregne di significati profondi, anche quando, come in questo caso, si esprimeva a braccio.

Ebbene, durante il suo viaggio apostolico in Portogallo per celebrare il decimo anniversario della beatificazione dei due veggenti Giacinta e Francesco Marto, a proposito della terza parte del segreto di Fatima ha affermato che «solo nel corso della storia possiamo vedere tutta la profondità che era per così dire “vestita” in questa visione», che in essa «sono indicate realtà del futuro della Chiesa che man mano si sviluppano e si mostrano», che in essa «si vede la necessità di una passione della Chiesa», come predetta anche da Gesù per la fine dei tempi, e che «naturalmente si riflette nella persona del Papa».

Aggiungendo anche che: “Quanto alle novità che possiamo oggi scoprire in questo messaggio è che non solo da fuori vengono attacchi al Papa e alla Chiesa, ma le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall’interno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa. Questo lo vediamo sempre, ma oggi lo vediamo in modo realmente terrificante: che la più grande persecuzione alla Chiesa non viene dai nemici di fuori, ma nasce dal peccato nella Chiesa, e che la Chiesa quindi ha profondo bisogno di reimparare la penitenza, di accettare la purificazione, di imparare il perdono, ma anche la necessità della giustizia. Il perdono non sostituisce la giustizia”.

Ma soprattutto, il 13 maggio, nell’omelia durante la celebrazione della Santa Messa alla Spianata del Santuario (quindi non proprio un contesto privato ed informale) chiarì ed auspicò: “Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa…” e “Possano questi sette anni che ci separano dal centenario delle Apparizioni affrettare il preannunciato trionfo del Cuore Immacolato di Maria a gloria della Santissima Trinità”.

Mica che il Papa sappia qualcosa a riguardo e ce l’abbia discretamente ventilato? Una roba del tipo: «chi ha orecchie per intendere, intenda»?

A questo punto io qualche domanda avrei iniziato a farmela, e mi sarei anche già dato qualche risposta, ma per mettere in qualche modo un sigillo a tutta questa faccenda ecco che veniamo all’ultima polpetta (almeno per questa volta) sull’argomento.

Ci sono infatti le affermazioni di un certo Fabio Gregori, capo di quella famiglia di Civitavecchia prima proprietaria della Madonnina che ha lacrimato sangue ed in seguito depositaria dei messaggi che la Madonna ha lasciato sempre in quel contesto di apparizioni, le quali, per inciso, sono riconosciute dalla Chiesa e da cui è nato anche un libro che li raccoglie tutti.

Quindi a parlare non è proprio un chiunque chicchessia, e a chi va in pellegrinaggio a quel Santuario eretto alle porte di Roma, egli testualmente ricapitola che, in tali apparizioni la nostra Madre Celeste «ci ha messo in guardia dall’attacco di satana alla famiglia, dagli scandali e dell’apostasia, ossia dal rinnegamento della dottrina nella Chiesa romana per colpa di “molti sacerdoti” che avrebbe fatto scorrere il sangue di Gesù nella terra e nella croce», e che occorre, in questi tempi realmente ultimi, consacrarsi al suo Cuore Immacolato, come estrema ratio per rimanere custoditi sotto il suo manto materno, ora che «satana vuole distruggere l’umanità colpendo la famiglia, fonte della vita e della fede. La Madonna chiede questo anche per proteggerci dal grande e finale attacco del 2017, centenario di Fatima», sicché consacrarsi a Maria «significa farsi condurre a Lui (Dio, n.d.r.) tramite lei, che, come Chiesa, ci porterà alla vittoria sotto la sua protezione nello scontro finale fra bene e male»; poiché «siamo in tempi eccezionali, ed anche per questo, come ha chiarito lei stessa nel messaggio del 26 agosto del 1995, sta parlando in ogni parte del mondo per aiutarci a superare il dramma attuale che precede la seconda venuta di Cristo annunciata nei messaggi».

Eccallà: papale-papale.

E a questo punto, io ve lo dico fuori dai denti, anche a rischio di venire smentito dalla storia e ricoprirmi di ridicolo, ma ho l’intima (oltreché ragionevole) certezza che l’anno che comincia oggi sarà quello che vedrà spiegarsi l’apoteosi del nemico, il suo colpo di coda prima di ricadere nell’abisso.

Che vedrà l’umanità protagonista di una grande tribolazione, il cui svolgersi non so come sarà (anche se qualche sospetto ce l’ho, e mi riservo di ritornarci sopra, magari nei prossimi articoli), ma che temo sarà davvero sconvolgente per molti aspetti.

Un anno di dura prova che forgerà testimoni della fede in chi si attaccherà con le unghie e con i denti a quelle due colonne che, come descritto nel celebre sogno di San Giovanni Bosco, sole potranno salvare la nave della Chiesa travolta da immane tempesta: la preghiera Mariana del Santo Rosario e l’assidua frequentazione del Cristo Eucaristico.

Lunghi mesi che saranno scanditi da una battaglia su tutti i piani dell’umano, a cominciare da quello spirituale, ma che, per quanto sarà cruenta, nella sua conclusione ci farà assistere finalmente a ‘sto benedetto trionfo del Cuore Immacolato di Maria.

To be continued…

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