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Il mito fatto carta

Mascherina

Narra un’antichissima leggenda che quando vennero creati, l’uomo e la donna furono dotati, oltreché dei normali due, anche di un terzo occhio, di natura spirituale, che li rendeva capaci di scrutare oltre il visibile: al maschio esso dava la capacità di intellìgere il Creato, cogliendone la struttura per comprenderne il funzionamento e, manipolandolo per il bene, gestirlo con responsabilità; alla femmina, invece, quest’occhio interiore donava la capacità di decriptare le creature senzienti, in particolare l’uomo, decodificandone l’essenza per poter gestire con responsabilità la relazione con lui in ordine al bene comune.

Racconta poi la storia (quella vera e misconosciuta), che con il passare dei secoli, ma soprattutto con il sorgere dell’epoca moderna, l’uomo ha via-via perso l’uso del suo terzo occhio poiché sempre più concentrato esclusivamente sull’uso della sua terza gamba, e questo lo ha portato a perdere il senso della propria responsabilità sul Creato, finendo per abusarne: pasticciando con esso perché ormai troppo abituato a pasticciarsi.

D’altra parte anche la donna, in epoca contemporanea, a furia di fare monologhi con la sua vagina ha finito per diventare cieca di quello sguardo che le permetteva di discernere le corrette modalità per relazionarsi con la sua controparte maschile, perdendo il senso della sua comprensione dell’altro nell’abuso prevaricante e manipolatorio delle sue indubbie doti naturali.

Annuncia infine un’antica profezia che quando i tempi saranno maturi le donne torneranno a parlare il linguaggio maschile e, reimparando a rivolgersi all’androceo con la sapienza mai superata di un sano femminismo medievale, potranno ripristinare con esso quella relazione serena e buona che ristabilirà i maschi nel loro primitivo ruolo di mariti devoti e buoni padri di famiglia, rendendoli nuovamente quello che erano in origine: uomini veri.

E ciò avverrà per mezzo di un libro rivoluzionario, che rivelerà nuovamente alle donne tutti i codici per decriptare gli appartenenti al genere maschile della specie umana.

Un imprescindibile prontuario con tutte le password dei maschietti (comprese quelle del pc, del cellulare e soprattutto della carta di credito).

Un manuale d’istruzioni per tornare a prendere il maschio per il verso giusto, cosicché la pianti di depilarsi le sopracciglia e torni a farsi crescere la criniera.

Un libro pieno di cose che una donna segretamente anela di (ri)scoprire.

E che uscirà a novembre.

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La sindrome del panda

La sindrome del panda - Miniatura

È finalmente uscito il libro più controverso del nuovo millennio: dal già discusso autore de Il Vangelo di Maria, Nella carne, col sangue, Nel nome del Padre e Non più due, una nuova opera decisamente controcorrente, che con il suo irrispettoso umorismo scardina ogni “diktat” della cultura dominante.

La sindrome del panda è destinato a diventare in breve tempo un vero best seller ed è da oggi disponibile in tutte le migliori librerie.

«Contro ogni regola del politicamente corretto: illeggibile»

Washington Post

«Antidiluviano, antiliberista, antidarwiniano: non ci ha fatto ridere»

The Guardian

«Oscurantista ed antiegualitario, basato su tesi pre-illuministiche: anacronistico»

Le Monde

«Retrivo e medievale: affermare che esistano solamente due sessi è da nazisti»

Die Welt

«Giovanoli chi?!?»

Corriere Della Sera

«Troppo ancorato alla Tradizione e al Magistero, ma chi siamo noi per giudicare?»

Avvenire

«E che vi dobbiamo dire? A Noi è piaciuto un sacco»

Dio

Acquistabile anche su internet presso: AmazonIBSeBay o direttamente dall’editore Gribaudi.

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La sindrome del panda

 

La sindrome del panda - Miniatura

Volevo scrivere un libro che parlasse all’uomo, dell’uomo, da uomo.
Ma che parlasse anche alla donna, dell’uomo, da uomo.
Un libro che parlasse dell’uomo e della donna, agli uomini ed alle donne, da uomo.

Volevo scrivere un libro che ricordasse all’uomo il bello d’essere uomo ed alla donna il bello d’essere donna, ma che riconducesse anche entrambi a riscoprire il bello dell’essere fatti l’uno per l’altro e non l’uno contro l’altro.

Volevo scrivere un libro che parlasse del maschio e della femmina e del loro essere meravigliosamente unici e complementari: definitivamente non-intercambiabili. Un libro serio, ma non barboso, che fosse piacevole da leggere, anzi persino divertente.

Volevo scrivere un libro politicamente scorrettissimo e per farlo non serviva altro che parlare di cose ovvie, del tutto banali, cose vecchie come il cucco, ma altrettanto vere, che però oggigiorno non si conoscono più, ed anzi dà scandalo parlarne.

Volevo scrivere un libro, un bel libro, che parlasse di quella relazione tra ruoli capace di muovere il mondo, ma che di questi tempi è stata talmente pasticciata da essere quasi irriconoscibile, da renderla talmente triste che si preferisce rifuggirla nella vita vera, per scimmiottarla in quella virtuale.

Ma soprattutto volevo scrivere un libro che desse un po’ la sveglia a quella generazione d’uomini che si sono lasciati rubare il senso buono e bello della vita, in particolare di quella di relazione, e seguendo il più facile richiamo di falsi slogan si sono lasciati instradare sulla via dell’estinzione. E manco se ne accorgono più, tanto sono impegnati a cercare pokémon anziché figa.

Volevo scrivere un libro che fosse vero ed irriverente, ortodosso ed originale, serio e faceto insieme, e con dentro anche qualche parolaccia, così: tanto per sentirmi un po’ trasgressivo.

Ecco: volevo scrivere un libro così.

E niente: alla fine l’ho scritto. Ed esce a settembre.

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Siamo tutti Giuda

Estratto da “Non più due”

Bambina mia, in questo giorno che ci vede ricordare il tradimento dell’apostolo verso il Dio incarnato, lascia che ti parli di questo argomento così scabroso quanto, ahimé, quotidiano, in ogni relazione, ma soprattutto in quella sponsale.

E te lo dico subito, cosicché tu possa metterti il cuore in pace: tradirai e sarai tradita.

Perché se l’uomo è pur capace di fedeltà, è anche vero che, per quella sua natura ferita dal peccato originale, rimane incline e tentato al rinnegamento di quella fiducia che gli viene accordata.

Ciò però non ti sia di scandalo, né di sconforto, poiché proprio in virtù di quel Sacramento che unirà te ed il tuo sposo, potrete ogni volta rialzarvi da ciascuna caduta se vi aggrapperete l’uno all’altro ed entrambi a Colui che vi sostiene.

Poiché siamo tutti Giuda e quando ci troviamo ad essere infedeli ai voti fatti, per quanto sacri essi siano, non dobbiamo lasciarci prendere dalla disperazione, ma con ancor maggior sollecitudine di quella occorsa per tradire, subito pentiti domandare perdono a chi è stato vittima della durezza del nostro cuore.

Se invece siamo noi a subire il tradimento allora dobbiamo avere l’umile coraggio di vedere in chi ci ha offeso la nostra stessa debolezza, per saper poi cogliere quella lacerante circostanza come l’opportunità che si rivela essere, se vissuta in Cristo: perché davvero per chi è vittima del tradimento si realizza l’occasione di vivere in comunione con quel Dio fattosi Carne che, all’apice del Suo dono d’Amore, è stato rinnegato, e quindi non subire il male come uno schiavo delle contingenze, ma rimbalzarlo con un atto d’amore ancor più grande, facendosi padrone di una circostanza mortifera ribaltata in una convivenza col divino.

E per la mia esperienza ti garantisco figlia mia che in quel momento in cui comprenderai che il tuo cuore straziato dalla fiducia tradita è tanto più simile al cuore ogn’ora disprezzato di Dio, davvero ti ritroverai in intimità con quel Gesù consegnato dal discepolo iscariota ai suoi aguzzini, e potrai perfino arrivare a renderne grazie, perché ti sentirai privilegiata di una tale comunione.

Anche se umanamente, come tuo padre, spero tu non debba mai essere messa alla prova su questo terreno, ma altresì vivo la consapevolezza che nel tuo piccolo anche tu rinnegherai e sarai rinnegata, facendo ogni giorno esperienza di cosa significa davvero vivere la grandezza del matrimonio, anche nelle tante piccole ombre gettate dalla debolezza umana.

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