Cronache

Posta dal Cielo

“Ma che cosa dobbiamo decidere? Non si fa del bene? Non si prega? Non ci sono forse le conversioni? Non si aggiustano i matrimoni? Non viene impartito puro catechismo? E allora lasciamo che la Madonna faccia quello che noi non sappiamo più fare!”

Papa Pio XII

È vero che la rivelazione pubblica si è chiusa con la morte dell’ultimo apostolo, e che le rivelazioni private non vincolano la fede, ma è altrettanto vero che Dio interseca tutta la storia (ed ogni storia) della Creazione; che Gesù vive, e se vive è presente «fino alla fine del mondo»; e che la Madonna, essendo stata assunta in Cielo con il suo proprio corpo (questo sì che è dogma di fede) già gode una condizione trasfigurata e pertanto può rendersi fisicamente presente in terra a quelli che, in fin dei conti, sono i suoi figli nel Figlio e che da Costui, precisamente a Lei, che è la Donna, sono stati affidati insieme alla Chiesa Sua Sposa.

Pertanto non è affatto ragionevole, oltreché imprudente e ben poco cattolico, disprezzare le rivelazioni private, nonché le apparizioni Mariane, bollandole come meramente superflue alla vita di fede.

E questo, il popolo dei credenti, lo sa da sempre, e da sempre (e a ragione) non solo ritiene le rivelazioni private degne di considerazione, ma, con quel pragmatico buon senso di cui, da che mondo è mondo, la gente semplice si è sempre dimostrata dotata, pure si fida di esse e da esse si lascia formare nel cammino di fede, soprattutto in quei frangenti della storia che paiono essere avvolti, più di altri, nel mistero tenebroso del male.

In particolare le apparizioni della Madonna sono il segno più evidente che Lei è realmente Madre e Maestra della Chiesa: che come madre se ne prende cura, avvertendo i suoi figli dei pericoli che incombono su di loro, e che come ogni buona maestra ripete fino allo sfinimento i fondamenti della fede, i quali poi si riducono, in ultima istanza, a riportare ogni volta al centro Cristo suo Figlio, vera ed unica salvezza.

Ecco che allora non ha nessun senso, ma anzi è pernicioso, squalificare aprioristicamente quelle apparizioni dove Maria Santissima si presenta per lungo tempo e insiste nel consegnare all’umanità ripetuti messaggi, avvertimenti e financo segreti, sentenziando pretestuosamente che la vera Madre di Dio è taciturna, lasciando intendere, di conseguenza, che una Madonna così ciarliera non può che essere un’invenzione di presunti veggenti.

Perché invece, se proprio dobbiamo dirla tutta, davanti a figli che non ascoltano i suoi avvertimenti, una vera mamma non rimane affatto zitta, ma anzi persevera con vero accanimento fino a sgolarsi nel richiamare coloro che sono in pericolo.

Questa è un’evidenza che chiunque nella sua vita ha potuto sperimentare: quante volte infatti abbiamo sbuffato davanti alle nostre mamme che ci ripetevano sempre le stesse cose?

E più noi ignoravamo i loro ammonimenti, più loro perseveravano nel riproporceli, salvo poi rimpiangere di non averle ascoltate quando finivamo in quei guai da loro predetti?

E perché mai la Madonna dovrebbe comportarsi diversamente, lei che è più Mamma di ogni altra mamma?

Anzi, è fin troppo buona: fosse per me dopo tre volte che non mi ascolti scatterebbero anche gli sberloni.

Ma d’altronde io sono un papà, e si sa che i padri hanno meno pazienza delle madri, e dopo un po’ lasciano che i figli sperimentino le conseguenze della loro disobbedienza oppure partono coi castighi.

E forse è proprio per questo che anche il Padre, quando i suoi figli si ostinano nella disobbedienza ai Suoi Comandamenti, disprezzando persino il Sacrificio di Redenzione attuato nel Suo Figlio, manda avanti la Madre, come ultima àncora di salvezza, prima di lasciar libero il braccio della Sua Giustizia.

Che dite? Magari è precisamente per tale motivo che in questi tempi in cui viviamo, soggetti allo scatenamento di quel male che ha ottenuto una particolare libertà d’azione proprio in virtù del crescente e determinato allontanamento dell’uomo da Dio, la Mamma Celeste si presenta con tale frequenza ed assiduità come mai prima nella storia delle apparizioni mariane.

Già solo questo dovrebbe darci il polso delle circostanze di reale pericolo in cui ci ritroviamo a vivere, poiché se la Madonna appare proprio in questo tempo, consegnando ammonimenti e richiami, c’è un motivo.

Come tutte le madri Ella ha un indubbio senso pratico: come qualunque altra mamma, avverte i propri figli di un pericolo, per tempo, ma non con troppo anticipo (altrimenti poi finiscono per dimenticarsene), e soprattutto se il pericolo riguarda direttamente loro e non eventuali altri che venissero dopo di loro.

Ecco perché la Santissima Vergine appare in precisi momenti storici (e come tutte le donne è così attenta alle date): perché ogni volta si rivolge alla generazione direttamente interessata agli avvenimenti che si stanno per svolgere, perché questi accadranno a quei figli, non ad altri prima o dopo di loro.

Così ha fatto in ogni apparizione della storia e così ha fatto anche a Fatima: ha ammonito innanzitutto quella generazione che avrebbe potuto evitare la seconda guerra mondiale, illustrando poi le conseguenze future alla mancata messa in pratica delle sue richieste (per eventuali approfondimenti sul modus operandi della Madre Celeste nelle sue apparizioni si legga L’ora della Donna).

Ecco perché, visto che le apparizioni di Maria in terra si sono moltiplicate in quest’ultimo secolo intensificandosi decisamente (sia in frequenza che in lunghezza di tempo, oltreché in intensità di richiamo) a partire dagli anni ’80 del novecento, ritengo personalmente che i suoi appelli siano rivolti proprio alla mia generazione, e perché penso che proprio la mia generazione sarà testimone degli avvenimenti a cui la Madonna sta preparando i suoi figli (e dicendo questo, scusate, ma io una toccatina me la do).

Lo so cosa state pensando adesso: “Ecco: tutto ‘sto pistolotto per poi parlare ancora una volta di Medjugorje…”.

E invece no cari i miei quattro lettori: anche se quelle di Maria in Bosnia-Erzegovina sono in effetti le prime è più celebri apparizioni dell’ultimo mezzo secolo (sono infatti incominciate nel 1981) ne ho già parlato in La verità, vi prego, su Medjugorje, dove con toni giocosi e surreali ho cercato di sottolineare come, al di là di quello che sarà il giudizio della Chiesa (che per ora è ancora sospeso), la veridicità o meno di queste apparizioni si affermerà da sola se e quando si realizzeranno i segreti che la Regina della Pace ha consegnato ai veggenti.

E no: non mi riferisco nemmeno alle altre tre grandi apparizioni di fine novecento (che magari affronteremo prossimamente): quelle di San Nicolàs (1983), quelle di El Cajas (1988) e quelle di Itapiranga (1994), i cui contenuti, similmente a quelli di Medjugorje, riguardano il tribolato futuro prossimo dell’umanità (tra l’altro mentre per El Cajas il giudizio della Chiesa è ancora sospeso, le altre due hanno invece ricevuto il riconoscimento del vescovo locale).

Niente di tutto questo, tutta la premessa fatta fino ad ora serviva per introdurre in maniera adeguata i contenuti di un’altra serie di apparizioni mariane, incominciate sempre in quei fatidici anni ottanta del secolo scorso (un 29 settembre del 1987 per la precisione), le quali hanno per oggetto un fortissimo richiamo Eucaristico e che sono contraddistinte da un carattere marcatamente profetico: le apparizioni di Nostra Signora Regina della Pace ad Anguera, in Brasile.

Qui Maria Santissima appare per riunire intorno a sé tutti i suoi figli di buona volontà e, come dice lei stessa nel primissimo messaggio del 1987, «per vincere insieme un grande male che può abbattersi sul mondo».

A questo scopo rivolge un urgente appello alla preghiera perseverante (in particolare del Rosario) ed un ritorno ad una fervente devozione Eucaristica, richiedendo «la conversione di tutti il più velocemente possibile».

Nulla di nuovo sotto il sole, si sarebbe portati a sentenziare, se non fosse che ad Anguera, la Madonna stessa ha dichiarato che il Signore l’ha mandata non per compiere miracoli, ma con lo specifico scopo di fare rivelazioni sul futuro dell’umanità come mai in nessun’altra apparizione della storia.

Un carisma profetico che ne contraddistingue ogni messaggio dato e che nel tempo ha già più volte dato quantomeno prova di attendibilità: sono tantissime le profezie date ad Anguera e realizzatesi fino ad ora, di cui una novantina sono state raccolte persino in un libro.

Ne riporto qui due ad esempio per tutte le altre e che, personalmente, mi hanno colpito di più.

La prima si riferisce alla catastrofe dell’11 settembre con la distruzione delle Torri Gemelle, che ha inaugurato quella campagna globale di guerra al terrore che ancora oggi dissemina conflitti in mezzo mondo.

Ebbene il primo gennaio del 2001 la Madonna avvertiva che «in quest’anno molti piangeranno perché un grande tesoro sarà tolto di mezzo a voi» riferendosi alla pace che, come confermò l’anno successivo «è il grande tesoro perduto dall’umanità a causa di coloro che vivono senza Dio e nell’odio», rincalzando: “La profezia che vi ho annunciato lo scorso anno si è realizzata con il triste e doloroso evento negli Stati Uniti. Pregate molto, perché tutto questo causerà ancora grandi danni all’umanità. Da secoli vengo nel mondo per chiamare gli uomini alla conversione, ma essi preferiscono la guerra, la morte e il disamore” (1 gennaio 2002).

La seconda profezia, invece, riguarda quello che sarebbe stato il pontificato dell’attuale Papa Emerito, Benedetto XVI: la Regina della Pace nel messaggio del 19 aprile del 2005, già metteva in avviso l’orbe cattolico raccomandando di pregare per il nuovo successore di Pietro, poiché «con lui la Chiesa avanzerà, ma sarà perseguitata dai nemici. Il Santo Padre sperimenterà il Calvario, perché molte delle sue posizioni andranno a contrastare i nemici della Chiesa», preannunziandone poi, il 24 giugno dello stesso anno, le future dimissioni in questi termini: “La pietra della pietra sarà spezzata” ed aggiungendo un particolare allora inintellegibile: “Un uccello del palazzo andrà ad abitare in un altro nido”.

Questo giusto per rendere l’idea della marca di queste apparizioni, che essendo ancora in corso non hanno potuto avere il riconoscimento ufficiale, ma che sono sotto il discernimento di una commissione diocesiana preposta e del vescovo locale, il quale ha presenziato le celebrazioni delle apparizioni nel “Santuario” di Nostra Signora di Anguera dando più volte prova di stima nei confronti del veggente Pedro Regis.

Come detto, Maria Santissima nei suoi messaggi mette in continuazione al centro Gesù Eucaristico, invitando alla preghiera, alla conversione, alla penitenza, all’assiduità nella frequenza della Parola e dei Sacramenti, con una veemenza tale che lei stessa (e non senza una sottile vena autoironica) ammette di essere «la Madre che ripete la stessa canzone: volgetevi a Mio Figlio Gesù».

E con la medesima determinazione ammonisce i suoi figli sugli eventi che incombono, illustrando, un tassello alla volta, i tempi oscuri in cui l’umanità si troverà e già si trova a vivere, come quando ha avvertito della pandemia di perversione da cui oggi siamo travolti: “Gli uomini hanno abbracciato ogni sorta di immoralità e hanno sfidato il Creatore. Sappiate, voi tutti, che la giustizia del Signore verrà. Gli angeli di Sodoma verranno sulla terra e guai a coloro che vivono nell’immoralità e nella disobbedienza al Signore” (4 agosto 2007).

Oppure come in quel messaggio in cui, in tempi assolutamente non sospetti, ha messo in guardia dalla nefasta opera di persuasione che un particolare personaggio avrebbe avuto all’interno della gerarchia vaticana, facendo perfino nome e cognome: Walter Kasper: per causa sua molti moriranno. I prescelti per difendere la verità la negheranno” (3 settembre 2005).

E so che qui molti storceranno il naso dicendo che non è nello stile della Madre Celeste accusare così apertamente una singola persona.

Ammesso e non concesso (chi può dire quale debba essere lo “stile” che la Madre di Dio deve tenere?), è innegabile che Nostra Signora c’abbia preso: basta andare a leggere qualche prodotto della teologia Kasperiana per togliersi il dubbio.

E poi scusate, ma torniamo sempre lì: se una mamma qualunque vede che uno dei suoi figli, con la sua influenza, mette in gravissimo pericolo molti altri suoi fratelli, vuoi che non metta in guardia questi ultimi additando chiaramente quel figlio cosicché essi si tengano alla larga da lui? In questo modo non farebbe del bene al figlio perverso innanzitutto, mettendolo nella situazione di chiedersi come mai i suoi fratelli lo evitino accuratamente?

Che forse non è mai successo che un genitore abbia denunciato e fatto arrestare il proprio figlio perduto su una cattiva strada? E non è segno questo di un amore vero nei confronti proprio di quel figlio in particolare, oltreché per la salute dei suoi eventuali fratelli?

Comunque.

Gli appelli della Madre Celeste, ad Anguera, si sono moltiplicati negli anni, circostanziando sempre di più i contenuti, sia in ordine di argomento, che in ordine di tempo, e precisamente di questo tempo.

Tanto che dall’anno scorso i suoi richiami hanno iniziato ad essere davvero impellenti e specifici: “Vivete nel tempo dei dolori. Gravi conflitti si diffonderanno in varie nazioni. Il terrore sarà presente anche nel vostro Brasile. Pregate, pregate, pregate” (5 gennaio 2016), e «Quando vi chiedo di pregare, dovete capire che si tratta di una necessità urgente», ha precisato la Santissima Vergine nel 2001.

“Il possesso di un’arma potente da parte degli uomini del terrore causerà grande preoccupazione agli uomini. State attenti. Vivete nel tempo dei grandi conflitti” (8 gennaio 2016), ammonendo poi che «quando l’umano parla più forte del Divino, il demonio vince. (…) Soffro per quello che vi attende. Un esercito sarà sorpreso. La morte verrà dalle profondità» (9 gennaio 2016).

“Molti avvenimenti nell’umanità portano gli uomini a pensare che Dio li ha abbandonati, ma Dio non abbandona i Suoi Figli. (…) L’umanità berrà ancora il calice amaro della sofferenza. La ribellione degli uomini contro il Creatore attirerà Grandi Castighi (22 gennaio 2016), ma «Quando tutto sembrerà perduto, il Signore agirà e l’umanità sarà purificata. Saranno tre giorni di calvario e dopo verranno Nuovi Cieli e Nuova Terra» (25 marzo 2016).

E fin qui tutto ok (insomma, per dire: i tre giorni di calvario ricordano tanto le profezie sui tre giorni di buio, ma di questo magari ne parleremo in un’altra occasione), poiché Maria parla ancora al futuro, benché prossimo.

Poi però c’è stata una specie di cambio di registro, perché il 9 aprile 2016 ha sganciato la bombetta: I Tempi da Me predetti in passato sono arrivati. Siate forti. Non indietreggiate. Cercate forza nelle Parole del Mio Gesù e nell’Eucaristia. Vedrete ancora orrori sulla Terra, ma coloro che rimarranno fedeli al Vero Magistero della Chiesa saranno salvi”.

Da quel momento ha iniziato a infilare una serie di ammonimenti sempre più d’attualità, alternando predizioni particolari (tipo quella del 10 maggio 2016, quando ha detto che «la sofferenza arriverà a Torino e gli uomini e donne di fede piangeranno e si lamenteranno» (al che, lo confesso, ho pensato subito alla Sacra Sindone) a frasi di consolazione, definendo sempre più specificamente i pericoli che lambiscono questa generazione, indicando però ad un tempo anche i rimedi per fronteggiarli: “I vostri nomi sono già incisi nel mio Cuore Immacolato e ciascuno riceverà la ricompensa per le opere realizzate a favore dei Miei Piani. Ecco il tempo del Grande Combattimento: Confessione, Eucarestia, Sacra Scrittura, Santo Rosario e fedeltà al Vero Magistero della Chiesa, ecco le armi per questo grande combattimento. Avanti senza paura” (28 maggio 2016).

In pieno Giubileo della Misericordia ha tweettato: “Non potete soffocare la Verità a costo di una falsa carità. Non c’è vera carità senza obbedienza alla Verità. L’umanità vivrà l’angoscia di un condannato perché gli uomini si stanno ponendo al posto del Creatore. Arriverà il giorno in cui la Fede sarà presente in pochi cuori. Il demonio avanzerà e causerà un grande danno spirituale nella vita di coloro che vivono nei dubbi e nelle incertezze” (2 luglio 2016); così, tanto per essere chiari, eh…

Quindi ha iniziato a battere il martello sui sommovimenti interni alla Chiesa, manifestando una particolare apprensione per le sorti di quella Sposa di Cristo di cui è pur sempre Madre e Maestra: “Piegate le vostre ginocchia in preghiera. Camminate verso un futuro doloroso. Molte novità sorgeranno nella casa di Dio, ma non porteranno il popolo di Dio alla verità” (12 agosto 2016), quando una ventina di giorni prima aveva annunciato che «l’uccello nero si diffonderà per tutto il mondo e dove passerà lascerà grande distruzione» (28 luglio 2016), e subito ha riproposto la cura contro ogni male, ricordando che «la vostra vittoria è nell’Eucaristia. L’Eucaristia è il più grande tesoro della Chiesa del mio Gesù. Il mio Gesù viene al Padre ma rimane con voi nell’Eucaristia con il suo Corpo, Sangue, Anima e Divinità. Questa è la verità che deve sempre essere difesa e mai essere negata. Questo è il tempo dei dolori per i miei poveri figli. Camminate verso un futuro di grandi persecuzioni. I nemici agiranno contro la Chiesa del mio Gesù e grandi saranno gli attacchi contro l’Eucaristia. Una proposta sarà fatta dai nemici, ma la verità del mio Gesù non può essere cambiata» (15 agosto 2016).

Emblematico il messaggio del 31 agosto 2016, in cui ha ribadito i motivi alla base delle stesse apparizioni di Anguera: “Vivete in un tempo di grandi confusioni spirituali. Il Signore mi ha mandato per parlarvi  e rivelarvi le cose che verranno. Gli eventi futuri che vi ho annunciato qui, accadranno. Piegate le vostre ginocchia in preghiera, perché solo così  potrete sopportare il peso delle prove che arriveranno. Io sono la vostra Madre Addolorata e soffro per quello che viene per voi. State attenti. Ciò che il Signore Mi ha permesso di rivelarvi qui, mai l’ho rivelato in alcun altro luogo. Non perdetevi d’animo. Ho bisogno della vostra coraggiosa testimonianza pubblica. Siate giusti. Sarete perseguitati per difendere la verità. Giorni difficili verranno per i giusti, ma dopo il dolore arriverà la vittoria. Avanti”, spiegando poi che «l’umanità cammina verso le tenebre della cecità spirituale. Tempi verranno in cui la verità sarà abbandonata e gli uomini abbracceranno falsi insegnamenti» (15 settembre 2016) e siccome le realtà spirituali anticipano e sono all’origine di ripercussioni materiali, di conseguenza «l’umanità cammina sulla via dell’autodistruzione che gli uomini hanno preparato con le loro stesse mani» (01 ottobre 2016).

But don’t panic, perché «nella Grande e Finale Tribolazione gli Angeli del Signore vi guideranno e nessun male vi accadrà» (19/10/2016), anche se «in quel Grande Giorno si salveranno solo coloro che saranno rimasti fedeli. Molti si pentiranno della vita vissuta senza la Grazia di Dio, ma per molti sarà tardi» ergo «pentitevi» (25 ottobre 2016).

E nel caso il concetto non fosse abbastanza chiaro, la Madonna (alla facciazza di coloro che la vorrebbero zittita) ha inanellato un filotto di mòniti che fanno male come ceffoni in faccia, in un crescendo tale che sembra quasi stia commentando la cronaca ecclesiale in real time e di contenuti così omogenei che se ne può fare un discorso unico, che copre l’arco dell’ultimo quadrimestre, diciamo a cominciare da quel famigerato inizio di novembre che ha visto la statua dell’eresiarca entrare in Vaticano: «La Chiesa cammina verso il Calvario» (2/11/2016) perciò «siate zelanti per la Divina Presenza di Gesù nell’Eucaristia. Camminate verso un futuro di disprezzo per il Sacro. Giorni verranno in cui l’altare resterà senza il prezioso alimento. La Chiesa del Mio Gesù sarà perseguitata e i nemici agiranno con grande furia» (5/11/2016) «Le tenebre del demonio penetreranno nella Casa di Dio e ci sarà grande confusione spirituale (…) L’umanità cammina verso un Grande Abisso Spirituale» (15/11/2016) «Una grande guerra ci sarà e i soldati indosseranno l’abito talare» (23/11/2016) «Dal Palazzo verrà una notizia che scuoterà la fede dei credenti, ma non indietreggiate. La Risposta del Signore verrà» (26/11/2016) infatti «Camminate verso un tempo difficile e ci sarà una grande confusione ovunque. Soffro a causa delle vostre sofferenze, ma guai a coloro che causano confusione nella casa di Dio. Guai a coloro che negano la Verità del Mio Gesù. (…) Ascoltate il Vero Magistero della Chiesa. Restate con Gesù. Nella Grande Guerra tra la Vera e la Falsa Chiesa, la Vittoria Finale sarà di Gesù dei Suoi Eletti» (3/12/2016) «La Chiesa, assumendo la missione affidatale da Mio Figlio Gesù, deve annunciare e difendere la verità. Negli insegnamenti di Gesù non c’è mezza verità. Quando vi è una mezza verità, non vi è la Presenza di Gesù» (10/12/2016).

A questo punto tiriamo un attimo il fiato prima dello sprint finale, poiché in questo periodo si era giusto nei giorni successivi alla pubblicazione dei tanto discussi dubia, quando ancora non si poteva prevedere il casino che sarebbe successo nell’Ordine di Malta e la Madonna ha rilanciato sul piatto: «Ecco che sono arrivati i tempi da Me predetti. Questo è il tempo della grande battaglia tra il bene e il male (…) Il demonio causerà confusione sempre maggiore, ma la vittoria sarà di Mio Figlio Gesù» (17/12/2016) «Dal Palazzo verrà la vendetta ed i giusti porteranno una croce pesante» (20/12/2016) poiché «Il fumo del demonio è entrato nella casa di Dio, causando cecità spirituale in molti consacrati. Non dimenticatevi, gli insegnamenti di Mio Figlio Gesù sulla difesa della fede sono chiari: Si quando è Si e No quando è No. Quello che viene in più è mezza verità, che è opera del demonio (…) La Chiesa del Mio Gesù sperimenterà grande prova, ma alla fine sarà vittoriosa. Pregate affinché Essa ritorni ad essere come Gesù la affidò a Pietro. State attenti. Come vi dissi in passato, il grande piano del demonio è quello di distruggere tutta la verità insegnata sull’Eucaristia e sulla vita consacrata» (27/12/2016) «Il seme del male crescerà, ma sarà tagliato dagli Angeli del Signore, poiché nella vigna del Signore non c’è posto per i frutti che nascono dal seme di cattiva qualità. Confidate nel Signore: Lui ha tutto sotto controllo e quelli che rimarranno fedeli sperimenteranno la vittoria. Rimanete con Gesù. Amate e difendete la verità. Coraggio. Annunciate a tutti la Verità del Mio Gesù: il silenzio dei giusti fortifica i nemici di Dio» (30/12/2016) «Una grande tempesta arriverà e la Grande Nave sarà colpita. (…) Verranno giorni in cui i difensori della fede saranno trattati come nemici. Pregate. Solo con la forza della preghiera potete vincere il demonio. I lupi travestiti da agnelli causeranno grande sofferenza ai Prescelti da Dio. Non perdetevi d’animo. Rimanete fermi nel cammino che vi ho indicato. Tutto ciò che è falso cadrà a terra. Per la perseveranza di un piccolo gregge la Chiesa del mio Gesù conserverà la fede. Avanti senza paura» (1/1/2017) «Vivete nel tempo della grande confusione spirituale, però il peggio deve ancora venire. Ci sarà grande discordia nella casa di Dio. La guerra tra la vera Chiesa del mio Gesù e la falsa Chiesa, separerà i miei poveri figli» (3/1/2017) «La Grande Nave sarà scossa da venti contrari, ma sarà salvata dalla Luce della Verità» (10/01/2017) ma «Non dimenticatevi: in tutto Dio al primo posto. Niente e nessuno sta sopra a Dio. State attenti. Molte verità di fede verranno dimenticate e i miei poveri figli cammineranno come ciechi che guidano altri ciechi» (13/1/2017) ciò nonostante «Gesù vi aspetta nell’Eucaristia: andate al Suo incontro (perché) arriverà il giorno in cui molti cercheranno il prezioso alimento e non lo troveranno» (14/1/2017) «I miei poveri figli incontreranno un grande ostacolo, perché tanti prescelti per difendere la verità saranno a servizio del nemico (…) Restate sempre con la verità. Nel cammino della santità e della salvezza non ci sono dubbi. I dubbi e le incertezze sono interferenze del nemico di Dio» (15/1/2017) per questo «Valorizzate la presenza del mio Gesù nell’Eucaristia. Non riceveteLo nel peccato. Non offendete il Mio Gesù che già è afflitto a causa delle comunioni sacrileghe (…) Il grande piano del demonio è quello di far credere agli uomini che la presenza di Gesù nell’Eucaristia sia solo un fatto simbolico. Fate attenzione. Restate con il Vero Magistero della Chiesa. Vedrete ancora orrori sulla Terra. Il Sacro sarà gettato ed i nemici di Dio ne gioiranno» (17/1/2017) infatti «Gli uomini orgogliosi tenteranno di cambiare le Verità di Dio, ma queste Verità sono già impresse nel cuore dei Prescelti di Dio e non saranno mai cancellate» (28/01/2017) tuttavia «Camminate verso un futuro in cui molti agiranno come Giuda e saranno ricordati come traditori della fede. Mio Figlio Gesù ha bisogno di uomini con il coraggio di Giovanni Battista per essere difensori della verità. Giovanni è morto per difendere la verità insegnata da Mio Figlio Gesù. La sua voce annunciava ovunque Gesù e i suoi insegnamenti. Giovanni ha denunciato il peccato e fu vittima di quelli che volevano una mezza verità. Molti prescelti per difendere la verità la negheranno e si perderanno eternamente. Io sono la vostra Madre Addolorata e soffro per quello che vi attende. I traditori della fede agiranno contro i Veri Insegnamenti del Mio Gesù. Agiranno contro il Mistero della Fede e trascineranno nell’errore un grande numero dei Miei poveri figli. Piegate le vostre ginocchia in preghiera. Amate e difendete la verità. Non tiratevi indietro. Il silenzio dei giusti fortifica i nemici di Dio» (30/01/2017) anche se «Coloro che amano la verità saranno perseguitati e messi a tacere» (04/02/2017) giacché «I cattivi pastori agiranno senza pietà e i veri difensori della fede saranno disprezzati. Annunciate Gesù e non permettete che il demonio vinca. Dopo tutta la tribolazione, la Chiesa del Mio Gesù tornerà ad essere come Gesù l’ha affidata a Pietro. La falsa chiesa spargerà i suoi errori e contaminerà molti, ma la Grazia del Mio Signore sarà con la Sua Vera Chiesa e Lei sarà vittoriosa» (07/02/2017).

Che dire: tanta roba!

Talmente tanta che verrebbe da pensare che una cosa così non può essere vera. Alcuni potrebbero liquidare il tutto squalificando le apparizioni di Nostra Signora di Anguera affermando che i messaggi sono scritti a tavolino, seguendo l’andazzo dei tempi e tirando a indovinare.

Certo: lo scetticismo è legittimo, in alcuni casi è perfino doveroso dubitare, tuttavia anche in questo caso specifico viene in soccorso agli ignorantotti creduloni come il sottoscritto il semplice buon senso, perché come per le apparizioni di Medjugorje, di San Nicolàs, di El Cajas ed in fondo anche di Fatima, pure qui ci sono profezie e segreti ancora da realizzare, cose che saranno il discrimine ragionevolmente certo sulla credibilità dell’origine celeste di questo evento straordinario.

Un esempio per tutti? Eccola qua, l’ultima sparata della Madonna in ordine di tempo: “Un uomo orgoglioso ordinerà la modifica della Professione di Fede e le sue azioni compiaceranno gli uomini perversi. Sarà una grande offesa al mio figlio Gesù. Soffro per quello che vi attende. Pregate. Pregate. Pregate” (31/01/2017).

Perché davanti all’eventuale avverarsi di questa predizione, ritengo che non si potrà non ritenere per vere le “lettere” di questa Madonna “postina” senza disporsi nel ruolo dell’incredulo ad oltranza, finendo poi per cadere in quell’ignava parte descritta da Maria Santissima proprio nel messaggio dato a Pedro Regis l’altro ieri:

“Cari figli, testimoniate Gesù davanti agli uomini e sarete grandi agli Occhi del Padre. Verrà il giorno in cui molti ferventi nella fede saranno ingannati e portati fuori strada. I falsi insegnamenti porteranno gli uomini a dubitare dei dogmi e ci sarà una grande crisi di fede. Molti scelti per difendere la Verità agiranno come Pilato: vedranno le ingiustizie commesse contro Mio Figlio Gesù e, per paura di perdere ciò che è passeggero, si laveranno le mani. I traditori della fede si uniranno e cambieranno molte verità. Soffro per quello che viene per voi. Piegate le ginocchia in preghiera. Ora è il tempo dei dolori per i giusti. Amate e difendete la Verità. Non dimenticate gli insegnamenti del passato, perché vi permetteranno di camminare nella Verità. Coraggio. Restate con Gesù. CercateLo sempre nell’Eucaristia e lasciatevi condurre da Lui per mezzo del Suo Vangelo”.

To be continued…

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Una Madre in angoscia

Che poi, tra le altre cose, io dovrei anche dedicarmi alla promozione del mio ultimo libro (quello sulla vetusta ed omofoba questione di una possibile relazione felice tra il maschio e la femmina, avete presente?), ed invece sono ancora qui, per la gioia dei miei editori, a coprirmi di ridicolo blaterando di Madonne & Profezie, secondo quanto promesso nel precedente articolo (che poi non è detto che facendo la prima cosa sarei più serio che operando per la seconda, eh).

Comunque.

Ho giusto sottomano un elenco, aggiornato all’anno duemila, che con certosina acribia conta in numero di cinquecentoquindici le apparizioni mariane nella storia, tra concluse, riconosciute, ancora in corso e non riconosciute, denunciate alla Chiesa, fin da quella prima famosissima a Saragozza dell’anno 40 dopo Cristo, in cui la Santa Vergine (tra l’altro a quell’epoca ancora in vita) appare ad uno sconsolato San Giacomo Apostolo su di una colonnetta (“pilar” in spagnolo) come Madre premurosa per rincuorarlo dalle fatiche dell’evangelizzazione.

La cosa curiosa è che di queste cinquecento e rotti apparizioni, il settanta percento si sono verificate soltanto nel novecento, e questo fa subito pensare, poiché di norma la Madonna soccorre i suoi figli quando questi sono maggiormente a rischio di lasciarsi irretire dalle trame del principe di questo mondo, e, come abbiamo visto in L’anno che verrà, il moltiplicarsi delle occasioni di presenza della Madre di Dio in terra coinciderebbe proprio con quel secolo concesso a satana per operare con scatenata virulenza sui popoli e perfino nella Chiesa.

Tra le apparizioni più importanti del ventesimo secolo, non si può che cominciare con quella di Fatima, nella quale, con chiarezza eclatante, la Madonna traccia le linee guida per tutto il centennio a venire: il richiamo urgente ad un radicale ritorno a Dio, per essere preparati alla battaglia escatologica imminente sotto la protezione del suo manto, mediante quelle consuete armi mistiche con cui solo è possibile la vittoria contro il supernaturale nemico (converisone, preghiera e penitenza).

Inutile parlare dell’ormai stra-noto segreto in tre parti, ovviamente, ma ricordiamo soltanto che esso, oltre a confermare la realtà dell’inferno e della dannazione eterna, mette in avviso sul futuro del mondo e della Chiesa in termini davvero drammatici.

Ed il medesimo tono sarà il filo conduttore che allaccerà tutte le principali apparizioni mariane che costellano l’ultimo secolo del secondo millennio, con tinte di volta in volta più o meno marcate, ma sempre in un costante crescendo mano a mano che ci si avvicina ai tempi in cui viviamo.

Ad esempio, soltanto un anno dopo, la Madonna, nelle apparizioni di Torino alla Venerabile Flora Manfrinati, già esplicita il messaggio dato a Fatima affermando perentoriamente: “Lotto contro il nemico del mondo: il demonio prepara il suo esercito, io le mie schiere di angeli”, e rinnovando l’invito alla conversione ed alla preghiera del Rosario, spiega con chiarezza: “Io sono la Signora dell’Alba. Il mondo e gli uomini sono caduti nella notte oscura. Io sono l’alba di un mattino che spunterà per rischiarare la via agli uomini e portarli all’alba della vera luce”, “Io sono la Regina del Cielo e della terra, ma sono nello stesso tempo la Mamma pietosa di ogni mortale. Lascerò ai miei figli tutta la possibilità e il tempo di convertirsi, ma guai a coloro che resistono! Io sono la Mamma pellegrina, che in tutto il mondo vado in cerca di cuori e di anime, chi vorrà proprio ripudiarmi mi troverà imperatrice e piegherà a terra le ginocchia. A me è stata data la potestà di lottare e di vincere e dopo questa lotta si rinnoverà il fervore” poiché: “È questa l’ora della Vergine Universale. È l’ora del combattimento aperto con il nemico della Chiesa, ma abbiate fede e siate forti. Dappertutto si dice che l’ora del castigo è venuta, ma io voglio dire ancora a tutti che è l’ora dell’estremo amore e della misericordia”.

Nel 1924, a Cernusco sul Naviglio (proprio qui, alle porte di Milano), la Madonna del Divin Pianto appare con Gesù in lacrime tra le braccia a suor Elisabetta Radaelli lamentandosi che: “Il Bambino piange perché non è abbastanza amato, cercato, desiderato anche dalle persone che gli sono consacrate”.

Un delicato messaggio indirizzato in particolare ai sacerdoti in tempi ancora non sospetti e che tuttavia si farà sempre più esplicito, dall’allegoria mostrata dalla Vergine della Rivelazione il 12 aprile del 1947 a Bruno Cornacchiola alle porte della capitale, in quel di Tre Fontane, durante la quale gli mostrò a terra un drappo nero di una talare e sopra di esso una croce spezzata in più punti, spiegando che: “Questo è il segno che la Chiesa soffrirà, sarà perseguitata, spezzata; questo è il segno che i miei figli si spoglieranno”, fino alla palese dichiarazione fatta dalla Santissima Vergine il 31 maggio del 1965 ad Ida Peerdeman, durante le cosiddette apparizioni di Amsterdam in un messaggio destinato a Papa Paolo VI: “La Chiesa di Roma corre il pericolo di uno scisma. Metti in guardia i tuoi sacerdoti. Fagli porre fine a quelle false teorie sull’Eucarestia, i Sacramenti, la dottrina, il sacerdozio, il matrimonio e la pianificazione familiare. Sono stati sviati dallo spirito menzognero e confusi dalle idee del modernismo. Gli insegnamenti e le leggi divine sono valide per tutti i tempi e applicabili ad ogni periodo”.

Avvertimento più che mai attuale.

Come quello dato a suor Agnese Sasagawa, durante le apparizioni del 13 ottobre del 1973 ad Akita, in Giappone, in cui la Vergine Maria illustrò ancora una volta la disastrosa situazione di quella Chiesa di cui ella è Madre e Maestra ammonendo che: “L’opera del diavolo si insinuerà anche nella Chiesa in una maniera tale che si vedranno cardinali opporsi ad altri cardinali, vescovi contro vescovi. I sacerdoti che mi venerano saranno disprezzati e ostacolati dai loro confratelli. Chiese ed altari saranno saccheggiati. La Chiesa sarà piena di coloro che accettano compromessi e il demonio spingerà molti sacerdoti e anime consacrate a lasciare il servizio del Signore. Il demonio sarà implacabile specialmente contro le anime consacrate a Dio. Il pensiero della perdita di tante anime è la causa della mia tristezza. Se i peccati aumenteranno in numero e gravità, non ci sarà perdono per loro”.

A questo punto so che alcuni alzeranno il ditino indice e stortando il naso sibileranno tra i denti che «la Madonna non è così chiacchierina», ma siamo seri: Maria è Donna, Maestra e Madre, e c’è forse personaggio che parla di più di chi appartiene a tutte queste tre categorie?

Il sottoscritto è sposato da sedici anni con una persona che rientra in questo stesso profilo e vi garantisco che non esiste nessun’altra figura sull’intero globo terracqueo che abbia maggiore opportunità (e forse anche ragioni) di parlare di più.

Quindi cari propugnatori di Madonne silenziose, fatevene una ragione: la Santissima Vergine ha tutti i carismi (ed i motivi) per martellare i suoi figli con messaggi, prediche, raccomandazioni e financo minacce, cosa d’altronde perfettamente coerente con il profilo generico di una qualsiasi madre come Dio comanda, da che mondo è mondo.

Ed infatti la Madre Celeste via-via che ci si avvicina all’ultimo ventennio del secolo ventesimo si fa più esplicita e pressante, non solo apparendo con maggior frequenza e più a lungo in più parti del mondo, ma anche indurendo il tono dei messaggi dati, proprio come una Madre che, inascoltata, è in preda all’apprensione per i suoi figli che si ostinano sulla strada della perdizione (e se chi legge è mamma può ben capire come questo comportamento della Madre di Dio sia non solo conprensivo, ma anche più che giustificato).

Così parlando proprio ad un sacerdote, Don Stefano Gobbi, nel settembre del 1987 accoratamente confessa: “Io piango perché la Chiesa continua lungo la strada delle divisioni, della perdita della vera fede, dell’apostasia e degli errori che vengono diffusi sempre di più senza che nessuno vi si opponga. Persino ora, che ciò che ho predetto a Fatima e ciò che ho rivelato là, nel messaggio confidato ad una mia figlia, è sulla via del suo compimento. E quindi, persino per la Chiesa il momento della sua grande prova è arrivato, perché l’uomo dell’iniquità si stabilirà all’interno di essa e l’abominio della desolazione entrerà nel Santo Tempio di Dio”.

E nel novembre del 1990 rincara: “La grande prova é giunta per la vostra Chiesa. Si sono continuati a diffondere gli errori che hanno portato alla perdita della fede. Molti pastori non sono stati attenti, né vigilanti ed hanno permesso a tanti lupi rapaci, vestiti da agnelli, di introdursi fra il gregge a portare disordine e distruzione. Quanto é grande la vostra responsabilità, o pastori della santa Chiesa di Dio! Si continua sulla strada della divisione dal Papa e del rifiuto del suo Magistero; anzi di nascosto si prepara un vero scisma che presto potrà diventare aperto e proclamato. Allora rimarrà solo un piccolo resto fedele, che io custodirò nel giardino del mio Cuore Immacolato”.

Una Madre che se non sapessimo eternamente beata poiché già in perfetta comunione con la Santissima Trinità, diremmo in preda all’angoscia, mentre grida alla prole consacrata che sta straziando il Corpo Mistico del suo Figlio.

Ed è proprio alle porte della Sede Petrina, nell’estate del 1995 in quel di Civitavecchia, ch’ella si consuma in suppliche tanto esplicite da non poter lasciare indifferenti coloro che hanno un minimo a cuore le sorti del mondo e della Chiesa: “Satana si sta impadronendo di tutta l’umanità, e ora sta cercando di distruggere la Chiesa di Dio tramite molti sacerdoti. Non permettetelo! Aiutate il Santo Padre! Satana sa che il suo tempo sta per finire, perché mio Figlio Gesù sta per intervenire. Vi prego aiutatemi non fate intervenire mio figlio Gesù, perché io, vostra Madre, voglio salvare tantissime anime e portarle da mio Figlio e non lasciarle a satana”; “A Roma le tenebre stanno scendendo sempre di più sulla Roccia che mio figlio Gesù vi ha lasciato per edificare, educare e far crescere spiritualmente i suoi figli”; “Figli miei, le tenebre di satana stanno oscurando ormai tutto il mondo e stanno oscurando anche la Chiesa di Dio. Preparatevi a vivere quanto io avevo svelato alle mie piccole figlie di Fatima”; “Cari figli, dopo i dolorosi anni di tenebre di satana, ora sono imminenti gli anni del trionfo del mio Cuore Immacolato”.

Per giungere infine ancora una volta alla Vergine della Rivelazione, che fra il 1999 ed il 2000, oltre mezzo secolo dopo la prima apparizione a Tre Fontane in Roma, lascerà tre ulteriori avvertimenti a quel Bruno Cornacchiola che dipartirà l’anno successivo, e dei quali alcuni brani paiono invero un’estremo appello di incredibile attualità: “Figlioli miei, siete giunti in una situazione cruciale: parlate di tutte le religioni e il gregge aderisce sbandandosi, perché voi sparlate della dottrina di salvezza delle anime. Per questo periscono! Ma io sono mandata dalla Trinità per aiutare voi a salvare anime” (4 gennaio 1999).

All’inizio del messaggio del 14 agosto dello stesso anno, il Cornacchiola sente tremare la terra sotto i suoi piedi, quindi la Madonna gli dice: “Non temere, è un terremoto, segno di richiamo per tutto il mondo”, “Non rigettate le cose sante antiche! E non provocate scismi! Ma lavorate e pregate per l’unità e non per l’unione! Ricordatevi, figli miei, che amare tutti non è fare quello che fanno gli altri, che vivono di errori, di idolatria e di eresia. Queste cose sono da rigettare per non cadere sotto il giudizio di Dio, perché un giorno sarete giudicati. Molti hanno perduto questo concetto di Verità e non si accorgono che camminano e vi fanno camminare sulla falsa via, lontano dalle idee sostanziali della dottrina”.

E nel messaggio del 13 marzo del 2000, la Madre Celeste così conclude: “Figli miei, la salvezza non è riunire tutte le religioni per farne un ammasso di eresie ed errori, ma convertirvi per l’unità di amore e di fede. Non si può costituire una chiesa, poiché la Chiesa è già costituita, per accogliere il pentimento che è nell’errore e nell’eresia. Gli uomini devono vivere la Chiesa e non la Chiesa vivere di loro”, La dottrina della Chiesa è di Cristo, il Verbo mio Figlio, ed io sono Madre della Chiesa. Non cambiate la dottrina, ma cambiate i vostri cuori a vivere essa dottrina per la salvezza vostra e del prossimo che attende impaziente il vostro ritorno alla fonte pura dell’Evangelo”.

To be continued…

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Cronache

L’anno che verrà

Alla fine è giunto.

Ci ha messo un anno intero, ma alla fine è arrivato, ‘sto (letteralmente) fatidico 2017.

E mai come quest’anno, gli auguri per quest’anno entrante, mi vengono fuori così sentitamente sinceri.

Perché mi sa che di ogni augurio di celeste benedizione, in ‘sto (letteralmente) fatidico 2017, ne avremo un gran bisogno.

E lo confesso: è un sacco di tempo che avevo intenzione di scrivere questo pezzo, ma poi, tra una cosa e l’altra, ho continuato a procrastinare, dicendo a me stesso che c’era ancora tempo per essere preso per matto, e così ho traccheggiato fino ad ora. Ma adesso di tempo non ce n’è più.

Andiamo però con ordine (e mettetevi comodi, che mi sa che questa volta sarò particolarmente prolisso), perché per capire quello che ci attende nei prossimi mesi occorre fare una piccola premessa: voltarsi un attimino indietro, diciamo di un paio di centinaia d’anni, o giù di lì.

Siamo nel 1820, anno in cui alla beata Anna Caterina Emmerick venne rivelato in visione mistica che, circa ottant’anni prima dell’anno duemila, a satana sarebbe stato concesso di essere liberato dalle sue catene, e di agire quindi con ampia libertà di male sulla terra, per un periodo di un secolo.

Questa profezia è stata confermata più volte nel corso della storia da altre fonti secondo varie modalità, cito brevemente qui le più attendibili: il 13 ottobre del 1884 al termine della Santa Messa, Papa Leone XIII ebbe una visione analoga, della quale raccontò di aver assistito ad una specie di colloquio tra Gesù ed il maligno, il quale sfidava Nostro Signore affermando che, se avesse avuto maggior potere su coloro tra gli uomini che avrebbero scelto di servirlo ed una più ampia libertà d’azione per un centinaio di anni, avrebbe sicuramente distrutto la Chiesa. Nella visione il Signore concesse a satana quanto questo gli chiedeva, ma per tutta risposta affermò che non avrebbe prevalso sulla Sua Chiesa.

Durante le sue numerose apparizioni dell’epoca moderna, anche la Madonna confermò la veridicità di questo “incontro” tra suo Figlio ed il nemico. Nelle apparizioni canonicamente riconosciute di Tre Fontane, per esempio, al veggente Bruno Cornacchiola, il 12 aprile 1947, dichiarò tra l’altro: “Le potenze malefiche opereranno nei vostri cuori e satana è sciolto, da promessa divina, per un periodo di tempo: accenderà fra gli uomini il fuoco della protesta, per la santificazione dei santi”.

Ora, se è vero che tre indizi fanno una prova, direi che a questa profezia occorre accordare una certa credibilità, e di conseguenza riconsiderare il contesto storico degli ultimi cento anni anche in questa prospettiva, diciamo, mistica, o no?

E se questo non bastasse (ma personalmente io ero già convinto fin da quella del 1947), pure a Medjugorje, in un messaggio dato il 14 aprile del 1982, la Madre di Dio ribadì l’urgenza di accogliere questa profezia: «Dovete sapere che satana esiste. Egli un giorno si è presentato davanti al trono di Dio ed ha chiesto il permesso di tentare la Chiesa per un certo periodo con l’intenzione di distruggerla. Dio ha permesso a satana di mettere la Chiesa alla prova per un secolo, ma ha aggiunto: “Non la distruggerai!”. Questo secolo in cui vivete è sotto il potere di satana ma, quando saranno realizzati i segreti che vi sono stati affidati, il suo potere verrà distrutto. Già ora egli comincia a perdere il suo potere e perciò è diventato ancora più aggressivo: distrugge i matrimoni, solleva discordie anche tra le anime consacrate, causa ossessioni, provoca omicidi. Proteggetevi dunque con il digiuno e la preghiera, soprattutto con la preghiera comunitaria. Portate addosso oggetti benedetti e poneteli anche nelle vostre case. E riprendete l’uso dell’acqua benedetta!».

Ora, taluni potrebbero obiettare che le controverse apparizioni della Madonna in terra slava non possono essere tenute in considerazione poiché non riconosciute ufficialmente dalla Chiesa.

Ok, concesso, ma si tenga per lo meno in debita considerazione che nelle apparizioni di Maria Santissima ad Itapiranga (avvenute dal maggio del 1994 al maggio del 1998), le quali invece sono state ufficialmente riconosciute dalla Chiesa e godono dell’imprimatur del vescovo locale, nel messaggio dell’8 dicembre del 1996 afferma tra le altre cose che «Itapiranga è unita alle mie rivelazioni date a Fatima ed anche alle mie ultime rivelazioni donate a Medjugorje, dove sto apparendo da lungo tempo».

Evidentemente in Cielo si conferma ciò che in terra si esita a riconoscere…

Comunque: fatta questa premessa necessaria (ve l’avevo detto che stavolta sarebbe stata più lunga del solito), risulta abbastanza evidente come le implicazioni di questa profezia conducano ad un diretto collegamento con le apparizioni di Maria Santissima a Fatima, in quel memorabile 1917, di cui quest’anno ricorre il centenario.

Diversi invero sono gli indizi che ci portano a questa conclusione.

In primo luogo il periodo indicato nella visione della Emmerick che inquadra l’inizio del secolo di satana intorno agli anni ’20. Poi la data della visione di Papa Leone XIII avvenuta il 13 ottobre, proprio il giorno dell’ultima apparizione di Fatima (quella del celebre “miracolo del sole”). Quindi lo stesso contenuto del messaggio dato dalla Madonna ai tre pastorelli, con la visione della realtà dell’inferno, la richiesta urgente della consacrazione del mondo al suo Cuore Immacolato e la profezia apocalittica sul futuro della Chiesa (un po’ come dire che l’inferno in terra è la conseguenza del regno di satana sui cuori degli uomini, per esorcizzare il quale è necessario fare una scelta di campo drastica e definitiva, come consacrarsi a Maria Regina e a Suo Figlio Cristo Re, altrimenti ciò che attende l’uomo, prima dell’inevitabile trionfo del Regno di Dio, è una grande tribolazione unita al martirio: tutte cose a cui, peraltro, abbiamo avuto modo di assistere in questo ultimo centinaio d’anni del millennio passato).

E se è vero (come è vero) che questo, il cui termine stiamo vivendo, è stato il secolo concesso al maligno (come affermato a Tre Fontane e ribadito esplicitamente a Medjugorje), allora è chiaro che basta fare due conti per inquadrare esattamente il contesto storico attuale.

Ipotizziamo infatti che a Fatima la Madonna sia apparsa, diciamo in via preventiva, per mettere l’umanità in guardia dal secolo satanico che sarebbe sopraggiunto e darle i rimedi necessari per contrastarlo (cosa che tra l’altro Maria Santissima è maternamente adusa fare, come dimostrano le sue numerose apparizioni durante l’epoca moderna – si veda, per un approfondimento, L’ora della Donna), il mese in cui ha fatto la sua ultima apparizione, quindi, potrebbe essere anche quello in cui si è inaugurato il centennio maledetto, il quale perciò si sarebbe protratto dall’ottobre del 1917 fino all’ottobre del 2017.

E sapendo che, come afferma unanimamente il consesso degli esorcisti, la notte del 31 ottobre coinciderebbe con il “capodanno del diavolo”, potremmo anche ipotizzare che proprio in questo giorno cadrebbero gli estremi del tempo concesso al principe di questo mondo per tentare di distruggere la Chiesa.

A ciò si aggiungano altri due dati. Anzi tre. Anzi quattro.

Per coincidenza, nel 2017, ricorrono una manciatina di anniversari piuttosto particolari, segno che il diciassettesimo anno del secolo parrebbe sotto una particolare influenza supernaturale: abbiamo l’ormai noto cinquecentenario dell’eresia scismatica luterana (che per combinazione cade il giorno del 31 ottobre del 1517). Due secoli dopo, nel 1717, ricorre la fondazione ufficiale della prima Gran Loggia della Massoneria, in quel di Londra, il 24 giugno (toh: proprio il giorno in cui è avvenuta la prima apparizione della Madonna a Medjugorje). Infine, duecento anni più tardi, ecco lo scoppio della rivoluzione comunista, ancora una volta in quel famigerato mese di ottobre del 1917, chiamato “rosso” non solo per il simbolico colore che contraddistingue la mortifera ideologia atea marxista, ma anche e soprattutto, per il colore di tutto il sangue il cui spargimento proprio il variegato mondo dei socialismi, nazionali e non, è stata la causa principale nel secolo passato.

Poi c’è la famosa profezia della mistica stigmatizzata bavarese Teresa Neumann, la quale, al termine della seconda guerra mondiale, mentre i popoli esultavano per la fine dei conflitti, disse: “È giustificata la gioia, perché l’incubo è finito… Ma la grande piaga si aprirà nel 1999 e sanguinerà per diciotto anni: sarà questo il tempo di Caino”, periodo durante il quale la veggente affermò di avere visto «rovesciare sulla terra ceste piene di serpenti, che strisciavano sulle città e sulle campagne, distruggendo tutto. E quando l’opera di distruzione è stata compiuta ho visto scendere sulla terra degli angeli, sotto forma di uomini».

Ora, facendo finta d’ignorare che il numero 18, tra le altre cose, sia dato dalla somma di tre volte 6, rimane il fatto che questo “Tempo di Caino” andrebbe a coincidere con il periodo finale del secolo concesso al maligno, quello in cui, secondo le parole della Madonna, egli, sentendo scadere il suo momento, si spenderebbe in una sorta di “sprint finale” in cui si giocherebbe il tutto-per-tutto.

Per chi non l’avesse ancora notato: millenovecentonovantanove più diciotto fa giusto-giusto duemiladiciassette.

Quindi abbiamo quell’enigmatico auspicio dell’attuale Papa Emerito Benedetto Decimosesto, personaggio noto per la parsimonia calcolata con cui si spendeva in esternazioni, le cui parole da pontefice egli ha sempre elargito pesandole con il bilancino del farmacista e sempre pregne di significati profondi, anche quando, come in questo caso, si esprimeva a braccio.

Ebbene, durante il suo viaggio apostolico in Portogallo per celebrare il decimo anniversario della beatificazione dei due veggenti Giacinta e Francesco Marto, a proposito della terza parte del segreto di Fatima ha affermato che «solo nel corso della storia possiamo vedere tutta la profondità che era per così dire “vestita” in questa visione», che in essa «sono indicate realtà del futuro della Chiesa che man mano si sviluppano e si mostrano», che in essa «si vede la necessità di una passione della Chiesa», come predetta anche da Gesù per la fine dei tempi, e che «naturalmente si riflette nella persona del Papa».

Aggiungendo anche che: “Quanto alle novità che possiamo oggi scoprire in questo messaggio è che non solo da fuori vengono attacchi al Papa e alla Chiesa, ma le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall’interno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa. Questo lo vediamo sempre, ma oggi lo vediamo in modo realmente terrificante: che la più grande persecuzione alla Chiesa non viene dai nemici di fuori, ma nasce dal peccato nella Chiesa, e che la Chiesa quindi ha profondo bisogno di reimparare la penitenza, di accettare la purificazione, di imparare il perdono, ma anche la necessità della giustizia. Il perdono non sostituisce la giustizia”.

Ma soprattutto, il 13 maggio, nell’omelia durante la celebrazione della Santa Messa alla Spianata del Santuario (quindi non proprio un contesto privato ed informale) chiarì ed auspicò: “Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa…” e “Possano questi sette anni che ci separano dal centenario delle Apparizioni affrettare il preannunciato trionfo del Cuore Immacolato di Maria a gloria della Santissima Trinità”.

Mica che il Papa sappia qualcosa a riguardo e ce l’abbia discretamente ventilato? Una roba del tipo: «chi ha orecchie per intendere, intenda»?

A questo punto io qualche domanda avrei iniziato a farmela, e mi sarei anche già dato qualche risposta, ma per mettere in qualche modo un sigillo a tutta questa faccenda ecco che veniamo all’ultima polpetta (almeno per questa volta) sull’argomento.

Ci sono infatti le affermazioni di un certo Fabio Gregori, capo di quella famiglia di Civitavecchia prima proprietaria della Madonnina che ha lacrimato sangue ed in seguito depositaria dei messaggi che la Madonna ha lasciato sempre in quel contesto di apparizioni, le quali, per inciso, sono riconosciute dalla Chiesa e da cui è nato anche un libro che li raccoglie tutti.

Quindi a parlare non è proprio un chiunque chicchessia, e a chi va in pellegrinaggio a quel Santuario eretto alle porte di Roma, egli testualmente ricapitola che, in tali apparizioni la nostra Madre Celeste «ci ha messo in guardia dall’attacco di satana alla famiglia, dagli scandali e dell’apostasia, ossia dal rinnegamento della dottrina nella Chiesa romana per colpa di “molti sacerdoti” che avrebbe fatto scorrere il sangue di Gesù nella terra e nella croce», e che occorre, in questi tempi realmente ultimi, consacrarsi al suo Cuore Immacolato, come estrema ratio per rimanere custoditi sotto il suo manto materno, ora che «satana vuole distruggere l’umanità colpendo la famiglia, fonte della vita e della fede. La Madonna chiede questo anche per proteggerci dal grande e finale attacco del 2017, centenario di Fatima», sicché consacrarsi a Maria «significa farsi condurre a Lui (Dio, n.d.r.) tramite lei, che, come Chiesa, ci porterà alla vittoria sotto la sua protezione nello scontro finale fra bene e male»; poiché «siamo in tempi eccezionali, ed anche per questo, come ha chiarito lei stessa nel messaggio del 26 agosto del 1995, sta parlando in ogni parte del mondo per aiutarci a superare il dramma attuale che precede la seconda venuta di Cristo annunciata nei messaggi».

Eccallà: papale-papale.

E a questo punto, io ve lo dico fuori dai denti, anche a rischio di venire smentito dalla storia e ricoprirmi di ridicolo, ma ho l’intima (oltreché ragionevole) certezza che l’anno che comincia oggi sarà quello che vedrà spiegarsi l’apoteosi del nemico, il suo colpo di coda prima di ricadere nell’abisso.

Che vedrà l’umanità protagonista di una grande tribolazione, il cui svolgersi non so come sarà (anche se qualche sospetto ce l’ho, e mi riservo di ritornarci sopra, magari nei prossimi articoli), ma che temo sarà davvero sconvolgente per molti aspetti.

Un anno di dura prova che forgerà testimoni della fede in chi si attaccherà con le unghie e con i denti a quelle due colonne che, come descritto nel celebre sogno di San Giovanni Bosco, sole potranno salvare la nave della Chiesa travolta da immane tempesta: la preghiera Mariana del Santo Rosario e l’assidua frequentazione del Cristo Eucaristico.

Lunghi mesi che saranno scanditi da una battaglia su tutti i piani dell’umano, a cominciare da quello spirituale, ma che, per quanto sarà cruenta, nella sua conclusione ci farà assistere finalmente a ‘sto benedetto trionfo del Cuore Immacolato di Maria.

To be continued…

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Cronache

2016

Il bello di avere un blog personale è che puoi scriverci quello che vuoi, ma proprio tutto: non hai stilemi da rispettare se non quelli che ti poni da solo, ma in ogni caso hai sempre la possibilità di andare fuori tema, con qualche pezzo sopra le righe, o, come oggi, “tra” le righe.

Dunque: si aggira sulla rete in questi giorni di passaggio d’anno, questa specie di vignetta che mette in evidenza come il numero 2016, riprodotto specularmente in verticale, somiglierebbe alla scritta Joie, ossia “gioia” in francese.

Riuscito giochetto da intendere come un augurio di un gioioso anno nuovo, suppongo, e non come la versione in lingua romanza dell’auspicio di un altro anno sempre più “gaio”.

Voglio sperare.

Che ultimamente il battàge mediatico di matrice pederasta è divenuto ossessivamente esasperante: in via preventiva ci stanno già facendo il “culo”, tanto che viene da considerare come il tempo in cui viviamo rischi seriamente di passare ai posteri come quello in cui “vaffanculo” mutò da insulto ad auspicio.

Ma vabbé.

Comunque: i pantagruelici abbuffi di queste festività ormai in concludendo mi hanno dato modo di scoprire che, se anche gli abbondanti decalitri di succhi gastrici da me prodotti durante i lunghi semiabbiocchi digestivi abbiano raggiunto e sommerso il mio cervello, questo abbia in realtà la caratteristica di galleggiare, e non solo, ma mi abbia pure permesso (checché ne pensasse la moglie vedendomi apparentemente vegetare in coma gastronomico sul divano) di rimuginare sul tempo appena passato, su quello presente, e su quello prossimo, fino a costringermi ad accodarmi a quanti, alle soglie dell’anno entrante, fanno bilanci, proponimenti ed auspici.

Ecco: per quanto riguarda i propositi, i miei per questo nuovo anno sono di mettere finalmente in pratica quelli fatti per l’anno passato, i quali sono poi retaggio dell’anno prima ancora.

Per quanto riguarda i bilanci, invece, voglio essere positivo e guardare la parte mezza piena del bicchiere: la buona notizia è che finalmente il 2015 è terminato.

Che diciamocelo: è stato un annetto un po’ del cacchio.

Ma d’altronde è un po’ di anni che gli anni non sono più un granché: è triste ammetterlo, ma sembra che ormai non ci siano più gli anni di una volta.

Però almeno siamo sul finire di quel “tempo di Caino” predetto dalla mistica Teresa Neumann che avrebbe visto, a partire dal 1999 e per diciotto lunghi anni, «rovesciare sulla terra ceste piene di serpenti, che strisciavano sulle città e sulle campagne, distruggendo tutto».

E questa pare buona cosa.

Un’altra cosa buona è che sta per finire il mandato del “PremioNobelPreventivoPerLaPace”, la cui augusta ed interminabile presidenza ha beneficato con larghezza le moltitudini (soprattutto i bambini, quelli ancora da nascere) ed i cui pacifici effetti sono ora ben evidenti là, tremendamente vicino a quella piana di Meghiddo di apocalittica memoria, dove sembra proprio che si stiano radunando un po’ tutti i Gog e i Magog della terra per scambiarsi amichevoli e sentiti auguri di buon anno nuovo.

D’altro canto, però, il 2016 fa ben sperare.

Innanzitutto siamo un anno più vicini all’attesissimo centenario delle apparizioni di Fatima, data per cui l’amato Benedetto decimosesto, sei anni or sono, formalmente auspicò «il preannunciato trionfo del Cuore Immacolato di Maria» a coronare finalmente, dopo una greve tribolazione, la concessione al mondo di un periodo di pace.

Certo, il fatto che attualmente la Chiesa veda due Pontefici viventi in contemporanea fa pensare quasi di essere nel tempo dei 2 Papi profetizzato dalla Emmerich (non esattamente il più roseo, in effetti), ma dopotutto questo sarà l’anno della Misericordia, la quale precede sempre la Giustizia, e poiché Dio scrive dritto anche tra le righe storte degli uomini, indipendentemente da ogni umano intento, alla fine, un Giubileo è sempre una bell’àncora di salvezza.

E non importa che in quell’ormai celebre esorcismo del 2013 il maligno fu costretto a preannunciare la minaccia di un gravissimo scisma in seno alla Chiesa: noi non smettiamo di sperare per il meglio ed attendiamo fiduciosi il pronunciamento ufficiale dalla Sede Petrina sui documenti sinodali tanto faticosamente partoriti dal brainstorming episcopale dell’autunno passato.

Che poi la vera aspettativa che pende su questo 2016 è in realtà un’altra, vero?

Ché vogliamo tutti sapere quale sarà la parola ultima della Chiesa su Medjugorje e quest’anno è l’anno buono che ce lo dicono, vedrete.

Anche perché è dal 1980 che ci tormenta quella profezia del mistico turco Hasan Lutfi Shushud (tra l’altro pure inserita nel corposo fascicolo consegnato in Vaticano ed in attesa di giudizio), la quale decreta che «a Roma è stata affidata la grande responsabilità di accettare o rifiutare Maria a nome di tutta l’umanità» perché «se Maria e i suoi piani saranno accettati rapidamente, la sofferenza sarà di breve durata», altrimenti «l’umanità subirà le conseguenze dei piani di satana».

Per cui dài: Ave Maria e avanti, Rosario in mano e Croce sul cuore, che come diceva Brandon Lee ne “il Corvo” (e cito quasi alla lettera): «non può essere duemilaesedici per sempre» (anche se c’ha un giorno in più).

E che Star Wars VII è uscito (ma l’VIII non si sa se farà in tempo, mentre sul IX non ci farei proprio conto).

E che domani è l’Epifania del Signore e Gesù si manifesta.

Per quest’anno ancora solo ai Re Magi, ma l’anno prossimo chissà.

Maranathà.

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