Cronache

Dov’è Dio?

I recenti fatti di attualità ci hanno messo davanti a quella domanda ricorrente che interloquisce l’uomo in ogni circostanza in cui egli, nell’utilizzo di quella libertà concessagli e che lo fa immagine del Creatore, abbruttisce se stesso oltre i limiti della più degradata bestialità.

Eppure è proprio in questi frangenti che agli occhi della fede risalta con maggior chiarezza come la regalità del Dio incarnato si manifesti anche, e forse con maggior decisione, in quelle contingenze che vedono fiorire il male.

La storia della Salvezza ce lo rivela chiaramente: è nel momento in cui il Figlio di Dio soccombe che ha principio la Redenzione del mondo.

Per contro, Colui che venne più volte acclamato Re, ma che sempre sfuggì il successo mondano, si lasciò incoronare soltanto nel momento del più infamante fallimento, e permise che il compimento del Suo Regno avesse inizio soltanto con un’incoronazione di spine.

Questo è ciò che pare accadere ancora oggi: se possibile con maggior vigore in questi ultimi tempi che vedono la nostra generazione affacciata ad un’orizzonte plumbeo che ci richiama fortemente a scrutare i segni di quell’alba che seguirà l’oramai inevitabile notte che ci attende.

E forse è proprio la celebrazione del Cristo Re che ci dona la chiave di lettura per intelligere con sapienza profetica quella dicotomia di prospettiva tra lo spirito del mondo e lo Spirito di Dio, tra la visione delle cupe realtà terrene ed il luminoso disegno celeste: laddove infatti l’uomo materiale vede soltanto l’obbrobrio della mortificazione, l’uomo spirituale assiste invece al germogliare del Regno.

Senza fraintendimenti però, non si vuole qui affermare che la sofferenza e l’umiliazione siano necessarie al progetto divino, ma piuttosto che questo si attui nonostante la cattiveria dell’uomo, e che Dio conduce alla redenzione il genere umano proprio attraverso quella sofferenza di cui egli stesso è causa.

Ecco che allora, in questa ridonata visione delle cose, ci si può accorgere come, in Cristo, la mortificazione del patimento divenga strumento di salvezza ed espiazione, in particolare proprio per i peccati dello spirito, per quelle colpe, cioè, commesse dall’uomo contro la Verità, intesa in senso lato e nel suo significato più profondo: così come Gesù, che è la Verità incarnata, viene offeso nel corpo e nell’anima a causa dell’ignoranza e del misconoscimento dell’uomo, Egli, che è Dio fatto carne, con la sua sofferenza espìa ogni offesa che l’umanità soggiogata dallo spirito mondano, per ignoranza o misconoscenza, arreca allo Spirito di Verità che promuove il Regno di Dio.

E tale particolare associazione è tra l’altro ribadita anche nella Tradizione della Chiesa, la quale collega proprio i patimenti che Gesù sopportò nell’episodio della Sua Incoronazione di spine all’espiazione dei peccati causati dalle ideologie e dalle filosofie mondane ai danni del Regno e della sua costruzione in terra.

Il secolo appena passato è stato purtroppo triste testimone delle conseguenze che questo tipo di peccati ha portato all’umanità: le false filosofie e le nefaste ideologie partorite dallo spirito del mondo sono state propagate dall’iniquità umana ed applicate scientificamente su larga scala, scatenando guerre i cui effetti sono lungi dall’essere stati riparati ancor’oggi.

La disconoscenza e l’allontanamento dell’uomo dalla Verità lo ha condotto agli orrori dei gulag e dei lager, nei quali le atroci torture riservate ai prigionieri hanno estrinsecato quella medesima mortificazione dell’anima e del corpo limpidamente esemplificata nei patimenti del Cristo sotto la crudeltà dei suoi aguzzini.

Ed ora che i fantasmi di quest’epoca vergognosa iniziano a dissiparsi negli archivi della peggiore storia umana, i residui delle medesime ideologie riecheggiano amplificati e riproposti nella mentalità contemporanea, inoculando in essa l’ignoranza, l’indifferenza o addirittura l’ostilità verso un’autentica ricerca della Verità.

Oggi assistiamo così al disgregamento della nostra società, alla falsificazione della morale ed al ribaltamento di tutti i valori positivi, e si paventa davanti all’uomo un futuro prossimo di annichilimento auto-inflitto.

Nonostante l’apparente caduta degli antichi regimi, lo spirito del mondo trama alla costruzione di un Nuovo Ordine Mondiale che si contrappone antiteticamente al Regno di Dio, e che si accanisce contro la Sua Chiesa attaccandola dall’esterno e dall’interno, cercando di cancellarla dalla faccia della terra per sostituirla con nuove idolatrie, le quali però non potranno mai colmare i vuoti dell’anima umana.

Ma anche adesso, quel Cristo Re nuovamente incoronato di spine non smette di amare l’uomo che lo mortifica nell’anima e nel corpo, e come allora, nell’eccesso della sua Misericordia, mediante i patimenti di coloro che sono uniti a Lui già ricostruisce il suo Regno dalle macerie dell’animo umano, mandando, in questi Tempi Ultimi, più e più volte la Madre a far germogliare nuovamente quello stesso seme che Lui ha piantato nei cuori di tutte le generazioni due millenni fa.

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Cronache

Il complotto

Confesso un temperamento poco incline alle “ipotesi di complotto”, e di questi tempi, forse, ciò mi induce a peccare d’ingenuità.

Stamattina però, mentre facevo colazione, il mio figlio più grande se ne esce con una domanda a bruciapelo: “Papà sai perché il mio fratellino ha la febbre?”

Io lo guardo stranito, con ancora mezzo biscotto zuppo di latte in bocca e, con già vigile solo quella parte primitiva di corteccia cerebrale adibita al sostentamento, fatico non poco a mettere a fuoco che in effetti il mezzanello, in pieno inserimento all’asilo, ha visto bene di farsi venire la febbre (così, tanto per rendere le cose più semplici), perciò temporeggio: “Non lo so, bimbo mio, perché?”

E lui, assumendo un’aria compuntamente cospiratoria mi si fa più vicino e mi sussurra guardingo: “È tutta colpa del diavolo…”

L’istinto di conservazione ha il sopravvento sulla mia natura devoluta, così mi trincero dietro un approvativo: “Ah ecco…” e mi ritiro mentalmente in un prolungamento del mio sonno cerebrale, concentrando i sensi sul gusto del succitato mezzo biscotto, annotando solo con la coda dell’occhio l’aria soddisfatta del mio erede mentre si avventa sui suoi pavesini ormai smembrati e galleggianti nel latte.

Poi inizia la giornata e così, di fretta come al solito, accompagno mio figlio maggiore a scuola, ma mentre ci stordiamo cantando insieme a squarciagola la sigla di “Ryù, il ragazzo delle caverne”, il mio cervelletto subliminalmente rimugina sulle parole del mio pargolo, ronzando fastidiosamente in sottofondo ed impedendomi una performance canora ottimale.

Dopo aver salutato l’erede, accompagnandolo con lo sguardo fin sulle scale dell’istituto, mi ritrovo a pensare all’episodio mattutino, constatando che, in fondo, il mio bambino ha davvero ragione: con l’immediata sintesi propria delle anime innocenti ha colto esattamente il punto, è tutta colpa del diavolo.

Se il mio piccolino ha la febbre è colpa dell’arcangelo caduto, è lui che ha “inventato” il male, ogni tipo di male.

Il peccato, infatti, è una creazione degli angeli, mica degli uomini: questi ultimi sono solo degli emulatori, sciocchi collaboratori d’ingiustizia, imboniti complici del maligno, sottomessi, per concorso di colpa, ad una natura ferita da un peccato originato da un altro, ma divenuto originale per deliberato consenso dei progenitori e perpetrato di generazione in generazione con la medesima superbia.

Nel frattempo esco dal parcheggio della scuola elementare scansando abilmente le macchine dei colleghi genitori più ritardatari di me e mi lascio trasportare alla deriva da questo pensiero, declinandolo in particolare ai tempi odierni, così mi rendo conto che forse davvero, come dice Fillmore a Saetta McQueen: “È tutto un complotto”.

Già: perché è da quel dì che c’è uno che trama ai danni dell’umanità, ed essa, ingenua ed orgogliosa, si lascia irretire dalle sue menzogne mortifere e si fa complice dei suoi piani, costruendo un antiregno che di epoca in epoca assume forme e nomi diversi, ma persegue sempre uno ed un solo obbiettivo: la separazione dell’uomo da Dio.

A seconda delle stagioni tale antiregno è più o meno forte in maniera inversamente proporzionale rispetto alla Chiesa, ossia rispetto a quella comunità chiamata da Dio a farsi prolungamento vivente di quell’Unico Regno già venuto in terra, ma che si compirà definitivamente solo in Cielo.

Poiché si sa: è solo allontanandosi da Dio che il male acquista potere ed in questi ultimi tempi l’avversario ha visto crescere in maniera esponenziale la propria audience tra quelle genti che scostandosi dal Sommo Bene si sono allegramente consegnate nell’abbraccio dell’abisso, contribuendo più o meno consapevolmente all’edificazione di una rinnovata babele di ideologie perverse e false filosofie che pare, ultimamente, pericolosamente vicina al suo apice.

Ma per quanto le tattiche siano mutevoli e sappiano adattarsi al polso dei tempi e dei popoli, due sole sono le armi di satana, il quale è menzognero nella tentazione ed omicida nella persecuzione.

Ciò lo si conosce perché Qualcuno ce lo ha rivelato ed alla luce della medesima Rivelazione possiamo anche intuire il disegno di fondo dell’avversario, persino in questi momenti di oscurata disattenzione, giacché, come fu fin da principio, sono quattro i grimaldelli su cui poggia la superba sfida dell’angelo caduto per scalzare la benevolenza di Dio alla sua creatura: lo spargimento del sangue innocente, la sodomia, la vessazione degli onesti lavoratori e la sopraffazione dei più deboli.

Questi i quattro grandi rami sui quali maturano i frutti del male contemporaneo e di sempre, da Caino a Gomorra, passando per le reiterate schiavitù dell’uomo all’uomo, fino ai giorni nostri, nei quali l’uccisione dell’innocente è assunta a diritto, la perversione pansessuale è conculcata come un valore, la truffa economica è additata a virtù e lo sfruttamento delle masse inermi è eletta a norma politica.

Questi infatti, da che mondo é mondo, sono gli unici peccati che reclamano vendetta dal Cielo, e se il divisore ha una speranza di scatenare l’ira di Dio è proprio quella di pervertire i Suoi figli, quelli che Lui ha redento nel sangue del Figlio, nel far loro perpetrare su scala globale tali delitti, ancora ed ancora, fino a quando la misura non diventi colma ed il chiodo della Misericordia non riesca più a trattenere la mano della Giustizia.

Così, ancora distratto da cotanti arrovellamenti, giungo infine a casa, dove le incombenze del quotidiano mi attendono, ma abbandono gli ombrosi pensieri senza turbamento, bensì con la maturata consapevolezza che, come dice il mio figlio maggiore, davvero è colpa del diavolo se il mio piccolino è malato: giunto però il picco la febbre passerà, le placche in gola scompariranno ed il mio bimbo rinnoverà il sorriso.

L’Amore di Dio è infatti più grande dell’odio dell’uomo e, come rassicura la Madre, somministrata la purga ritornerà la salute: poiché è tutto un complotto, sì, proprio come quello che tradì Cristo alla Croce, perché si realizzasse la Risurrezione.

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