Fede

Il giusto atteggiamento

Ieri pomeriggio ero a casa coi miei pargoli che giocavano in salotto: avevo tirato loro fuori il tappetone con la pista di Cars e così erano tutti impegnati a fare gare interminabili con le loro macchinine preferite.

Persino la piccoletta giocava coi fratelli: certo, aveva dovuto accontentarsi delle automobiline scartate da loro (tutte quelle dei personaggi femminili, naturalmente), però almeno riusciva ad interagire pacificamente con i due maschietti (anche se le sue macchinine anziché gareggiare andavano tutte in fila a fare la spesa).

Io mi trovavo al tavolo a scrivere e di tanto in tanto buttavo là l’occhio per controllare la situazione, quando ad un tratto ho alzato lo sguardo dal portatile per guardare l’orologione da parete che abbiamo in salotto e mi sono reso conto che era già arrivato il momento del cartone dei Superpigiamasks, così ho avvisato i pargoli ed ho acceso la televisione, proprio nel momento in cui iniziava la sigla di apertura.

I tre marmocchi, che fino a quell’istante erano stati impegnatissimi a trafficare coi loro giochi, appena hanno sentito le note del loro cartone preferito hanno immediatamente cessato tutto quello che stavano facendo e sono letteralmente scattati a spaparanzarsi sul divano, ognuno ordinatamente al suo posto ed in perfetto silenzio.

È stato davanti a quella scena che mi sono ritrovato a riflettere su come anche io, come ogni altro che si ritenga credente, dovrei avere lo stesso atteggiamento nei confronti del Signore: per quanto impegnato in qualsivoglia attività, pur importante, quando giunge il momento di dedicarsi al Signore (sia per una Messa, che per un Rosario o magari un’adorazione), dovrei saper mollare tutto e fiondarmi al Suo cospetto, riconoscendoGli così, fattivamente, la priorità sulla mia vita.

Allo stesso modo in cui fecero gli apostoli, che «subito lasciarono le reti e lo seguirono» (Marco 1,18).

Perché ho il sospetto che quello che mi hanno dimostrato i miei figlioli con il loro esempio sia proprio l’atteggiamento giusto con cui farsi nuovamente bambini e maturare così quella disposizione d’animo necessaria ad entrare nel Regno: solleciti e scattanti come bimbi in attesa dei Superpigiamini.

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Cronache

L’ultima Quaresima (?)

Come ho detto nell’ultimo articolo, ogni circostanza del materiale trova origine e causa nel campo dello spirituale, e questo perché Dio non ritira i Suoi doni: Egli ha assoggettato la Sua Creazione all’uomo, e questi, pur dopo la caduta originale, mantiene ancora il primato sul Creato che lo ospita, e che con lui e a causa sua, patisce e geme come nelle doglie del parto, in attesa della trasfigurazione finale, per dirla con San Paolo (Cfr. Romani 8,19-22).

E questo ha una sua logica, perché quando l’uomo, nell’esercizio della sua libertà di servire Dio o mammona, si allontana da Colui che è il sommo bene, non può che finire nell’abbraccio di colui che è la personificazione di ogni male, il quale subito comincia a vantare davanti al Creatore presunti diritti sulla Sua creatura e, conseguentemente, l’esercizio di una maggiore libertà d’azione su quel mondo del quale, proprio a causa del peccato originale, è divenuto principe.

E siccome il male produce male, quando l’uomo, con la sua sottomissione al maligno, gli guadagna un maggior potere, ecco che il male prolifera, appestando gli animi e i corpi, e tutta la Creazione.

Detto questo, si comprende bene come l’azione del maligno si concentri maggiormente proprio laddove si trova il centro della spiritualità, ossia la Chiesa, ed anche geograficamente la sua premura di corruzione si accanisce nel luogo dove la Chiesa ha il suo capoluogo: l’Italia.

Poiché ogni vittoria ottenuta dal demonio sulla Chiesa e su Roma è ragione di maggior vanto per lui.

Ecco perché ogni conquista alla causa del male strappata nel nostro paese ha valenza escatologica e peso universale: ciò che succede a Roma ha conseguenze globali, per il bene o per il male.

Ecco perché ogni legge mortifera che viene promulgata in Italia conta come il sigillo definitivo di una vittoria universale del principe di questo mondo sull’uomo e, di conseguenza, sul Creato.

Ecco perché gli anticristi liberali si son sempre rammaricati che le loro proposte mortifere nel nostro paese non avrebbero mai visto la luce della norma finché in Italia ci fosse stato il Vaticano.

Come se la presenza del pontificato tutelasse in qualche modo la nostra nazione: una sorta di baluardo mistico contro la corruzione della spiritualità, e di conseguenza tutela di ogni circostanza materiale.

D’altronde ce l’ha spiegato Lui che gli inferi avrebbero sempre premuto sulle porte di quella Chiesa che poggia sul ministero romano di Cefa (Cfr. Matteo 16,18), poiché il “potere delle chiavi” pare in un certo senso estendersi oltre il ristretto ambito del personale abbracciando invero quello universale, come se ciò che venisse approvato in questa nazione prediletta dovesse assumere un carattere globale, e viceversa, ciò che venisse impedito qui, ostacolasse la vittoria definitiva per il nemico.

Questo almeno fino a quando non sarebbe stato tolto quel famigerato “Katechon”, quel “colui” che come un freno impedisce la piena manifestazione del mistero d’iniquità (Cfr. Seconda Tessalonicesi 2,7) e che ora, per la vorticosa devastazione morale in atto anche nel nostro paese, pare proprio essere stato tolto (per un approfondimento leggi il Katechon).

Questo è un fatto.

Visto che oggi assistiamo al trionfo dell’antiumanesimo proprio nella nostra nazione, ultimo bastione crollato sotto i colpi di una legislazione mortifera cominciata con lo sdoganamento normativo del divorzio, dell’aborto, delle unioni sodomite e dell’ormai prossimo suicidio legalizzato.

E come detto all’inizio, questa devastazione spirituale lascerà il segno anche nell’ambito del materiale, proprio come già affermato persino dalla Madonna nelle apparizioni di Itapiranga, ad esempio, dove la Mamma Celeste ha proprio un occhio di riguardo per la nostra patria, sede di quella Chiesa di cui ella è Madre e Maestra.

Qui ella chiede con accorato ardore la conversione, spiegando che è proprio il progressivo abbandono delle leggi divine la causa del disfacimento morale del nostro paese, a cui seguirà, inevitabilmente, la catastrofe materiale; poiché ormai non è più questione di evitare il castigo, ma di arrivare almeno preparati ad affrontarlo, senza cioè perdersi eternamente.

“Italia! Italia! Io ti chiamo a Dio! Torna Italia! Perché è ora di essere obbediente al Signore, e donare l’esempio a tutti. Figli miei, perché ancora non mi ascoltate? Perché ancora non vi decidete per Dio? Non perdete tempo, portate a tutti i vostri fratelli i miei appelli materni, portate la richiesta che vostra Madre oggi vi fa. Convertitevi e siate di Dio!” (4 Giugno 2016); “Italia, non avere il cuore così duro, perché un giorno piangerai per non avermi ascoltata, accolta con amore, e rispettata. Basta peccati! Fai penitenza! Chiedi perdono a Dio a causa del tuo cuore indurito come pietra, e della tua incredulità” (6 giugno 2016); “L’Italia e gli Stati Uniti saranno molto presto puniti in modo mai visto. Una grande luce, come un fuoco, sarà visibile nel cielo in Italia, dolore e pianto saranno grandi, e quando questo succederà, solo il Rosario e il mio cuore materno potranno essere la speranza, il rifugio e la protezione per tanti. L’Italia sarà scossa perché gli uomini non hanno saputo rispettare quello che a Dio è dovuto. Non hanno onorato il suo Santo Nome, non hanno obbedito alle sue sante leggi” (13 marzo 2016).

Ed a proposito di “scuotimento” occorre precisare che la Madonna, a Itapiranga, l’otto febbraio del 2009 profetizzò per il nostro paese tre grandi terremoti: uno degli ultimi disegni permessi dalla Vergine raffigura infatti la penisola martoriata da tre sconvolgimenti, uno in Centro Italia, uno al largo del mar Tirreno ed uno a Nord-Ovest.

Ma non solo, proprio a causa della centralità spirituale della nostra terra e lo stato di abbandono della fede nel nostro paese, la Madre di Dio ha ammonito che: “l’Italia sarà invasa da grande violenza e morte, e il sangue verrà versato in tanti luoghi. Molte chiese saranno distrutte, e molti dei miei figli piangeranno amaramente per non avermi ascoltato. A Roma sarà un caos!” (13 luglio 2016) e “sull’Italia arriveranno grandi dolori e persecuzioni, causati da coloro che hanno il cuore pieno di odio e violenza. Pregate per l’Italia, dove si trova la Santa Madre Chiesa, perché i peccati dei ministri di Dio stanno acclamando la Giustizia Divina: il braccio forte e pesante del Signore colpirà quelli che sono infedeli e ribelli, perché cercano solo la lussuria, il potere e il denaro (…) Quando la barca di Pietro correrà grandi pericoli, il demonio si mostrerà con tutta la sua ferocia contro i ministri del Signore e saranno perseguitati in modo mai visto nel mondo. Il mio cuore di Madre è angosciato perché Io parlo ma non mi ascoltano, Io mi manifesto nel mondo ma non credono, ma quando i grandi dolori arriveranno, cosa faranno? Di’ a tutti di tornare, tornare a Dio adesso! Convertitevi! È la vostra Madre dal cuore triste e addolorato che vi parla, che vi chiede e vi supplica, perché Dio mi manda nel mondo per allertarvi” (22 Luglio 2016).

Come si vede siamo alle solite: in tutte le apparizioni dell’epoca moderna la Santissima Vergine implora la conversione ed il ritorno a Dio, altrimenti le conseguenze dell’aver abbracciato il male si abbatteranno inesorabilmente sull’umanità, solo che mentre fino al secolo scorso, incominciando da Fatima, c’era per l’uomo la possibilità di evitare il castigo, ora, a causa del suo incrudimento nell’apostasia, non rimane che una conversione in extremis per non perdere almeno l’anima.

In questo senso Maria ad Itapiranga è chiarissima. Queste apparizioni, che godono del riconoscimento episcopale, presentano la medesima dinamica cominciata a Fatima e che caratterizza anche le altre apparizioni della fine del secondo millennio, ma qui, in particolare, sembra che la Madonna abbia ricapitolato le caratteristiche di tutte le altre sue apparizioni.

Come a Fatima e a Medjugorje, anche qui la Madre di Gesù ha rivelato al veggente dei segreti che riguardano il destino del mondo e della Chiesa, avvenimenti futuri molto gravi che stanno per coinvolgere tutta l’umanità se non si convertirà: quattro eventi che riguardano il Brasile, due che riguardano il mondo intero, due che riguardano la Chiesa ed uno che riguarda specificamente coloro che continuano a vivere una vita di peccato e di empietà, disobbedendo a Dio, e l’ultimo segreto destinato a queste persone è proprio il più doloroso e terribile.

Come a Fatima e a Medjugorje, anche qui la Vergine ha mostrato al veggente le realtà del Paradiso, del Purgatorio e dell’Inferno, perché ne testiomoniasse la concretezza in un tempo, come il nostro, in cui i novissimi sono pressoché dimenticati ed ai quali molti ormai non credono più.

Come a Fatima e ad Anguera, anche ad Itapiranga la Madre Celeste ha rivelato diverse profezie, alcune delle quali si sono già compiute a conferma della veridicità delle apparizioni, come ad esempio quella dello tsunami che ha devastato l’Asia e di cui la Vergine aveva predetto la venuta già negli anni ’96/’97 oppure come le inondazioni che hanno investito l’Inghilterra nel 2007 e di cui la Madonna aveva dato il preavviso ben sette anni prima.

Ultimamente le profezie si sono compiute in uno spazio di tempo sempre più breve ed il veggente al proposito ha spiegato che tali avvenimenti disastrosi sono «solo l’inizio dei dolori» poiché «quello che verrà nel mondo è qualcosa di tremendo e molti non sono preparati perché non pregano, ma vivono costantemente in una vita di peccato lontani da Dio».

Come a Lourdes, a Fatima ed in tutte le altre apparizioni moderne, anche ad Itapiranga sono stati dati dalla Madre di Dio molti segni ai fedeli del luogo ed ai pellegrini: segni nel sole, nella luna, nelle stelle, il profumo di rose, migliaia di conversioni e di guarigioni di persone che hanno bevuto l’acqua della Fonte benedetta dalla Vergine, ma tutti questi miracoli, ha detto la Madonna, non sono stati dati per aumentare la curiosità delle persone, bensì per mostrare la serietà dei suoi appelli.

Appelli che, come si può vedere, ricalcano quei richiami alla preghiera ed alla penitenza che contraddistinguono da più di un secolo oramai le suppliche di questa Madre angosciata per la sorte dolorosa cui i suoi amatissimi figli continuano ostinatamente ad andare incontro: “Giorni difficili stanno arrivando per il mondo intero. In un giorno tranquillo, quando tanti saranno a celebrare i dolori e la passione di mio Figlio, grandi dolori e sofferenze arriveranno sulla Chiesa, e subito tanti dei miei figli cadranno per terra senza vita (…) Lottate contro ogni male pregando il Rosario, e alimentandovi con fede e amore dell’Eucarestia (…) Smettete di peccare! Siate ubbidienti agli appelli che la vostra Madre è venuta a comunicarvi con il suo cuore tra le mani, perché in esso possiate rifugiarvi, perché esso sarà il vostro scudo di difesa contro la Giustizia Divina che si abbatterà fortemente sopra il mondo. Pregate molto per la Santa Chiesa, pregate molto per la conversione dei peccatori, perché se non si pentiranno, per tanti potrebbe essere tardi” (5 marzo 2016); “Ecco la tua Madre Immacolata, che viene dal Cielo, per dirti che è giunta l’ora della conversione immediata dell’umanità, su cui si abbatteranno grandi e dolorosi avvenimenti. Il mio cuore materno è preoccupato e amareggiato dalle spade di dolore. Tanti dei miei figli fanno poco caso, non considerano e deridono i miei messaggi, disprezzandoli e lasciandoli da parte. Che ne sarà di loro quando il Grande Castigo arriverà dal cielo, abbattendosi su di essi? Chi li potrà difendere dalla Giustizia Divina, che colpirà fortemente l’umanità? Io soffro a causa di coloro che rinnegano l’opportunità di convertirsi e cambiare vita. Tanti ciechi si lasciano sedurre da satana, i loro cuori cercano e bramano solo le menzogne e i piaceri del mondo. Quante anime distrutte dal peccato, quanti camminano verso l’abisso eterno, senza pensare un poco all’eternità e pentirsi dei loro sbagli. Questo è il tempo in cui il demonio è riuscito prendere tanto spazio per condurre tanti dei miei figli all’errore e alla morte spirituale (…) Prega figlio mio, prega, e intercedi per il bene della umanità. Il Padre Eterno è sdegnato a causa delle continue offese commesse contro il Suo Divino Figlio. Tanti sacrilegi, profanazioni e oltraggi vengono commessi nel mondo (…) Dolore grande arriverà anche negli Stati Uniti, dove una regione verrà praticamente distrutta. Voglio aiutare i miei figli, voglio proteggerli, che loro trovino rifugio nel mio Cuore Immacolato, che loro chiedano il mio aiuto materno ed Io subito verrò ad aiutarli” (13 Marzo 2016).

E come un’ultima, ulteriore, àncora di salvezza, la Madonna media la richiesta del Padre perché venga recuperata una devozione particolare a quella figura oggi tanto disconosciuta di San Giuseppe: “Figlio mio, Dio desidera che il cuore del mio sposo Giuseppe sia invocato, conosciuto ed amato da tutte le anime. Le famiglie che si consacreranno al suo Cuore Castissimo, otterranno una profusione di grazie dal Cielo e saranno preservate da tanti mali, nonostante la Giustizia Divina stia per abbattersi sopra tutta l’umanità” (19 Marzo 2016), tanto che proprio il castissimo sposo della Vergine, in un messaggio particolare del ventisette ottobre dello stesso anno, ribadisce le parole della sua Immacolata Sposa avvertendo che «quando il mondo si troverà in una densa tenebra, disorientato, senza fede e senza luce; quando le Verità Eterne verranno ancor più disprezzate e pestate, allora il braccio forte di Dio colpirà l’umanità come mai accaduto prima e si sentirà solamente pianto. Venite sotto il mio manto protettore, entrate nel mio Cuore Castissimo, e così sarete protetti durante i tempi della grande giustizia».

E gli avvertimenti della Madre Celeste si fanno via via più circoscritti e dettagliati mano a mano che trascorre l’anno appena passato, segno che davvero il tempo rimasto per decidersi finalmente per Dio oramai sta per scadere (concordemente con tutti gli altri indizi che abbiamo racimolato e cercato di contestualizzare negli articoli più recenti di questo blog): Questi sono i giorni dello spirito delle tenebre, ma il domani sarà il giorno del Signore” (13 Aprile 2016), “Dio è infelice per i peccati del mondo: di tanti ministri che si lasciano guidare dalle loro idee ed errori, rifiutando le verità lasciate da mio Figlio Divino (…) Pregate, pregate molto per saper difendere le verità eterne, senza aver paura di nulla” (16 Aprile 2016), “Questi sono i tempi di grandi avvenimenti per il mondo, per questo Io vengo per aiutarvi a stare più vicini a mio Figlio Gesù, questi sono i tempi per la realizzazione di tante cose che vi ho rivelato nel passato. Tornate a Dio!” (2 Maggio 2016), “Recitate il Rosario ogni giorno, perché è la preghiera che fa scendere grandi grazie dal Cielo sulle vostre famiglie e sopra il mondo intero (…) Io sono venuta a Fatima, Io sono venuta tante volte in Italia, in tanti luoghi, per chiamarvi a Dio, ma i miei figli non mi hanno ascoltata, non hanno voluto credere nella mia presenza materna, e hanno rinnegato tante grazie, che Io desideravo concedere loro (…) Sacerdoti, Dio chiederà conto ad ognuno di voi per il tempo che avete perso, e per non aver salvato anime per il Regno dei Cieli. Dio chiederà conto da tutti i suoi ministri che sono stati infedeli alla loro vocazione, e che non hanno vissuto nella santità come Lui desiderava. Convertitevi e sappiate riconoscere tutto quello che la vostra Madre del Cielo ha realizzato già da tanto tempo attraverso le apparizioni qui e nel mondo intero” (6 Giugno 2016).

Come si diceva all’inizio, la Madonna sembra proprio individuare nel disorientamento della Chiesa la prima causa della propagazione del male nel mondo, costante questa, di tutti i più recenti messaggi dati nelle apparizioni ancora in corso in questi tempi, dove ad Anguera è esplicita nella sua denuncia, ma anche a Medjugorje (dove notoriamente è molto più compassata) ultimamente ha richiamato chiaramente ad un deciso ritorno alla Verità della spiritualità tradizionale, invitando a «lottare e pregare contro il materialismo, il modernismo e l’egoismo che il mondo offre».

Allo stesso modo, ad Itapiranga, ella reclama il primato della vita spirituale nella Verità, che, come afferma perentoriamente «è mio Figlio, e le Sue parole sono eterne e potenti, esse sono vita e luce per le vostre vite. Pregate perché tutti possano accogliere le parole di vita di mio Figlio Gesù. Pregate perché l’umanità non sia sorda e cieca, e si decida a vivere la chiamata che Dio le fa» (8 Giugno 2016), poiché: “Tempi di dolore e lacrime arriveranno, su tutta l’umanità! (…) Molti dei miei figli ora non vogliono saperne del Signore, ma cosa sarà di loro, quando il braccio del Signore si abbatterà sul mondo? Chiedete perdono a Dio dei vostri peccati e siate obbedienti agli appelli che Lui vi fa attraverso me (…) Lottate per essere buoni, per essere figli graditi al Padre Celeste, rimanete nel vostro cammino santo, nei giorni difficili che sono alle porte. La Verità figli miei, difendetela anche se vi costerà tanto. Dio ama la verità, e tutti coloro che cambieranno ciò che Lui ha lasciato, nel giorno del grande giudizio, risponderanno di tutti gli insegnamenti sbagliati, fatti ai suoi piccoli figli che volevano rimanere nel loro cammino santo, e sono stati allontanati (…) La Chiesa attraverserà il suo momento più critico, dove ci sarà grande confusione e divisioni, si vedranno cardinali opporsi tra di loro, vescovi contro altri vescovi, sacerdoti contro sacerdoti, mancanza di fede e grandi sbagli saranno difesi come se fossero grandi verità, ma Dio, alla fine, agirà attraverso il suo braccio potente e fermerà tanta disobbedienza, errori e peccati. Non abbiate paura. Quelli che mi ascoltano cammineranno sempre per la via sicura che porta in Cielo. Con il mio manto vi difenderò e già da ora vi metto nel mio Cuore Immacolato, perché possiate essere di mio Figlio Gesù e benedetti da Lui” (20 Giugno 2016).

E proprio sui moniti alla Sposa del Figlio la Madre calca ultimamente la mano: “Figli, chiedete la Misericordia Divina per la Chiesa, e per il mondo. Tempi oscuri si stanno avvicinando, ma a quelli che servono fedelmente il Signore, Io dico che Lui compirà in essi meraviglie e agirà con potere e gloria in loro favore. Io sono al vostro fianco e vi accolgo nel mio manto Immacolato. Chiedete la protezione di San Michele Arcangelo. Dio lo manda nel mondo, per guidare e difendere i suoi figli. San Michele vi aiuterà a compiere la volontà di Dio, e nei giorni cattivi, lui nel Nome del Signore, apparirà glorioso a tanti per proteggerli e condurli per vie sicure, perché così Dio ha stabilito, per coloro che mi ascoltano e che mi amano. Non abbiate paura, offritevi e affidatevi a Dio” (22 Giugno 2016); “Grandi prove arriveranno nel mondo e la Santa Chiesa attraverserà il suo momento più difficile quando tanti figli prediletti, ministri di mio Figlio Gesù, abbandoneranno le Verità di mio Figlio, portando tanti fedeli sulla via delle tenebre, che conduce alla perdizione eterna. Non offendete più mio Figlio Divino! (…) A causa dei peccati di impurità i castighi stanno per traboccare e la Giustizia Divina la colpirà. Non resterà nei luoghi impuri nessuna pietra, perché il braccio forte di Dio colpirà coloro che sono stati infedeli e con i cuori induriti. Pregate molto, Io vi offro il mio Cuore Immacolato, perché in esso possiate essere protetti in questi giorni che molto presto arriveranno. Accogliete i miei appelli figli miei, ascoltatemi, non peccate più, non ferite il cuore di mio Figlio che sanguina a causa di tanti oltraggi. Pregate! Riparate! Adorate mio Figlio nel Santissimo Sacramento e Dio avrà misericordia di ognuno di voi e del mondo” (13 Luglio 2016); “Una grande ondata di dolore e di persecuzione arriverà nella Chiesa, e molto sangue sarà versato. Molti ministri di Dio e molti consacrati saranno messi nelle mani dei lupi voraci come preda facile, non avranno voce per parlare e per difendersi, perché saranno messi in silenzio, ma Dio tutto vede!” (5 Agosto 2016); “Pregate per la Chiesa, perché attraverserà il suo peggior momento e soffrirà grandi persecuzioni come mai sia accaduto prima! Offrite le vostre preghiere, per impedire le cattive azioni degli uomini posseduti dallo spirito del male! Con il Rosario nelle vostre mani e con la preghiera dell’Ave Maria recitata con fede e amore vincerete il demonio ed ogni male” (13 Ottobre 2016); “Purificate i vostri cuori e le vostre anime con la confessione, affinché possiate essere sempre vigili e preparati” (12 Novembre 2016); “Non siate sordi ed indifferenti alla mia chiamata, un’onda di violenza come mai successo prima sta per colpire tanti dei miei figli e per questo il mio cuore Immacolato soffre tanto. La Chiesa sarà perseguitata come mai sia avvenuto prima e tanto sangue verrà versato nei luoghi santi. Intercedete figli miei, intercedete affinché ogni male sia scacciato il più lontano possibile dalla Chiesa e dal mondo intero (…) Supplicate il perdono e la misericordia del mio Divino Figlio, affinchè Lui abbia ancora compassione di voi e del mondo peccatore. Recitate il Rosario tutti i giorni per la pace nel mondo. Pregate! Pregate! Pregate!” (11 Febbraio 2017).

Ed è inutile nascondersi dietro a un dito, poiché è un’evidenza sotto gli occhi di tutti il travaglio in cui versa la Sposa di Cristo in questi tempi oscuri, tanto che inquietudine assieme forse ad uno spiraglio di luce lascia uno straordinario messaggio dato proprio ad Itapiranga già il ventisette giugno del 2015, quando la Madonna ha mostrato al veggente Edson Glauber un’importante e profetica visione, della quale riportiamo la descrizione fatta da lui stesso senza nessun ulteriore commento, nella traduzione dall’originale in brasiliano: «Oggi Nostra Signora è apparsa con il Bambino Gesù tra le sue braccia. Nella sua mano destra aveva un Rosario che brillava tanto e al suo lato destro c’era San Pietro con un libro e le chiavi e al suo lato sinistro c’era San Paolo, che aveva un libro e una spada. Erano avvolti in una luce, ma non così forte come quella che irradiava da Lei e Gesù Bambino. Sotto di loro c’era il globo che rappresenta il mondo intero.

Durante l’apparizione, il Bambino Gesù chiese a San Pietro di riconsegnargli le chiavi e questi obbedì. Dopo aver riconsegnato le chiavi, San Pietro si mise in ginocchio col capo chino in preghiera. Dove stava lui divenne più scuro, perché la luce che irradiava scomparve, restando chiaro solamente dove si trovavano la Vergine con Gesù e San Paolo.

In quel momento, il globo che era sotto di loro fu circondato da una grande corona di spine che voleva stringerlo tutto. Ho capito che si tratta di tempi difficili che la Chiesa e il mondo dovranno passare: tempi di prove, fatti di oscurità spirituale e di grande confusione.

Nostra Signora, vedendo ciò che stava succedendo – in quanto Madre della Chiesa che vorrebbe la salvezza di tutti – abbassò la sua mano destra verso il globo, e il Rosario, lentamente, si diresse sul mondo, circondando il globo. Il Rosario di Nostra Signora, muovendosi, ruotando intorno al globo, brillava fortissimamente. Ho capito allora che quello era ciò che Ella sta facendo con i suoi figli del mondo intero, i quali credono nelle sue apparizioni e nei suoi messaggi: pregare sempre di più, intercedendo per la Chiesa del suo Divin Figlio e per l’umanità. Il Rosario, più cadeva, più irradiava una fortissima luce, in modo tale da respingere quell’orribile corona di spine dal globo, lasciandola distrutta; rimase solamente il Rosario, come segno di vittoria sul male e sui tempi difficili.

Fu allora che la Madonna guardò San Paolo e questi capì che doveva mettersi anche lui a pregare in ginocchio con San Pietro, così la luce tornò anche da Pietro. Nostra Signora, guardando verso il suo Divin Figlio, pregò in favore della Chiesa e del mondo. Il Bambino Gesù, vedendo che l’umanità si mise a pregare, accolse la richiesta della sua Santissima Madre di dare di nuovo le chiavi a San Pietro, ma il Bambino Gesù mise le chiavi tra le mani di Nostra Signora che, come Madre della Chiesa, le mise in quelle di San Pietro. Quindi Ella ed il Bambino Gesù ci diedero la loro benedizione e la visione terminò».

To be concluded…

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Cronache

Ultimatum

“Il tempo della collera divina è arrivato (…) se la faccia della terra non cambia, Dio si vendicherà contro il popolo ingrato e schiavo del demonio: il mio Figlio sta per manifestare la sua potenza”

La Salette, 19 settembre 1846

È dieci giorni che tento di scrivere questo pezzo, che inizialmente voleva essere quell’approfondimento promesso nell’ultimo articolo sulle grandi apparizioni degli anni ottanta, ma poi, facendo ricerche tra i libri ed i files raccolti negli ultimi anni su questi argomenti, mi sono ritrovato tra le mani tanto di quel materiale che solo il pensiero di metterlo un po’ a posto mi ha fatto salire lo sbattimento e mi sono dovuto subito saccàre sul divano un attimino (giusto quei cinque/sei giorni).

E la cosa incredibile è che tutte ‘ste profezie di santi, visioni di beati, segreti svelati e messaggi della Madre di Dio dati nelle innumerevoli sue apparizioni dell’ultimo secolo, sono tutte legate tra loro, tutte concordi nel richiamare a Dio un’umanità sbandata e ribelle, nell’ammonire (anche piuttosto severamente) una Chiesa che ha perso la bussola del mandato divino affidatole e si è mischiata troppo col secolo perverso.

In particolare, quasi tutte le apparizioni mariane del secolo scorso si rifanno direttamente (con richiami espliciti) o indirettamente (per consonanza di contenuti) alle apparizioni di Fatima, sviluppandone il tema centrale (la riconversione a Dio del mondo per evitarne l’incombente catastrofe) in un canovaccio che si snoda in evidente sincronia con la storia di cui la generazione a cui appartengo è purtroppo testimone.

Ad esempio, come all’inizio delle apparizioni in portogallo fu San Michele Arcangelo ad introdurre la Vergine consegnando ai veggenti una preghiera di riparazione per le offese al Santissimo Sacramento, anche ad Itapiranga il Principe delle Milizie Celesti ha riassunto in un messaggio le ragioni dell’urgenza dei richiami della Madre Celeste all’umanità: “Vengo dal Cielo per ordine di Gesù e di Maria. I peccati del mondo stanno traboccando dalla coppa della giustizia Divina, l’umanità si sta lasciando corrompere dalle illusioni che il demonio gli offre, per portare un numero più grande di anime nell’abisso della perdizione eterna. Gesù ha mandato la sua Santissima Madre in tanti luoghi del mondo, ma gli uomini rimangono sordi, loro desiderano solo ascoltare i rumori del mondo, ma non la voce della Santissima Vergine che acclama, che piange e che invita insistentemente ad una vita più santa. Parla all’umanità, dì loro di pregare e fare atti di riparazione per i loro innumerevoli peccati, affinchè possano ottenere da Dio il perdono, e la misericordia. Molti ministri di Dio colpiscono gravemente il Signore, con delle loro irriverenze e per la loro mancanza di fede, tanti non credono più nella presenza del Signore nella Santissima Eucaristia, e conducono migliaia di anime sulla via che porta alla perdizione. La Santissima Vergine chiede dai ministri di Dio, e da tutti i fedeli, la fede, l’adorazione, l’amore e il rispetto per suo Figlio Divino, il Signore del Cielo e della terra” (5 agosto 2016).

Contenuti che riprendono gli ammonimenti già dati dalla Santissima Vergine, ben prima di Fatima, a Rue du Bac e a La Salette, e ripresi con forza anche dopo a Tre Fontane, dove già fin dalla primissima apparizione del 12 aprile 1947 la Madonna ammoniva: “Ora è che volge il tempo della fine d’ogni cosa del mondo, la Parola di Colui che fece ogni cosa è verace. Preparate i vostri cuori, accostatevi con più fervore al Sacramento Vivente tra voi, l’Eucaristia, che sarà un giorno dissacrata e non più creduta la presenza reale di mio Figlio, “La Chiesa tutta subirà una tremenda prova, per pulire il carname che si è infiltrato tra i ministri, specie fra gli Ordini della povertà: prova morale e prova spirituale”, “Vi saranno giorni di dolori e lutti. Dalla parte d’oriente un popolo forte, ma lontano da Dio, sferrerà un attacco tremendo e spezzerà le cose più sacre, quando gli sarà dato di farlo”, “L’ira di satana non è più mantenuta: lo Spirito di Dio si ritira dalla terra, la Chiesa sarà lasciata vedova, sarà lasciata in balia del mondo”.

Tema, questo, che come si vede, nel segreto in tre parti rivelato a Lucia, Giacinta e Francesco, ha trovato la sua drammatica esplicitazione, ma che successivamente, mano a mano che il rotolo della storia contemporanea si stava svolgendo, è stato più volte ripreso e dettagliato, con messaggi sempre più particolareggiati, profezie già avveratesi e da avversarsi, ed ulteriori segreti sul futuro del mondo dati in altre apparizioni.

A Kibeho, nel comunicare coi veggenti, Maria usò come a Fatima la modalità della “visione” delle realtà future, spiegandole poi con messaggi che ricalcano gli avvertimenti dati in altri luoghi sempre nei medesimi anni: “Io mi rivelo dove voglio, quando voglio e a chi voglio. Io non vengo soltanto per Kibeho, ma per il mondo intero”, “Sono venuta per preparare la strada a mio Figlio per il vostro bene e voi non volete capire: il tempo rimasto è poco e voi siete distratti”, “Il mondo è sull’orlo di una catastrofe” (1982).

Come si vede, il tono ricorda molto quello dei messaggi di Civitavecchia.

La modalità fatimìta dei segreti profetici, invece (dopo essere stata inaugurata a La Salette), viene ripresa alla grande proprio negli anni ottanta, dove a Medjugorje, già nel 1982, una delle veggenti venne fatta depositaria di dieci avvenimenti riguardanti il futuro della Chiesa (i primi due), un segno prodigioso (il terzo) e sette presunti castighi per il mondo.

Ad El Cajas, proprio come in Portogallo, la Madonna ha consegnato alla veggente un segreto diviso in tre parti, sul contenuto del quale ella avrebbe avuto il permesso di rivelare che si tratta di «brutte cose che stanno per accadere nel mondo» e per le quali «quella che viene chiesta è la conversione» poiché “Dipende da voi se il castigo sarà forte quanto lo è il dolore che mio Figlio prova, o che invece venga placato con la preghiera”.

In queste apparizioni equadoregne la Madonna definisce se stessa come “Guardiana della Fede” e mette in guardia dal maligno che: “Vuole distruggere la Chiesa, ma i suoi tentativi saranno vani se vi convertirete. Pregate il Rosario, che è uno scudo contro il male. Usate lo scapolare, che vi proteggerà. Ponete il Sacro Cuore di Gesù nelle vostre case perché esso vi manterrà uniti e in pace. Fate penitenza e digiunate, e con la preghiera raggiungerete il Cuore di mio Figlio. Andate a Messa e visitate il Santissimo Sacramento”, aggiungendo, “Pregate molto per i sacerdoti perché satana sta penetrando in profondità nella Santa Chiesa”, e che “L’umanità deve pregare e sacrificarsi in riparazione dei peccati del mondo. Vengono sul mondo giorni di tribolazione tanto grande come non se ne sono mai conosciuti dall’inizio dei tempi”.

Medesimo tenore hanno i messaggi dati nelle apparizioni di Maria Santissima a San Nicolàs, in Argentina, dove, sempre nell’arco degli anni ottanta, la Madre di Dio ancora una volta viene a richiamare la Chiesa ed il mondo dal pericolo degli assalti del maligno, in piena concordanza con quel periodo di “libertà d’azione” concessogli a causa del pervicace allontanamento dell’umanità da Dio.

Battaglia del demonio alla Sposa di Cristo di cui Maria, come Madre e Maestra, si prende instancabilmente cura, denunciando di come tali attacchi: “Colpiscono ripetutamente il mio Cuore. È questo che sento ogni volta che viene offeso Gesù Cristo. Il nemico mi sta sfidando senza pietà: sta tentando apertamente i miei figli. È un combattimento fra la Luce e le tenebre, una costante persecuzione alla mia cara Chiesa. Dio dà la libertà e non impedisce a nessuno di fare le proprie scelte: purificarsi o vivere in continuo peccato, crescere in Cristo o annientarsi. Io dico ai miei figli: allontanatevi dalla notte oscura, presto spunterà l’Aurora; lasciatevi preparare in questo tempo da vostra Madre, mettete i vostri cuori in quest’Arca mandata da Gesù”.

Poiché anche qui il tema è il medesimo inaugurato a Fatima e proseguito con appelli dalle tinte più lievi (come a Medjugorje) o più drammatiche (come ad Anguera), ma sempre maternamente accorati: “Affrettatevi, perché la notte sta arrivando; sappiate approfittare del giorno” (1/12/1983), “Tutta l’umanità è contaminata, non sa che cosa vuole e questa è l’occasione buona per il maligno, ma non ne uscirà vittorioso. Gesù Cristo vincerà la grande battaglia, non bisogna lasciarsi cogliere di sorpresa, dovete stare all’erta” (27/12/1983), “Sono preoccupata per il mondo intero; ricordatevi che soltanto il Signore vi salverà” (30/12/1983), “In questo momento l’umanità è appesa a un filo. Se quel filo si rompe, molti non avranno salvezza. Per questo motivo chiamo alla riflessione. Affrettatevi, perché il tempo sta terminando. Non ci sarà posto per chi arriverà in ritardo” (8/1/1984), Le mie parole non sono di scoraggiamento né devono essere motivo di pena. Dovete essere convinti che il futuro sarà migliore del presente e attendere Gesù Cristo con tutto il vostro amore. Il Signore non delude i Suoi figli” (4/2/1984), “La terra tutta è in pericolo in mano agli uomini. Aprite gli occhi e vedrete che il perseguire chimere vi ha resi ciechi” (13/8/1984), “L’uomo può evitare oggi la sua caduta, ma si ostina, si chiude nei suoi vizi, si lascia trascinare, vive le chimere che gli offre satana e non vede che sono la sua perdizione” (3/1/1985), “Il maligno vuole attaccare la Chiesa, la sua muraglia è il mio manto protettivo. Il Signore mi pone come scudo, come guardiana, io vi difenderò figli miei” (5/2/1985), “Il principe del male oggi rovescia il suo veleno con tutte le forze, perché vede che sta terminando il suo triste regno: gli rimane poco, la sua fine è vicina” (7/3/1986), “Non rifiutate mai le Sacre Scritture, perché contengono la Parola di Dio: siano per voi il timone in questi tempi” (13/4/1986) [alla facciazza di quelli che: “non sappiamo cosa ha detto veramente Gesù, perché a quel tempo non c’erano registratori” n.d.a.], “Tenebre e smarrimento sono dappertutto, il male continua a diffondersi: è il maligno nella sua apparente vittoria” (23/7/1986), “Il maligno sta sì trionfando in questo tempo, ma è una vittoria che durerà poco. Il Signore gli sta dando tempo, lo stesso che dа all’uomo perché torni a Dio. È per questo che aumentano sempre più i vizi e le pazzie mondane” (11/10/1986), “La terra è abitata, ma sembra disabitata, un’oscurità molto grande la sovrasta. L’avvertimento di Dio è sul mondo! Non deve temere niente chi rimane nel Signore, deve temere chi nega ciò che proviene da Lui” (14/10/1986).

E per inciso: le apparizioni di San Nicolàs, così come quelle di Tre Fontane, Itapiranga, Kibeho, La Salette (ed ovviamente Rue du Bac e Fatima) hanno tutte avuto il riconoscimento della Chiesa, come minimo con l’imprimatur episcopale, ma ciò che più colpisce, in realtà, è il fatto che nonostante tutti questi interventi della Madre Celeste in terra si siano verificati in contesti, luoghi e tempi tanto differenti, abbiano un’estrema coincidenza di contenuto; una sorta di “ultimatum” divino che, seppur mediato dalla materna supplica di Maria, riverbera il monito evangelico del Cristo: «se non vi convertirete, perirete tutti» (Luca 13,3).

Ecco l’urgenza verace degli appelli della Madre di Dio, ella che si presentò piangente a La Salette per la sorte incombente sui suoi figli e che ancora oggi, come a Civitavecchia, ha lacrime di sangue per l’indifferenza con cui viene offeso il suo Divin Figlio; perché non c’è nulla da fare: tutte le circostanze materiali trovano la loro origine e causa in quelle spirituali, sicché la realtà devastata in cui oggi l’umanità si ritrova è null’altro che il consequenziale risultato di quell’annoso processo di demoralizzazione etica a sua volta degenere derivato di un’assidua inculturazione della morte che muove dall’aver scientemente rimosso il divino dall’orizzonte umano nella luciferina illusione di poterne prendere il posto.

È l’orgogliosa riproposizione di una Babele riletta in chiave moderna, tecnologica e globalizzata e quindi potenzialmente estintiva di un genere umano che ha perduto lo sguardo della trascendenza per finire appiattito su di un’immanenza senza sbocco e priva di ogni senso.

Ecco perché la Madre Celeste è così instancabile e ripetitiva nel richiamare i suoi figli ormai giunti sull’orlo dell’autodistruzione e, soprattutto, ad un passo dalla perdizione eterna, a rimettersi a fuoco su quelle realtà letteralmente essenziali, unica arma efficace per poter resistere e contrastare quel movente di natura spirituale che ha blandito l’animo umano nella ricaduta del peccato originale fino agli estremi limiti odierni, in cui tutte le circostanze, se osservate con un briciolo di realismo, assumono invero le tinte drammatiche dell’apocalisse.

Ecco le ragioni di quegli appelli imploranti della “Guardiana della Fede” verso la Sposa del suo Figlio che ha dimenticato la sua vocazione mistica, dismettendo quelle armi che sole, in questa battaglia escatologica contro le forze scatenate del principe di questo mondo, possono assicurarle quella vittoria già ottenuta dall’Agnello Immolato: la centralità dell’Eucaristia e la potenza miracolosa del Rosario.

È, quello della Madonna, un ripetuto ultimatum ad un ritorno esistenziale alla Verità incarnata del suo Figlio, unica Via per la Vita vera, in questo e nell’altro mondo, così come già richiamò nei messaggi di Tre Fontane, dove si presentò propriamente come la Vergine della Rivelazione: “Gli uomini di Dio, coloro che sono chiamati a salvare gli uomini, incontreranno degli impedimenti per compiere il loro dovere e non parleranno di Dio, di Gesù Cristo, né dello Spirito Santo. Non potranno parlare neppure di me, che sono vera Madre di Dio, vera Sposa di Dio, vera Figlia di Dio. Saranno impediti e non potranno parlare dei Sacramenti, né dei sacramentali. Coloro che parleranno di queste cose saranno martirizzati, moralmente e fisicamente, e diventeranno veri confessori di Gesù Cristo” (1 gennaio 1990), “Falsi profeti cercano con tutti i mezzi di avvelenare le anime, cambiando la dottrina di Gesù, mio amato Figlio, in dottrine sataniche, e toglieranno il Sacrificio della Croce che si ripete sugli altari del mondo” (31 dicembre 1990) e, riproponendo in una nuova prospettiva quella profezia della mistica tedesca Teresa Neumann su quel “Tempo di Caino” che in questo 2017 dovrebbe vedere il termine, ma che quei primi giorni di gennaio di diciotto anni fa era proprio al momento della sua inaugurazione: “L’anno 1999 è l’anno dei dolori e degli assalti del nemico, rafforzato da coloro che hanno il potere di esorcizzare. Essi potevano farlo per allontanare il male, ma non l’hanno fatto e le anime sono sovrastate dal male di molti di coloro protetti da voi [sacerdoti], perché preparate le anime alla perdizione e non alla salvezza, perché non propinate la Verità, ma le false dottrine eretiche ed idolatriche, che negano la vera fede per difendere le false fedi che portano alla perdizione” (4 gennaio 1999).

E niente: sono andato lungo anche ‘sta volta, quindi quello che volevo scrivere sulle apparizioni di Itapiranga non ce la faccio a farcela ad aggiungerlo qui, per cui mi sa che slitta al prossimo articolo…

To be continued…

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Vita

Improbabili conversazioni da ascensore

Lo so, sono un caso patologico, ma per me avere la sveglia alle sette del mattino è un trauma durissimo.

Sono sempre stato un tiratardi: alla sera, quando finché non scatta la mezzanotte per me in fondo “è ancora presto” (dopodiché si può invece iniziare a prendere in considerazione l’idea di poter andare a dormire: operazione che richiede da un minimo di mezz’ora ad un massimo di un paio d’ore), ed al mattino, quando uscire dal torpore del sonno è violenza inaudita poiché per me, in fondo, “è ancora presto” (e continuerà ad esserlo fino a quando, anche ormai forzatamente in piedi ed “operativo”, non rintoccheranno almeno le undici).

Nemmeno a dirlo, mia moglie è l’esatto contrario: alle nove cade in coma soporifero, mentre alle cinque è già sveglia e pronta per affrontare con incontenibile entusiasmo una nuova giornata ricca di allettanti promesse (santa donna).

Comunque: stamattina solita sveglia alle sette.

Mi alzo ancora in fase REM. Mi vesto alla cieca (e non perché sono al buio). Capatina fisiologica in bagno, scarpe, giubbotto ed esco di casa.

Alle sette e un quarto sono davanti all’ascensore.

Le porte si aprono e salgo, annotando distrattamente la presenza di un condomino. Il quale, evidentemente, è uno come mia moglie, un mattiniero, poiché è allegramente voglioso di conversazione e mi attacca un gioviale bottone.

– Salve.

– Buongiorno.

– Si va presto al lavoro, eh?

– Ecco, in realtà sto andando a Messa, poi torno a prendere i miei figli per portarli a scuola e dopo vado al lavoro.

– Quindi potrebbe tranquillamente dormire tre quarti d’ora in più al mattino… Caspita, ci tiene davvero tanto a Gesù…

– Bé, in verità è Lui che ci tiene davvero tanto a me…

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Fede

Canto di guerra

La battaglia incombe.

Incalza il richiamo ad imbracciare le armi per combattere una guerra quotidiana che non consente diserzione.

Giacché è nell’immantinente che si estrinsecano le realtà escatologiche: nella libera scelta di ciascuno, ad ogni istante, se aderire al Bene o al male.

E quando tutte le cartucce sono state esplose una cosa rimane pur sempre all’uomo: la sua volontà.

Poiché è tempo di crociate.

Forse non in senso stretto (anche se alcuni eventi, per certuni, le renderebbero quasi auspicabili), ma è senz’ombra di dubbio tempo di crociate interiori: ogni tempo storico voca il credente al combattimento spirituale, ché il principe di questo mondo insidierà il calcagno della Donna fino alla fine dei tempi, epperò ci sono contesti nei quali la ribellione dell’uomo al Vero dà potere al male e l’accanimento contro coloro che decidono di tenersi aderenti a Cristo si fa stringente, e li tiene sotto incessante assedio.

Questo è uno di quei malevoli tempi, poiché siamo davvero tutti nella stessa barca: situazioni diverse, ma medesima fatica d’esistere.

Questo contesto storico in cui siamo chiamati a vivere è premente: siamo tutti in trincea, a battagliare giorno dopo giorno non per vincere, ma per arrivare ancora vivi al giorno successivo. L’orizzonte è scuro e la notte tenta di soffocare i lumicini che ancora ci ostiniamo a tenere accesi nei nostri cuori affranti.

Siamo convocati a sperimentare quella Parola che ci avvertì: “Per il dilagare dell’iniquità, si raffredderà l’amore di molti. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato”.

È il Getsémani, per tutti, ma dobbiamo considerare la nostra beatitudine: poiché se siamo pressati dalle porte degl’inferi significa che ancora siamo di Cristo e non del mondo!

Non è facile resistere, ma se c’è una cosa che si impara lungo il cammino di continua conversione (perché questo è la vita di fede) è che ci sono momenti in cui manca tutto e le forze vengono meno, l’amore pare dissolto nel nulla, i motivi per andare avanti sembrano non esserci mai stati; ecco, in quei frangenti di vita si rimane spogli di fronte alla realtà che incombe, proprio come Nostro Signore nell’orto degli ulivi. Ma quando persino la Grazia ti viene momentaneamente sottratta una cosa sempre rimane all’uomo: la volontà.

La volontà di rimanere attaccati a Gesù, poiché solo Lui ci salva; la volontà di alzarsi dal letto al mattino perché un giorno abbiamo risposto alla Sua chiamata a seguirLo, pur senza sapere quale fosse (e quale sarà) l’approdo in questa vita, ma certi del nostro destino eterno, poiché Lui è Via di Verità e Vita e allora poco importa dove condurrà la Sua sequela.

A questa volontà, che è propriamente nostra e che Dio prova nella nostra libertà di fidarci di Lui, aggrappiamoci con tutte le forze rimasteci, che nessuno, uomo o demone, può portarcela via.

Sia la nostra volontà di stare con Cristo Sacramento e preghiera laddove ci è possibile e si riesce, ma in ogni caso sia la nostra volontà di essere Suoi, nonostante si cada ad ogni passo nel seguirlo, pur strisciando e trascinandosi su gomiti sanguinanti volerGli stare dietro; con la tenacia di chi altrimenti sa ch’è disperato; con l’ostinazione del mulo (ché questo è l’uomo), la cui perseveranza però verrà ricompensata.

Sia la nostra, infine, la volontà di non abbandonarLo anche quando tutti intorno a noi sembrano andarsene e stare bene, meglio, lontani da Lui, e ricacciare in gola al maligno la tentazione di scappare via dicendo, insieme a Pietro: “Signore e dove potremmo andare? Tu solo hai parole di vita eterna”!

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Vita

I Vendicatori di Cristo

Ieri ho riguardato il film Avengers.

Il primo: sarei andato al cinema a vedere il seguito e così ho voluto prepararmi, ricordando i prodromi.

Bé, mentre mi gustavo le scene di eroismo estremo dei miei beniamini dei fumetti (ora passati dalla cellulosa alla celluloide), mi sono trovato a pensare come ciò che emoziona l’uomo, in tutte le storie che l’hanno accompagnato fin dalle sue origini (dai miti antichi alla cavalleria, dai semidei ai supereroi), sia la recondita consapevolezza di essere anch’egli capace di cose grandi, la profonda sensazione di essere anch’egli destinato alla divinità.

I miti, così come i fumetti, fungono come una specie di canalizzatore: ricordano all’uomo questa sua vocazione.

Poi però la storia (o il film) finisce, e smaltito il residuo adrenalinico della momentanea esaltazione, ti ritrovi a che fare non più con super villains, ma con la ben più prosaica, banale e a volte smunta realtà quotidiana. E allora ecco che tutto il tuo “super-entusiasmo” viene miseramente travolto dalla constatazione di essere, in fondo, “soltanto” un uomo.

Tuttavia, ripensando alle tematiche che animano le storie di fantasia e che spesso riflettono, amplificandole, quelle stesse dinamiche che s’intrecciano pure nella storia reale, noto come davvero l’uomo sia capace, e lo sia stato davvero, di grandi imprese: in particolare quando adunato attorno ad una guida ed animato da un obiettivo condiviso.

Perché se gli uomini, in circostanze ordinarie, patiscono la divisione per quella loro natura profondamente incisa dall’egoismo, più e più volte nella loro storia hanno invece dimostrato che, se messi in situazioni stringenti ed in particolare di fronte ad un nemico comune (sia esso personale o circostanziale), trovino in loro la straordinaria capacità di coagularsi, magari anche catalizzati dall’esempio di un “capo”, e contrastare l’avversario con atti d’eccezionale valore, che trascendono l’individuo per la supremazia di quella società di cui si sentono far parte.

Il problema è che quasi sempre il nemico è anch’esso un uomo, od una comunità di uomini.

Il cristiano però sa (o almeno dovrebbe saperlo) che in realtà il nemico dell’uomo non è affatto umano. Così come la sua guida, il Capo attorno al quale è chiamato a radunarsi, è vero uomo, proprio come lui, ma non solo, è anche super-umano ai massimi livelli: è anche vero Dio, garanzia di vittoria assicurata.

Questa la verità di quella Rivelazione che arruola l’umanità in un contingente chiamato ad unirsi coeso per dar battaglia (e all’ultimo sangue) contro il suo solo ed unico vero Nemico.

Un Avversario che persegue fin dal principio e con storica determinazione lo sterminio (fisico e spirituale) del genere umano, e che schiera sul campo plotoni di milizie ultraterrene, apparentemente invincibili, come nella miglior tradizione narrativa e cinematografica.

Ecco che allora basterebbe tenere presente quest’imponente forza avversa per deporre le misere contese tra uomini, e far fronte comune contro di essa, guidati da un Duce che ai suoi soldati dà in dotazione armi d’inaudita potenza, mette a loro disposizione veri super-poteri con cui combattere e trionfare sull’opposizione.

Come uomini siamo capaci di una tale impresa, siamo stati chiamati a compierla sotto la Sua guida da sempre, in maggioranza abbiamo anche già preso coscienza del grave stato di crisi in cui ci troviamo, dobbiamo solo arrendere le divisioni interne, adunarci attorno al nostro Capitano e combattere, come un sol uomo, la nostra vera battaglia contro il più temibile dei Villains.

E possiamo stare pur certi che, proprio come nel film degli Avengers, il finale non potrà che vederci vittoriosi.

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