Cronache

L’ultima Quaresima (?)

Come ho detto nell’ultimo articolo, ogni circostanza del materiale trova origine e causa nel campo dello spirituale, e questo perché Dio non ritira i Suoi doni: Egli ha assoggettato la Sua Creazione all’uomo, e questi, pur dopo la caduta originale, mantiene ancora il primato sul Creato che lo ospita, e che con lui e a causa sua, patisce e geme come nelle doglie del parto, in attesa della trasfigurazione finale, per dirla con San Paolo (Cfr. Romani 8,19-22).

E questo ha una sua logica, perché quando l’uomo, nell’esercizio della sua libertà di servire Dio o mammona, si allontana da Colui che è il sommo bene, non può che finire nell’abbraccio di colui che è la personificazione di ogni male, il quale subito comincia a vantare davanti al Creatore presunti diritti sulla Sua creatura e, conseguentemente, l’esercizio di una maggiore libertà d’azione su quel mondo del quale, proprio a causa del peccato originale, è divenuto principe.

E siccome il male produce male, quando l’uomo, con la sua sottomissione al maligno, gli guadagna un maggior potere, ecco che il male prolifera, appestando gli animi e i corpi, e tutta la Creazione.

Detto questo, si comprende bene come l’azione del maligno si concentri maggiormente proprio laddove si trova il centro della spiritualità, ossia la Chiesa, ed anche geograficamente la sua premura di corruzione si accanisce nel luogo dove la Chiesa ha il suo capoluogo: l’Italia.

Poiché ogni vittoria ottenuta dal demonio sulla Chiesa e su Roma è ragione di maggior vanto per lui.

Ecco perché ogni conquista alla causa del male strappata nel nostro paese ha valenza escatologica e peso universale: ciò che succede a Roma ha conseguenze globali, per il bene o per il male.

Ecco perché ogni legge mortifera che viene promulgata in Italia conta come il sigillo definitivo di una vittoria universale del principe di questo mondo sull’uomo e, di conseguenza, sul Creato.

Ecco perché gli anticristi liberali si son sempre rammaricati che le loro proposte mortifere nel nostro paese non avrebbero mai visto la luce della norma finché in Italia ci fosse stato il Vaticano.

Come se la presenza del pontificato tutelasse in qualche modo la nostra nazione: una sorta di baluardo mistico contro la corruzione della spiritualità, e di conseguenza tutela di ogni circostanza materiale.

D’altronde ce l’ha spiegato Lui che gli inferi avrebbero sempre premuto sulle porte di quella Chiesa che poggia sul ministero romano di Cefa (Cfr. Matteo 16,18), poiché il “potere delle chiavi” pare in un certo senso estendersi oltre il ristretto ambito del personale abbracciando invero quello universale, come se ciò che venisse approvato in questa nazione prediletta dovesse assumere un carattere globale, e viceversa, ciò che venisse impedito qui, ostacolasse la vittoria definitiva per il nemico.

Questo almeno fino a quando non sarebbe stato tolto quel famigerato “Katechon”, quel “colui” che come un freno impedisce la piena manifestazione del mistero d’iniquità (Cfr. Seconda Tessalonicesi 2,7) e che ora, per la vorticosa devastazione morale in atto anche nel nostro paese, pare proprio essere stato tolto (per un approfondimento leggi il Katechon).

Questo è un fatto.

Visto che oggi assistiamo al trionfo dell’antiumanesimo proprio nella nostra nazione, ultimo bastione crollato sotto i colpi di una legislazione mortifera cominciata con lo sdoganamento normativo del divorzio, dell’aborto, delle unioni sodomite e dell’ormai prossimo suicidio legalizzato.

E come detto all’inizio, questa devastazione spirituale lascerà il segno anche nell’ambito del materiale, proprio come già affermato persino dalla Madonna nelle apparizioni di Itapiranga, ad esempio, dove la Mamma Celeste ha proprio un occhio di riguardo per la nostra patria, sede di quella Chiesa di cui ella è Madre e Maestra.

Qui ella chiede con accorato ardore la conversione, spiegando che è proprio il progressivo abbandono delle leggi divine la causa del disfacimento morale del nostro paese, a cui seguirà, inevitabilmente, la catastrofe materiale; poiché ormai non è più questione di evitare il castigo, ma di arrivare almeno preparati ad affrontarlo, senza cioè perdersi eternamente.

“Italia! Italia! Io ti chiamo a Dio! Torna Italia! Perché è ora di essere obbediente al Signore, e donare l’esempio a tutti. Figli miei, perché ancora non mi ascoltate? Perché ancora non vi decidete per Dio? Non perdete tempo, portate a tutti i vostri fratelli i miei appelli materni, portate la richiesta che vostra Madre oggi vi fa. Convertitevi e siate di Dio!” (4 Giugno 2016); “Italia, non avere il cuore così duro, perché un giorno piangerai per non avermi ascoltata, accolta con amore, e rispettata. Basta peccati! Fai penitenza! Chiedi perdono a Dio a causa del tuo cuore indurito come pietra, e della tua incredulità” (6 giugno 2016); “L’Italia e gli Stati Uniti saranno molto presto puniti in modo mai visto. Una grande luce, come un fuoco, sarà visibile nel cielo in Italia, dolore e pianto saranno grandi, e quando questo succederà, solo il Rosario e il mio cuore materno potranno essere la speranza, il rifugio e la protezione per tanti. L’Italia sarà scossa perché gli uomini non hanno saputo rispettare quello che a Dio è dovuto. Non hanno onorato il suo Santo Nome, non hanno obbedito alle sue sante leggi” (13 marzo 2016).

Ed a proposito di “scuotimento” occorre precisare che la Madonna, a Itapiranga, l’otto febbraio del 2009 profetizzò per il nostro paese tre grandi terremoti: uno degli ultimi disegni permessi dalla Vergine raffigura infatti la penisola martoriata da tre sconvolgimenti, uno in Centro Italia, uno al largo del mar Tirreno ed uno a Nord-Ovest.

Ma non solo, proprio a causa della centralità spirituale della nostra terra e lo stato di abbandono della fede nel nostro paese, la Madre di Dio ha ammonito che: “l’Italia sarà invasa da grande violenza e morte, e il sangue verrà versato in tanti luoghi. Molte chiese saranno distrutte, e molti dei miei figli piangeranno amaramente per non avermi ascoltato. A Roma sarà un caos!” (13 luglio 2016) e “sull’Italia arriveranno grandi dolori e persecuzioni, causati da coloro che hanno il cuore pieno di odio e violenza. Pregate per l’Italia, dove si trova la Santa Madre Chiesa, perché i peccati dei ministri di Dio stanno acclamando la Giustizia Divina: il braccio forte e pesante del Signore colpirà quelli che sono infedeli e ribelli, perché cercano solo la lussuria, il potere e il denaro (…) Quando la barca di Pietro correrà grandi pericoli, il demonio si mostrerà con tutta la sua ferocia contro i ministri del Signore e saranno perseguitati in modo mai visto nel mondo. Il mio cuore di Madre è angosciato perché Io parlo ma non mi ascoltano, Io mi manifesto nel mondo ma non credono, ma quando i grandi dolori arriveranno, cosa faranno? Di’ a tutti di tornare, tornare a Dio adesso! Convertitevi! È la vostra Madre dal cuore triste e addolorato che vi parla, che vi chiede e vi supplica, perché Dio mi manda nel mondo per allertarvi” (22 Luglio 2016).

Come si vede siamo alle solite: in tutte le apparizioni dell’epoca moderna la Santissima Vergine implora la conversione ed il ritorno a Dio, altrimenti le conseguenze dell’aver abbracciato il male si abbatteranno inesorabilmente sull’umanità, solo che mentre fino al secolo scorso, incominciando da Fatima, c’era per l’uomo la possibilità di evitare il castigo, ora, a causa del suo incrudimento nell’apostasia, non rimane che una conversione in extremis per non perdere almeno l’anima.

In questo senso Maria ad Itapiranga è chiarissima. Queste apparizioni, che godono del riconoscimento episcopale, presentano la medesima dinamica cominciata a Fatima e che caratterizza anche le altre apparizioni della fine del secondo millennio, ma qui, in particolare, sembra che la Madonna abbia ricapitolato le caratteristiche di tutte le altre sue apparizioni.

Come a Fatima e a Medjugorje, anche qui la Madre di Gesù ha rivelato al veggente dei segreti che riguardano il destino del mondo e della Chiesa, avvenimenti futuri molto gravi che stanno per coinvolgere tutta l’umanità se non si convertirà: quattro eventi che riguardano il Brasile, due che riguardano il mondo intero, due che riguardano la Chiesa ed uno che riguarda specificamente coloro che continuano a vivere una vita di peccato e di empietà, disobbedendo a Dio, e l’ultimo segreto destinato a queste persone è proprio il più doloroso e terribile.

Come a Fatima e a Medjugorje, anche qui la Vergine ha mostrato al veggente le realtà del Paradiso, del Purgatorio e dell’Inferno, perché ne testiomoniasse la concretezza in un tempo, come il nostro, in cui i novissimi sono pressoché dimenticati ed ai quali molti ormai non credono più.

Come a Fatima e ad Anguera, anche ad Itapiranga la Madre Celeste ha rivelato diverse profezie, alcune delle quali si sono già compiute a conferma della veridicità delle apparizioni, come ad esempio quella dello tsunami che ha devastato l’Asia e di cui la Vergine aveva predetto la venuta già negli anni ’96/’97 oppure come le inondazioni che hanno investito l’Inghilterra nel 2007 e di cui la Madonna aveva dato il preavviso ben sette anni prima.

Ultimamente le profezie si sono compiute in uno spazio di tempo sempre più breve ed il veggente al proposito ha spiegato che tali avvenimenti disastrosi sono «solo l’inizio dei dolori» poiché «quello che verrà nel mondo è qualcosa di tremendo e molti non sono preparati perché non pregano, ma vivono costantemente in una vita di peccato lontani da Dio».

Come a Lourdes, a Fatima ed in tutte le altre apparizioni moderne, anche ad Itapiranga sono stati dati dalla Madre di Dio molti segni ai fedeli del luogo ed ai pellegrini: segni nel sole, nella luna, nelle stelle, il profumo di rose, migliaia di conversioni e di guarigioni di persone che hanno bevuto l’acqua della Fonte benedetta dalla Vergine, ma tutti questi miracoli, ha detto la Madonna, non sono stati dati per aumentare la curiosità delle persone, bensì per mostrare la serietà dei suoi appelli.

Appelli che, come si può vedere, ricalcano quei richiami alla preghiera ed alla penitenza che contraddistinguono da più di un secolo oramai le suppliche di questa Madre angosciata per la sorte dolorosa cui i suoi amatissimi figli continuano ostinatamente ad andare incontro: “Giorni difficili stanno arrivando per il mondo intero. In un giorno tranquillo, quando tanti saranno a celebrare i dolori e la passione di mio Figlio, grandi dolori e sofferenze arriveranno sulla Chiesa, e subito tanti dei miei figli cadranno per terra senza vita (…) Lottate contro ogni male pregando il Rosario, e alimentandovi con fede e amore dell’Eucarestia (…) Smettete di peccare! Siate ubbidienti agli appelli che la vostra Madre è venuta a comunicarvi con il suo cuore tra le mani, perché in esso possiate rifugiarvi, perché esso sarà il vostro scudo di difesa contro la Giustizia Divina che si abbatterà fortemente sopra il mondo. Pregate molto per la Santa Chiesa, pregate molto per la conversione dei peccatori, perché se non si pentiranno, per tanti potrebbe essere tardi” (5 marzo 2016); “Ecco la tua Madre Immacolata, che viene dal Cielo, per dirti che è giunta l’ora della conversione immediata dell’umanità, su cui si abbatteranno grandi e dolorosi avvenimenti. Il mio cuore materno è preoccupato e amareggiato dalle spade di dolore. Tanti dei miei figli fanno poco caso, non considerano e deridono i miei messaggi, disprezzandoli e lasciandoli da parte. Che ne sarà di loro quando il Grande Castigo arriverà dal cielo, abbattendosi su di essi? Chi li potrà difendere dalla Giustizia Divina, che colpirà fortemente l’umanità? Io soffro a causa di coloro che rinnegano l’opportunità di convertirsi e cambiare vita. Tanti ciechi si lasciano sedurre da satana, i loro cuori cercano e bramano solo le menzogne e i piaceri del mondo. Quante anime distrutte dal peccato, quanti camminano verso l’abisso eterno, senza pensare un poco all’eternità e pentirsi dei loro sbagli. Questo è il tempo in cui il demonio è riuscito prendere tanto spazio per condurre tanti dei miei figli all’errore e alla morte spirituale (…) Prega figlio mio, prega, e intercedi per il bene della umanità. Il Padre Eterno è sdegnato a causa delle continue offese commesse contro il Suo Divino Figlio. Tanti sacrilegi, profanazioni e oltraggi vengono commessi nel mondo (…) Dolore grande arriverà anche negli Stati Uniti, dove una regione verrà praticamente distrutta. Voglio aiutare i miei figli, voglio proteggerli, che loro trovino rifugio nel mio Cuore Immacolato, che loro chiedano il mio aiuto materno ed Io subito verrò ad aiutarli” (13 Marzo 2016).

E come un’ultima, ulteriore, àncora di salvezza, la Madonna media la richiesta del Padre perché venga recuperata una devozione particolare a quella figura oggi tanto disconosciuta di San Giuseppe: “Figlio mio, Dio desidera che il cuore del mio sposo Giuseppe sia invocato, conosciuto ed amato da tutte le anime. Le famiglie che si consacreranno al suo Cuore Castissimo, otterranno una profusione di grazie dal Cielo e saranno preservate da tanti mali, nonostante la Giustizia Divina stia per abbattersi sopra tutta l’umanità” (19 Marzo 2016), tanto che proprio il castissimo sposo della Vergine, in un messaggio particolare del ventisette ottobre dello stesso anno, ribadisce le parole della sua Immacolata Sposa avvertendo che «quando il mondo si troverà in una densa tenebra, disorientato, senza fede e senza luce; quando le Verità Eterne verranno ancor più disprezzate e pestate, allora il braccio forte di Dio colpirà l’umanità come mai accaduto prima e si sentirà solamente pianto. Venite sotto il mio manto protettore, entrate nel mio Cuore Castissimo, e così sarete protetti durante i tempi della grande giustizia».

E gli avvertimenti della Madre Celeste si fanno via via più circoscritti e dettagliati mano a mano che trascorre l’anno appena passato, segno che davvero il tempo rimasto per decidersi finalmente per Dio oramai sta per scadere (concordemente con tutti gli altri indizi che abbiamo racimolato e cercato di contestualizzare negli articoli più recenti di questo blog): Questi sono i giorni dello spirito delle tenebre, ma il domani sarà il giorno del Signore” (13 Aprile 2016), “Dio è infelice per i peccati del mondo: di tanti ministri che si lasciano guidare dalle loro idee ed errori, rifiutando le verità lasciate da mio Figlio Divino (…) Pregate, pregate molto per saper difendere le verità eterne, senza aver paura di nulla” (16 Aprile 2016), “Questi sono i tempi di grandi avvenimenti per il mondo, per questo Io vengo per aiutarvi a stare più vicini a mio Figlio Gesù, questi sono i tempi per la realizzazione di tante cose che vi ho rivelato nel passato. Tornate a Dio!” (2 Maggio 2016), “Recitate il Rosario ogni giorno, perché è la preghiera che fa scendere grandi grazie dal Cielo sulle vostre famiglie e sopra il mondo intero (…) Io sono venuta a Fatima, Io sono venuta tante volte in Italia, in tanti luoghi, per chiamarvi a Dio, ma i miei figli non mi hanno ascoltata, non hanno voluto credere nella mia presenza materna, e hanno rinnegato tante grazie, che Io desideravo concedere loro (…) Sacerdoti, Dio chiederà conto ad ognuno di voi per il tempo che avete perso, e per non aver salvato anime per il Regno dei Cieli. Dio chiederà conto da tutti i suoi ministri che sono stati infedeli alla loro vocazione, e che non hanno vissuto nella santità come Lui desiderava. Convertitevi e sappiate riconoscere tutto quello che la vostra Madre del Cielo ha realizzato già da tanto tempo attraverso le apparizioni qui e nel mondo intero” (6 Giugno 2016).

Come si diceva all’inizio, la Madonna sembra proprio individuare nel disorientamento della Chiesa la prima causa della propagazione del male nel mondo, costante questa, di tutti i più recenti messaggi dati nelle apparizioni ancora in corso in questi tempi, dove ad Anguera è esplicita nella sua denuncia, ma anche a Medjugorje (dove notoriamente è molto più compassata) ultimamente ha richiamato chiaramente ad un deciso ritorno alla Verità della spiritualità tradizionale, invitando a «lottare e pregare contro il materialismo, il modernismo e l’egoismo che il mondo offre».

Allo stesso modo, ad Itapiranga, ella reclama il primato della vita spirituale nella Verità, che, come afferma perentoriamente «è mio Figlio, e le Sue parole sono eterne e potenti, esse sono vita e luce per le vostre vite. Pregate perché tutti possano accogliere le parole di vita di mio Figlio Gesù. Pregate perché l’umanità non sia sorda e cieca, e si decida a vivere la chiamata che Dio le fa» (8 Giugno 2016), poiché: “Tempi di dolore e lacrime arriveranno, su tutta l’umanità! (…) Molti dei miei figli ora non vogliono saperne del Signore, ma cosa sarà di loro, quando il braccio del Signore si abbatterà sul mondo? Chiedete perdono a Dio dei vostri peccati e siate obbedienti agli appelli che Lui vi fa attraverso me (…) Lottate per essere buoni, per essere figli graditi al Padre Celeste, rimanete nel vostro cammino santo, nei giorni difficili che sono alle porte. La Verità figli miei, difendetela anche se vi costerà tanto. Dio ama la verità, e tutti coloro che cambieranno ciò che Lui ha lasciato, nel giorno del grande giudizio, risponderanno di tutti gli insegnamenti sbagliati, fatti ai suoi piccoli figli che volevano rimanere nel loro cammino santo, e sono stati allontanati (…) La Chiesa attraverserà il suo momento più critico, dove ci sarà grande confusione e divisioni, si vedranno cardinali opporsi tra di loro, vescovi contro altri vescovi, sacerdoti contro sacerdoti, mancanza di fede e grandi sbagli saranno difesi come se fossero grandi verità, ma Dio, alla fine, agirà attraverso il suo braccio potente e fermerà tanta disobbedienza, errori e peccati. Non abbiate paura. Quelli che mi ascoltano cammineranno sempre per la via sicura che porta in Cielo. Con il mio manto vi difenderò e già da ora vi metto nel mio Cuore Immacolato, perché possiate essere di mio Figlio Gesù e benedetti da Lui” (20 Giugno 2016).

E proprio sui moniti alla Sposa del Figlio la Madre calca ultimamente la mano: “Figli, chiedete la Misericordia Divina per la Chiesa, e per il mondo. Tempi oscuri si stanno avvicinando, ma a quelli che servono fedelmente il Signore, Io dico che Lui compirà in essi meraviglie e agirà con potere e gloria in loro favore. Io sono al vostro fianco e vi accolgo nel mio manto Immacolato. Chiedete la protezione di San Michele Arcangelo. Dio lo manda nel mondo, per guidare e difendere i suoi figli. San Michele vi aiuterà a compiere la volontà di Dio, e nei giorni cattivi, lui nel Nome del Signore, apparirà glorioso a tanti per proteggerli e condurli per vie sicure, perché così Dio ha stabilito, per coloro che mi ascoltano e che mi amano. Non abbiate paura, offritevi e affidatevi a Dio” (22 Giugno 2016); “Grandi prove arriveranno nel mondo e la Santa Chiesa attraverserà il suo momento più difficile quando tanti figli prediletti, ministri di mio Figlio Gesù, abbandoneranno le Verità di mio Figlio, portando tanti fedeli sulla via delle tenebre, che conduce alla perdizione eterna. Non offendete più mio Figlio Divino! (…) A causa dei peccati di impurità i castighi stanno per traboccare e la Giustizia Divina la colpirà. Non resterà nei luoghi impuri nessuna pietra, perché il braccio forte di Dio colpirà coloro che sono stati infedeli e con i cuori induriti. Pregate molto, Io vi offro il mio Cuore Immacolato, perché in esso possiate essere protetti in questi giorni che molto presto arriveranno. Accogliete i miei appelli figli miei, ascoltatemi, non peccate più, non ferite il cuore di mio Figlio che sanguina a causa di tanti oltraggi. Pregate! Riparate! Adorate mio Figlio nel Santissimo Sacramento e Dio avrà misericordia di ognuno di voi e del mondo” (13 Luglio 2016); “Una grande ondata di dolore e di persecuzione arriverà nella Chiesa, e molto sangue sarà versato. Molti ministri di Dio e molti consacrati saranno messi nelle mani dei lupi voraci come preda facile, non avranno voce per parlare e per difendersi, perché saranno messi in silenzio, ma Dio tutto vede!” (5 Agosto 2016); “Pregate per la Chiesa, perché attraverserà il suo peggior momento e soffrirà grandi persecuzioni come mai sia accaduto prima! Offrite le vostre preghiere, per impedire le cattive azioni degli uomini posseduti dallo spirito del male! Con il Rosario nelle vostre mani e con la preghiera dell’Ave Maria recitata con fede e amore vincerete il demonio ed ogni male” (13 Ottobre 2016); “Purificate i vostri cuori e le vostre anime con la confessione, affinché possiate essere sempre vigili e preparati” (12 Novembre 2016); “Non siate sordi ed indifferenti alla mia chiamata, un’onda di violenza come mai successo prima sta per colpire tanti dei miei figli e per questo il mio cuore Immacolato soffre tanto. La Chiesa sarà perseguitata come mai sia avvenuto prima e tanto sangue verrà versato nei luoghi santi. Intercedete figli miei, intercedete affinché ogni male sia scacciato il più lontano possibile dalla Chiesa e dal mondo intero (…) Supplicate il perdono e la misericordia del mio Divino Figlio, affinchè Lui abbia ancora compassione di voi e del mondo peccatore. Recitate il Rosario tutti i giorni per la pace nel mondo. Pregate! Pregate! Pregate!” (11 Febbraio 2017).

Ed è inutile nascondersi dietro a un dito, poiché è un’evidenza sotto gli occhi di tutti il travaglio in cui versa la Sposa di Cristo in questi tempi oscuri, tanto che inquietudine assieme forse ad uno spiraglio di luce lascia uno straordinario messaggio dato proprio ad Itapiranga già il ventisette giugno del 2015, quando la Madonna ha mostrato al veggente Edson Glauber un’importante e profetica visione, della quale riportiamo la descrizione fatta da lui stesso senza nessun ulteriore commento, nella traduzione dall’originale in brasiliano: «Oggi Nostra Signora è apparsa con il Bambino Gesù tra le sue braccia. Nella sua mano destra aveva un Rosario che brillava tanto e al suo lato destro c’era San Pietro con un libro e le chiavi e al suo lato sinistro c’era San Paolo, che aveva un libro e una spada. Erano avvolti in una luce, ma non così forte come quella che irradiava da Lei e Gesù Bambino. Sotto di loro c’era il globo che rappresenta il mondo intero.

Durante l’apparizione, il Bambino Gesù chiese a San Pietro di riconsegnargli le chiavi e questi obbedì. Dopo aver riconsegnato le chiavi, San Pietro si mise in ginocchio col capo chino in preghiera. Dove stava lui divenne più scuro, perché la luce che irradiava scomparve, restando chiaro solamente dove si trovavano la Vergine con Gesù e San Paolo.

In quel momento, il globo che era sotto di loro fu circondato da una grande corona di spine che voleva stringerlo tutto. Ho capito che si tratta di tempi difficili che la Chiesa e il mondo dovranno passare: tempi di prove, fatti di oscurità spirituale e di grande confusione.

Nostra Signora, vedendo ciò che stava succedendo – in quanto Madre della Chiesa che vorrebbe la salvezza di tutti – abbassò la sua mano destra verso il globo, e il Rosario, lentamente, si diresse sul mondo, circondando il globo. Il Rosario di Nostra Signora, muovendosi, ruotando intorno al globo, brillava fortissimamente. Ho capito allora che quello era ciò che Ella sta facendo con i suoi figli del mondo intero, i quali credono nelle sue apparizioni e nei suoi messaggi: pregare sempre di più, intercedendo per la Chiesa del suo Divin Figlio e per l’umanità. Il Rosario, più cadeva, più irradiava una fortissima luce, in modo tale da respingere quell’orribile corona di spine dal globo, lasciandola distrutta; rimase solamente il Rosario, come segno di vittoria sul male e sui tempi difficili.

Fu allora che la Madonna guardò San Paolo e questi capì che doveva mettersi anche lui a pregare in ginocchio con San Pietro, così la luce tornò anche da Pietro. Nostra Signora, guardando verso il suo Divin Figlio, pregò in favore della Chiesa e del mondo. Il Bambino Gesù, vedendo che l’umanità si mise a pregare, accolse la richiesta della sua Santissima Madre di dare di nuovo le chiavi a San Pietro, ma il Bambino Gesù mise le chiavi tra le mani di Nostra Signora che, come Madre della Chiesa, le mise in quelle di San Pietro. Quindi Ella ed il Bambino Gesù ci diedero la loro benedizione e la visione terminò».

To be concluded…

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Cronache

Ultimatum

“Il tempo della collera divina è arrivato (…) se la faccia della terra non cambia, Dio si vendicherà contro il popolo ingrato e schiavo del demonio: il mio Figlio sta per manifestare la sua potenza”

La Salette, 19 settembre 1846

È dieci giorni che tento di scrivere questo pezzo, che inizialmente voleva essere quell’approfondimento promesso nell’ultimo articolo sulle grandi apparizioni degli anni ottanta, ma poi, facendo ricerche tra i libri ed i files raccolti negli ultimi anni su questi argomenti, mi sono ritrovato tra le mani tanto di quel materiale che solo il pensiero di metterlo un po’ a posto mi ha fatto salire lo sbattimento e mi sono dovuto subito saccàre sul divano un attimino (giusto quei cinque/sei giorni).

E la cosa incredibile è che tutte ‘ste profezie di santi, visioni di beati, segreti svelati e messaggi della Madre di Dio dati nelle innumerevoli sue apparizioni dell’ultimo secolo, sono tutte legate tra loro, tutte concordi nel richiamare a Dio un’umanità sbandata e ribelle, nell’ammonire (anche piuttosto severamente) una Chiesa che ha perso la bussola del mandato divino affidatole e si è mischiata troppo col secolo perverso.

In particolare, quasi tutte le apparizioni mariane del secolo scorso si rifanno direttamente (con richiami espliciti) o indirettamente (per consonanza di contenuti) alle apparizioni di Fatima, sviluppandone il tema centrale (la riconversione a Dio del mondo per evitarne l’incombente catastrofe) in un canovaccio che si snoda in evidente sincronia con la storia di cui la generazione a cui appartengo è purtroppo testimone.

Ad esempio, come all’inizio delle apparizioni in portogallo fu San Michele Arcangelo ad introdurre la Vergine consegnando ai veggenti una preghiera di riparazione per le offese al Santissimo Sacramento, anche ad Itapiranga il Principe delle Milizie Celesti ha riassunto in un messaggio le ragioni dell’urgenza dei richiami della Madre Celeste all’umanità: “Vengo dal Cielo per ordine di Gesù e di Maria. I peccati del mondo stanno traboccando dalla coppa della giustizia Divina, l’umanità si sta lasciando corrompere dalle illusioni che il demonio gli offre, per portare un numero più grande di anime nell’abisso della perdizione eterna. Gesù ha mandato la sua Santissima Madre in tanti luoghi del mondo, ma gli uomini rimangono sordi, loro desiderano solo ascoltare i rumori del mondo, ma non la voce della Santissima Vergine che acclama, che piange e che invita insistentemente ad una vita più santa. Parla all’umanità, dì loro di pregare e fare atti di riparazione per i loro innumerevoli peccati, affinchè possano ottenere da Dio il perdono, e la misericordia. Molti ministri di Dio colpiscono gravemente il Signore, con delle loro irriverenze e per la loro mancanza di fede, tanti non credono più nella presenza del Signore nella Santissima Eucaristia, e conducono migliaia di anime sulla via che porta alla perdizione. La Santissima Vergine chiede dai ministri di Dio, e da tutti i fedeli, la fede, l’adorazione, l’amore e il rispetto per suo Figlio Divino, il Signore del Cielo e della terra” (5 agosto 2016).

Contenuti che riprendono gli ammonimenti già dati dalla Santissima Vergine, ben prima di Fatima, a Rue du Bac e a La Salette, e ripresi con forza anche dopo a Tre Fontane, dove già fin dalla primissima apparizione del 12 aprile 1947 la Madonna ammoniva: “Ora è che volge il tempo della fine d’ogni cosa del mondo, la Parola di Colui che fece ogni cosa è verace. Preparate i vostri cuori, accostatevi con più fervore al Sacramento Vivente tra voi, l’Eucaristia, che sarà un giorno dissacrata e non più creduta la presenza reale di mio Figlio, “La Chiesa tutta subirà una tremenda prova, per pulire il carname che si è infiltrato tra i ministri, specie fra gli Ordini della povertà: prova morale e prova spirituale”, “Vi saranno giorni di dolori e lutti. Dalla parte d’oriente un popolo forte, ma lontano da Dio, sferrerà un attacco tremendo e spezzerà le cose più sacre, quando gli sarà dato di farlo”, “L’ira di satana non è più mantenuta: lo Spirito di Dio si ritira dalla terra, la Chiesa sarà lasciata vedova, sarà lasciata in balia del mondo”.

Tema, questo, che come si vede, nel segreto in tre parti rivelato a Lucia, Giacinta e Francesco, ha trovato la sua drammatica esplicitazione, ma che successivamente, mano a mano che il rotolo della storia contemporanea si stava svolgendo, è stato più volte ripreso e dettagliato, con messaggi sempre più particolareggiati, profezie già avveratesi e da avversarsi, ed ulteriori segreti sul futuro del mondo dati in altre apparizioni.

A Kibeho, nel comunicare coi veggenti, Maria usò come a Fatima la modalità della “visione” delle realtà future, spiegandole poi con messaggi che ricalcano gli avvertimenti dati in altri luoghi sempre nei medesimi anni: “Io mi rivelo dove voglio, quando voglio e a chi voglio. Io non vengo soltanto per Kibeho, ma per il mondo intero”, “Sono venuta per preparare la strada a mio Figlio per il vostro bene e voi non volete capire: il tempo rimasto è poco e voi siete distratti”, “Il mondo è sull’orlo di una catastrofe” (1982).

Come si vede, il tono ricorda molto quello dei messaggi di Civitavecchia.

La modalità fatimìta dei segreti profetici, invece (dopo essere stata inaugurata a La Salette), viene ripresa alla grande proprio negli anni ottanta, dove a Medjugorje, già nel 1982, una delle veggenti venne fatta depositaria di dieci avvenimenti riguardanti il futuro della Chiesa (i primi due), un segno prodigioso (il terzo) e sette presunti castighi per il mondo.

Ad El Cajas, proprio come in Portogallo, la Madonna ha consegnato alla veggente un segreto diviso in tre parti, sul contenuto del quale ella avrebbe avuto il permesso di rivelare che si tratta di «brutte cose che stanno per accadere nel mondo» e per le quali «quella che viene chiesta è la conversione» poiché “Dipende da voi se il castigo sarà forte quanto lo è il dolore che mio Figlio prova, o che invece venga placato con la preghiera”.

In queste apparizioni equadoregne la Madonna definisce se stessa come “Guardiana della Fede” e mette in guardia dal maligno che: “Vuole distruggere la Chiesa, ma i suoi tentativi saranno vani se vi convertirete. Pregate il Rosario, che è uno scudo contro il male. Usate lo scapolare, che vi proteggerà. Ponete il Sacro Cuore di Gesù nelle vostre case perché esso vi manterrà uniti e in pace. Fate penitenza e digiunate, e con la preghiera raggiungerete il Cuore di mio Figlio. Andate a Messa e visitate il Santissimo Sacramento”, aggiungendo, “Pregate molto per i sacerdoti perché satana sta penetrando in profondità nella Santa Chiesa”, e che “L’umanità deve pregare e sacrificarsi in riparazione dei peccati del mondo. Vengono sul mondo giorni di tribolazione tanto grande come non se ne sono mai conosciuti dall’inizio dei tempi”.

Medesimo tenore hanno i messaggi dati nelle apparizioni di Maria Santissima a San Nicolàs, in Argentina, dove, sempre nell’arco degli anni ottanta, la Madre di Dio ancora una volta viene a richiamare la Chiesa ed il mondo dal pericolo degli assalti del maligno, in piena concordanza con quel periodo di “libertà d’azione” concessogli a causa del pervicace allontanamento dell’umanità da Dio.

Battaglia del demonio alla Sposa di Cristo di cui Maria, come Madre e Maestra, si prende instancabilmente cura, denunciando di come tali attacchi: “Colpiscono ripetutamente il mio Cuore. È questo che sento ogni volta che viene offeso Gesù Cristo. Il nemico mi sta sfidando senza pietà: sta tentando apertamente i miei figli. È un combattimento fra la Luce e le tenebre, una costante persecuzione alla mia cara Chiesa. Dio dà la libertà e non impedisce a nessuno di fare le proprie scelte: purificarsi o vivere in continuo peccato, crescere in Cristo o annientarsi. Io dico ai miei figli: allontanatevi dalla notte oscura, presto spunterà l’Aurora; lasciatevi preparare in questo tempo da vostra Madre, mettete i vostri cuori in quest’Arca mandata da Gesù”.

Poiché anche qui il tema è il medesimo inaugurato a Fatima e proseguito con appelli dalle tinte più lievi (come a Medjugorje) o più drammatiche (come ad Anguera), ma sempre maternamente accorati: “Affrettatevi, perché la notte sta arrivando; sappiate approfittare del giorno” (1/12/1983), “Tutta l’umanità è contaminata, non sa che cosa vuole e questa è l’occasione buona per il maligno, ma non ne uscirà vittorioso. Gesù Cristo vincerà la grande battaglia, non bisogna lasciarsi cogliere di sorpresa, dovete stare all’erta” (27/12/1983), “Sono preoccupata per il mondo intero; ricordatevi che soltanto il Signore vi salverà” (30/12/1983), “In questo momento l’umanità è appesa a un filo. Se quel filo si rompe, molti non avranno salvezza. Per questo motivo chiamo alla riflessione. Affrettatevi, perché il tempo sta terminando. Non ci sarà posto per chi arriverà in ritardo” (8/1/1984), Le mie parole non sono di scoraggiamento né devono essere motivo di pena. Dovete essere convinti che il futuro sarà migliore del presente e attendere Gesù Cristo con tutto il vostro amore. Il Signore non delude i Suoi figli” (4/2/1984), “La terra tutta è in pericolo in mano agli uomini. Aprite gli occhi e vedrete che il perseguire chimere vi ha resi ciechi” (13/8/1984), “L’uomo può evitare oggi la sua caduta, ma si ostina, si chiude nei suoi vizi, si lascia trascinare, vive le chimere che gli offre satana e non vede che sono la sua perdizione” (3/1/1985), “Il maligno vuole attaccare la Chiesa, la sua muraglia è il mio manto protettivo. Il Signore mi pone come scudo, come guardiana, io vi difenderò figli miei” (5/2/1985), “Il principe del male oggi rovescia il suo veleno con tutte le forze, perché vede che sta terminando il suo triste regno: gli rimane poco, la sua fine è vicina” (7/3/1986), “Non rifiutate mai le Sacre Scritture, perché contengono la Parola di Dio: siano per voi il timone in questi tempi” (13/4/1986) [alla facciazza di quelli che: “non sappiamo cosa ha detto veramente Gesù, perché a quel tempo non c’erano registratori” n.d.a.], “Tenebre e smarrimento sono dappertutto, il male continua a diffondersi: è il maligno nella sua apparente vittoria” (23/7/1986), “Il maligno sta sì trionfando in questo tempo, ma è una vittoria che durerà poco. Il Signore gli sta dando tempo, lo stesso che dа all’uomo perché torni a Dio. È per questo che aumentano sempre più i vizi e le pazzie mondane” (11/10/1986), “La terra è abitata, ma sembra disabitata, un’oscurità molto grande la sovrasta. L’avvertimento di Dio è sul mondo! Non deve temere niente chi rimane nel Signore, deve temere chi nega ciò che proviene da Lui” (14/10/1986).

E per inciso: le apparizioni di San Nicolàs, così come quelle di Tre Fontane, Itapiranga, Kibeho, La Salette (ed ovviamente Rue du Bac e Fatima) hanno tutte avuto il riconoscimento della Chiesa, come minimo con l’imprimatur episcopale, ma ciò che più colpisce, in realtà, è il fatto che nonostante tutti questi interventi della Madre Celeste in terra si siano verificati in contesti, luoghi e tempi tanto differenti, abbiano un’estrema coincidenza di contenuto; una sorta di “ultimatum” divino che, seppur mediato dalla materna supplica di Maria, riverbera il monito evangelico del Cristo: «se non vi convertirete, perirete tutti» (Luca 13,3).

Ecco l’urgenza verace degli appelli della Madre di Dio, ella che si presentò piangente a La Salette per la sorte incombente sui suoi figli e che ancora oggi, come a Civitavecchia, ha lacrime di sangue per l’indifferenza con cui viene offeso il suo Divin Figlio; perché non c’è nulla da fare: tutte le circostanze materiali trovano la loro origine e causa in quelle spirituali, sicché la realtà devastata in cui oggi l’umanità si ritrova è null’altro che il consequenziale risultato di quell’annoso processo di demoralizzazione etica a sua volta degenere derivato di un’assidua inculturazione della morte che muove dall’aver scientemente rimosso il divino dall’orizzonte umano nella luciferina illusione di poterne prendere il posto.

È l’orgogliosa riproposizione di una Babele riletta in chiave moderna, tecnologica e globalizzata e quindi potenzialmente estintiva di un genere umano che ha perduto lo sguardo della trascendenza per finire appiattito su di un’immanenza senza sbocco e priva di ogni senso.

Ecco perché la Madre Celeste è così instancabile e ripetitiva nel richiamare i suoi figli ormai giunti sull’orlo dell’autodistruzione e, soprattutto, ad un passo dalla perdizione eterna, a rimettersi a fuoco su quelle realtà letteralmente essenziali, unica arma efficace per poter resistere e contrastare quel movente di natura spirituale che ha blandito l’animo umano nella ricaduta del peccato originale fino agli estremi limiti odierni, in cui tutte le circostanze, se osservate con un briciolo di realismo, assumono invero le tinte drammatiche dell’apocalisse.

Ecco le ragioni di quegli appelli imploranti della “Guardiana della Fede” verso la Sposa del suo Figlio che ha dimenticato la sua vocazione mistica, dismettendo quelle armi che sole, in questa battaglia escatologica contro le forze scatenate del principe di questo mondo, possono assicurarle quella vittoria già ottenuta dall’Agnello Immolato: la centralità dell’Eucaristia e la potenza miracolosa del Rosario.

È, quello della Madonna, un ripetuto ultimatum ad un ritorno esistenziale alla Verità incarnata del suo Figlio, unica Via per la Vita vera, in questo e nell’altro mondo, così come già richiamò nei messaggi di Tre Fontane, dove si presentò propriamente come la Vergine della Rivelazione: “Gli uomini di Dio, coloro che sono chiamati a salvare gli uomini, incontreranno degli impedimenti per compiere il loro dovere e non parleranno di Dio, di Gesù Cristo, né dello Spirito Santo. Non potranno parlare neppure di me, che sono vera Madre di Dio, vera Sposa di Dio, vera Figlia di Dio. Saranno impediti e non potranno parlare dei Sacramenti, né dei sacramentali. Coloro che parleranno di queste cose saranno martirizzati, moralmente e fisicamente, e diventeranno veri confessori di Gesù Cristo” (1 gennaio 1990), “Falsi profeti cercano con tutti i mezzi di avvelenare le anime, cambiando la dottrina di Gesù, mio amato Figlio, in dottrine sataniche, e toglieranno il Sacrificio della Croce che si ripete sugli altari del mondo” (31 dicembre 1990) e, riproponendo in una nuova prospettiva quella profezia della mistica tedesca Teresa Neumann su quel “Tempo di Caino” che in questo 2017 dovrebbe vedere il termine, ma che quei primi giorni di gennaio di diciotto anni fa era proprio al momento della sua inaugurazione: “L’anno 1999 è l’anno dei dolori e degli assalti del nemico, rafforzato da coloro che hanno il potere di esorcizzare. Essi potevano farlo per allontanare il male, ma non l’hanno fatto e le anime sono sovrastate dal male di molti di coloro protetti da voi [sacerdoti], perché preparate le anime alla perdizione e non alla salvezza, perché non propinate la Verità, ma le false dottrine eretiche ed idolatriche, che negano la vera fede per difendere le false fedi che portano alla perdizione” (4 gennaio 1999).

E niente: sono andato lungo anche ‘sta volta, quindi quello che volevo scrivere sulle apparizioni di Itapiranga non ce la faccio a farcela ad aggiungerlo qui, per cui mi sa che slitta al prossimo articolo…

To be continued…

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Una Madre in angoscia

Che poi, tra le altre cose, io dovrei anche dedicarmi alla promozione del mio ultimo libro (quello sulla vetusta ed omofoba questione di una possibile relazione felice tra il maschio e la femmina, avete presente?), ed invece sono ancora qui, per la gioia dei miei editori, a coprirmi di ridicolo blaterando di Madonne & Profezie, secondo quanto promesso nel precedente articolo (che poi non è detto che facendo la prima cosa sarei più serio che operando per la seconda, eh).

Comunque.

Ho giusto sottomano un elenco, aggiornato all’anno duemila, che con certosina acribia conta in numero di cinquecentoquindici le apparizioni mariane nella storia, tra concluse, riconosciute, ancora in corso e non riconosciute, denunciate alla Chiesa, fin da quella prima famosissima a Saragozza dell’anno 40 dopo Cristo, in cui la Santa Vergine (tra l’altro a quell’epoca ancora in vita) appare ad uno sconsolato San Giacomo Apostolo su di una colonnetta (“pilar” in spagnolo) come Madre premurosa per rincuorarlo dalle fatiche dell’evangelizzazione.

La cosa curiosa è che di queste cinquecento e rotti apparizioni, il settanta percento si sono verificate soltanto nel novecento, e questo fa subito pensare, poiché di norma la Madonna soccorre i suoi figli quando questi sono maggiormente a rischio di lasciarsi irretire dalle trame del principe di questo mondo, e, come abbiamo visto in L’anno che verrà, il moltiplicarsi delle occasioni di presenza della Madre di Dio in terra coinciderebbe proprio con quel secolo concesso a satana per operare con scatenata virulenza sui popoli e perfino nella Chiesa.

Tra le apparizioni più importanti del ventesimo secolo, non si può che cominciare con quella di Fatima, nella quale, con chiarezza eclatante, la Madonna traccia le linee guida per tutto il centennio a venire: il richiamo urgente ad un radicale ritorno a Dio, per essere preparati alla battaglia escatologica imminente sotto la protezione del suo manto, mediante quelle consuete armi mistiche con cui solo è possibile la vittoria contro il supernaturale nemico (converisone, preghiera e penitenza).

Inutile parlare dell’ormai stra-noto segreto in tre parti, ovviamente, ma ricordiamo soltanto che esso, oltre a confermare la realtà dell’inferno e della dannazione eterna, mette in avviso sul futuro del mondo e della Chiesa in termini davvero drammatici.

Ed il medesimo tono sarà il filo conduttore che allaccerà tutte le principali apparizioni mariane che costellano l’ultimo secolo del secondo millennio, con tinte di volta in volta più o meno marcate, ma sempre in un costante crescendo mano a mano che ci si avvicina ai tempi in cui viviamo.

Ad esempio, soltanto un anno dopo, la Madonna, nelle apparizioni di Torino alla Venerabile Flora Manfrinati, già esplicita il messaggio dato a Fatima affermando perentoriamente: “Lotto contro il nemico del mondo: il demonio prepara il suo esercito, io le mie schiere di angeli”, e rinnovando l’invito alla conversione ed alla preghiera del Rosario, spiega con chiarezza: “Io sono la Signora dell’Alba. Il mondo e gli uomini sono caduti nella notte oscura. Io sono l’alba di un mattino che spunterà per rischiarare la via agli uomini e portarli all’alba della vera luce”, “Io sono la Regina del Cielo e della terra, ma sono nello stesso tempo la Mamma pietosa di ogni mortale. Lascerò ai miei figli tutta la possibilità e il tempo di convertirsi, ma guai a coloro che resistono! Io sono la Mamma pellegrina, che in tutto il mondo vado in cerca di cuori e di anime, chi vorrà proprio ripudiarmi mi troverà imperatrice e piegherà a terra le ginocchia. A me è stata data la potestà di lottare e di vincere e dopo questa lotta si rinnoverà il fervore” poiché: “È questa l’ora della Vergine Universale. È l’ora del combattimento aperto con il nemico della Chiesa, ma abbiate fede e siate forti. Dappertutto si dice che l’ora del castigo è venuta, ma io voglio dire ancora a tutti che è l’ora dell’estremo amore e della misericordia”.

Nel 1924, a Cernusco sul Naviglio (proprio qui, alle porte di Milano), la Madonna del Divin Pianto appare con Gesù in lacrime tra le braccia a suor Elisabetta Radaelli lamentandosi che: “Il Bambino piange perché non è abbastanza amato, cercato, desiderato anche dalle persone che gli sono consacrate”.

Un delicato messaggio indirizzato in particolare ai sacerdoti in tempi ancora non sospetti e che tuttavia si farà sempre più esplicito, dall’allegoria mostrata dalla Vergine della Rivelazione il 12 aprile del 1947 a Bruno Cornacchiola alle porte della capitale, in quel di Tre Fontane, durante la quale gli mostrò a terra un drappo nero di una talare e sopra di esso una croce spezzata in più punti, spiegando che: “Questo è il segno che la Chiesa soffrirà, sarà perseguitata, spezzata; questo è il segno che i miei figli si spoglieranno”, fino alla palese dichiarazione fatta dalla Santissima Vergine il 31 maggio del 1965 ad Ida Peerdeman, durante le cosiddette apparizioni di Amsterdam in un messaggio destinato a Papa Paolo VI: “La Chiesa di Roma corre il pericolo di uno scisma. Metti in guardia i tuoi sacerdoti. Fagli porre fine a quelle false teorie sull’Eucarestia, i Sacramenti, la dottrina, il sacerdozio, il matrimonio e la pianificazione familiare. Sono stati sviati dallo spirito menzognero e confusi dalle idee del modernismo. Gli insegnamenti e le leggi divine sono valide per tutti i tempi e applicabili ad ogni periodo”.

Avvertimento più che mai attuale.

Come quello dato a suor Agnese Sasagawa, durante le apparizioni del 13 ottobre del 1973 ad Akita, in Giappone, in cui la Vergine Maria illustrò ancora una volta la disastrosa situazione di quella Chiesa di cui ella è Madre e Maestra ammonendo che: “L’opera del diavolo si insinuerà anche nella Chiesa in una maniera tale che si vedranno cardinali opporsi ad altri cardinali, vescovi contro vescovi. I sacerdoti che mi venerano saranno disprezzati e ostacolati dai loro confratelli. Chiese ed altari saranno saccheggiati. La Chiesa sarà piena di coloro che accettano compromessi e il demonio spingerà molti sacerdoti e anime consacrate a lasciare il servizio del Signore. Il demonio sarà implacabile specialmente contro le anime consacrate a Dio. Il pensiero della perdita di tante anime è la causa della mia tristezza. Se i peccati aumenteranno in numero e gravità, non ci sarà perdono per loro”.

A questo punto so che alcuni alzeranno il ditino indice e stortando il naso sibileranno tra i denti che «la Madonna non è così chiacchierina», ma siamo seri: Maria è Donna, Maestra e Madre, e c’è forse personaggio che parla di più di chi appartiene a tutte queste tre categorie?

Il sottoscritto è sposato da sedici anni con una persona che rientra in questo stesso profilo e vi garantisco che non esiste nessun’altra figura sull’intero globo terracqueo che abbia maggiore opportunità (e forse anche ragioni) di parlare di più.

Quindi cari propugnatori di Madonne silenziose, fatevene una ragione: la Santissima Vergine ha tutti i carismi (ed i motivi) per martellare i suoi figli con messaggi, prediche, raccomandazioni e financo minacce, cosa d’altronde perfettamente coerente con il profilo generico di una qualsiasi madre come Dio comanda, da che mondo è mondo.

Ed infatti la Madre Celeste via-via che ci si avvicina all’ultimo ventennio del secolo ventesimo si fa più esplicita e pressante, non solo apparendo con maggior frequenza e più a lungo in più parti del mondo, ma anche indurendo il tono dei messaggi dati, proprio come una Madre che, inascoltata, è in preda all’apprensione per i suoi figli che si ostinano sulla strada della perdizione (e se chi legge è mamma può ben capire come questo comportamento della Madre di Dio sia non solo conprensivo, ma anche più che giustificato).

Così parlando proprio ad un sacerdote, Don Stefano Gobbi, nel settembre del 1987 accoratamente confessa: “Io piango perché la Chiesa continua lungo la strada delle divisioni, della perdita della vera fede, dell’apostasia e degli errori che vengono diffusi sempre di più senza che nessuno vi si opponga. Persino ora, che ciò che ho predetto a Fatima e ciò che ho rivelato là, nel messaggio confidato ad una mia figlia, è sulla via del suo compimento. E quindi, persino per la Chiesa il momento della sua grande prova è arrivato, perché l’uomo dell’iniquità si stabilirà all’interno di essa e l’abominio della desolazione entrerà nel Santo Tempio di Dio”.

E nel novembre del 1990 rincara: “La grande prova é giunta per la vostra Chiesa. Si sono continuati a diffondere gli errori che hanno portato alla perdita della fede. Molti pastori non sono stati attenti, né vigilanti ed hanno permesso a tanti lupi rapaci, vestiti da agnelli, di introdursi fra il gregge a portare disordine e distruzione. Quanto é grande la vostra responsabilità, o pastori della santa Chiesa di Dio! Si continua sulla strada della divisione dal Papa e del rifiuto del suo Magistero; anzi di nascosto si prepara un vero scisma che presto potrà diventare aperto e proclamato. Allora rimarrà solo un piccolo resto fedele, che io custodirò nel giardino del mio Cuore Immacolato”.

Una Madre che se non sapessimo eternamente beata poiché già in perfetta comunione con la Santissima Trinità, diremmo in preda all’angoscia, mentre grida alla prole consacrata che sta straziando il Corpo Mistico del suo Figlio.

Ed è proprio alle porte della Sede Petrina, nell’estate del 1995 in quel di Civitavecchia, ch’ella si consuma in suppliche tanto esplicite da non poter lasciare indifferenti coloro che hanno un minimo a cuore le sorti del mondo e della Chiesa: “Satana si sta impadronendo di tutta l’umanità, e ora sta cercando di distruggere la Chiesa di Dio tramite molti sacerdoti. Non permettetelo! Aiutate il Santo Padre! Satana sa che il suo tempo sta per finire, perché mio Figlio Gesù sta per intervenire. Vi prego aiutatemi non fate intervenire mio figlio Gesù, perché io, vostra Madre, voglio salvare tantissime anime e portarle da mio Figlio e non lasciarle a satana”; “A Roma le tenebre stanno scendendo sempre di più sulla Roccia che mio figlio Gesù vi ha lasciato per edificare, educare e far crescere spiritualmente i suoi figli”; “Figli miei, le tenebre di satana stanno oscurando ormai tutto il mondo e stanno oscurando anche la Chiesa di Dio. Preparatevi a vivere quanto io avevo svelato alle mie piccole figlie di Fatima”; “Cari figli, dopo i dolorosi anni di tenebre di satana, ora sono imminenti gli anni del trionfo del mio Cuore Immacolato”.

Per giungere infine ancora una volta alla Vergine della Rivelazione, che fra il 1999 ed il 2000, oltre mezzo secolo dopo la prima apparizione a Tre Fontane in Roma, lascerà tre ulteriori avvertimenti a quel Bruno Cornacchiola che dipartirà l’anno successivo, e dei quali alcuni brani paiono invero un’estremo appello di incredibile attualità: “Figlioli miei, siete giunti in una situazione cruciale: parlate di tutte le religioni e il gregge aderisce sbandandosi, perché voi sparlate della dottrina di salvezza delle anime. Per questo periscono! Ma io sono mandata dalla Trinità per aiutare voi a salvare anime” (4 gennaio 1999).

All’inizio del messaggio del 14 agosto dello stesso anno, il Cornacchiola sente tremare la terra sotto i suoi piedi, quindi la Madonna gli dice: “Non temere, è un terremoto, segno di richiamo per tutto il mondo”, “Non rigettate le cose sante antiche! E non provocate scismi! Ma lavorate e pregate per l’unità e non per l’unione! Ricordatevi, figli miei, che amare tutti non è fare quello che fanno gli altri, che vivono di errori, di idolatria e di eresia. Queste cose sono da rigettare per non cadere sotto il giudizio di Dio, perché un giorno sarete giudicati. Molti hanno perduto questo concetto di Verità e non si accorgono che camminano e vi fanno camminare sulla falsa via, lontano dalle idee sostanziali della dottrina”.

E nel messaggio del 13 marzo del 2000, la Madre Celeste così conclude: “Figli miei, la salvezza non è riunire tutte le religioni per farne un ammasso di eresie ed errori, ma convertirvi per l’unità di amore e di fede. Non si può costituire una chiesa, poiché la Chiesa è già costituita, per accogliere il pentimento che è nell’errore e nell’eresia. Gli uomini devono vivere la Chiesa e non la Chiesa vivere di loro”, La dottrina della Chiesa è di Cristo, il Verbo mio Figlio, ed io sono Madre della Chiesa. Non cambiate la dottrina, ma cambiate i vostri cuori a vivere essa dottrina per la salvezza vostra e del prossimo che attende impaziente il vostro ritorno alla fonte pura dell’Evangelo”.

To be continued…

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Cronache

Segni nel Cielo

«Un segno grandioso apparve nel cielo: una Donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto.»

(Apocalisse 12,1-2)

Il vantaggio di non contare un cacchio è che puoi dire quello che vuoi che tanto non ti si fila più o meno nessuno, così, se sbagli, non hai fatto grossi danni, mentre se c’azzecchi puoi sempre vantarti dicendo (con il tuo bel ditino indice alzato): “Io ve l’avevo detto, ma non mi siete stati a sentire”; il che, detto tra noi, dà sempre una certa soddisfazione.

È il bello di non avere una reputazione da difendere, di godere di quella povertà di spirito che ti rende davvero libero di fronte all’altrui giudizio: un po’ come quei pastori betlemmiti che se ne stavano all’aperto nella notte in cui Nostro Signore venne nel mondo la prima volta, loro malgrado svegli a contemplar le stelle, e per questo sono stati fatti depositari della gloriosa rivelazione.

Tanto quanto quei tre Magi, che anche loro scrutavano il Cielo, proprio in cerca di un segno che confermasse le profezie, e che quando finalmente credettero di averlo trovato non si tirarono indietro, rimanendo nella comodità dei loro osservatori, ma si misero in gioco, prestando fede a ciò che videro nelle stelle, e per ciò furono resi degni della divina manifestazione.

E già che siamo in tema d’Epifania (che per chi ancora non lo sapesse, significa appunto “manifestazione”), mi prendo ancora un po’ di spazio per rilanciare sul piatto della congiuntura dell’anno che verrà, con un’altra singolare curiosità.

Ma prima di sfornare la polpetta occorre fare un piccolo preambolo. Perché se è vero che dar credito agli oroscopi è mera superstizione, è altresì vero che nella storia della Salvezza Dio si è espresso anche col movimento dei corpi celesti, dei quali è pur sempre Re e Creatore, e che perciò talvolta essi si fanno segno della Sua Presenza.

Come d’altronde ci insegna proprio l’episodio evangelico dei Magi, i quali non senza ragione se ne stavano col naso all’insù, ma come molti altri loro contemporanei, erano in attesa del compimento di ciò che era stato predetto proprio per i tempi in cui si ritrovarono a vivere, e perciò vigilavano.

Va detto infatti che, proprio nel centinaio d’anni a cavallo della nascita di Gesù, in Israele, ma non solo, l’attesa della venuta del Messia annunciato dalle Scritture era grandissima. Ed è storicamente appurato che, a partire dall’area compresa tra i fiumi Tigri ed Eufrate, ma in generale in tutta la regione babilonese, gli astrologi attendevano l’avvento di un “dominatore del mondo” che doveva giungere proprio dalla Palestina.

Ecco perché, quando i Magi videro profilarsi nel Cielo una particolare congiunzione planetaria (che né di stella, invero, né tantomeno di cometa si trattava), vi colsero il segno tanto atteso: nell’anno settecentoquarantasette dalla fondazione di Roma, il pianeta Giove, il quale secondo l’astrologia antica era il pianeta dei Re, entrò in congiunzione con Saturno, il pianeta sotto cui cadeva la protezione di Israele, nella costellazione dei Pesci, considerata il segno zodiacale della fine dei tempi, dando origine nel cielo ad un punto di luminosità pari ad una stella brillante e ben visibile su tutta la regione mediterranea.

Secondo la credenza ebraica la venuta del tanto atteso Messia sarebbe coincisa proprio con questa congiunzione, ed evidentemente i Magi questo lo sapevano, visto che proprio all’apparire di questa luce celeste si misero in cammino in cerca del neonato Re.

Detto questo veniamo al nostro di tempo, che come quello in cui visse il terzetto di evangelici astronomi, è parimenti un tempo di fremente attesa, in cui non pochi sono coloro che in silenzio vigilano, cercando tra le pieghe del proprio quotidiano vivere, i segni annunciati da antiche (e moderne) profezie.

E che quello in cui viviamo paia proprio essere il tempo descritto al capitolo dodici dell’Apocalisse, il sottoscritto l’aveva già paventato nel suo primo libro (pagina 481, per gli eventuali curiosi), e a tutt’oggi ne è sempre più convinto.

Così càpita che proprio un mesetto e mezzo fa, il giorno 20 novembre del 2016 (per coincidenza festa di Cristo Re), è iniziato un evento astronomico il quale pare senza precedenti nella storia, che ha visto il pianeta Giove entrare nella costellazione della Vergine e, a causa del suo moto retrogrado, ivi resterà per nove mesi e mezzo.

Il 23 settembre del 2017, quindi, Giove uscirà dalla costellazione della Vergine, lasciando quest’ultima in una posizione del tutto particolare: dietro di essa sorgerà infatti il sole, sotto di essa si troverà la luna, mentre sopra di essa si troveranno disposte, oltre alle consuete nove stelle della costellazione del Leone, anche i tre pianeti Mercurio, Venere e Marte, per un totale di dodici corpi luminosi.

Ora: il fatto che tutto ciò avvenga nell’anno del centenario delle apparizioni di Fatima (apparizioni che, tra l’altro, furono contraddistinte da straordinari segni nel Cielo, come quello del celebre “miracolo del Sole”), a me personalmente fa drizzare le antenne (e i peli sugli avambracci), perché anche ad un rimbambito come me risultano evidenti alcuni collegamenti.

Come ad esempio il fatto che sia proprio Giove, il pianeta dei Re, ad entrare nel corpo della Vergine, rimanendo nel suo “grembo” per il tempo esatto della gestazione di un bambino, e quando il “Re” uscirà dalla Vergine, questa sarà circonfusa dalla luce del sole nascente, con la luna sotto i suoi “piedi” e cinta da una “corona” di dodici “stelle”.

Dunque: sono solo io a vedere in tutto ‘sto popò di “epifania celeste” il riverbero dell’immagine di una “Vergine Trionfante” come quella il cui Cuore Immacolato è descritto nel famoso segreto di Fatima?

E stupisce soltanto me che l’inizio della “gestazione” del “Re” nel grembo della “Vergine”, la quale quindi comincerà a gemere «per le doglie e il travaglio del parto», sia coinciso con il giorno in cui è terminato il pubblicizzatissimo “Anno della Misericordia”?

Che me la ricordo solo io quella dichiarazione di Nostro Signore segnata da Santa Faustina Kowalska nel suo celeberrimo diario in cui Egli sollecita: «Parla al mondo della Mia Misericordia… Questo è un segno per gli ultimi tempi, dopo i quali arriverà il Giorno della Giustizia. Fintanto che c’è tempo ricorrano alla sorgente della Mia Misericordia» (Diario, pag. 309)?

E per inciso: la Donna vestita di sole del Libro della Rivelazione, non è figura soltanto di Maria Santissima, eh, ma anche, ed inscindibilmente, della Chiesa.
Ma di questo magari ne parliamo la prossima volta.

To be continued…

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Cronache

L’anno che verrà

Alla fine è giunto.

Ci ha messo un anno intero, ma alla fine è arrivato, ‘sto (letteralmente) fatidico 2017.

E mai come quest’anno, gli auguri per quest’anno entrante, mi vengono fuori così sentitamente sinceri.

Perché mi sa che di ogni augurio di celeste benedizione, in ‘sto (letteralmente) fatidico 2017, ne avremo un gran bisogno.

E lo confesso: è un sacco di tempo che avevo intenzione di scrivere questo pezzo, ma poi, tra una cosa e l’altra, ho continuato a procrastinare, dicendo a me stesso che c’era ancora tempo per essere preso per matto, e così ho traccheggiato fino ad ora. Ma adesso di tempo non ce n’è più.

Andiamo però con ordine (e mettetevi comodi, che mi sa che questa volta sarò particolarmente prolisso), perché per capire quello che ci attende nei prossimi mesi occorre fare una piccola premessa: voltarsi un attimino indietro, diciamo di un paio di centinaia d’anni, o giù di lì.

Siamo nel 1820, anno in cui alla beata Anna Caterina Emmerick venne rivelato in visione mistica che, circa ottant’anni prima dell’anno duemila, a satana sarebbe stato concesso di essere liberato dalle sue catene, e di agire quindi con ampia libertà di male sulla terra, per un periodo di un secolo.

Questa profezia è stata confermata più volte nel corso della storia da altre fonti secondo varie modalità, cito brevemente qui le più attendibili: il 13 ottobre del 1884 al termine della Santa Messa, Papa Leone XIII ebbe una visione analoga, della quale raccontò di aver assistito ad una specie di colloquio tra Gesù ed il maligno, il quale sfidava Nostro Signore affermando che, se avesse avuto maggior potere su coloro tra gli uomini che avrebbero scelto di servirlo ed una più ampia libertà d’azione per un centinaio di anni, avrebbe sicuramente distrutto la Chiesa. Nella visione il Signore concesse a satana quanto questo gli chiedeva, ma per tutta risposta affermò che non avrebbe prevalso sulla Sua Chiesa.

Durante le sue numerose apparizioni dell’epoca moderna, anche la Madonna confermò la veridicità di questo “incontro” tra suo Figlio ed il nemico. Nelle apparizioni canonicamente riconosciute di Tre Fontane, per esempio, al veggente Bruno Cornacchiola, il 12 aprile 1947, dichiarò tra l’altro: “Le potenze malefiche opereranno nei vostri cuori e satana è sciolto, da promessa divina, per un periodo di tempo: accenderà fra gli uomini il fuoco della protesta, per la santificazione dei santi”.

Ora, se è vero che tre indizi fanno una prova, direi che a questa profezia occorre accordare una certa credibilità, e di conseguenza riconsiderare il contesto storico degli ultimi cento anni anche in questa prospettiva, diciamo, mistica, o no?

E se questo non bastasse (ma personalmente io ero già convinto fin da quella del 1947), pure a Medjugorje, in un messaggio dato il 14 aprile del 1982, la Madre di Dio ribadì l’urgenza di accogliere questa profezia: «Dovete sapere che satana esiste. Egli un giorno si è presentato davanti al trono di Dio ed ha chiesto il permesso di tentare la Chiesa per un certo periodo con l’intenzione di distruggerla. Dio ha permesso a satana di mettere la Chiesa alla prova per un secolo, ma ha aggiunto: “Non la distruggerai!”. Questo secolo in cui vivete è sotto il potere di satana ma, quando saranno realizzati i segreti che vi sono stati affidati, il suo potere verrà distrutto. Già ora egli comincia a perdere il suo potere e perciò è diventato ancora più aggressivo: distrugge i matrimoni, solleva discordie anche tra le anime consacrate, causa ossessioni, provoca omicidi. Proteggetevi dunque con il digiuno e la preghiera, soprattutto con la preghiera comunitaria. Portate addosso oggetti benedetti e poneteli anche nelle vostre case. E riprendete l’uso dell’acqua benedetta!».

Ora, taluni potrebbero obiettare che le controverse apparizioni della Madonna in terra slava non possono essere tenute in considerazione poiché non riconosciute ufficialmente dalla Chiesa.

Ok, concesso, ma si tenga per lo meno in debita considerazione che nelle apparizioni di Maria Santissima ad Itapiranga (avvenute dal maggio del 1994 al maggio del 1998), le quali invece sono state ufficialmente riconosciute dalla Chiesa e godono dell’imprimatur del vescovo locale, nel messaggio dell’8 dicembre del 1996 afferma tra le altre cose che «Itapiranga è unita alle mie rivelazioni date a Fatima ed anche alle mie ultime rivelazioni donate a Medjugorje, dove sto apparendo da lungo tempo».

Evidentemente in Cielo si conferma ciò che in terra si esita a riconoscere…

Comunque: fatta questa premessa necessaria (ve l’avevo detto che stavolta sarebbe stata più lunga del solito), risulta abbastanza evidente come le implicazioni di questa profezia conducano ad un diretto collegamento con le apparizioni di Maria Santissima a Fatima, in quel memorabile 1917, di cui quest’anno ricorre il centenario.

Diversi invero sono gli indizi che ci portano a questa conclusione.

In primo luogo il periodo indicato nella visione della Emmerick che inquadra l’inizio del secolo di satana intorno agli anni ’20. Poi la data della visione di Papa Leone XIII avvenuta il 13 ottobre, proprio il giorno dell’ultima apparizione di Fatima (quella del celebre “miracolo del sole”). Quindi lo stesso contenuto del messaggio dato dalla Madonna ai tre pastorelli, con la visione della realtà dell’inferno, la richiesta urgente della consacrazione del mondo al suo Cuore Immacolato e la profezia apocalittica sul futuro della Chiesa (un po’ come dire che l’inferno in terra è la conseguenza del regno di satana sui cuori degli uomini, per esorcizzare il quale è necessario fare una scelta di campo drastica e definitiva, come consacrarsi a Maria Regina e a Suo Figlio Cristo Re, altrimenti ciò che attende l’uomo, prima dell’inevitabile trionfo del Regno di Dio, è una grande tribolazione unita al martirio: tutte cose a cui, peraltro, abbiamo avuto modo di assistere in questo ultimo centinaio d’anni del millennio passato).

E se è vero (come è vero) che questo, il cui termine stiamo vivendo, è stato il secolo concesso al maligno (come affermato a Tre Fontane e ribadito esplicitamente a Medjugorje), allora è chiaro che basta fare due conti per inquadrare esattamente il contesto storico attuale.

Ipotizziamo infatti che a Fatima la Madonna sia apparsa, diciamo in via preventiva, per mettere l’umanità in guardia dal secolo satanico che sarebbe sopraggiunto e darle i rimedi necessari per contrastarlo (cosa che tra l’altro Maria Santissima è maternamente adusa fare, come dimostrano le sue numerose apparizioni durante l’epoca moderna – si veda, per un approfondimento, L’ora della Donna), il mese in cui ha fatto la sua ultima apparizione, quindi, potrebbe essere anche quello in cui si è inaugurato il centennio maledetto, il quale perciò si sarebbe protratto dall’ottobre del 1917 fino all’ottobre del 2017.

E sapendo che, come afferma unanimamente il consesso degli esorcisti, la notte del 31 ottobre coinciderebbe con il “capodanno del diavolo”, potremmo anche ipotizzare che proprio in questo giorno cadrebbero gli estremi del tempo concesso al principe di questo mondo per tentare di distruggere la Chiesa.

A ciò si aggiungano altri due dati. Anzi tre. Anzi quattro.

Per coincidenza, nel 2017, ricorrono una manciatina di anniversari piuttosto particolari, segno che il diciassettesimo anno del secolo parrebbe sotto una particolare influenza supernaturale: abbiamo l’ormai noto cinquecentenario dell’eresia scismatica luterana (che per combinazione cade il giorno del 31 ottobre del 1517). Due secoli dopo, nel 1717, ricorre la fondazione ufficiale della prima Gran Loggia della Massoneria, in quel di Londra, il 24 giugno (toh: proprio il giorno in cui è avvenuta la prima apparizione della Madonna a Medjugorje). Infine, duecento anni più tardi, ecco lo scoppio della rivoluzione comunista, ancora una volta in quel famigerato mese di ottobre del 1917, chiamato “rosso” non solo per il simbolico colore che contraddistingue la mortifera ideologia atea marxista, ma anche e soprattutto, per il colore di tutto il sangue il cui spargimento proprio il variegato mondo dei socialismi, nazionali e non, è stata la causa principale nel secolo passato.

Poi c’è la famosa profezia della mistica stigmatizzata bavarese Teresa Neumann, la quale, al termine della seconda guerra mondiale, mentre i popoli esultavano per la fine dei conflitti, disse: “È giustificata la gioia, perché l’incubo è finito… Ma la grande piaga si aprirà nel 1999 e sanguinerà per diciotto anni: sarà questo il tempo di Caino”, periodo durante il quale la veggente affermò di avere visto «rovesciare sulla terra ceste piene di serpenti, che strisciavano sulle città e sulle campagne, distruggendo tutto. E quando l’opera di distruzione è stata compiuta ho visto scendere sulla terra degli angeli, sotto forma di uomini».

Ora, facendo finta d’ignorare che il numero 18, tra le altre cose, sia dato dalla somma di tre volte 6, rimane il fatto che questo “Tempo di Caino” andrebbe a coincidere con il periodo finale del secolo concesso al maligno, quello in cui, secondo le parole della Madonna, egli, sentendo scadere il suo momento, si spenderebbe in una sorta di “sprint finale” in cui si giocherebbe il tutto-per-tutto.

Per chi non l’avesse ancora notato: millenovecentonovantanove più diciotto fa giusto-giusto duemiladiciassette.

Quindi abbiamo quell’enigmatico auspicio dell’attuale Papa Emerito Benedetto Decimosesto, personaggio noto per la parsimonia calcolata con cui si spendeva in esternazioni, le cui parole da pontefice egli ha sempre elargito pesandole con il bilancino del farmacista e sempre pregne di significati profondi, anche quando, come in questo caso, si esprimeva a braccio.

Ebbene, durante il suo viaggio apostolico in Portogallo per celebrare il decimo anniversario della beatificazione dei due veggenti Giacinta e Francesco Marto, a proposito della terza parte del segreto di Fatima ha affermato che «solo nel corso della storia possiamo vedere tutta la profondità che era per così dire “vestita” in questa visione», che in essa «sono indicate realtà del futuro della Chiesa che man mano si sviluppano e si mostrano», che in essa «si vede la necessità di una passione della Chiesa», come predetta anche da Gesù per la fine dei tempi, e che «naturalmente si riflette nella persona del Papa».

Aggiungendo anche che: “Quanto alle novità che possiamo oggi scoprire in questo messaggio è che non solo da fuori vengono attacchi al Papa e alla Chiesa, ma le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall’interno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa. Questo lo vediamo sempre, ma oggi lo vediamo in modo realmente terrificante: che la più grande persecuzione alla Chiesa non viene dai nemici di fuori, ma nasce dal peccato nella Chiesa, e che la Chiesa quindi ha profondo bisogno di reimparare la penitenza, di accettare la purificazione, di imparare il perdono, ma anche la necessità della giustizia. Il perdono non sostituisce la giustizia”.

Ma soprattutto, il 13 maggio, nell’omelia durante la celebrazione della Santa Messa alla Spianata del Santuario (quindi non proprio un contesto privato ed informale) chiarì ed auspicò: “Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa…” e “Possano questi sette anni che ci separano dal centenario delle Apparizioni affrettare il preannunciato trionfo del Cuore Immacolato di Maria a gloria della Santissima Trinità”.

Mica che il Papa sappia qualcosa a riguardo e ce l’abbia discretamente ventilato? Una roba del tipo: «chi ha orecchie per intendere, intenda»?

A questo punto io qualche domanda avrei iniziato a farmela, e mi sarei anche già dato qualche risposta, ma per mettere in qualche modo un sigillo a tutta questa faccenda ecco che veniamo all’ultima polpetta (almeno per questa volta) sull’argomento.

Ci sono infatti le affermazioni di un certo Fabio Gregori, capo di quella famiglia di Civitavecchia prima proprietaria della Madonnina che ha lacrimato sangue ed in seguito depositaria dei messaggi che la Madonna ha lasciato sempre in quel contesto di apparizioni, le quali, per inciso, sono riconosciute dalla Chiesa e da cui è nato anche un libro che li raccoglie tutti.

Quindi a parlare non è proprio un chiunque chicchessia, e a chi va in pellegrinaggio a quel Santuario eretto alle porte di Roma, egli testualmente ricapitola che, in tali apparizioni la nostra Madre Celeste «ci ha messo in guardia dall’attacco di satana alla famiglia, dagli scandali e dell’apostasia, ossia dal rinnegamento della dottrina nella Chiesa romana per colpa di “molti sacerdoti” che avrebbe fatto scorrere il sangue di Gesù nella terra e nella croce», e che occorre, in questi tempi realmente ultimi, consacrarsi al suo Cuore Immacolato, come estrema ratio per rimanere custoditi sotto il suo manto materno, ora che «satana vuole distruggere l’umanità colpendo la famiglia, fonte della vita e della fede. La Madonna chiede questo anche per proteggerci dal grande e finale attacco del 2017, centenario di Fatima», sicché consacrarsi a Maria «significa farsi condurre a Lui (Dio, n.d.r.) tramite lei, che, come Chiesa, ci porterà alla vittoria sotto la sua protezione nello scontro finale fra bene e male»; poiché «siamo in tempi eccezionali, ed anche per questo, come ha chiarito lei stessa nel messaggio del 26 agosto del 1995, sta parlando in ogni parte del mondo per aiutarci a superare il dramma attuale che precede la seconda venuta di Cristo annunciata nei messaggi».

Eccallà: papale-papale.

E a questo punto, io ve lo dico fuori dai denti, anche a rischio di venire smentito dalla storia e ricoprirmi di ridicolo, ma ho l’intima (oltreché ragionevole) certezza che l’anno che comincia oggi sarà quello che vedrà spiegarsi l’apoteosi del nemico, il suo colpo di coda prima di ricadere nell’abisso.

Che vedrà l’umanità protagonista di una grande tribolazione, il cui svolgersi non so come sarà (anche se qualche sospetto ce l’ho, e mi riservo di ritornarci sopra, magari nei prossimi articoli), ma che temo sarà davvero sconvolgente per molti aspetti.

Un anno di dura prova che forgerà testimoni della fede in chi si attaccherà con le unghie e con i denti a quelle due colonne che, come descritto nel celebre sogno di San Giovanni Bosco, sole potranno salvare la nave della Chiesa travolta da immane tempesta: la preghiera Mariana del Santo Rosario e l’assidua frequentazione del Cristo Eucaristico.

Lunghi mesi che saranno scanditi da una battaglia su tutti i piani dell’umano, a cominciare da quello spirituale, ma che, per quanto sarà cruenta, nella sua conclusione ci farà assistere finalmente a ‘sto benedetto trionfo del Cuore Immacolato di Maria.

To be continued…

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