Cronache

Ultimatum

“Il tempo della collera divina è arrivato (…) se la faccia della terra non cambia, Dio si vendicherà contro il popolo ingrato e schiavo del demonio: il mio Figlio sta per manifestare la sua potenza”

La Salette, 19 settembre 1846

È dieci giorni che tento di scrivere questo pezzo, che inizialmente voleva essere quell’approfondimento promesso nell’ultimo articolo sulle grandi apparizioni degli anni ottanta, ma poi, facendo ricerche tra i libri ed i files raccolti negli ultimi anni su questi argomenti, mi sono ritrovato tra le mani tanto di quel materiale che solo il pensiero di metterlo un po’ a posto mi ha fatto salire lo sbattimento e mi sono dovuto subito saccàre sul divano un attimino (giusto quei cinque/sei giorni).

E la cosa incredibile è che tutte ‘ste profezie di santi, visioni di beati, segreti svelati e messaggi della Madre di Dio dati nelle innumerevoli sue apparizioni dell’ultimo secolo, sono tutte legate tra loro, tutte concordi nel richiamare a Dio un’umanità sbandata e ribelle, nell’ammonire (anche piuttosto severamente) una Chiesa che ha perso la bussola del mandato divino affidatole e si è mischiata troppo col secolo perverso.

In particolare, quasi tutte le apparizioni mariane del secolo scorso si rifanno direttamente (con richiami espliciti) o indirettamente (per consonanza di contenuti) alle apparizioni di Fatima, sviluppandone il tema centrale (la riconversione a Dio del mondo per evitarne l’incombente catastrofe) in un canovaccio che si snoda in evidente sincronia con la storia di cui la generazione a cui appartengo è purtroppo testimone.

Ad esempio, come all’inizio delle apparizioni in portogallo fu San Michele Arcangelo ad introdurre la Vergine consegnando ai veggenti una preghiera di riparazione per le offese al Santissimo Sacramento, anche ad Itapiranga il Principe delle Milizie Celesti ha riassunto in un messaggio le ragioni dell’urgenza dei richiami della Madre Celeste all’umanità: “Vengo dal Cielo per ordine di Gesù e di Maria. I peccati del mondo stanno traboccando dalla coppa della giustizia Divina, l’umanità si sta lasciando corrompere dalle illusioni che il demonio gli offre, per portare un numero più grande di anime nell’abisso della perdizione eterna. Gesù ha mandato la sua Santissima Madre in tanti luoghi del mondo, ma gli uomini rimangono sordi, loro desiderano solo ascoltare i rumori del mondo, ma non la voce della Santissima Vergine che acclama, che piange e che invita insistentemente ad una vita più santa. Parla all’umanità, dì loro di pregare e fare atti di riparazione per i loro innumerevoli peccati, affinchè possano ottenere da Dio il perdono, e la misericordia. Molti ministri di Dio colpiscono gravemente il Signore, con delle loro irriverenze e per la loro mancanza di fede, tanti non credono più nella presenza del Signore nella Santissima Eucaristia, e conducono migliaia di anime sulla via che porta alla perdizione. La Santissima Vergine chiede dai ministri di Dio, e da tutti i fedeli, la fede, l’adorazione, l’amore e il rispetto per suo Figlio Divino, il Signore del Cielo e della terra” (5 agosto 2016).

Contenuti che riprendono gli ammonimenti già dati dalla Santissima Vergine, ben prima di Fatima, a Rue du Bac e a La Salette, e ripresi con forza anche dopo a Tre Fontane, dove già fin dalla primissima apparizione del 12 aprile 1947 la Madonna ammoniva: “Ora è che volge il tempo della fine d’ogni cosa del mondo, la Parola di Colui che fece ogni cosa è verace. Preparate i vostri cuori, accostatevi con più fervore al Sacramento Vivente tra voi, l’Eucaristia, che sarà un giorno dissacrata e non più creduta la presenza reale di mio Figlio, “La Chiesa tutta subirà una tremenda prova, per pulire il carname che si è infiltrato tra i ministri, specie fra gli Ordini della povertà: prova morale e prova spirituale”, “Vi saranno giorni di dolori e lutti. Dalla parte d’oriente un popolo forte, ma lontano da Dio, sferrerà un attacco tremendo e spezzerà le cose più sacre, quando gli sarà dato di farlo”, “L’ira di satana non è più mantenuta: lo Spirito di Dio si ritira dalla terra, la Chiesa sarà lasciata vedova, sarà lasciata in balia del mondo”.

Tema, questo, che come si vede, nel segreto in tre parti rivelato a Lucia, Giacinta e Francesco, ha trovato la sua drammatica esplicitazione, ma che successivamente, mano a mano che il rotolo della storia contemporanea si stava svolgendo, è stato più volte ripreso e dettagliato, con messaggi sempre più particolareggiati, profezie già avveratesi e da avversarsi, ed ulteriori segreti sul futuro del mondo dati in altre apparizioni.

A Kibeho, nel comunicare coi veggenti, Maria usò come a Fatima la modalità della “visione” delle realtà future, spiegandole poi con messaggi che ricalcano gli avvertimenti dati in altri luoghi sempre nei medesimi anni: “Io mi rivelo dove voglio, quando voglio e a chi voglio. Io non vengo soltanto per Kibeho, ma per il mondo intero”, “Sono venuta per preparare la strada a mio Figlio per il vostro bene e voi non volete capire: il tempo rimasto è poco e voi siete distratti”, “Il mondo è sull’orlo di una catastrofe” (1982).

Come si vede, il tono ricorda molto quello dei messaggi di Civitavecchia.

La modalità fatimìta dei segreti profetici, invece (dopo essere stata inaugurata a La Salette), viene ripresa alla grande proprio negli anni ottanta, dove a Medjugorje, già nel 1982, una delle veggenti venne fatta depositaria di dieci avvenimenti riguardanti il futuro della Chiesa (i primi due), un segno prodigioso (il terzo) e sette presunti castighi per il mondo.

Ad El Cajas, proprio come in Portogallo, la Madonna ha consegnato alla veggente un segreto diviso in tre parti, sul contenuto del quale ella avrebbe avuto il permesso di rivelare che si tratta di «brutte cose che stanno per accadere nel mondo» e per le quali «quella che viene chiesta è la conversione» poiché “Dipende da voi se il castigo sarà forte quanto lo è il dolore che mio Figlio prova, o che invece venga placato con la preghiera”.

In queste apparizioni equadoregne la Madonna definisce se stessa come “Guardiana della Fede” e mette in guardia dal maligno che: “Vuole distruggere la Chiesa, ma i suoi tentativi saranno vani se vi convertirete. Pregate il Rosario, che è uno scudo contro il male. Usate lo scapolare, che vi proteggerà. Ponete il Sacro Cuore di Gesù nelle vostre case perché esso vi manterrà uniti e in pace. Fate penitenza e digiunate, e con la preghiera raggiungerete il Cuore di mio Figlio. Andate a Messa e visitate il Santissimo Sacramento”, aggiungendo, “Pregate molto per i sacerdoti perché satana sta penetrando in profondità nella Santa Chiesa”, e che “L’umanità deve pregare e sacrificarsi in riparazione dei peccati del mondo. Vengono sul mondo giorni di tribolazione tanto grande come non se ne sono mai conosciuti dall’inizio dei tempi”.

Medesimo tenore hanno i messaggi dati nelle apparizioni di Maria Santissima a San Nicolàs, in Argentina, dove, sempre nell’arco degli anni ottanta, la Madre di Dio ancora una volta viene a richiamare la Chiesa ed il mondo dal pericolo degli assalti del maligno, in piena concordanza con quel periodo di “libertà d’azione” concessogli a causa del pervicace allontanamento dell’umanità da Dio.

Battaglia del demonio alla Sposa di Cristo di cui Maria, come Madre e Maestra, si prende instancabilmente cura, denunciando di come tali attacchi: “Colpiscono ripetutamente il mio Cuore. È questo che sento ogni volta che viene offeso Gesù Cristo. Il nemico mi sta sfidando senza pietà: sta tentando apertamente i miei figli. È un combattimento fra la Luce e le tenebre, una costante persecuzione alla mia cara Chiesa. Dio dà la libertà e non impedisce a nessuno di fare le proprie scelte: purificarsi o vivere in continuo peccato, crescere in Cristo o annientarsi. Io dico ai miei figli: allontanatevi dalla notte oscura, presto spunterà l’Aurora; lasciatevi preparare in questo tempo da vostra Madre, mettete i vostri cuori in quest’Arca mandata da Gesù”.

Poiché anche qui il tema è il medesimo inaugurato a Fatima e proseguito con appelli dalle tinte più lievi (come a Medjugorje) o più drammatiche (come ad Anguera), ma sempre maternamente accorati: “Affrettatevi, perché la notte sta arrivando; sappiate approfittare del giorno” (1/12/1983), “Tutta l’umanità è contaminata, non sa che cosa vuole e questa è l’occasione buona per il maligno, ma non ne uscirà vittorioso. Gesù Cristo vincerà la grande battaglia, non bisogna lasciarsi cogliere di sorpresa, dovete stare all’erta” (27/12/1983), “Sono preoccupata per il mondo intero; ricordatevi che soltanto il Signore vi salverà” (30/12/1983), “In questo momento l’umanità è appesa a un filo. Se quel filo si rompe, molti non avranno salvezza. Per questo motivo chiamo alla riflessione. Affrettatevi, perché il tempo sta terminando. Non ci sarà posto per chi arriverà in ritardo” (8/1/1984), Le mie parole non sono di scoraggiamento né devono essere motivo di pena. Dovete essere convinti che il futuro sarà migliore del presente e attendere Gesù Cristo con tutto il vostro amore. Il Signore non delude i Suoi figli” (4/2/1984), “La terra tutta è in pericolo in mano agli uomini. Aprite gli occhi e vedrete che il perseguire chimere vi ha resi ciechi” (13/8/1984), “L’uomo può evitare oggi la sua caduta, ma si ostina, si chiude nei suoi vizi, si lascia trascinare, vive le chimere che gli offre satana e non vede che sono la sua perdizione” (3/1/1985), “Il maligno vuole attaccare la Chiesa, la sua muraglia è il mio manto protettivo. Il Signore mi pone come scudo, come guardiana, io vi difenderò figli miei” (5/2/1985), “Il principe del male oggi rovescia il suo veleno con tutte le forze, perché vede che sta terminando il suo triste regno: gli rimane poco, la sua fine è vicina” (7/3/1986), “Non rifiutate mai le Sacre Scritture, perché contengono la Parola di Dio: siano per voi il timone in questi tempi” (13/4/1986) [alla facciazza di quelli che: “non sappiamo cosa ha detto veramente Gesù, perché a quel tempo non c’erano registratori” n.d.a.], “Tenebre e smarrimento sono dappertutto, il male continua a diffondersi: è il maligno nella sua apparente vittoria” (23/7/1986), “Il maligno sta sì trionfando in questo tempo, ma è una vittoria che durerà poco. Il Signore gli sta dando tempo, lo stesso che dа all’uomo perché torni a Dio. È per questo che aumentano sempre più i vizi e le pazzie mondane” (11/10/1986), “La terra è abitata, ma sembra disabitata, un’oscurità molto grande la sovrasta. L’avvertimento di Dio è sul mondo! Non deve temere niente chi rimane nel Signore, deve temere chi nega ciò che proviene da Lui” (14/10/1986).

E per inciso: le apparizioni di San Nicolàs, così come quelle di Tre Fontane, Itapiranga, Kibeho, La Salette (ed ovviamente Rue du Bac e Fatima) hanno tutte avuto il riconoscimento della Chiesa, come minimo con l’imprimatur episcopale, ma ciò che più colpisce, in realtà, è il fatto che nonostante tutti questi interventi della Madre Celeste in terra si siano verificati in contesti, luoghi e tempi tanto differenti, abbiano un’estrema coincidenza di contenuto; una sorta di “ultimatum” divino che, seppur mediato dalla materna supplica di Maria, riverbera il monito evangelico del Cristo: «se non vi convertirete, perirete tutti» (Luca 13,3).

Ecco l’urgenza verace degli appelli della Madre di Dio, ella che si presentò piangente a La Salette per la sorte incombente sui suoi figli e che ancora oggi, come a Civitavecchia, ha lacrime di sangue per l’indifferenza con cui viene offeso il suo Divin Figlio; perché non c’è nulla da fare: tutte le circostanze materiali trovano la loro origine e causa in quelle spirituali, sicché la realtà devastata in cui oggi l’umanità si ritrova è null’altro che il consequenziale risultato di quell’annoso processo di demoralizzazione etica a sua volta degenere derivato di un’assidua inculturazione della morte che muove dall’aver scientemente rimosso il divino dall’orizzonte umano nella luciferina illusione di poterne prendere il posto.

È l’orgogliosa riproposizione di una Babele riletta in chiave moderna, tecnologica e globalizzata e quindi potenzialmente estintiva di un genere umano che ha perduto lo sguardo della trascendenza per finire appiattito su di un’immanenza senza sbocco e priva di ogni senso.

Ecco perché la Madre Celeste è così instancabile e ripetitiva nel richiamare i suoi figli ormai giunti sull’orlo dell’autodistruzione e, soprattutto, ad un passo dalla perdizione eterna, a rimettersi a fuoco su quelle realtà letteralmente essenziali, unica arma efficace per poter resistere e contrastare quel movente di natura spirituale che ha blandito l’animo umano nella ricaduta del peccato originale fino agli estremi limiti odierni, in cui tutte le circostanze, se osservate con un briciolo di realismo, assumono invero le tinte drammatiche dell’apocalisse.

Ecco le ragioni di quegli appelli imploranti della “Guardiana della Fede” verso la Sposa del suo Figlio che ha dimenticato la sua vocazione mistica, dismettendo quelle armi che sole, in questa battaglia escatologica contro le forze scatenate del principe di questo mondo, possono assicurarle quella vittoria già ottenuta dall’Agnello Immolato: la centralità dell’Eucaristia e la potenza miracolosa del Rosario.

È, quello della Madonna, un ripetuto ultimatum ad un ritorno esistenziale alla Verità incarnata del suo Figlio, unica Via per la Vita vera, in questo e nell’altro mondo, così come già richiamò nei messaggi di Tre Fontane, dove si presentò propriamente come la Vergine della Rivelazione: “Gli uomini di Dio, coloro che sono chiamati a salvare gli uomini, incontreranno degli impedimenti per compiere il loro dovere e non parleranno di Dio, di Gesù Cristo, né dello Spirito Santo. Non potranno parlare neppure di me, che sono vera Madre di Dio, vera Sposa di Dio, vera Figlia di Dio. Saranno impediti e non potranno parlare dei Sacramenti, né dei sacramentali. Coloro che parleranno di queste cose saranno martirizzati, moralmente e fisicamente, e diventeranno veri confessori di Gesù Cristo” (1 gennaio 1990), “Falsi profeti cercano con tutti i mezzi di avvelenare le anime, cambiando la dottrina di Gesù, mio amato Figlio, in dottrine sataniche, e toglieranno il Sacrificio della Croce che si ripete sugli altari del mondo” (31 dicembre 1990) e, riproponendo in una nuova prospettiva quella profezia della mistica tedesca Teresa Neumann su quel “Tempo di Caino” che in questo 2017 dovrebbe vedere il termine, ma che quei primi giorni di gennaio di diciotto anni fa era proprio al momento della sua inaugurazione: “L’anno 1999 è l’anno dei dolori e degli assalti del nemico, rafforzato da coloro che hanno il potere di esorcizzare. Essi potevano farlo per allontanare il male, ma non l’hanno fatto e le anime sono sovrastate dal male di molti di coloro protetti da voi [sacerdoti], perché preparate le anime alla perdizione e non alla salvezza, perché non propinate la Verità, ma le false dottrine eretiche ed idolatriche, che negano la vera fede per difendere le false fedi che portano alla perdizione” (4 gennaio 1999).

E niente: sono andato lungo anche ‘sta volta, quindi quello che volevo scrivere sulle apparizioni di Itapiranga non ce la faccio a farcela ad aggiungerlo qui, per cui mi sa che slitta al prossimo articolo…

To be continued…

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Cronache

Posta dal Cielo

“Ma che cosa dobbiamo decidere? Non si fa del bene? Non si prega? Non ci sono forse le conversioni? Non si aggiustano i matrimoni? Non viene impartito puro catechismo? E allora lasciamo che la Madonna faccia quello che noi non sappiamo più fare!”

Papa Pio XII

È vero che la rivelazione pubblica si è chiusa con la morte dell’ultimo apostolo, e che le rivelazioni private non vincolano la fede, ma è altrettanto vero che Dio interseca tutta la storia (ed ogni storia) della Creazione; che Gesù vive, e se vive è presente «fino alla fine del mondo»; e che la Madonna, essendo stata assunta in Cielo con il suo proprio corpo (questo sì che è dogma di fede) già gode una condizione trasfigurata e pertanto può rendersi fisicamente presente in terra a quelli che, in fin dei conti, sono i suoi figli nel Figlio e che da Costui, precisamente a Lei, che è la Donna, sono stati affidati insieme alla Chiesa Sua Sposa.

Pertanto non è affatto ragionevole, oltreché imprudente e ben poco cattolico, disprezzare le rivelazioni private, nonché le apparizioni Mariane, bollandole come meramente superflue alla vita di fede.

E questo, il popolo dei credenti, lo sa da sempre, e da sempre (e a ragione) non solo ritiene le rivelazioni private degne di considerazione, ma, con quel pragmatico buon senso di cui, da che mondo è mondo, la gente semplice si è sempre dimostrata dotata, pure si fida di esse e da esse si lascia formare nel cammino di fede, soprattutto in quei frangenti della storia che paiono essere avvolti, più di altri, nel mistero tenebroso del male.

In particolare le apparizioni della Madonna sono il segno più evidente che Lei è realmente Madre e Maestra della Chiesa: che come madre se ne prende cura, avvertendo i suoi figli dei pericoli che incombono su di loro, e che come ogni buona maestra ripete fino allo sfinimento i fondamenti della fede, i quali poi si riducono, in ultima istanza, a riportare ogni volta al centro Cristo suo Figlio, vera ed unica salvezza.

Ecco che allora non ha nessun senso, ma anzi è pernicioso, squalificare aprioristicamente quelle apparizioni dove Maria Santissima si presenta per lungo tempo e insiste nel consegnare all’umanità ripetuti messaggi, avvertimenti e financo segreti, sentenziando pretestuosamente che la vera Madre di Dio è taciturna, lasciando intendere, di conseguenza, che una Madonna così ciarliera non può che essere un’invenzione di presunti veggenti.

Perché invece, se proprio dobbiamo dirla tutta, davanti a figli che non ascoltano i suoi avvertimenti, una vera mamma non rimane affatto zitta, ma anzi persevera con vero accanimento fino a sgolarsi nel richiamare coloro che sono in pericolo.

Questa è un’evidenza che chiunque nella sua vita ha potuto sperimentare: quante volte infatti abbiamo sbuffato davanti alle nostre mamme che ci ripetevano sempre le stesse cose?

E più noi ignoravamo i loro ammonimenti, più loro perseveravano nel riproporceli, salvo poi rimpiangere di non averle ascoltate quando finivamo in quei guai da loro predetti?

E perché mai la Madonna dovrebbe comportarsi diversamente, lei che è più Mamma di ogni altra mamma?

Anzi, è fin troppo buona: fosse per me dopo tre volte che non mi ascolti scatterebbero anche gli sberloni.

Ma d’altronde io sono un papà, e si sa che i padri hanno meno pazienza delle madri, e dopo un po’ lasciano che i figli sperimentino le conseguenze della loro disobbedienza oppure partono coi castighi.

E forse è proprio per questo che anche il Padre, quando i suoi figli si ostinano nella disobbedienza ai Suoi Comandamenti, disprezzando persino il Sacrificio di Redenzione attuato nel Suo Figlio, manda avanti la Madre, come ultima àncora di salvezza, prima di lasciar libero il braccio della Sua Giustizia.

Che dite? Magari è precisamente per tale motivo che in questi tempi in cui viviamo, soggetti allo scatenamento di quel male che ha ottenuto una particolare libertà d’azione proprio in virtù del crescente e determinato allontanamento dell’uomo da Dio, la Mamma Celeste si presenta con tale frequenza ed assiduità come mai prima nella storia delle apparizioni mariane.

Già solo questo dovrebbe darci il polso delle circostanze di reale pericolo in cui ci ritroviamo a vivere, poiché se la Madonna appare proprio in questo tempo, consegnando ammonimenti e richiami, c’è un motivo.

Come tutte le madri Ella ha un indubbio senso pratico: come qualunque altra mamma, avverte i propri figli di un pericolo, per tempo, ma non con troppo anticipo (altrimenti poi finiscono per dimenticarsene), e soprattutto se il pericolo riguarda direttamente loro e non eventuali altri che venissero dopo di loro.

Ecco perché la Santissima Vergine appare in precisi momenti storici (e come tutte le donne è così attenta alle date): perché ogni volta si rivolge alla generazione direttamente interessata agli avvenimenti che si stanno per svolgere, perché questi accadranno a quei figli, non ad altri prima o dopo di loro.

Così ha fatto in ogni apparizione della storia e così ha fatto anche a Fatima: ha ammonito innanzitutto quella generazione che avrebbe potuto evitare la seconda guerra mondiale, illustrando poi le conseguenze future alla mancata messa in pratica delle sue richieste (per eventuali approfondimenti sul modus operandi della Madre Celeste nelle sue apparizioni si legga L’ora della Donna).

Ecco perché, visto che le apparizioni di Maria in terra si sono moltiplicate in quest’ultimo secolo intensificandosi decisamente (sia in frequenza che in lunghezza di tempo, oltreché in intensità di richiamo) a partire dagli anni ’80 del novecento, ritengo personalmente che i suoi appelli siano rivolti proprio alla mia generazione, e perché penso che proprio la mia generazione sarà testimone degli avvenimenti a cui la Madonna sta preparando i suoi figli (e dicendo questo, scusate, ma io una toccatina me la do).

Lo so cosa state pensando adesso: “Ecco: tutto ‘sto pistolotto per poi parlare ancora una volta di Medjugorje…”.

E invece no cari i miei quattro lettori: anche se quelle di Maria in Bosnia-Erzegovina sono in effetti le prime è più celebri apparizioni dell’ultimo mezzo secolo (sono infatti incominciate nel 1981) ne ho già parlato in La verità, vi prego, su Medjugorje, dove con toni giocosi e surreali ho cercato di sottolineare come, al di là di quello che sarà il giudizio della Chiesa (che per ora è ancora sospeso), la veridicità o meno di queste apparizioni si affermerà da sola se e quando si realizzeranno i segreti che la Regina della Pace ha consegnato ai veggenti.

E no: non mi riferisco nemmeno alle altre tre grandi apparizioni di fine novecento (che magari affronteremo prossimamente): quelle di San Nicolàs (1983), quelle di El Cajas (1988) e quelle di Itapiranga (1994), i cui contenuti, similmente a quelli di Medjugorje, riguardano il tribolato futuro prossimo dell’umanità (tra l’altro mentre per El Cajas il giudizio della Chiesa è ancora sospeso, le altre due hanno invece ricevuto il riconoscimento del vescovo locale).

Niente di tutto questo, tutta la premessa fatta fino ad ora serviva per introdurre in maniera adeguata i contenuti di un’altra serie di apparizioni mariane, incominciate sempre in quei fatidici anni ottanta del secolo scorso (un 29 settembre del 1987 per la precisione), le quali hanno per oggetto un fortissimo richiamo Eucaristico e che sono contraddistinte da un carattere marcatamente profetico: le apparizioni di Nostra Signora Regina della Pace ad Anguera, in Brasile.

Qui Maria Santissima appare per riunire intorno a sé tutti i suoi figli di buona volontà e, come dice lei stessa nel primissimo messaggio del 1987, «per vincere insieme un grande male che può abbattersi sul mondo».

A questo scopo rivolge un urgente appello alla preghiera perseverante (in particolare del Rosario) ed un ritorno ad una fervente devozione Eucaristica, richiedendo «la conversione di tutti il più velocemente possibile».

Nulla di nuovo sotto il sole, si sarebbe portati a sentenziare, se non fosse che ad Anguera, la Madonna stessa ha dichiarato che il Signore l’ha mandata non per compiere miracoli, ma con lo specifico scopo di fare rivelazioni sul futuro dell’umanità come mai in nessun’altra apparizione della storia.

Un carisma profetico che ne contraddistingue ogni messaggio dato e che nel tempo ha già più volte dato quantomeno prova di attendibilità: sono tantissime le profezie date ad Anguera e realizzatesi fino ad ora, di cui una novantina sono state raccolte persino in un libro.

Ne riporto qui due ad esempio per tutte le altre e che, personalmente, mi hanno colpito di più.

La prima si riferisce alla catastrofe dell’11 settembre con la distruzione delle Torri Gemelle, che ha inaugurato quella campagna globale di guerra al terrore che ancora oggi dissemina conflitti in mezzo mondo.

Ebbene il primo gennaio del 2001 la Madonna avvertiva che «in quest’anno molti piangeranno perché un grande tesoro sarà tolto di mezzo a voi» riferendosi alla pace che, come confermò l’anno successivo «è il grande tesoro perduto dall’umanità a causa di coloro che vivono senza Dio e nell’odio», rincalzando: “La profezia che vi ho annunciato lo scorso anno si è realizzata con il triste e doloroso evento negli Stati Uniti. Pregate molto, perché tutto questo causerà ancora grandi danni all’umanità. Da secoli vengo nel mondo per chiamare gli uomini alla conversione, ma essi preferiscono la guerra, la morte e il disamore” (1 gennaio 2002).

La seconda profezia, invece, riguarda quello che sarebbe stato il pontificato dell’attuale Papa Emerito, Benedetto XVI: la Regina della Pace nel messaggio del 19 aprile del 2005, già metteva in avviso l’orbe cattolico raccomandando di pregare per il nuovo successore di Pietro, poiché «con lui la Chiesa avanzerà, ma sarà perseguitata dai nemici. Il Santo Padre sperimenterà il Calvario, perché molte delle sue posizioni andranno a contrastare i nemici della Chiesa», preannunziandone poi, il 24 giugno dello stesso anno, le future dimissioni in questi termini: “La pietra della pietra sarà spezzata” ed aggiungendo un particolare allora inintellegibile: “Un uccello del palazzo andrà ad abitare in un altro nido”.

Questo giusto per rendere l’idea della marca di queste apparizioni, che essendo ancora in corso non hanno potuto avere il riconoscimento ufficiale, ma che sono sotto il discernimento di una commissione diocesiana preposta e del vescovo locale, il quale ha presenziato le celebrazioni delle apparizioni nel “Santuario” di Nostra Signora di Anguera dando più volte prova di stima nei confronti del veggente Pedro Regis.

Come detto, Maria Santissima nei suoi messaggi mette in continuazione al centro Gesù Eucaristico, invitando alla preghiera, alla conversione, alla penitenza, all’assiduità nella frequenza della Parola e dei Sacramenti, con una veemenza tale che lei stessa (e non senza una sottile vena autoironica) ammette di essere «la Madre che ripete la stessa canzone: volgetevi a Mio Figlio Gesù».

E con la medesima determinazione ammonisce i suoi figli sugli eventi che incombono, illustrando, un tassello alla volta, i tempi oscuri in cui l’umanità si troverà e già si trova a vivere, come quando ha avvertito della pandemia di perversione da cui oggi siamo travolti: “Gli uomini hanno abbracciato ogni sorta di immoralità e hanno sfidato il Creatore. Sappiate, voi tutti, che la giustizia del Signore verrà. Gli angeli di Sodoma verranno sulla terra e guai a coloro che vivono nell’immoralità e nella disobbedienza al Signore” (4 agosto 2007).

Oppure come in quel messaggio in cui, in tempi assolutamente non sospetti, ha messo in guardia dalla nefasta opera di persuasione che un particolare personaggio avrebbe avuto all’interno della gerarchia vaticana, facendo perfino nome e cognome: Walter Kasper: per causa sua molti moriranno. I prescelti per difendere la verità la negheranno” (3 settembre 2005).

E so che qui molti storceranno il naso dicendo che non è nello stile della Madre Celeste accusare così apertamente una singola persona.

Ammesso e non concesso (chi può dire quale debba essere lo “stile” che la Madre di Dio deve tenere?), è innegabile che Nostra Signora c’abbia preso: basta andare a leggere qualche prodotto della teologia Kasperiana per togliersi il dubbio.

E poi scusate, ma torniamo sempre lì: se una mamma qualunque vede che uno dei suoi figli, con la sua influenza, mette in gravissimo pericolo molti altri suoi fratelli, vuoi che non metta in guardia questi ultimi additando chiaramente quel figlio cosicché essi si tengano alla larga da lui? In questo modo non farebbe del bene al figlio perverso innanzitutto, mettendolo nella situazione di chiedersi come mai i suoi fratelli lo evitino accuratamente?

Che forse non è mai successo che un genitore abbia denunciato e fatto arrestare il proprio figlio perduto su una cattiva strada? E non è segno questo di un amore vero nei confronti proprio di quel figlio in particolare, oltreché per la salute dei suoi eventuali fratelli?

Comunque.

Gli appelli della Madre Celeste, ad Anguera, si sono moltiplicati negli anni, circostanziando sempre di più i contenuti, sia in ordine di argomento, che in ordine di tempo, e precisamente di questo tempo.

Tanto che dall’anno scorso i suoi richiami hanno iniziato ad essere davvero impellenti e specifici: “Vivete nel tempo dei dolori. Gravi conflitti si diffonderanno in varie nazioni. Il terrore sarà presente anche nel vostro Brasile. Pregate, pregate, pregate” (5 gennaio 2016), e «Quando vi chiedo di pregare, dovete capire che si tratta di una necessità urgente», ha precisato la Santissima Vergine nel 2001.

“Il possesso di un’arma potente da parte degli uomini del terrore causerà grande preoccupazione agli uomini. State attenti. Vivete nel tempo dei grandi conflitti” (8 gennaio 2016), ammonendo poi che «quando l’umano parla più forte del Divino, il demonio vince. (…) Soffro per quello che vi attende. Un esercito sarà sorpreso. La morte verrà dalle profondità» (9 gennaio 2016).

“Molti avvenimenti nell’umanità portano gli uomini a pensare che Dio li ha abbandonati, ma Dio non abbandona i Suoi Figli. (…) L’umanità berrà ancora il calice amaro della sofferenza. La ribellione degli uomini contro il Creatore attirerà Grandi Castighi (22 gennaio 2016), ma «Quando tutto sembrerà perduto, il Signore agirà e l’umanità sarà purificata. Saranno tre giorni di calvario e dopo verranno Nuovi Cieli e Nuova Terra» (25 marzo 2016).

E fin qui tutto ok (insomma, per dire: i tre giorni di calvario ricordano tanto le profezie sui tre giorni di buio, ma di questo magari ne parleremo in un’altra occasione), poiché Maria parla ancora al futuro, benché prossimo.

Poi però c’è stata una specie di cambio di registro, perché il 9 aprile 2016 ha sganciato la bombetta: I Tempi da Me predetti in passato sono arrivati. Siate forti. Non indietreggiate. Cercate forza nelle Parole del Mio Gesù e nell’Eucaristia. Vedrete ancora orrori sulla Terra, ma coloro che rimarranno fedeli al Vero Magistero della Chiesa saranno salvi”.

Da quel momento ha iniziato a infilare una serie di ammonimenti sempre più d’attualità, alternando predizioni particolari (tipo quella del 10 maggio 2016, quando ha detto che «la sofferenza arriverà a Torino e gli uomini e donne di fede piangeranno e si lamenteranno» (al che, lo confesso, ho pensato subito alla Sacra Sindone) a frasi di consolazione, definendo sempre più specificamente i pericoli che lambiscono questa generazione, indicando però ad un tempo anche i rimedi per fronteggiarli: “I vostri nomi sono già incisi nel mio Cuore Immacolato e ciascuno riceverà la ricompensa per le opere realizzate a favore dei Miei Piani. Ecco il tempo del Grande Combattimento: Confessione, Eucarestia, Sacra Scrittura, Santo Rosario e fedeltà al Vero Magistero della Chiesa, ecco le armi per questo grande combattimento. Avanti senza paura” (28 maggio 2016).

In pieno Giubileo della Misericordia ha tweettato: “Non potete soffocare la Verità a costo di una falsa carità. Non c’è vera carità senza obbedienza alla Verità. L’umanità vivrà l’angoscia di un condannato perché gli uomini si stanno ponendo al posto del Creatore. Arriverà il giorno in cui la Fede sarà presente in pochi cuori. Il demonio avanzerà e causerà un grande danno spirituale nella vita di coloro che vivono nei dubbi e nelle incertezze” (2 luglio 2016); così, tanto per essere chiari, eh…

Quindi ha iniziato a battere il martello sui sommovimenti interni alla Chiesa, manifestando una particolare apprensione per le sorti di quella Sposa di Cristo di cui è pur sempre Madre e Maestra: “Piegate le vostre ginocchia in preghiera. Camminate verso un futuro doloroso. Molte novità sorgeranno nella casa di Dio, ma non porteranno il popolo di Dio alla verità” (12 agosto 2016), quando una ventina di giorni prima aveva annunciato che «l’uccello nero si diffonderà per tutto il mondo e dove passerà lascerà grande distruzione» (28 luglio 2016), e subito ha riproposto la cura contro ogni male, ricordando che «la vostra vittoria è nell’Eucaristia. L’Eucaristia è il più grande tesoro della Chiesa del mio Gesù. Il mio Gesù viene al Padre ma rimane con voi nell’Eucaristia con il suo Corpo, Sangue, Anima e Divinità. Questa è la verità che deve sempre essere difesa e mai essere negata. Questo è il tempo dei dolori per i miei poveri figli. Camminate verso un futuro di grandi persecuzioni. I nemici agiranno contro la Chiesa del mio Gesù e grandi saranno gli attacchi contro l’Eucaristia. Una proposta sarà fatta dai nemici, ma la verità del mio Gesù non può essere cambiata» (15 agosto 2016).

Emblematico il messaggio del 31 agosto 2016, in cui ha ribadito i motivi alla base delle stesse apparizioni di Anguera: “Vivete in un tempo di grandi confusioni spirituali. Il Signore mi ha mandato per parlarvi  e rivelarvi le cose che verranno. Gli eventi futuri che vi ho annunciato qui, accadranno. Piegate le vostre ginocchia in preghiera, perché solo così  potrete sopportare il peso delle prove che arriveranno. Io sono la vostra Madre Addolorata e soffro per quello che viene per voi. State attenti. Ciò che il Signore Mi ha permesso di rivelarvi qui, mai l’ho rivelato in alcun altro luogo. Non perdetevi d’animo. Ho bisogno della vostra coraggiosa testimonianza pubblica. Siate giusti. Sarete perseguitati per difendere la verità. Giorni difficili verranno per i giusti, ma dopo il dolore arriverà la vittoria. Avanti”, spiegando poi che «l’umanità cammina verso le tenebre della cecità spirituale. Tempi verranno in cui la verità sarà abbandonata e gli uomini abbracceranno falsi insegnamenti» (15 settembre 2016) e siccome le realtà spirituali anticipano e sono all’origine di ripercussioni materiali, di conseguenza «l’umanità cammina sulla via dell’autodistruzione che gli uomini hanno preparato con le loro stesse mani» (01 ottobre 2016).

But don’t panic, perché «nella Grande e Finale Tribolazione gli Angeli del Signore vi guideranno e nessun male vi accadrà» (19/10/2016), anche se «in quel Grande Giorno si salveranno solo coloro che saranno rimasti fedeli. Molti si pentiranno della vita vissuta senza la Grazia di Dio, ma per molti sarà tardi» ergo «pentitevi» (25 ottobre 2016).

E nel caso il concetto non fosse abbastanza chiaro, la Madonna (alla facciazza di coloro che la vorrebbero zittita) ha inanellato un filotto di mòniti che fanno male come ceffoni in faccia, in un crescendo tale che sembra quasi stia commentando la cronaca ecclesiale in real time e di contenuti così omogenei che se ne può fare un discorso unico, che copre l’arco dell’ultimo quadrimestre, diciamo a cominciare da quel famigerato inizio di novembre che ha visto la statua dell’eresiarca entrare in Vaticano: «La Chiesa cammina verso il Calvario» (2/11/2016) perciò «siate zelanti per la Divina Presenza di Gesù nell’Eucaristia. Camminate verso un futuro di disprezzo per il Sacro. Giorni verranno in cui l’altare resterà senza il prezioso alimento. La Chiesa del Mio Gesù sarà perseguitata e i nemici agiranno con grande furia» (5/11/2016) «Le tenebre del demonio penetreranno nella Casa di Dio e ci sarà grande confusione spirituale (…) L’umanità cammina verso un Grande Abisso Spirituale» (15/11/2016) «Una grande guerra ci sarà e i soldati indosseranno l’abito talare» (23/11/2016) «Dal Palazzo verrà una notizia che scuoterà la fede dei credenti, ma non indietreggiate. La Risposta del Signore verrà» (26/11/2016) infatti «Camminate verso un tempo difficile e ci sarà una grande confusione ovunque. Soffro a causa delle vostre sofferenze, ma guai a coloro che causano confusione nella casa di Dio. Guai a coloro che negano la Verità del Mio Gesù. (…) Ascoltate il Vero Magistero della Chiesa. Restate con Gesù. Nella Grande Guerra tra la Vera e la Falsa Chiesa, la Vittoria Finale sarà di Gesù dei Suoi Eletti» (3/12/2016) «La Chiesa, assumendo la missione affidatale da Mio Figlio Gesù, deve annunciare e difendere la verità. Negli insegnamenti di Gesù non c’è mezza verità. Quando vi è una mezza verità, non vi è la Presenza di Gesù» (10/12/2016).

A questo punto tiriamo un attimo il fiato prima dello sprint finale, poiché in questo periodo si era giusto nei giorni successivi alla pubblicazione dei tanto discussi dubia, quando ancora non si poteva prevedere il casino che sarebbe successo nell’Ordine di Malta e la Madonna ha rilanciato sul piatto: «Ecco che sono arrivati i tempi da Me predetti. Questo è il tempo della grande battaglia tra il bene e il male (…) Il demonio causerà confusione sempre maggiore, ma la vittoria sarà di Mio Figlio Gesù» (17/12/2016) «Dal Palazzo verrà la vendetta ed i giusti porteranno una croce pesante» (20/12/2016) poiché «Il fumo del demonio è entrato nella casa di Dio, causando cecità spirituale in molti consacrati. Non dimenticatevi, gli insegnamenti di Mio Figlio Gesù sulla difesa della fede sono chiari: Si quando è Si e No quando è No. Quello che viene in più è mezza verità, che è opera del demonio (…) La Chiesa del Mio Gesù sperimenterà grande prova, ma alla fine sarà vittoriosa. Pregate affinché Essa ritorni ad essere come Gesù la affidò a Pietro. State attenti. Come vi dissi in passato, il grande piano del demonio è quello di distruggere tutta la verità insegnata sull’Eucaristia e sulla vita consacrata» (27/12/2016) «Il seme del male crescerà, ma sarà tagliato dagli Angeli del Signore, poiché nella vigna del Signore non c’è posto per i frutti che nascono dal seme di cattiva qualità. Confidate nel Signore: Lui ha tutto sotto controllo e quelli che rimarranno fedeli sperimenteranno la vittoria. Rimanete con Gesù. Amate e difendete la verità. Coraggio. Annunciate a tutti la Verità del Mio Gesù: il silenzio dei giusti fortifica i nemici di Dio» (30/12/2016) «Una grande tempesta arriverà e la Grande Nave sarà colpita. (…) Verranno giorni in cui i difensori della fede saranno trattati come nemici. Pregate. Solo con la forza della preghiera potete vincere il demonio. I lupi travestiti da agnelli causeranno grande sofferenza ai Prescelti da Dio. Non perdetevi d’animo. Rimanete fermi nel cammino che vi ho indicato. Tutto ciò che è falso cadrà a terra. Per la perseveranza di un piccolo gregge la Chiesa del mio Gesù conserverà la fede. Avanti senza paura» (1/1/2017) «Vivete nel tempo della grande confusione spirituale, però il peggio deve ancora venire. Ci sarà grande discordia nella casa di Dio. La guerra tra la vera Chiesa del mio Gesù e la falsa Chiesa, separerà i miei poveri figli» (3/1/2017) «La Grande Nave sarà scossa da venti contrari, ma sarà salvata dalla Luce della Verità» (10/01/2017) ma «Non dimenticatevi: in tutto Dio al primo posto. Niente e nessuno sta sopra a Dio. State attenti. Molte verità di fede verranno dimenticate e i miei poveri figli cammineranno come ciechi che guidano altri ciechi» (13/1/2017) ciò nonostante «Gesù vi aspetta nell’Eucaristia: andate al Suo incontro (perché) arriverà il giorno in cui molti cercheranno il prezioso alimento e non lo troveranno» (14/1/2017) «I miei poveri figli incontreranno un grande ostacolo, perché tanti prescelti per difendere la verità saranno a servizio del nemico (…) Restate sempre con la verità. Nel cammino della santità e della salvezza non ci sono dubbi. I dubbi e le incertezze sono interferenze del nemico di Dio» (15/1/2017) per questo «Valorizzate la presenza del mio Gesù nell’Eucaristia. Non riceveteLo nel peccato. Non offendete il Mio Gesù che già è afflitto a causa delle comunioni sacrileghe (…) Il grande piano del demonio è quello di far credere agli uomini che la presenza di Gesù nell’Eucaristia sia solo un fatto simbolico. Fate attenzione. Restate con il Vero Magistero della Chiesa. Vedrete ancora orrori sulla Terra. Il Sacro sarà gettato ed i nemici di Dio ne gioiranno» (17/1/2017) infatti «Gli uomini orgogliosi tenteranno di cambiare le Verità di Dio, ma queste Verità sono già impresse nel cuore dei Prescelti di Dio e non saranno mai cancellate» (28/01/2017) tuttavia «Camminate verso un futuro in cui molti agiranno come Giuda e saranno ricordati come traditori della fede. Mio Figlio Gesù ha bisogno di uomini con il coraggio di Giovanni Battista per essere difensori della verità. Giovanni è morto per difendere la verità insegnata da Mio Figlio Gesù. La sua voce annunciava ovunque Gesù e i suoi insegnamenti. Giovanni ha denunciato il peccato e fu vittima di quelli che volevano una mezza verità. Molti prescelti per difendere la verità la negheranno e si perderanno eternamente. Io sono la vostra Madre Addolorata e soffro per quello che vi attende. I traditori della fede agiranno contro i Veri Insegnamenti del Mio Gesù. Agiranno contro il Mistero della Fede e trascineranno nell’errore un grande numero dei Miei poveri figli. Piegate le vostre ginocchia in preghiera. Amate e difendete la verità. Non tiratevi indietro. Il silenzio dei giusti fortifica i nemici di Dio» (30/01/2017) anche se «Coloro che amano la verità saranno perseguitati e messi a tacere» (04/02/2017) giacché «I cattivi pastori agiranno senza pietà e i veri difensori della fede saranno disprezzati. Annunciate Gesù e non permettete che il demonio vinca. Dopo tutta la tribolazione, la Chiesa del Mio Gesù tornerà ad essere come Gesù l’ha affidata a Pietro. La falsa chiesa spargerà i suoi errori e contaminerà molti, ma la Grazia del Mio Signore sarà con la Sua Vera Chiesa e Lei sarà vittoriosa» (07/02/2017).

Che dire: tanta roba!

Talmente tanta che verrebbe da pensare che una cosa così non può essere vera. Alcuni potrebbero liquidare il tutto squalificando le apparizioni di Nostra Signora di Anguera affermando che i messaggi sono scritti a tavolino, seguendo l’andazzo dei tempi e tirando a indovinare.

Certo: lo scetticismo è legittimo, in alcuni casi è perfino doveroso dubitare, tuttavia anche in questo caso specifico viene in soccorso agli ignorantotti creduloni come il sottoscritto il semplice buon senso, perché come per le apparizioni di Medjugorje, di San Nicolàs, di El Cajas ed in fondo anche di Fatima, pure qui ci sono profezie e segreti ancora da realizzare, cose che saranno il discrimine ragionevolmente certo sulla credibilità dell’origine celeste di questo evento straordinario.

Un esempio per tutti? Eccola qua, l’ultima sparata della Madonna in ordine di tempo: “Un uomo orgoglioso ordinerà la modifica della Professione di Fede e le sue azioni compiaceranno gli uomini perversi. Sarà una grande offesa al mio figlio Gesù. Soffro per quello che vi attende. Pregate. Pregate. Pregate” (31/01/2017).

Perché davanti all’eventuale avverarsi di questa predizione, ritengo che non si potrà non ritenere per vere le “lettere” di questa Madonna “postina” senza disporsi nel ruolo dell’incredulo ad oltranza, finendo poi per cadere in quell’ignava parte descritta da Maria Santissima proprio nel messaggio dato a Pedro Regis l’altro ieri:

“Cari figli, testimoniate Gesù davanti agli uomini e sarete grandi agli Occhi del Padre. Verrà il giorno in cui molti ferventi nella fede saranno ingannati e portati fuori strada. I falsi insegnamenti porteranno gli uomini a dubitare dei dogmi e ci sarà una grande crisi di fede. Molti scelti per difendere la Verità agiranno come Pilato: vedranno le ingiustizie commesse contro Mio Figlio Gesù e, per paura di perdere ciò che è passeggero, si laveranno le mani. I traditori della fede si uniranno e cambieranno molte verità. Soffro per quello che viene per voi. Piegate le ginocchia in preghiera. Ora è il tempo dei dolori per i giusti. Amate e difendete la Verità. Non dimenticate gli insegnamenti del passato, perché vi permetteranno di camminare nella Verità. Coraggio. Restate con Gesù. CercateLo sempre nell’Eucaristia e lasciatevi condurre da Lui per mezzo del Suo Vangelo”.

To be continued…

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Fede

Profughi dell’anima

Ahia: mi sa che oggi me ne esco male.

Sarà che vengo da una Messa feriale stenta e biascicata, per partecipare alla quale fai le corse, perché lì incontri Gesù vivo e tutto intero, che viene proprio per te, perché sa che tu hai bisogno di Lui in questo tempo come non mai, perché se non ti fai la tua dose di Lui quotidiana, la giornata è persa e tu sei perduto, da tanto che sei messo male.

Che se non fossi certo che lì, e solo lì, c’è Lui, col cacchio che ci andresti a Messa, perché tutto il contorno è espletato come fosse una pratica amministrativa obbligatoria, una scocciatura che purtroppo “s’ha da fare”.

E meno male poi che c’è la Messa feriale, eh, perché quella della Domenica (che dovrebbe essere il centro della vita di fede), ti è diventata quasi una penitenza: un po’ che sei obbligato a portare i bimbi piccoli (e non aggiungo altro), un po’ che per poterti comunicare con Gesù Eucaristico ti tocca pagare il dazio di una predica interminabile, una mera lista di parole affastellate lì, una sull’altra, che quando va bene (e non spuntano fuori mezze eresie o interpretazioni evangeliche come minimo rocambolesche), sembra siano state accuratamente selezionate per non esprimere nessun concetto degno di nota.

E poi leggi che dai dati dell’Annuarium Statisticum c’è un rapido calo di vocazioni a livello globale, e si sente: che quando ti vuoi confessare devi fare domanda in carta bollata con un mese d’anticipo, perché il prete, poveretto, deve stare dietro alle pratiche amministrative della parrocchia, ai lavori dell’oratorio, alla preparazione del catechismo, dei corsi prematrimoniali, del corso biblico, delle benedizioni (ah, no, quelle non più, adesso c’è il pacchetto “Brico Io”: ti danno la boccettina con l’acqua benedetta, il foglietto con la preghierina, ti impongono le mani per darti il “mandato” e la benedizione di casa e famiglia te la fai da solo).

D’altronde se ci sono “meno preti per tutti”, cosa ci puoi fare?

Bé, un’opzione potrebbe essere che si ritorna a fare l’unica cosa che solo i sacerdoti possono fare: amministrare i Sacramenti, ad esempio.

Che poi tra l’altro sarebbe anche l’unica cosa davvero importante, anzi essenziale. Letteralmente.

E poi leggi del miracolo eucaristico in Polonia (quella terra tanto amata dal Signore da promettere a Santa Faustina Kowalska: «Nutro un amore speciale per la Polonia e se essa sarà obbediente alla Mia volontà, la esalterò in potenza e santità. Da essa giungerà la scintilla che preparerà il mondo alla Mia venuta finale», Diario, maggio 1938): una particola consacrata trasmutata in muscolo cardiaco.

Allora la prima cosa che ti viene in mente è che magari il Signore ti sta suggerendo di riassettare le priorità: che magari le periferie del mondo non hai da cercarle poi così lontano, ma sono proprio qua, dietro l’angolo, in quelli come me che sono tanto malmessi che se non fanno la Comunione ogni giorno se ne vanno a ramengo.

Veri profughi della fede, i quali sentono pungente il loro non essere di questo mondo, ma che gli tocca starci, quotidianamente impiastricciati nel secolo con le sempre più crescenti sue storture, impegnati in una lotta continua per non esserne sopraffatti ed adeguarsi ad esso.

Ch’è più comodo lasciarsi trasportare dalla corrente, invece che nuotarci contro, ma siccome sai che l’unica tua speranza è in quella Verità, punti i piedi e resti al tuo posto, pur consapevole che da solo non puoi farcela e perciò ti aggrappi a quel Santo Nutrimento senza il quale periresti, ogni giorno di più.

C’è che vorresti, in questa lotta continua, ogni tanto una consolazione: anche giusto non sentirti continuamente così confuso da dovertele ripetere da solo le tue certezze di fede, come un mantra per non smarrire la Via, che già sei bombardato da ogni dove di menzogne, costruite apposta per farti vivere nel terrore di un dubbio continuo, e ti piacerebbe almeno che ogni tanto, da qualcuno di quei deputati custodi della Parola di Vita, ti giungesse una conferma che non stai sbagliando tutto a sentirti affamato di Eucaristia, a snocciolare quel Rosario molto “roba da vecchiette”, ad avere la necessità di confessarti quasi ogni settimana perché quel pensiero impuro ti pesa tanto sul cuore (ma sarà poi ancora peccato avere pensieri impuri? O sono io che sono un fariseobigotto&bacchettone?).

E poi leggi che Gesù, mandandola in diaspora, ha dato un comando alla Sua Chiesa: «Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato» (Marco 16, 15-16).

Che questa è la priorità vera di ogni tempo, e specialmente quello attuale: portare Gesù all’umanità, la quale sempre, prima che bisognosa di aiuto pratico, è bisognosa di salvezza, e questa è compiuta ultimamente solo nel Cristo, che è vivo nei Sacramenti, in Parola, Corpo e Sangue.

Questa la missione di cui solo la Chiesa è realmente depositaria, quell’unico compito apostolico, per preservare il quale Pietro & Co. hanno fatto eleggere apposta sette diaconi per sfamare le vedove.

Perché i dodici sentivano di avere un’altra priorità impellente: quella della Tradizione, nel suo senso etimologico di “tradere”, cioè “trasmettere”, e trasmettere precisamente Cristo all’uomo, sia nel tempo, conservando e tramandando fedelmente la Scrittura, sia nello spazio, attraverso la divulgazione e l’operosa testimonianza alle genti del “kèrigma”, l’annuncio evangelico.

Questa è la vera carità verso il prossimo bisognoso: portargli colui che è Carità, colui che solo può soddisfare il suo bisogno, realmente, profondamente e definitivamente in quei Sacramenti che solo gli Apostoli possono amministrare e nessun altro.

Tutto il resto, le buone opere, l’apporto di sviluppo e civiltà, il corretto progresso etico e morale, l’equilibrata gestione delle risorse politiche ed economiche, la promozione del senso ecologico e così via, è soltanto la conseguenza naturale di questo: contingenza pur necessaria e coerente, ma soltanto successiva alla comunicazione dell’unico bene supremo che è Gesù.

È, in sintesi, come Lui stesso insegna: a chi persegue il Regno di Dio, tutto il resto, di cui ha pur bisogno, verrà dato in sovrappiù, e ciò vale sia per l’individuo che per la Chiesa e l’intera società.

Poiché solo una è la priorità della pastorale ecclesiastica di ogni tempo: portare Cristo al mondo, nella storia.

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Vita

Le zanzare di Dio

Ecco: arriva l’estate qui in città, e con essa comincia lo sciamare delle zanzare.

E se c’è una specie animale che detesto è proprio quella di tali odiosi parassiti.

Massima comprensione per rondini, rane e pipistrelli che se ne nutrono, ma siccome anche di queste ultime specie oramai non c’è quasi più traccia, almeno qui in città (ed è forse giusto questo il guaio), si capisce bene che delle zanzare non c’è davvero più nessun bisogno.

Oltrettutto si accaniscono sui bambini, le vigliacche, ed ogni volta che i miei amati pargoletti rientrano in casa mi tocca assistere al pietoso spettacolo di vederli sfregiati da bubboni ed arrossamenti in ogni brandello di pelle scoperta: le odio, posso?

So che non è bello, che come cristiano dovrei “francescanamente” amare tutti gli animali, perché anche le zanzare sono “creature del Signore”, ma proprio non mi riesce di soffocare la viscerale antipatia che provo nei loro confronti: sono intimamente convinto che questi detestabili succhiasangue alati siano la prova inconfutabile che la Creazione soggiaccia anch’essa al peccato adamitico.

Perché sono vere macchine del tormento: i vampiri almeno di giorno non se ne vanno in giro a far danni (sì, ok, tranne quelli della saga di twilight), le zanzare invece lavorano notte e dì, per tre stagioni su quattro, andando in “vacanza” proprio in quel periodo dell’anno in cui per il freddo si ricopre ogni centimetro di pelle e quindi, anche se ci fossero, non darebbero fastidio (e forse è proprio per questo che non ci sono).

Almeno, dico, si limitassero a succhiare quel goccino di sangue che serve loro e basta, uno potrebbe anche tollerarlo, mannò: sono tanto infingarde che ti inoculano il loro pruriginoso secreto anticoagulante, cosicché nemmeno volendo puoi far finta di niente, perché se il bubbone bianco aureolato di rosso che ti lasciano come marchio lo puoi ignorare, per non sfregarti convulsamente l’epidermide, invece, ci vuole un vero e proprio sforzo di volontà, tipo martire sulla grat(t)icola…

Le alternative sono tapparsi in ambienti sterili (e soffocanti), oppure cospargersi di cremine untuose e spray appiccicaticci (che, ne sono sicuro, sono tutti cancerogeni)!

Eppure tale insidioso insetto ha un che di familiare, no?

Mi ricorda, nel suo istintivo modo di vivere, proprio quella stessa natura ferita dal peccato che contraddistingue anche l’uomo redento: poiché invero, il fruitore di Eucaristia si comporta con Gesù proprio allo stesso modo.

Come la zanzara femmina punge la sua “preda” iniettando dapprima il suo liquido irritante e solo dopo ne sugge il sangue al fine di assicurare alle uova che porta in grembo il primo nutrimento per la schiusa, così pure il credente, nell’accostarsi al Cristo Eucaristico, lo ferisce con la puntura dei suoi peccati, gli inietta il tormentoso liquame delle sue colpe e si riempie in cambio della sua sostanza salvifica, così da poter poi “deporre” le sue opere nel mondo, ora vivificate dalla divina grazia.

Paragone disgustoso, ne convengo, ma il nocciolo del parallelismo mi pare si nasconda proprio qui: mentre il sottoscritto, se becca una zanzara in flagranza di “puntura” non ci pensa due volte a schiacciarla con una manata furente, Gesù, pur subendo un martirio ben peggiore per la nostra reiterata miseria, non batte ciglio, ma anzi si dona in pasto ogni volta alle turbe sciamanti di quelli come me, che come detestabilissimi parassiti, riconoscono che senza di Lui non possono vivere e perciò si artigliano al suo costato per succhiare la Misericordia che ne sgorga.

E non morire in eterno.

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