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Il Panda Oltralpe

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Una volta alzatosi dal divano il Panda sembra inarrestabile: c’ha addosso un’inerzia tale che lo ha fatto scollinare oltralpe, dove dalle librerie della Grandeur già occhieggia minaccioso i cugini francesi esortandoli a ritornare veri Galli…

Da alcuni giorni è infatti uscita in francia la versione in lingua d’Oïl de La sindrome del panda per i tipi delle Éditions Des Béatitudes, della cui edizione di seguito proponiamo l’introduzione a cura di padre Michel Martin-Prével.

Prefazione a “Le syndrome du panda”

Sono decenni che la differenza tra uomo e donna alimenta la letteratura, le cronache, gli articoli ed i film, per non parlare poi del best-seller di John Gray: “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”, il quale ha fatto sì prendere coscienza – in controtendenza rispetto alla vulgata egualitarista – dell’irrimediabile distanza tra i due sessi e quindi della difficoltà a comprendersi l’un l’altro, ma senza tuttavia avviare una soluzione all’inevitabile relazione divenuta troppo spesso conflittuale tra i mariti e le loro mogli.

Se gli uomini provengono da Marte e le donne da Venere, infatti, lo svantaggio è che questi due pianeti non si incontrano mai e, al di là delle risate che le differenze tra l’uomo e la donna possono generare, questo libro altrettanto umoristico si apre invece ad un ulteriore approfondimento: com’è che gli uomini e le donne hanno tanta attrazione gli uni per le altre?

L’autore di questo divertente saggio è uno di quei papà (di tre bambini) figlio del suo secolo, che racconta le sue riflessioni e le sue esperienze di vita da uomo, da marito e da padre, mescolando la correttezza dell’analisi con l’umorismo della sua situazione di maschio italiano in una società occidentale femminista e androfobica.

Il mistero dell’uomo qui è confrontato con il mistero della donna e gli appartenenti ad entrambi i sessi troveranno in questo libro di che essere piacevolmente intrattenuti da uno sguardo così acuto sui rispettivi generi.

Per questo padre, che riflette ad alta voce, il panda rappresenta il maschio odierno, spalmato sul suo divano, tra birra e TV: l’uomo come specie in via di estinzione «secondo una mentalità dominata da un femminismo radicato, egli sempre una bestia rimane, ma sdentata e con gli artigli monchi ha smesso i panni dell’orso in favore di quelli più comodi e condivisi dell’orsacchiotto. Pover’uomo, fa quasi tenerezza. Proprio come un panda».

Ma ritornando sull’uguaglianza – incredibile geneticamente parlando – e sulle neuroscienze che descrivono la perfetta parità tra uomo e donna, si resta stupefatti da questa meraviglia a forma di cromosoma Y che rende nonostante tutto la differenza ed il fascino del comportamento sessuato.

Ho riso così tanto leggendo queste descrizioni nelle quali davvero ognuno ha la possibilità di ritrovarsi: l’uomo “multiswitch” e la donna “multitasking”, l’uno “input” e l’altra “output”, il cervello maschile con gli emisferi più differenziati, quello femminile con emisferi più interconnessi, l’uomo che sposa la moglie desiderando che non cambi mai e la moglie che sposa il marito con il segreto desiderio di cambiarlo, e, riguardo l’autorità, l’uomo che incute rispetto e la donna che ispira fiducia.

Perché allora impantanarsi nella guerra dei sessi, quando invece il piano del Creatore risulta così chiaro leggendo quel “libretto d’istruzioni” che è la Genesi, riferimento biblico davvero unico destinato ad ogni uomo e donna?

Personalmente ho ritrovato in questo libro-testimonianza gli stessi accenti di verità contenuti nella teologia del corpo e del matrimonio così come proposta dal santo Papa Giovanni Paolo II: la descrizione di Adamo e di Eva, nella promessa fatta loro da Dio, nella svolta incresciosa che hanno preso e che ha reso la loro strada tutta in salita, e infine il loro incredibile riscatto in Cristo, sollecita il nostro autore a fornire all’uomo d’oggi una soluzione per non restare più subordinati ad una figura femminile inappropriata poiché mascolinizzata e a non contrapporsi più alla donna, bensì a spendersi per lei, che semplicemente attende d’essere nuovamente ascoltata e protetta.

Secondo l’autore di questo bel libro, l’uomo ritorna ad essere uomo vero facendosi padre sull’immagine del Padre, nella esempio della Sua autorità esercitata con Giustizia e Misericordia.

Egli esorta perciò gli uomini ad alzarsi dai propri divani, poiché è giunto il momento di riprendersi quel giusto ruolo che le donne si aspettano da loro.

A questo proposito l’autore confessa di aver imparato molto dal suo essere padre per essere un marito migliore, ma forse altri potrebbero fare l’esperienza inversa: impegnarsi a diventare mariti migliori per vivere al meglio anche la propria paternità.

In entrambe le prospettive l’obiettivo è quello di riguadagnare la fiducia dell’altro sesso così da tornare ad incarnare i rispettivi ruoli in una relazione recuperata alla sua originaria complementarità: la Donna di Cana ha saputo dare fiducia al Figlio dell’Uomo, perché Egli manifestasse la Sua autorità e la Donna dell’Apocalisse è stata da Lui protetta da ogni male.

E nell’attuale avanzamento della cultura della morte contro la famiglia, è oggigiorno un bene sentir ridefinire i ruoli specifici dei due generi e rendere vero omaggio quella “natura” – scritta però con la “D” maiuscola – che ha così bene creato l’uomo per la donna e viceversa.

P. Michel Martin-Prével, Communauté des Béatitudes

Per la versione originale leggi: Le syndrome du panda

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Eschaton

Postfazione da: “Nella carne, col sangue”

Per una volta non tergiverserò, ma andrò subito al dunque.

È l’ora che si riscopra un’antica verità: che le circostanze della vita non sono realtà assolute, ma sono invece assolutamente relative a Cristo.

Ogni istante del nostro vivere è confacente a Cristo, poiché tutto è stato fatto per mezzo di Lui: ogni situazione esistenziale è stata salvata, redenta, perché ogni uomo e donna possa vivere Cristo in ogni frangente della propria vita, a cominciare dalle più semplici realtà quotidiane.

Ogni gesto di servizio, come ad esempio le mansioni domestiche, sono un’opportunità di comunione con quel Gesù che per primo li ha vissuti quotidianamente nel nascondimento Nazaretano: si crede forse che Egli non abbia mai aiutato Maria ad apparecchiare la tavola, o a lavare le stoviglie?

Così come ogni singolo compito professionale, espletato con onesta laboriosità, è opportunità di comunione con quella fatica e quel sudore che immadidava la fronte di Gesù mentre torniva un pezzo di legno, scalpellava uno spuntone di roccia o anche, da bambino, ramazzava via i trucioli dai piedi del buon Giuseppe, mentre questi intagliava.

Quante volte il figlio di Maria si sarà trovato a concordare le caratteristiche di un oggetto con un cliente? O a fare un preventivo? O anche ad accollarsi una trasferta per consegnare uno dei prodotti delle sue mani?

Ogni anonima realtà è stata redenta, presa su di sé dal Dio incarnato e divinizzata, perché ogni uomo e donna potesse viverla non più da schiavo, ma da Dio!

Ed in particolare le realtà escatologiche, quali il dolore ed ultimamente la morte, sono state trasmutate, come l’acqua in vino a Cana, in situazioni privilegiate di comunione con il Cristo patente e morente: trasfigurate nella Sua risurrezione perché non fossero più realtà senza senso, ma acquistassero, se offerte a Dio per mezzo di Cristo, un valore tutto nuovo, corredentivo del mondo!

I cristiani, oggi più che mai in una contemporaneità accecata come quella attuale, devono riappropriarsi di questa verità dimenticata dai più e tornare a viverla, nel silenzio anonimo della propria quotidianità domestica e professionale.

Si deve più che mai, in questi tempi inquieti ed oscuri, aggrapparsi ai Sacramenti, che sono, insieme alla preghiera, il veicolo privilegiato per una relazione vera, personale, con Gesù!

Solo così il nostro contingente riacquisterà senso e davvero potremo affermare, con San Paolo: “il mio vivere è Cristo ed il morire è un guadagno” (Cfr. Filippesi 1,21).

Poiché all’orizzonte già la caligine s’addensa, ed urge riscoprirsi lampade accese al Lume Pasquale, perché quando verrà la tempesta, ed è alle porte, le false luci del mondo si spegneranno, il vano vociare zittirà e le genti si guarderanno intorno, annaspando disorientate nel buio: allora i nostri lumicini, oggi soffocati dal fatuo abbagliare della menzogna, dovranno risplendere come fari nell’oscurità per raccogliere attorno al piccolo resto della Chiesa l’umanità sofferente, e medicare le sue ferite con parole di verità eterna finalmente liberate da un rinnovato silenzio.

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