Cronache

Attenti a quei due (reloaded)

«Ma farò in modo che i miei due testimoni, vestiti di sacco, compiano la loro missione di profeti per milleduecentosessanta giorni. Questi sono i due olivi e i due candelabri che stanno davanti al Signore della terra. Se qualcuno pensasse di fare loro del male, uscirà dalla loro bocca un fuoco che divorerà i loro nemici. Così deve perire chiunque pensi di fare loro del male. Essi hanno il potere di chiudere il cielo, perché non cada pioggia nei giorni del loro ministero profetico. Essi hanno anche potere di cambiare l’acqua in sangue e di colpire la terra con ogni sorta di flagelli, tutte le volte che lo vorranno. E quando avranno compiuto la loro testimonianza, la bestia che sale dall’abisso farà guerra contro di loro, li vincerà e li ucciderà. I loro cadaveri rimarranno esposti sulla piazza della grande città, che simbolicamente si chiama Sòdoma ed Egitto, dove anche il loro Signore fu crocifisso. Uomini di ogni popolo, tribù, lingua e nazione vedono i loro cadaveri per tre giorni e mezzo e non permettono che i loro cadaveri vengano deposti in un sepolcro. Gli abitanti della terra fanno festa su di loro, si rallegrano e si scambiano doni, perché questi due profeti erano il tormento degli abitanti della terra. Ma dopo tre giorni e mezzo un soffio di vita che veniva da Dio entrò in essi e si alzarono in piedi, con grande terrore di quelli che stavano a guardarli. Allora udirono un grido possente dal cielo che diceva loro: “Salite quassù” e salirono al cielo in una nube, mentre i loro nemici li guardavano. In quello stesso momento ci fu un grande terremoto, che fece crollare un decimo della città: perirono in quel terremoto settemila persone; i superstiti, presi da terrore, davano gloria al Dio del cielo.» (Apocalisse 11,3-13)

Va bene lo ammetto: ho un po’ la fissa con il libro dell’Apocalisse.

Ma d’altronde mi piace tanto la storia, e se c’è uno scritto che è vera chiave di lettura della storia nel suo reale senso profetico è proprio il libro della Rivelazione di San Giovanni Apostolo.

E poi vivendo nei cosiddetti Ultimi Tempi come si può non tenere in gran considerazione proprio quella parte del Nuovo Testamento che in essi insegna a viverci (sì, lo so che essendo gli Ultimi Tempi quelli che vanno dalla venuta di Cristo fino al Suo ritorno è facile capitare di nascerci durante).

Bando alle celie, parliam di facezie: mi si perdoni se approfitterò della pazienza di chi legge per disquisire di un’ideuzza che da un po’ di tempo mi frulla in testa e che probabilmente è di poco o nessun valore, ma gli è che ultimamente, al contrario del solito, anziché il capitolo dodici dell’Apocalisse, per il quale nutro un’affezione particolare, mi è ritornato un certo interesse per quello precedente, da cui il branetto in apertura. Questo per via dei due misteriosi personaggi che ne fanno da protagonisti.

Tale capitoletto, al pari del ventesimo del medesimo libro (quello dove vien narrato del regno dei mille anni), argomenta su versetti annosamente dibattuti da profeti e teologi e tuttavia rimasti abbastanza oscuri e d’opinabile interpretazione. Con nessuna pretesa di comprenderli meglio io, mi cimenterò comunque, e per diletto, nelle prossime righe.

Come ben si conosce, vi si narra di due Testimoni che, nel tempo in cui la Bestia lussureggerà sulla terra, sorgeranno per smascherarne la vera origine satanica e che, dopo aver predicato per un determinato tempo, verranno fatti fuori ed oltraggiati apertamente, ma dopo tre giorni e mezzo di pubblico ludibrio dei di loro esposti cadaveri, saranno risorti ed ascenderanno al Cielo, quindi un terremoto farà perire un sacco di gente, ma soprattutto, i superstiti alla tragedia finalmente renderanno gloria Dio.

Ok, è una rozza sintesi questa, ma chi fosse interessato potrà rifarsi all’originale.

Altrettanto grossolanamente riassumerò la Tradizione Mistica che ha preso in considerazione tale coppia di personaggi, poiché questa tende a considerare il testo in maniera piuttosto letterale, lasciando poco spazio all’immaginazione: con poche discordanze tra le diverse rivelazioni e visioni private vengono individuati nei due Testimoni i profeti Elia ed Enoc, i quali, essendo stati rapiti al Cielo prima della loro morte fisica, sono stati destinati a tornare proprio per quel momento storico in cui dovranno dare testimonianza con i prodigi descritti nel testo in oggetto, e precisamente per tale ragione, nell’attesa di quel tempo, starebbero frequentando un apposito corso di formazione celeste.

La Tradizione Ermeneutica, al contrario, è più cauta e lascia aperti spazi d’interpretazione che mi permetto indegnamente di prendere in considerazione in questo articoletto con chi avrà la condiscendenza di seguirmi fino alla fine.

Innanzitutto è doverosa una precisazione: tutto il libro dell’Apocalisse, ma alcuni brani in particolare, hanno più chiavi di lettura e nella stesura della visione s’intrecciano richiami a fatti contemporanei all’autore unitamente a vere profezie, il tutto espresso per simboli ed immagini, ma nel complesso teso ad esprimere il senso ultimo della storia umana e della Chiesa in particolare, e cioè il destino eterno di comunione tra il Creatore e la Sua creatura.

Per tale ragione le opinioni in merito anche al nostro brano non si contano, ma è altresì possibile desumere alcuni particolari restringendo un po’ il campo delle interpretazioni per lasciarsi guidare secondo una linea che poi però dovrà sostenere la verifica con la storia. Ma lo abbiamo detto in apertura: non ci si prenderà troppo sul serio in questo scritto nel seguire un’idea probabilmente bislacca.

Ora, va detto che il capitolo undici si apre con una scenetta particolare, introduttiva se vogliamo, che vede il veggente di Patmos richiamato ad adoprarsi come geometra nel misurare l’area del Tempio: non tutto, però, poiché parte di esso verrà lasciato in mano ai pagani perché sia profanato, cosicché si vengano a creare le condizioni per cui possano essere inviati, appunto, i due famigerati Testimoni. Si noti come l’atto di prendere le misure indichi distinzione, separazione, ma nella fattispecie, preservazione, poiché ciò che è misurato è “sottratto”, conservato dall’assedio circostante: ciò fa pensare ad un tempo nel quale la Chiesa è assediata da ogni parte e la pressione avversaria è tale che il nemico s’insinua persino nell’atrio esterno del Tempio, che viene abbandonato alla corruzione, e tuttavia rimane un nucleo intonso, “misurato” appunto, a germoglio per un futuro di rinnovamento.

In questo tempo, che potremmo definire a buona ragione di “prova”, due fantomatici Testimoni si alzano dalla divina panchina ed entrano prepotentemente in campo per giocare i loro milleduecentosessanta minuti di partita.

Abbiamo detto che la Tradizione Mistica individua in questi due personaggi i profeti veterotestamentari Elia ed Enoc. Alcune annotazioni del testo, però, lasciano spazio per indicazioni diverse. Taluni ritengono che Giovanni faccia riferimento ai Santi Apostoli Pietro e Paolo, ma il cenno ai due ulivi e ai due candelabri rinvia immediatamente al libro di Zaccaria (4,1-14), per il quale i due ulivi sarebbero Giosué e Zorobabele, ossia i simboli del potere sacerdotale e di quello regio.

Evidentemente però, l’autore dell’Apocalisse ci disincentiva nell’affezionarci a queste due figure, così che non ci si possa vantare d’aver già risolto l’enigma, poiché subito dopo inserisce alcuni indizi che richiamano altri due noti figuri dell’antico Testamento: il fuoco che esce dallo loro bocca ed il potere di chiudere le cateratte del cielo rimanda piuttosto esplicitamente al profeta Elia, mentre l’attitudine a mutar l’acqua in sangue e a scatenar flagelli d’ogni sorta non può non far riandar la memoria a quel Mosé tanto “caro” (letteralmente!) agli egiziani.

Stesso scherzetto, Giovanni, lo pratica nel tratteggiare la città in cui i due verranno estinti per risorgere: Sodoma, Egitto e «dove anche il loro Signore fu crocifisso», simboleggiano più d’una città, e c’é chi pensa a Roma, dove furono appunto martirizzati Pietro e Paolo, o più esplicitamente a Gerusalemme, ma in realtà si sospetta che l’autore voglia confondere un po’ le acque, perché si rifugga un’interpretazione letterale a favore di uno sguardo più generale.

In linea di principio, infatti, sia l’eterogeneità degli indizi dati sull’identità dei due Testimoni, sia la commistione di indicazioni sul luogo del loro martirio, portano a pensare che lo scrivente Giovanni intenda assommare nella vicenda di questi due personaggi la storia comune ad un filòtto di altre figure: dai profeti ed i giusti dell’Antico Testamento ai martiri del tempo della Chiesa; quasi che tali esemplari fossero un compendio vivente di tutti quei testimoni (martus, da cui martire) dell’Unico vero martire per la salvezza del mondo che è Cristo. Tanto che ricalcando il Crocifisso Risorto, anche questi due Testimoni, dopo un tempo stabilito di predicazione pubblica, verranno altrettanto pubblicamente uccisi e dileggiati, ma dopo tre giorni e mezzo, come il loro Signore saranno risuscitati ed ascenderanno al Cielo.

Ciò sottolinea ancora una volta come la storia della Chiesa sia destinata a ripercorrere pedissiquamente la medesima vicenda del suo Signore, sia universalmente, che personalmente, e di come, nel tempo in cui le potenze mondane parranno sopraffarla, sorgeranno testimoni d’eccezione a Cristo che, sulle orme del loro Capo, subiranno il medesimo martirio perché si riveli la gloria di Dio con la sconfitta dell’avversario e la conversione delle anime.

Va bene, e allora?
Ok, vengo al dunque.

Il momento storico lo conosciamo bene tutti: apostasia generale, corruzione dei costumi, pressione degli inferi alle porte del Regno, fumo di satana persino all’interno del Vaticano, e tuttavia in questo bailamme escatologico rimane un “piccolo resto”, una parte del Tempio “misurata” dall’Onniscienza Divina e custodita dalla Provvidenza nella fede perseverante. Si nota nessuna somiglianza con il contesto descritto all’inizio del capitolo undicesimo del nostro libro?

Da un annetto a questa parte se ne è fatto un gran parlare, con pareri di volta in volta sempre diversi e talvolta anche un po’ estremi: ora, voi pochi che mi avete seguito fin qui, permettete anche a me di giocare con quest’idea, ma capiamoci bene, senza che mi prendiate troppo sul serio.

Perché fino a quando erano in quattro come si poteva pensare che potessero essere loro? Ma poi, nel giro di pochi mesi due son stati presi al Cielo e così sono rimasti in due, ancora con i loro “dubia” da sciogliere, e purtuttavia ostinatamente sulla breccia, per testimoniare l’irriducibilità del Vangelo, e con l’intenzione, pare, di andare fino in fondo, nonostante la morte mediatica ed ecclesiale che ha già cominciato ad incontrarli.

A questo punto non c’è nemmeno bisogno di farne i nomi con cui sono noti al secolo, ma è certo che siano due: forse come ulivi che tentano di portare un po’ di pace nel dibattimento tra menzogna e Verità, e forse come due candelabri che servono la Luce cercando di tenerla ben in alto, sopra il marasma della confusione.

Sicuramente sono due che si sono lasciati interloquire dalla perplessità del gregge e perciò si sono sentiti in dovere di manifestarsi per quello che sono: due cardini del Regno, e proprio come fossero Elia ed Enoch redivivi, paiono destinati a gridare nel deserto e a fare una brutta fine, almeno secondo il mondo.

Però sia chiaro: non intendo gufare nessuno dei due, a cui auguro, alla maniera del trekkiano Spock, lunga vita e prosperità; è purtuttavia innegabile evidenza che abbiano avuto ed abbiano ancora a che fare con l’uomo iniquo.

Ma come, alla fine,  sempre sarà la storia a mettere il suo sigillo sulla questione.

Nell’attesa, visti i tempi che corrono, vado a comprarmi il mio paio di mutande di ghisa con un pensiero che ancora un po’ m’inquieta: poiché se fosse vero (ma non lo è state tranquilli) saremmo solo al secondo «guai» (Ap 11,14).

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Cronache

L’ultima Quaresima (?)

Come ho detto nell’ultimo articolo, ogni circostanza del materiale trova origine e causa nel campo dello spirituale, e questo perché Dio non ritira i Suoi doni: Egli ha assoggettato la Sua Creazione all’uomo, e questi, pur dopo la caduta originale, mantiene ancora il primato sul Creato che lo ospita, e che con lui e a causa sua, patisce e geme come nelle doglie del parto, in attesa della trasfigurazione finale, per dirla con San Paolo (Cfr. Romani 8,19-22).

E questo ha una sua logica, perché quando l’uomo, nell’esercizio della sua libertà di servire Dio o mammona, si allontana da Colui che è il sommo bene, non può che finire nell’abbraccio di colui che è la personificazione di ogni male, il quale subito comincia a vantare davanti al Creatore presunti diritti sulla Sua creatura e, conseguentemente, l’esercizio di una maggiore libertà d’azione su quel mondo del quale, proprio a causa del peccato originale, è divenuto principe.

E siccome il male produce male, quando l’uomo, con la sua sottomissione al maligno, gli guadagna un maggior potere, ecco che il male prolifera, appestando gli animi e i corpi, e tutta la Creazione.

Detto questo, si comprende bene come l’azione del maligno si concentri maggiormente proprio laddove si trova il centro della spiritualità, ossia la Chiesa, ed anche geograficamente la sua premura di corruzione si accanisce nel luogo dove la Chiesa ha il suo capoluogo: l’Italia.

Poiché ogni vittoria ottenuta dal demonio sulla Chiesa e su Roma è ragione di maggior vanto per lui.

Ecco perché ogni conquista alla causa del male strappata nel nostro paese ha valenza escatologica e peso universale: ciò che succede a Roma ha conseguenze globali, per il bene o per il male.

Ecco perché ogni legge mortifera che viene promulgata in Italia conta come il sigillo definitivo di una vittoria universale del principe di questo mondo sull’uomo e, di conseguenza, sul Creato.

Ecco perché gli anticristi liberali si son sempre rammaricati che le loro proposte mortifere nel nostro paese non avrebbero mai visto la luce della norma finché in Italia ci fosse stato il Vaticano.

Come se la presenza del pontificato tutelasse in qualche modo la nostra nazione: una sorta di baluardo mistico contro la corruzione della spiritualità, e di conseguenza tutela di ogni circostanza materiale.

D’altronde ce l’ha spiegato Lui che gli inferi avrebbero sempre premuto sulle porte di quella Chiesa che poggia sul ministero romano di Cefa (Cfr. Matteo 16,18), poiché il “potere delle chiavi” pare in un certo senso estendersi oltre il ristretto ambito del personale abbracciando invero quello universale, come se ciò che venisse approvato in questa nazione prediletta dovesse assumere un carattere globale, e viceversa, ciò che venisse impedito qui, ostacolasse la vittoria definitiva per il nemico.

Questo almeno fino a quando non sarebbe stato tolto quel famigerato “Katechon”, quel “colui” che come un freno impedisce la piena manifestazione del mistero d’iniquità (Cfr. Seconda Tessalonicesi 2,7) e che ora, per la vorticosa devastazione morale in atto anche nel nostro paese, pare proprio essere stato tolto (per un approfondimento leggi il Katechon).

Questo è un fatto.

Visto che oggi assistiamo al trionfo dell’antiumanesimo proprio nella nostra nazione, ultimo bastione crollato sotto i colpi di una legislazione mortifera cominciata con lo sdoganamento normativo del divorzio, dell’aborto, delle unioni sodomite e dell’ormai prossimo suicidio legalizzato.

E come detto all’inizio, questa devastazione spirituale lascerà il segno anche nell’ambito del materiale, proprio come già affermato persino dalla Madonna nelle apparizioni di Itapiranga, ad esempio, dove la Mamma Celeste ha proprio un occhio di riguardo per la nostra patria, sede di quella Chiesa di cui ella è Madre e Maestra.

Qui ella chiede con accorato ardore la conversione, spiegando che è proprio il progressivo abbandono delle leggi divine la causa del disfacimento morale del nostro paese, a cui seguirà, inevitabilmente, la catastrofe materiale; poiché ormai non è più questione di evitare il castigo, ma di arrivare almeno preparati ad affrontarlo, senza cioè perdersi eternamente.

“Italia! Italia! Io ti chiamo a Dio! Torna Italia! Perché è ora di essere obbediente al Signore, e donare l’esempio a tutti. Figli miei, perché ancora non mi ascoltate? Perché ancora non vi decidete per Dio? Non perdete tempo, portate a tutti i vostri fratelli i miei appelli materni, portate la richiesta che vostra Madre oggi vi fa. Convertitevi e siate di Dio!” (4 Giugno 2016); “Italia, non avere il cuore così duro, perché un giorno piangerai per non avermi ascoltata, accolta con amore, e rispettata. Basta peccati! Fai penitenza! Chiedi perdono a Dio a causa del tuo cuore indurito come pietra, e della tua incredulità” (6 giugno 2016); “L’Italia e gli Stati Uniti saranno molto presto puniti in modo mai visto. Una grande luce, come un fuoco, sarà visibile nel cielo in Italia, dolore e pianto saranno grandi, e quando questo succederà, solo il Rosario e il mio cuore materno potranno essere la speranza, il rifugio e la protezione per tanti. L’Italia sarà scossa perché gli uomini non hanno saputo rispettare quello che a Dio è dovuto. Non hanno onorato il suo Santo Nome, non hanno obbedito alle sue sante leggi” (13 marzo 2016).

Ed a proposito di “scuotimento” occorre precisare che la Madonna, a Itapiranga, l’otto febbraio del 2009 profetizzò per il nostro paese tre grandi terremoti: uno degli ultimi disegni permessi dalla Vergine raffigura infatti la penisola martoriata da tre sconvolgimenti, uno in Centro Italia, uno al largo del mar Tirreno ed uno a Nord-Ovest.

Ma non solo, proprio a causa della centralità spirituale della nostra terra e lo stato di abbandono della fede nel nostro paese, la Madre di Dio ha ammonito che: “l’Italia sarà invasa da grande violenza e morte, e il sangue verrà versato in tanti luoghi. Molte chiese saranno distrutte, e molti dei miei figli piangeranno amaramente per non avermi ascoltato. A Roma sarà un caos!” (13 luglio 2016) e “sull’Italia arriveranno grandi dolori e persecuzioni, causati da coloro che hanno il cuore pieno di odio e violenza. Pregate per l’Italia, dove si trova la Santa Madre Chiesa, perché i peccati dei ministri di Dio stanno acclamando la Giustizia Divina: il braccio forte e pesante del Signore colpirà quelli che sono infedeli e ribelli, perché cercano solo la lussuria, il potere e il denaro (…) Quando la barca di Pietro correrà grandi pericoli, il demonio si mostrerà con tutta la sua ferocia contro i ministri del Signore e saranno perseguitati in modo mai visto nel mondo. Il mio cuore di Madre è angosciato perché Io parlo ma non mi ascoltano, Io mi manifesto nel mondo ma non credono, ma quando i grandi dolori arriveranno, cosa faranno? Di’ a tutti di tornare, tornare a Dio adesso! Convertitevi! È la vostra Madre dal cuore triste e addolorato che vi parla, che vi chiede e vi supplica, perché Dio mi manda nel mondo per allertarvi” (22 Luglio 2016).

Come si vede siamo alle solite: in tutte le apparizioni dell’epoca moderna la Santissima Vergine implora la conversione ed il ritorno a Dio, altrimenti le conseguenze dell’aver abbracciato il male si abbatteranno inesorabilmente sull’umanità, solo che mentre fino al secolo scorso, incominciando da Fatima, c’era per l’uomo la possibilità di evitare il castigo, ora, a causa del suo incrudimento nell’apostasia, non rimane che una conversione in extremis per non perdere almeno l’anima.

In questo senso Maria ad Itapiranga è chiarissima. Queste apparizioni, che godono del riconoscimento episcopale, presentano la medesima dinamica cominciata a Fatima e che caratterizza anche le altre apparizioni della fine del secondo millennio, ma qui, in particolare, sembra che la Madonna abbia ricapitolato le caratteristiche di tutte le altre sue apparizioni.

Come a Fatima e a Medjugorje, anche qui la Madre di Gesù ha rivelato al veggente dei segreti che riguardano il destino del mondo e della Chiesa, avvenimenti futuri molto gravi che stanno per coinvolgere tutta l’umanità se non si convertirà: quattro eventi che riguardano il Brasile, due che riguardano il mondo intero, due che riguardano la Chiesa ed uno che riguarda specificamente coloro che continuano a vivere una vita di peccato e di empietà, disobbedendo a Dio, e l’ultimo segreto destinato a queste persone è proprio il più doloroso e terribile.

Come a Fatima e a Medjugorje, anche qui la Vergine ha mostrato al veggente le realtà del Paradiso, del Purgatorio e dell’Inferno, perché ne testiomoniasse la concretezza in un tempo, come il nostro, in cui i novissimi sono pressoché dimenticati ed ai quali molti ormai non credono più.

Come a Fatima e ad Anguera, anche ad Itapiranga la Madre Celeste ha rivelato diverse profezie, alcune delle quali si sono già compiute a conferma della veridicità delle apparizioni, come ad esempio quella dello tsunami che ha devastato l’Asia e di cui la Vergine aveva predetto la venuta già negli anni ’96/’97 oppure come le inondazioni che hanno investito l’Inghilterra nel 2007 e di cui la Madonna aveva dato il preavviso ben sette anni prima.

Ultimamente le profezie si sono compiute in uno spazio di tempo sempre più breve ed il veggente al proposito ha spiegato che tali avvenimenti disastrosi sono «solo l’inizio dei dolori» poiché «quello che verrà nel mondo è qualcosa di tremendo e molti non sono preparati perché non pregano, ma vivono costantemente in una vita di peccato lontani da Dio».

Come a Lourdes, a Fatima ed in tutte le altre apparizioni moderne, anche ad Itapiranga sono stati dati dalla Madre di Dio molti segni ai fedeli del luogo ed ai pellegrini: segni nel sole, nella luna, nelle stelle, il profumo di rose, migliaia di conversioni e di guarigioni di persone che hanno bevuto l’acqua della Fonte benedetta dalla Vergine, ma tutti questi miracoli, ha detto la Madonna, non sono stati dati per aumentare la curiosità delle persone, bensì per mostrare la serietà dei suoi appelli.

Appelli che, come si può vedere, ricalcano quei richiami alla preghiera ed alla penitenza che contraddistinguono da più di un secolo oramai le suppliche di questa Madre angosciata per la sorte dolorosa cui i suoi amatissimi figli continuano ostinatamente ad andare incontro: “Giorni difficili stanno arrivando per il mondo intero. In un giorno tranquillo, quando tanti saranno a celebrare i dolori e la passione di mio Figlio, grandi dolori e sofferenze arriveranno sulla Chiesa, e subito tanti dei miei figli cadranno per terra senza vita (…) Lottate contro ogni male pregando il Rosario, e alimentandovi con fede e amore dell’Eucarestia (…) Smettete di peccare! Siate ubbidienti agli appelli che la vostra Madre è venuta a comunicarvi con il suo cuore tra le mani, perché in esso possiate rifugiarvi, perché esso sarà il vostro scudo di difesa contro la Giustizia Divina che si abbatterà fortemente sopra il mondo. Pregate molto per la Santa Chiesa, pregate molto per la conversione dei peccatori, perché se non si pentiranno, per tanti potrebbe essere tardi” (5 marzo 2016); “Ecco la tua Madre Immacolata, che viene dal Cielo, per dirti che è giunta l’ora della conversione immediata dell’umanità, su cui si abbatteranno grandi e dolorosi avvenimenti. Il mio cuore materno è preoccupato e amareggiato dalle spade di dolore. Tanti dei miei figli fanno poco caso, non considerano e deridono i miei messaggi, disprezzandoli e lasciandoli da parte. Che ne sarà di loro quando il Grande Castigo arriverà dal cielo, abbattendosi su di essi? Chi li potrà difendere dalla Giustizia Divina, che colpirà fortemente l’umanità? Io soffro a causa di coloro che rinnegano l’opportunità di convertirsi e cambiare vita. Tanti ciechi si lasciano sedurre da satana, i loro cuori cercano e bramano solo le menzogne e i piaceri del mondo. Quante anime distrutte dal peccato, quanti camminano verso l’abisso eterno, senza pensare un poco all’eternità e pentirsi dei loro sbagli. Questo è il tempo in cui il demonio è riuscito prendere tanto spazio per condurre tanti dei miei figli all’errore e alla morte spirituale (…) Prega figlio mio, prega, e intercedi per il bene della umanità. Il Padre Eterno è sdegnato a causa delle continue offese commesse contro il Suo Divino Figlio. Tanti sacrilegi, profanazioni e oltraggi vengono commessi nel mondo (…) Dolore grande arriverà anche negli Stati Uniti, dove una regione verrà praticamente distrutta. Voglio aiutare i miei figli, voglio proteggerli, che loro trovino rifugio nel mio Cuore Immacolato, che loro chiedano il mio aiuto materno ed Io subito verrò ad aiutarli” (13 Marzo 2016).

E come un’ultima, ulteriore, àncora di salvezza, la Madonna media la richiesta del Padre perché venga recuperata una devozione particolare a quella figura oggi tanto disconosciuta di San Giuseppe: “Figlio mio, Dio desidera che il cuore del mio sposo Giuseppe sia invocato, conosciuto ed amato da tutte le anime. Le famiglie che si consacreranno al suo Cuore Castissimo, otterranno una profusione di grazie dal Cielo e saranno preservate da tanti mali, nonostante la Giustizia Divina stia per abbattersi sopra tutta l’umanità” (19 Marzo 2016), tanto che proprio il castissimo sposo della Vergine, in un messaggio particolare del ventisette ottobre dello stesso anno, ribadisce le parole della sua Immacolata Sposa avvertendo che «quando il mondo si troverà in una densa tenebra, disorientato, senza fede e senza luce; quando le Verità Eterne verranno ancor più disprezzate e pestate, allora il braccio forte di Dio colpirà l’umanità come mai accaduto prima e si sentirà solamente pianto. Venite sotto il mio manto protettore, entrate nel mio Cuore Castissimo, e così sarete protetti durante i tempi della grande giustizia».

E gli avvertimenti della Madre Celeste si fanno via via più circoscritti e dettagliati mano a mano che trascorre l’anno appena passato, segno che davvero il tempo rimasto per decidersi finalmente per Dio oramai sta per scadere (concordemente con tutti gli altri indizi che abbiamo racimolato e cercato di contestualizzare negli articoli più recenti di questo blog): Questi sono i giorni dello spirito delle tenebre, ma il domani sarà il giorno del Signore” (13 Aprile 2016), “Dio è infelice per i peccati del mondo: di tanti ministri che si lasciano guidare dalle loro idee ed errori, rifiutando le verità lasciate da mio Figlio Divino (…) Pregate, pregate molto per saper difendere le verità eterne, senza aver paura di nulla” (16 Aprile 2016), “Questi sono i tempi di grandi avvenimenti per il mondo, per questo Io vengo per aiutarvi a stare più vicini a mio Figlio Gesù, questi sono i tempi per la realizzazione di tante cose che vi ho rivelato nel passato. Tornate a Dio!” (2 Maggio 2016), “Recitate il Rosario ogni giorno, perché è la preghiera che fa scendere grandi grazie dal Cielo sulle vostre famiglie e sopra il mondo intero (…) Io sono venuta a Fatima, Io sono venuta tante volte in Italia, in tanti luoghi, per chiamarvi a Dio, ma i miei figli non mi hanno ascoltata, non hanno voluto credere nella mia presenza materna, e hanno rinnegato tante grazie, che Io desideravo concedere loro (…) Sacerdoti, Dio chiederà conto ad ognuno di voi per il tempo che avete perso, e per non aver salvato anime per il Regno dei Cieli. Dio chiederà conto da tutti i suoi ministri che sono stati infedeli alla loro vocazione, e che non hanno vissuto nella santità come Lui desiderava. Convertitevi e sappiate riconoscere tutto quello che la vostra Madre del Cielo ha realizzato già da tanto tempo attraverso le apparizioni qui e nel mondo intero” (6 Giugno 2016).

Come si diceva all’inizio, la Madonna sembra proprio individuare nel disorientamento della Chiesa la prima causa della propagazione del male nel mondo, costante questa, di tutti i più recenti messaggi dati nelle apparizioni ancora in corso in questi tempi, dove ad Anguera è esplicita nella sua denuncia, ma anche a Medjugorje (dove notoriamente è molto più compassata) ultimamente ha richiamato chiaramente ad un deciso ritorno alla Verità della spiritualità tradizionale, invitando a «lottare e pregare contro il materialismo, il modernismo e l’egoismo che il mondo offre».

Allo stesso modo, ad Itapiranga, ella reclama il primato della vita spirituale nella Verità, che, come afferma perentoriamente «è mio Figlio, e le Sue parole sono eterne e potenti, esse sono vita e luce per le vostre vite. Pregate perché tutti possano accogliere le parole di vita di mio Figlio Gesù. Pregate perché l’umanità non sia sorda e cieca, e si decida a vivere la chiamata che Dio le fa» (8 Giugno 2016), poiché: “Tempi di dolore e lacrime arriveranno, su tutta l’umanità! (…) Molti dei miei figli ora non vogliono saperne del Signore, ma cosa sarà di loro, quando il braccio del Signore si abbatterà sul mondo? Chiedete perdono a Dio dei vostri peccati e siate obbedienti agli appelli che Lui vi fa attraverso me (…) Lottate per essere buoni, per essere figli graditi al Padre Celeste, rimanete nel vostro cammino santo, nei giorni difficili che sono alle porte. La Verità figli miei, difendetela anche se vi costerà tanto. Dio ama la verità, e tutti coloro che cambieranno ciò che Lui ha lasciato, nel giorno del grande giudizio, risponderanno di tutti gli insegnamenti sbagliati, fatti ai suoi piccoli figli che volevano rimanere nel loro cammino santo, e sono stati allontanati (…) La Chiesa attraverserà il suo momento più critico, dove ci sarà grande confusione e divisioni, si vedranno cardinali opporsi tra di loro, vescovi contro altri vescovi, sacerdoti contro sacerdoti, mancanza di fede e grandi sbagli saranno difesi come se fossero grandi verità, ma Dio, alla fine, agirà attraverso il suo braccio potente e fermerà tanta disobbedienza, errori e peccati. Non abbiate paura. Quelli che mi ascoltano cammineranno sempre per la via sicura che porta in Cielo. Con il mio manto vi difenderò e già da ora vi metto nel mio Cuore Immacolato, perché possiate essere di mio Figlio Gesù e benedetti da Lui” (20 Giugno 2016).

E proprio sui moniti alla Sposa del Figlio la Madre calca ultimamente la mano: “Figli, chiedete la Misericordia Divina per la Chiesa, e per il mondo. Tempi oscuri si stanno avvicinando, ma a quelli che servono fedelmente il Signore, Io dico che Lui compirà in essi meraviglie e agirà con potere e gloria in loro favore. Io sono al vostro fianco e vi accolgo nel mio manto Immacolato. Chiedete la protezione di San Michele Arcangelo. Dio lo manda nel mondo, per guidare e difendere i suoi figli. San Michele vi aiuterà a compiere la volontà di Dio, e nei giorni cattivi, lui nel Nome del Signore, apparirà glorioso a tanti per proteggerli e condurli per vie sicure, perché così Dio ha stabilito, per coloro che mi ascoltano e che mi amano. Non abbiate paura, offritevi e affidatevi a Dio” (22 Giugno 2016); “Grandi prove arriveranno nel mondo e la Santa Chiesa attraverserà il suo momento più difficile quando tanti figli prediletti, ministri di mio Figlio Gesù, abbandoneranno le Verità di mio Figlio, portando tanti fedeli sulla via delle tenebre, che conduce alla perdizione eterna. Non offendete più mio Figlio Divino! (…) A causa dei peccati di impurità i castighi stanno per traboccare e la Giustizia Divina la colpirà. Non resterà nei luoghi impuri nessuna pietra, perché il braccio forte di Dio colpirà coloro che sono stati infedeli e con i cuori induriti. Pregate molto, Io vi offro il mio Cuore Immacolato, perché in esso possiate essere protetti in questi giorni che molto presto arriveranno. Accogliete i miei appelli figli miei, ascoltatemi, non peccate più, non ferite il cuore di mio Figlio che sanguina a causa di tanti oltraggi. Pregate! Riparate! Adorate mio Figlio nel Santissimo Sacramento e Dio avrà misericordia di ognuno di voi e del mondo” (13 Luglio 2016); “Una grande ondata di dolore e di persecuzione arriverà nella Chiesa, e molto sangue sarà versato. Molti ministri di Dio e molti consacrati saranno messi nelle mani dei lupi voraci come preda facile, non avranno voce per parlare e per difendersi, perché saranno messi in silenzio, ma Dio tutto vede!” (5 Agosto 2016); “Pregate per la Chiesa, perché attraverserà il suo peggior momento e soffrirà grandi persecuzioni come mai sia accaduto prima! Offrite le vostre preghiere, per impedire le cattive azioni degli uomini posseduti dallo spirito del male! Con il Rosario nelle vostre mani e con la preghiera dell’Ave Maria recitata con fede e amore vincerete il demonio ed ogni male” (13 Ottobre 2016); “Purificate i vostri cuori e le vostre anime con la confessione, affinché possiate essere sempre vigili e preparati” (12 Novembre 2016); “Non siate sordi ed indifferenti alla mia chiamata, un’onda di violenza come mai successo prima sta per colpire tanti dei miei figli e per questo il mio cuore Immacolato soffre tanto. La Chiesa sarà perseguitata come mai sia avvenuto prima e tanto sangue verrà versato nei luoghi santi. Intercedete figli miei, intercedete affinché ogni male sia scacciato il più lontano possibile dalla Chiesa e dal mondo intero (…) Supplicate il perdono e la misericordia del mio Divino Figlio, affinchè Lui abbia ancora compassione di voi e del mondo peccatore. Recitate il Rosario tutti i giorni per la pace nel mondo. Pregate! Pregate! Pregate!” (11 Febbraio 2017).

Ed è inutile nascondersi dietro a un dito, poiché è un’evidenza sotto gli occhi di tutti il travaglio in cui versa la Sposa di Cristo in questi tempi oscuri, tanto che inquietudine assieme forse ad uno spiraglio di luce lascia uno straordinario messaggio dato proprio ad Itapiranga già il ventisette giugno del 2015, quando la Madonna ha mostrato al veggente Edson Glauber un’importante e profetica visione, della quale riportiamo la descrizione fatta da lui stesso senza nessun ulteriore commento, nella traduzione dall’originale in brasiliano: «Oggi Nostra Signora è apparsa con il Bambino Gesù tra le sue braccia. Nella sua mano destra aveva un Rosario che brillava tanto e al suo lato destro c’era San Pietro con un libro e le chiavi e al suo lato sinistro c’era San Paolo, che aveva un libro e una spada. Erano avvolti in una luce, ma non così forte come quella che irradiava da Lei e Gesù Bambino. Sotto di loro c’era il globo che rappresenta il mondo intero.

Durante l’apparizione, il Bambino Gesù chiese a San Pietro di riconsegnargli le chiavi e questi obbedì. Dopo aver riconsegnato le chiavi, San Pietro si mise in ginocchio col capo chino in preghiera. Dove stava lui divenne più scuro, perché la luce che irradiava scomparve, restando chiaro solamente dove si trovavano la Vergine con Gesù e San Paolo.

In quel momento, il globo che era sotto di loro fu circondato da una grande corona di spine che voleva stringerlo tutto. Ho capito che si tratta di tempi difficili che la Chiesa e il mondo dovranno passare: tempi di prove, fatti di oscurità spirituale e di grande confusione.

Nostra Signora, vedendo ciò che stava succedendo – in quanto Madre della Chiesa che vorrebbe la salvezza di tutti – abbassò la sua mano destra verso il globo, e il Rosario, lentamente, si diresse sul mondo, circondando il globo. Il Rosario di Nostra Signora, muovendosi, ruotando intorno al globo, brillava fortissimamente. Ho capito allora che quello era ciò che Ella sta facendo con i suoi figli del mondo intero, i quali credono nelle sue apparizioni e nei suoi messaggi: pregare sempre di più, intercedendo per la Chiesa del suo Divin Figlio e per l’umanità. Il Rosario, più cadeva, più irradiava una fortissima luce, in modo tale da respingere quell’orribile corona di spine dal globo, lasciandola distrutta; rimase solamente il Rosario, come segno di vittoria sul male e sui tempi difficili.

Fu allora che la Madonna guardò San Paolo e questi capì che doveva mettersi anche lui a pregare in ginocchio con San Pietro, così la luce tornò anche da Pietro. Nostra Signora, guardando verso il suo Divin Figlio, pregò in favore della Chiesa e del mondo. Il Bambino Gesù, vedendo che l’umanità si mise a pregare, accolse la richiesta della sua Santissima Madre di dare di nuovo le chiavi a San Pietro, ma il Bambino Gesù mise le chiavi tra le mani di Nostra Signora che, come Madre della Chiesa, le mise in quelle di San Pietro. Quindi Ella ed il Bambino Gesù ci diedero la loro benedizione e la visione terminò».

To be concluded…

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Cronache

Ultimatum

“Il tempo della collera divina è arrivato (…) se la faccia della terra non cambia, Dio si vendicherà contro il popolo ingrato e schiavo del demonio: il mio Figlio sta per manifestare la sua potenza”

La Salette, 19 settembre 1846

È dieci giorni che tento di scrivere questo pezzo, che inizialmente voleva essere quell’approfondimento promesso nell’ultimo articolo sulle grandi apparizioni degli anni ottanta, ma poi, facendo ricerche tra i libri ed i files raccolti negli ultimi anni su questi argomenti, mi sono ritrovato tra le mani tanto di quel materiale che solo il pensiero di metterlo un po’ a posto mi ha fatto salire lo sbattimento e mi sono dovuto subito saccàre sul divano un attimino (giusto quei cinque/sei giorni).

E la cosa incredibile è che tutte ‘ste profezie di santi, visioni di beati, segreti svelati e messaggi della Madre di Dio dati nelle innumerevoli sue apparizioni dell’ultimo secolo, sono tutte legate tra loro, tutte concordi nel richiamare a Dio un’umanità sbandata e ribelle, nell’ammonire (anche piuttosto severamente) una Chiesa che ha perso la bussola del mandato divino affidatole e si è mischiata troppo col secolo perverso.

In particolare, quasi tutte le apparizioni mariane del secolo scorso si rifanno direttamente (con richiami espliciti) o indirettamente (per consonanza di contenuti) alle apparizioni di Fatima, sviluppandone il tema centrale (la riconversione a Dio del mondo per evitarne l’incombente catastrofe) in un canovaccio che si snoda in evidente sincronia con la storia di cui la generazione a cui appartengo è purtroppo testimone.

Ad esempio, come all’inizio delle apparizioni in portogallo fu San Michele Arcangelo ad introdurre la Vergine consegnando ai veggenti una preghiera di riparazione per le offese al Santissimo Sacramento, anche ad Itapiranga il Principe delle Milizie Celesti ha riassunto in un messaggio le ragioni dell’urgenza dei richiami della Madre Celeste all’umanità: “Vengo dal Cielo per ordine di Gesù e di Maria. I peccati del mondo stanno traboccando dalla coppa della giustizia Divina, l’umanità si sta lasciando corrompere dalle illusioni che il demonio gli offre, per portare un numero più grande di anime nell’abisso della perdizione eterna. Gesù ha mandato la sua Santissima Madre in tanti luoghi del mondo, ma gli uomini rimangono sordi, loro desiderano solo ascoltare i rumori del mondo, ma non la voce della Santissima Vergine che acclama, che piange e che invita insistentemente ad una vita più santa. Parla all’umanità, dì loro di pregare e fare atti di riparazione per i loro innumerevoli peccati, affinchè possano ottenere da Dio il perdono, e la misericordia. Molti ministri di Dio colpiscono gravemente il Signore, con delle loro irriverenze e per la loro mancanza di fede, tanti non credono più nella presenza del Signore nella Santissima Eucaristia, e conducono migliaia di anime sulla via che porta alla perdizione. La Santissima Vergine chiede dai ministri di Dio, e da tutti i fedeli, la fede, l’adorazione, l’amore e il rispetto per suo Figlio Divino, il Signore del Cielo e della terra” (5 agosto 2016).

Contenuti che riprendono gli ammonimenti già dati dalla Santissima Vergine, ben prima di Fatima, a Rue du Bac e a La Salette, e ripresi con forza anche dopo a Tre Fontane, dove già fin dalla primissima apparizione del 12 aprile 1947 la Madonna ammoniva: “Ora è che volge il tempo della fine d’ogni cosa del mondo, la Parola di Colui che fece ogni cosa è verace. Preparate i vostri cuori, accostatevi con più fervore al Sacramento Vivente tra voi, l’Eucaristia, che sarà un giorno dissacrata e non più creduta la presenza reale di mio Figlio, “La Chiesa tutta subirà una tremenda prova, per pulire il carname che si è infiltrato tra i ministri, specie fra gli Ordini della povertà: prova morale e prova spirituale”, “Vi saranno giorni di dolori e lutti. Dalla parte d’oriente un popolo forte, ma lontano da Dio, sferrerà un attacco tremendo e spezzerà le cose più sacre, quando gli sarà dato di farlo”, “L’ira di satana non è più mantenuta: lo Spirito di Dio si ritira dalla terra, la Chiesa sarà lasciata vedova, sarà lasciata in balia del mondo”.

Tema, questo, che come si vede, nel segreto in tre parti rivelato a Lucia, Giacinta e Francesco, ha trovato la sua drammatica esplicitazione, ma che successivamente, mano a mano che il rotolo della storia contemporanea si stava svolgendo, è stato più volte ripreso e dettagliato, con messaggi sempre più particolareggiati, profezie già avveratesi e da avversarsi, ed ulteriori segreti sul futuro del mondo dati in altre apparizioni.

A Kibeho, nel comunicare coi veggenti, Maria usò come a Fatima la modalità della “visione” delle realtà future, spiegandole poi con messaggi che ricalcano gli avvertimenti dati in altri luoghi sempre nei medesimi anni: “Io mi rivelo dove voglio, quando voglio e a chi voglio. Io non vengo soltanto per Kibeho, ma per il mondo intero”, “Sono venuta per preparare la strada a mio Figlio per il vostro bene e voi non volete capire: il tempo rimasto è poco e voi siete distratti”, “Il mondo è sull’orlo di una catastrofe” (1982).

Come si vede, il tono ricorda molto quello dei messaggi di Civitavecchia.

La modalità fatimìta dei segreti profetici, invece (dopo essere stata inaugurata a La Salette), viene ripresa alla grande proprio negli anni ottanta, dove a Medjugorje, già nel 1982, una delle veggenti venne fatta depositaria di dieci avvenimenti riguardanti il futuro della Chiesa (i primi due), un segno prodigioso (il terzo) e sette presunti castighi per il mondo.

Ad El Cajas, proprio come in Portogallo, la Madonna ha consegnato alla veggente un segreto diviso in tre parti, sul contenuto del quale ella avrebbe avuto il permesso di rivelare che si tratta di «brutte cose che stanno per accadere nel mondo» e per le quali «quella che viene chiesta è la conversione» poiché “Dipende da voi se il castigo sarà forte quanto lo è il dolore che mio Figlio prova, o che invece venga placato con la preghiera”.

In queste apparizioni equadoregne la Madonna definisce se stessa come “Guardiana della Fede” e mette in guardia dal maligno che: “Vuole distruggere la Chiesa, ma i suoi tentativi saranno vani se vi convertirete. Pregate il Rosario, che è uno scudo contro il male. Usate lo scapolare, che vi proteggerà. Ponete il Sacro Cuore di Gesù nelle vostre case perché esso vi manterrà uniti e in pace. Fate penitenza e digiunate, e con la preghiera raggiungerete il Cuore di mio Figlio. Andate a Messa e visitate il Santissimo Sacramento”, aggiungendo, “Pregate molto per i sacerdoti perché satana sta penetrando in profondità nella Santa Chiesa”, e che “L’umanità deve pregare e sacrificarsi in riparazione dei peccati del mondo. Vengono sul mondo giorni di tribolazione tanto grande come non se ne sono mai conosciuti dall’inizio dei tempi”.

Medesimo tenore hanno i messaggi dati nelle apparizioni di Maria Santissima a San Nicolàs, in Argentina, dove, sempre nell’arco degli anni ottanta, la Madre di Dio ancora una volta viene a richiamare la Chiesa ed il mondo dal pericolo degli assalti del maligno, in piena concordanza con quel periodo di “libertà d’azione” concessogli a causa del pervicace allontanamento dell’umanità da Dio.

Battaglia del demonio alla Sposa di Cristo di cui Maria, come Madre e Maestra, si prende instancabilmente cura, denunciando di come tali attacchi: “Colpiscono ripetutamente il mio Cuore. È questo che sento ogni volta che viene offeso Gesù Cristo. Il nemico mi sta sfidando senza pietà: sta tentando apertamente i miei figli. È un combattimento fra la Luce e le tenebre, una costante persecuzione alla mia cara Chiesa. Dio dà la libertà e non impedisce a nessuno di fare le proprie scelte: purificarsi o vivere in continuo peccato, crescere in Cristo o annientarsi. Io dico ai miei figli: allontanatevi dalla notte oscura, presto spunterà l’Aurora; lasciatevi preparare in questo tempo da vostra Madre, mettete i vostri cuori in quest’Arca mandata da Gesù”.

Poiché anche qui il tema è il medesimo inaugurato a Fatima e proseguito con appelli dalle tinte più lievi (come a Medjugorje) o più drammatiche (come ad Anguera), ma sempre maternamente accorati: “Affrettatevi, perché la notte sta arrivando; sappiate approfittare del giorno” (1/12/1983), “Tutta l’umanità è contaminata, non sa che cosa vuole e questa è l’occasione buona per il maligno, ma non ne uscirà vittorioso. Gesù Cristo vincerà la grande battaglia, non bisogna lasciarsi cogliere di sorpresa, dovete stare all’erta” (27/12/1983), “Sono preoccupata per il mondo intero; ricordatevi che soltanto il Signore vi salverà” (30/12/1983), “In questo momento l’umanità è appesa a un filo. Se quel filo si rompe, molti non avranno salvezza. Per questo motivo chiamo alla riflessione. Affrettatevi, perché il tempo sta terminando. Non ci sarà posto per chi arriverà in ritardo” (8/1/1984), Le mie parole non sono di scoraggiamento né devono essere motivo di pena. Dovete essere convinti che il futuro sarà migliore del presente e attendere Gesù Cristo con tutto il vostro amore. Il Signore non delude i Suoi figli” (4/2/1984), “La terra tutta è in pericolo in mano agli uomini. Aprite gli occhi e vedrete che il perseguire chimere vi ha resi ciechi” (13/8/1984), “L’uomo può evitare oggi la sua caduta, ma si ostina, si chiude nei suoi vizi, si lascia trascinare, vive le chimere che gli offre satana e non vede che sono la sua perdizione” (3/1/1985), “Il maligno vuole attaccare la Chiesa, la sua muraglia è il mio manto protettivo. Il Signore mi pone come scudo, come guardiana, io vi difenderò figli miei” (5/2/1985), “Il principe del male oggi rovescia il suo veleno con tutte le forze, perché vede che sta terminando il suo triste regno: gli rimane poco, la sua fine è vicina” (7/3/1986), “Non rifiutate mai le Sacre Scritture, perché contengono la Parola di Dio: siano per voi il timone in questi tempi” (13/4/1986) [alla facciazza di quelli che: “non sappiamo cosa ha detto veramente Gesù, perché a quel tempo non c’erano registratori” n.d.a.], “Tenebre e smarrimento sono dappertutto, il male continua a diffondersi: è il maligno nella sua apparente vittoria” (23/7/1986), “Il maligno sta sì trionfando in questo tempo, ma è una vittoria che durerà poco. Il Signore gli sta dando tempo, lo stesso che dа all’uomo perché torni a Dio. È per questo che aumentano sempre più i vizi e le pazzie mondane” (11/10/1986), “La terra è abitata, ma sembra disabitata, un’oscurità molto grande la sovrasta. L’avvertimento di Dio è sul mondo! Non deve temere niente chi rimane nel Signore, deve temere chi nega ciò che proviene da Lui” (14/10/1986).

E per inciso: le apparizioni di San Nicolàs, così come quelle di Tre Fontane, Itapiranga, Kibeho, La Salette (ed ovviamente Rue du Bac e Fatima) hanno tutte avuto il riconoscimento della Chiesa, come minimo con l’imprimatur episcopale, ma ciò che più colpisce, in realtà, è il fatto che nonostante tutti questi interventi della Madre Celeste in terra si siano verificati in contesti, luoghi e tempi tanto differenti, abbiano un’estrema coincidenza di contenuto; una sorta di “ultimatum” divino che, seppur mediato dalla materna supplica di Maria, riverbera il monito evangelico del Cristo: «se non vi convertirete, perirete tutti» (Luca 13,3).

Ecco l’urgenza verace degli appelli della Madre di Dio, ella che si presentò piangente a La Salette per la sorte incombente sui suoi figli e che ancora oggi, come a Civitavecchia, ha lacrime di sangue per l’indifferenza con cui viene offeso il suo Divin Figlio; perché non c’è nulla da fare: tutte le circostanze materiali trovano la loro origine e causa in quelle spirituali, sicché la realtà devastata in cui oggi l’umanità si ritrova è null’altro che il consequenziale risultato di quell’annoso processo di demoralizzazione etica a sua volta degenere derivato di un’assidua inculturazione della morte che muove dall’aver scientemente rimosso il divino dall’orizzonte umano nella luciferina illusione di poterne prendere il posto.

È l’orgogliosa riproposizione di una Babele riletta in chiave moderna, tecnologica e globalizzata e quindi potenzialmente estintiva di un genere umano che ha perduto lo sguardo della trascendenza per finire appiattito su di un’immanenza senza sbocco e priva di ogni senso.

Ecco perché la Madre Celeste è così instancabile e ripetitiva nel richiamare i suoi figli ormai giunti sull’orlo dell’autodistruzione e, soprattutto, ad un passo dalla perdizione eterna, a rimettersi a fuoco su quelle realtà letteralmente essenziali, unica arma efficace per poter resistere e contrastare quel movente di natura spirituale che ha blandito l’animo umano nella ricaduta del peccato originale fino agli estremi limiti odierni, in cui tutte le circostanze, se osservate con un briciolo di realismo, assumono invero le tinte drammatiche dell’apocalisse.

Ecco le ragioni di quegli appelli imploranti della “Guardiana della Fede” verso la Sposa del suo Figlio che ha dimenticato la sua vocazione mistica, dismettendo quelle armi che sole, in questa battaglia escatologica contro le forze scatenate del principe di questo mondo, possono assicurarle quella vittoria già ottenuta dall’Agnello Immolato: la centralità dell’Eucaristia e la potenza miracolosa del Rosario.

È, quello della Madonna, un ripetuto ultimatum ad un ritorno esistenziale alla Verità incarnata del suo Figlio, unica Via per la Vita vera, in questo e nell’altro mondo, così come già richiamò nei messaggi di Tre Fontane, dove si presentò propriamente come la Vergine della Rivelazione: “Gli uomini di Dio, coloro che sono chiamati a salvare gli uomini, incontreranno degli impedimenti per compiere il loro dovere e non parleranno di Dio, di Gesù Cristo, né dello Spirito Santo. Non potranno parlare neppure di me, che sono vera Madre di Dio, vera Sposa di Dio, vera Figlia di Dio. Saranno impediti e non potranno parlare dei Sacramenti, né dei sacramentali. Coloro che parleranno di queste cose saranno martirizzati, moralmente e fisicamente, e diventeranno veri confessori di Gesù Cristo” (1 gennaio 1990), “Falsi profeti cercano con tutti i mezzi di avvelenare le anime, cambiando la dottrina di Gesù, mio amato Figlio, in dottrine sataniche, e toglieranno il Sacrificio della Croce che si ripete sugli altari del mondo” (31 dicembre 1990) e, riproponendo in una nuova prospettiva quella profezia della mistica tedesca Teresa Neumann su quel “Tempo di Caino” che in questo 2017 dovrebbe vedere il termine, ma che quei primi giorni di gennaio di diciotto anni fa era proprio al momento della sua inaugurazione: “L’anno 1999 è l’anno dei dolori e degli assalti del nemico, rafforzato da coloro che hanno il potere di esorcizzare. Essi potevano farlo per allontanare il male, ma non l’hanno fatto e le anime sono sovrastate dal male di molti di coloro protetti da voi [sacerdoti], perché preparate le anime alla perdizione e non alla salvezza, perché non propinate la Verità, ma le false dottrine eretiche ed idolatriche, che negano la vera fede per difendere le false fedi che portano alla perdizione” (4 gennaio 1999).

E niente: sono andato lungo anche ‘sta volta, quindi quello che volevo scrivere sulle apparizioni di Itapiranga non ce la faccio a farcela ad aggiungerlo qui, per cui mi sa che slitta al prossimo articolo…

To be continued…

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Cronache

Posta dal Cielo

“Ma che cosa dobbiamo decidere? Non si fa del bene? Non si prega? Non ci sono forse le conversioni? Non si aggiustano i matrimoni? Non viene impartito puro catechismo? E allora lasciamo che la Madonna faccia quello che noi non sappiamo più fare!”

Papa Pio XII

È vero che la rivelazione pubblica si è chiusa con la morte dell’ultimo apostolo, e che le rivelazioni private non vincolano la fede, ma è altrettanto vero che Dio interseca tutta la storia (ed ogni storia) della Creazione; che Gesù vive, e se vive è presente «fino alla fine del mondo»; e che la Madonna, essendo stata assunta in Cielo con il suo proprio corpo (questo sì che è dogma di fede) già gode una condizione trasfigurata e pertanto può rendersi fisicamente presente in terra a quelli che, in fin dei conti, sono i suoi figli nel Figlio e che da Costui, precisamente a Lei, che è la Donna, sono stati affidati insieme alla Chiesa Sua Sposa.

Pertanto non è affatto ragionevole, oltreché imprudente e ben poco cattolico, disprezzare le rivelazioni private, nonché le apparizioni Mariane, bollandole come meramente superflue alla vita di fede.

E questo, il popolo dei credenti, lo sa da sempre, e da sempre (e a ragione) non solo ritiene le rivelazioni private degne di considerazione, ma, con quel pragmatico buon senso di cui, da che mondo è mondo, la gente semplice si è sempre dimostrata dotata, pure si fida di esse e da esse si lascia formare nel cammino di fede, soprattutto in quei frangenti della storia che paiono essere avvolti, più di altri, nel mistero tenebroso del male.

In particolare le apparizioni della Madonna sono il segno più evidente che Lei è realmente Madre e Maestra della Chiesa: che come madre se ne prende cura, avvertendo i suoi figli dei pericoli che incombono su di loro, e che come ogni buona maestra ripete fino allo sfinimento i fondamenti della fede, i quali poi si riducono, in ultima istanza, a riportare ogni volta al centro Cristo suo Figlio, vera ed unica salvezza.

Ecco che allora non ha nessun senso, ma anzi è pernicioso, squalificare aprioristicamente quelle apparizioni dove Maria Santissima si presenta per lungo tempo e insiste nel consegnare all’umanità ripetuti messaggi, avvertimenti e financo segreti, sentenziando pretestuosamente che la vera Madre di Dio è taciturna, lasciando intendere, di conseguenza, che una Madonna così ciarliera non può che essere un’invenzione di presunti veggenti.

Perché invece, se proprio dobbiamo dirla tutta, davanti a figli che non ascoltano i suoi avvertimenti, una vera mamma non rimane affatto zitta, ma anzi persevera con vero accanimento fino a sgolarsi nel richiamare coloro che sono in pericolo.

Questa è un’evidenza che chiunque nella sua vita ha potuto sperimentare: quante volte infatti abbiamo sbuffato davanti alle nostre mamme che ci ripetevano sempre le stesse cose?

E più noi ignoravamo i loro ammonimenti, più loro perseveravano nel riproporceli, salvo poi rimpiangere di non averle ascoltate quando finivamo in quei guai da loro predetti?

E perché mai la Madonna dovrebbe comportarsi diversamente, lei che è più Mamma di ogni altra mamma?

Anzi, è fin troppo buona: fosse per me dopo tre volte che non mi ascolti scatterebbero anche gli sberloni.

Ma d’altronde io sono un papà, e si sa che i padri hanno meno pazienza delle madri, e dopo un po’ lasciano che i figli sperimentino le conseguenze della loro disobbedienza oppure partono coi castighi.

E forse è proprio per questo che anche il Padre, quando i suoi figli si ostinano nella disobbedienza ai Suoi Comandamenti, disprezzando persino il Sacrificio di Redenzione attuato nel Suo Figlio, manda avanti la Madre, come ultima àncora di salvezza, prima di lasciar libero il braccio della Sua Giustizia.

Che dite? Magari è precisamente per tale motivo che in questi tempi in cui viviamo, soggetti allo scatenamento di quel male che ha ottenuto una particolare libertà d’azione proprio in virtù del crescente e determinato allontanamento dell’uomo da Dio, la Mamma Celeste si presenta con tale frequenza ed assiduità come mai prima nella storia delle apparizioni mariane.

Già solo questo dovrebbe darci il polso delle circostanze di reale pericolo in cui ci ritroviamo a vivere, poiché se la Madonna appare proprio in questo tempo, consegnando ammonimenti e richiami, c’è un motivo.

Come tutte le madri Ella ha un indubbio senso pratico: come qualunque altra mamma, avverte i propri figli di un pericolo, per tempo, ma non con troppo anticipo (altrimenti poi finiscono per dimenticarsene), e soprattutto se il pericolo riguarda direttamente loro e non eventuali altri che venissero dopo di loro.

Ecco perché la Santissima Vergine appare in precisi momenti storici (e come tutte le donne è così attenta alle date): perché ogni volta si rivolge alla generazione direttamente interessata agli avvenimenti che si stanno per svolgere, perché questi accadranno a quei figli, non ad altri prima o dopo di loro.

Così ha fatto in ogni apparizione della storia e così ha fatto anche a Fatima: ha ammonito innanzitutto quella generazione che avrebbe potuto evitare la seconda guerra mondiale, illustrando poi le conseguenze future alla mancata messa in pratica delle sue richieste (per eventuali approfondimenti sul modus operandi della Madre Celeste nelle sue apparizioni si legga L’ora della Donna).

Ecco perché, visto che le apparizioni di Maria in terra si sono moltiplicate in quest’ultimo secolo intensificandosi decisamente (sia in frequenza che in lunghezza di tempo, oltreché in intensità di richiamo) a partire dagli anni ’80 del novecento, ritengo personalmente che i suoi appelli siano rivolti proprio alla mia generazione, e perché penso che proprio la mia generazione sarà testimone degli avvenimenti a cui la Madonna sta preparando i suoi figli (e dicendo questo, scusate, ma io una toccatina me la do).

Lo so cosa state pensando adesso: “Ecco: tutto ‘sto pistolotto per poi parlare ancora una volta di Medjugorje…”.

E invece no cari i miei quattro lettori: anche se quelle di Maria in Bosnia-Erzegovina sono in effetti le prime è più celebri apparizioni dell’ultimo mezzo secolo (sono infatti incominciate nel 1981) ne ho già parlato in La verità, vi prego, su Medjugorje, dove con toni giocosi e surreali ho cercato di sottolineare come, al di là di quello che sarà il giudizio della Chiesa (che per ora è ancora sospeso), la veridicità o meno di queste apparizioni si affermerà da sola se e quando si realizzeranno i segreti che la Regina della Pace ha consegnato ai veggenti.

E no: non mi riferisco nemmeno alle altre tre grandi apparizioni di fine novecento (che magari affronteremo prossimamente): quelle di San Nicolàs (1983), quelle di El Cajas (1988) e quelle di Itapiranga (1994), i cui contenuti, similmente a quelli di Medjugorje, riguardano il tribolato futuro prossimo dell’umanità (tra l’altro mentre per El Cajas il giudizio della Chiesa è ancora sospeso, le altre due hanno invece ricevuto il riconoscimento del vescovo locale).

Niente di tutto questo, tutta la premessa fatta fino ad ora serviva per introdurre in maniera adeguata i contenuti di un’altra serie di apparizioni mariane, incominciate sempre in quei fatidici anni ottanta del secolo scorso (un 29 settembre del 1987 per la precisione), le quali hanno per oggetto un fortissimo richiamo Eucaristico e che sono contraddistinte da un carattere marcatamente profetico: le apparizioni di Nostra Signora Regina della Pace ad Anguera, in Brasile.

Qui Maria Santissima appare per riunire intorno a sé tutti i suoi figli di buona volontà e, come dice lei stessa nel primissimo messaggio del 1987, «per vincere insieme un grande male che può abbattersi sul mondo».

A questo scopo rivolge un urgente appello alla preghiera perseverante (in particolare del Rosario) ed un ritorno ad una fervente devozione Eucaristica, richiedendo «la conversione di tutti il più velocemente possibile».

Nulla di nuovo sotto il sole, si sarebbe portati a sentenziare, se non fosse che ad Anguera, la Madonna stessa ha dichiarato che il Signore l’ha mandata non per compiere miracoli, ma con lo specifico scopo di fare rivelazioni sul futuro dell’umanità come mai in nessun’altra apparizione della storia.

Un carisma profetico che ne contraddistingue ogni messaggio dato e che nel tempo ha già più volte dato quantomeno prova di attendibilità: sono tantissime le profezie date ad Anguera e realizzatesi fino ad ora, di cui una novantina sono state raccolte persino in un libro.

Ne riporto qui due ad esempio per tutte le altre e che, personalmente, mi hanno colpito di più.

La prima si riferisce alla catastrofe dell’11 settembre con la distruzione delle Torri Gemelle, che ha inaugurato quella campagna globale di guerra al terrore che ancora oggi dissemina conflitti in mezzo mondo.

Ebbene il primo gennaio del 2001 la Madonna avvertiva che «in quest’anno molti piangeranno perché un grande tesoro sarà tolto di mezzo a voi» riferendosi alla pace che, come confermò l’anno successivo «è il grande tesoro perduto dall’umanità a causa di coloro che vivono senza Dio e nell’odio», rincalzando: “La profezia che vi ho annunciato lo scorso anno si è realizzata con il triste e doloroso evento negli Stati Uniti. Pregate molto, perché tutto questo causerà ancora grandi danni all’umanità. Da secoli vengo nel mondo per chiamare gli uomini alla conversione, ma essi preferiscono la guerra, la morte e il disamore” (1 gennaio 2002).

La seconda profezia, invece, riguarda quello che sarebbe stato il pontificato dell’attuale Papa Emerito, Benedetto XVI: la Regina della Pace nel messaggio del 19 aprile del 2005, già metteva in avviso l’orbe cattolico raccomandando di pregare per il nuovo successore di Pietro, poiché «con lui la Chiesa avanzerà, ma sarà perseguitata dai nemici. Il Santo Padre sperimenterà il Calvario, perché molte delle sue posizioni andranno a contrastare i nemici della Chiesa», preannunziandone poi, il 24 giugno dello stesso anno, le future dimissioni in questi termini: “La pietra della pietra sarà spezzata” ed aggiungendo un particolare allora inintellegibile: “Un uccello del palazzo andrà ad abitare in un altro nido”.

Questo giusto per rendere l’idea della marca di queste apparizioni, che essendo ancora in corso non hanno potuto avere il riconoscimento ufficiale, ma che sono sotto il discernimento di una commissione diocesiana preposta e del vescovo locale, il quale ha presenziato le celebrazioni delle apparizioni nel “Santuario” di Nostra Signora di Anguera dando più volte prova di stima nei confronti del veggente Pedro Regis.

Come detto, Maria Santissima nei suoi messaggi mette in continuazione al centro Gesù Eucaristico, invitando alla preghiera, alla conversione, alla penitenza, all’assiduità nella frequenza della Parola e dei Sacramenti, con una veemenza tale che lei stessa (e non senza una sottile vena autoironica) ammette di essere «la Madre che ripete la stessa canzone: volgetevi a Mio Figlio Gesù».

E con la medesima determinazione ammonisce i suoi figli sugli eventi che incombono, illustrando, un tassello alla volta, i tempi oscuri in cui l’umanità si troverà e già si trova a vivere, come quando ha avvertito della pandemia di perversione da cui oggi siamo travolti: “Gli uomini hanno abbracciato ogni sorta di immoralità e hanno sfidato il Creatore. Sappiate, voi tutti, che la giustizia del Signore verrà. Gli angeli di Sodoma verranno sulla terra e guai a coloro che vivono nell’immoralità e nella disobbedienza al Signore” (4 agosto 2007).

Oppure come in quel messaggio in cui, in tempi assolutamente non sospetti, ha messo in guardia dalla nefasta opera di persuasione che un particolare personaggio avrebbe avuto all’interno della gerarchia vaticana, facendo perfino nome e cognome: Walter Kasper: per causa sua molti moriranno. I prescelti per difendere la verità la negheranno” (3 settembre 2005).

E so che qui molti storceranno il naso dicendo che non è nello stile della Madre Celeste accusare così apertamente una singola persona.

Ammesso e non concesso (chi può dire quale debba essere lo “stile” che la Madre di Dio deve tenere?), è innegabile che Nostra Signora c’abbia preso: basta andare a leggere qualche prodotto della teologia Kasperiana per togliersi il dubbio.

E poi scusate, ma torniamo sempre lì: se una mamma qualunque vede che uno dei suoi figli, con la sua influenza, mette in gravissimo pericolo molti altri suoi fratelli, vuoi che non metta in guardia questi ultimi additando chiaramente quel figlio cosicché essi si tengano alla larga da lui? In questo modo non farebbe del bene al figlio perverso innanzitutto, mettendolo nella situazione di chiedersi come mai i suoi fratelli lo evitino accuratamente?

Che forse non è mai successo che un genitore abbia denunciato e fatto arrestare il proprio figlio perduto su una cattiva strada? E non è segno questo di un amore vero nei confronti proprio di quel figlio in particolare, oltreché per la salute dei suoi eventuali fratelli?

Comunque.

Gli appelli della Madre Celeste, ad Anguera, si sono moltiplicati negli anni, circostanziando sempre di più i contenuti, sia in ordine di argomento, che in ordine di tempo, e precisamente di questo tempo.

Tanto che dall’anno scorso i suoi richiami hanno iniziato ad essere davvero impellenti e specifici: “Vivete nel tempo dei dolori. Gravi conflitti si diffonderanno in varie nazioni. Il terrore sarà presente anche nel vostro Brasile. Pregate, pregate, pregate” (5 gennaio 2016), e «Quando vi chiedo di pregare, dovete capire che si tratta di una necessità urgente», ha precisato la Santissima Vergine nel 2001.

“Il possesso di un’arma potente da parte degli uomini del terrore causerà grande preoccupazione agli uomini. State attenti. Vivete nel tempo dei grandi conflitti” (8 gennaio 2016), ammonendo poi che «quando l’umano parla più forte del Divino, il demonio vince. (…) Soffro per quello che vi attende. Un esercito sarà sorpreso. La morte verrà dalle profondità» (9 gennaio 2016).

“Molti avvenimenti nell’umanità portano gli uomini a pensare che Dio li ha abbandonati, ma Dio non abbandona i Suoi Figli. (…) L’umanità berrà ancora il calice amaro della sofferenza. La ribellione degli uomini contro il Creatore attirerà Grandi Castighi (22 gennaio 2016), ma «Quando tutto sembrerà perduto, il Signore agirà e l’umanità sarà purificata. Saranno tre giorni di calvario e dopo verranno Nuovi Cieli e Nuova Terra» (25 marzo 2016).

E fin qui tutto ok (insomma, per dire: i tre giorni di calvario ricordano tanto le profezie sui tre giorni di buio, ma di questo magari ne parleremo in un’altra occasione), poiché Maria parla ancora al futuro, benché prossimo.

Poi però c’è stata una specie di cambio di registro, perché il 9 aprile 2016 ha sganciato la bombetta: I Tempi da Me predetti in passato sono arrivati. Siate forti. Non indietreggiate. Cercate forza nelle Parole del Mio Gesù e nell’Eucaristia. Vedrete ancora orrori sulla Terra, ma coloro che rimarranno fedeli al Vero Magistero della Chiesa saranno salvi”.

Da quel momento ha iniziato a infilare una serie di ammonimenti sempre più d’attualità, alternando predizioni particolari (tipo quella del 10 maggio 2016, quando ha detto che «la sofferenza arriverà a Torino e gli uomini e donne di fede piangeranno e si lamenteranno» (al che, lo confesso, ho pensato subito alla Sacra Sindone) a frasi di consolazione, definendo sempre più specificamente i pericoli che lambiscono questa generazione, indicando però ad un tempo anche i rimedi per fronteggiarli: “I vostri nomi sono già incisi nel mio Cuore Immacolato e ciascuno riceverà la ricompensa per le opere realizzate a favore dei Miei Piani. Ecco il tempo del Grande Combattimento: Confessione, Eucarestia, Sacra Scrittura, Santo Rosario e fedeltà al Vero Magistero della Chiesa, ecco le armi per questo grande combattimento. Avanti senza paura” (28 maggio 2016).

In pieno Giubileo della Misericordia ha tweettato: “Non potete soffocare la Verità a costo di una falsa carità. Non c’è vera carità senza obbedienza alla Verità. L’umanità vivrà l’angoscia di un condannato perché gli uomini si stanno ponendo al posto del Creatore. Arriverà il giorno in cui la Fede sarà presente in pochi cuori. Il demonio avanzerà e causerà un grande danno spirituale nella vita di coloro che vivono nei dubbi e nelle incertezze” (2 luglio 2016); così, tanto per essere chiari, eh…

Quindi ha iniziato a battere il martello sui sommovimenti interni alla Chiesa, manifestando una particolare apprensione per le sorti di quella Sposa di Cristo di cui è pur sempre Madre e Maestra: “Piegate le vostre ginocchia in preghiera. Camminate verso un futuro doloroso. Molte novità sorgeranno nella casa di Dio, ma non porteranno il popolo di Dio alla verità” (12 agosto 2016), quando una ventina di giorni prima aveva annunciato che «l’uccello nero si diffonderà per tutto il mondo e dove passerà lascerà grande distruzione» (28 luglio 2016), e subito ha riproposto la cura contro ogni male, ricordando che «la vostra vittoria è nell’Eucaristia. L’Eucaristia è il più grande tesoro della Chiesa del mio Gesù. Il mio Gesù viene al Padre ma rimane con voi nell’Eucaristia con il suo Corpo, Sangue, Anima e Divinità. Questa è la verità che deve sempre essere difesa e mai essere negata. Questo è il tempo dei dolori per i miei poveri figli. Camminate verso un futuro di grandi persecuzioni. I nemici agiranno contro la Chiesa del mio Gesù e grandi saranno gli attacchi contro l’Eucaristia. Una proposta sarà fatta dai nemici, ma la verità del mio Gesù non può essere cambiata» (15 agosto 2016).

Emblematico il messaggio del 31 agosto 2016, in cui ha ribadito i motivi alla base delle stesse apparizioni di Anguera: “Vivete in un tempo di grandi confusioni spirituali. Il Signore mi ha mandato per parlarvi  e rivelarvi le cose che verranno. Gli eventi futuri che vi ho annunciato qui, accadranno. Piegate le vostre ginocchia in preghiera, perché solo così  potrete sopportare il peso delle prove che arriveranno. Io sono la vostra Madre Addolorata e soffro per quello che viene per voi. State attenti. Ciò che il Signore Mi ha permesso di rivelarvi qui, mai l’ho rivelato in alcun altro luogo. Non perdetevi d’animo. Ho bisogno della vostra coraggiosa testimonianza pubblica. Siate giusti. Sarete perseguitati per difendere la verità. Giorni difficili verranno per i giusti, ma dopo il dolore arriverà la vittoria. Avanti”, spiegando poi che «l’umanità cammina verso le tenebre della cecità spirituale. Tempi verranno in cui la verità sarà abbandonata e gli uomini abbracceranno falsi insegnamenti» (15 settembre 2016) e siccome le realtà spirituali anticipano e sono all’origine di ripercussioni materiali, di conseguenza «l’umanità cammina sulla via dell’autodistruzione che gli uomini hanno preparato con le loro stesse mani» (01 ottobre 2016).

But don’t panic, perché «nella Grande e Finale Tribolazione gli Angeli del Signore vi guideranno e nessun male vi accadrà» (19/10/2016), anche se «in quel Grande Giorno si salveranno solo coloro che saranno rimasti fedeli. Molti si pentiranno della vita vissuta senza la Grazia di Dio, ma per molti sarà tardi» ergo «pentitevi» (25 ottobre 2016).

E nel caso il concetto non fosse abbastanza chiaro, la Madonna (alla facciazza di coloro che la vorrebbero zittita) ha inanellato un filotto di mòniti che fanno male come ceffoni in faccia, in un crescendo tale che sembra quasi stia commentando la cronaca ecclesiale in real time e di contenuti così omogenei che se ne può fare un discorso unico, che copre l’arco dell’ultimo quadrimestre, diciamo a cominciare da quel famigerato inizio di novembre che ha visto la statua dell’eresiarca entrare in Vaticano: «La Chiesa cammina verso il Calvario» (2/11/2016) perciò «siate zelanti per la Divina Presenza di Gesù nell’Eucaristia. Camminate verso un futuro di disprezzo per il Sacro. Giorni verranno in cui l’altare resterà senza il prezioso alimento. La Chiesa del Mio Gesù sarà perseguitata e i nemici agiranno con grande furia» (5/11/2016) «Le tenebre del demonio penetreranno nella Casa di Dio e ci sarà grande confusione spirituale (…) L’umanità cammina verso un Grande Abisso Spirituale» (15/11/2016) «Una grande guerra ci sarà e i soldati indosseranno l’abito talare» (23/11/2016) «Dal Palazzo verrà una notizia che scuoterà la fede dei credenti, ma non indietreggiate. La Risposta del Signore verrà» (26/11/2016) infatti «Camminate verso un tempo difficile e ci sarà una grande confusione ovunque. Soffro a causa delle vostre sofferenze, ma guai a coloro che causano confusione nella casa di Dio. Guai a coloro che negano la Verità del Mio Gesù. (…) Ascoltate il Vero Magistero della Chiesa. Restate con Gesù. Nella Grande Guerra tra la Vera e la Falsa Chiesa, la Vittoria Finale sarà di Gesù dei Suoi Eletti» (3/12/2016) «La Chiesa, assumendo la missione affidatale da Mio Figlio Gesù, deve annunciare e difendere la verità. Negli insegnamenti di Gesù non c’è mezza verità. Quando vi è una mezza verità, non vi è la Presenza di Gesù» (10/12/2016).

A questo punto tiriamo un attimo il fiato prima dello sprint finale, poiché in questo periodo si era giusto nei giorni successivi alla pubblicazione dei tanto discussi dubia, quando ancora non si poteva prevedere il casino che sarebbe successo nell’Ordine di Malta e la Madonna ha rilanciato sul piatto: «Ecco che sono arrivati i tempi da Me predetti. Questo è il tempo della grande battaglia tra il bene e il male (…) Il demonio causerà confusione sempre maggiore, ma la vittoria sarà di Mio Figlio Gesù» (17/12/2016) «Dal Palazzo verrà la vendetta ed i giusti porteranno una croce pesante» (20/12/2016) poiché «Il fumo del demonio è entrato nella casa di Dio, causando cecità spirituale in molti consacrati. Non dimenticatevi, gli insegnamenti di Mio Figlio Gesù sulla difesa della fede sono chiari: Si quando è Si e No quando è No. Quello che viene in più è mezza verità, che è opera del demonio (…) La Chiesa del Mio Gesù sperimenterà grande prova, ma alla fine sarà vittoriosa. Pregate affinché Essa ritorni ad essere come Gesù la affidò a Pietro. State attenti. Come vi dissi in passato, il grande piano del demonio è quello di distruggere tutta la verità insegnata sull’Eucaristia e sulla vita consacrata» (27/12/2016) «Il seme del male crescerà, ma sarà tagliato dagli Angeli del Signore, poiché nella vigna del Signore non c’è posto per i frutti che nascono dal seme di cattiva qualità. Confidate nel Signore: Lui ha tutto sotto controllo e quelli che rimarranno fedeli sperimenteranno la vittoria. Rimanete con Gesù. Amate e difendete la verità. Coraggio. Annunciate a tutti la Verità del Mio Gesù: il silenzio dei giusti fortifica i nemici di Dio» (30/12/2016) «Una grande tempesta arriverà e la Grande Nave sarà colpita. (…) Verranno giorni in cui i difensori della fede saranno trattati come nemici. Pregate. Solo con la forza della preghiera potete vincere il demonio. I lupi travestiti da agnelli causeranno grande sofferenza ai Prescelti da Dio. Non perdetevi d’animo. Rimanete fermi nel cammino che vi ho indicato. Tutto ciò che è falso cadrà a terra. Per la perseveranza di un piccolo gregge la Chiesa del mio Gesù conserverà la fede. Avanti senza paura» (1/1/2017) «Vivete nel tempo della grande confusione spirituale, però il peggio deve ancora venire. Ci sarà grande discordia nella casa di Dio. La guerra tra la vera Chiesa del mio Gesù e la falsa Chiesa, separerà i miei poveri figli» (3/1/2017) «La Grande Nave sarà scossa da venti contrari, ma sarà salvata dalla Luce della Verità» (10/01/2017) ma «Non dimenticatevi: in tutto Dio al primo posto. Niente e nessuno sta sopra a Dio. State attenti. Molte verità di fede verranno dimenticate e i miei poveri figli cammineranno come ciechi che guidano altri ciechi» (13/1/2017) ciò nonostante «Gesù vi aspetta nell’Eucaristia: andate al Suo incontro (perché) arriverà il giorno in cui molti cercheranno il prezioso alimento e non lo troveranno» (14/1/2017) «I miei poveri figli incontreranno un grande ostacolo, perché tanti prescelti per difendere la verità saranno a servizio del nemico (…) Restate sempre con la verità. Nel cammino della santità e della salvezza non ci sono dubbi. I dubbi e le incertezze sono interferenze del nemico di Dio» (15/1/2017) per questo «Valorizzate la presenza del mio Gesù nell’Eucaristia. Non riceveteLo nel peccato. Non offendete il Mio Gesù che già è afflitto a causa delle comunioni sacrileghe (…) Il grande piano del demonio è quello di far credere agli uomini che la presenza di Gesù nell’Eucaristia sia solo un fatto simbolico. Fate attenzione. Restate con il Vero Magistero della Chiesa. Vedrete ancora orrori sulla Terra. Il Sacro sarà gettato ed i nemici di Dio ne gioiranno» (17/1/2017) infatti «Gli uomini orgogliosi tenteranno di cambiare le Verità di Dio, ma queste Verità sono già impresse nel cuore dei Prescelti di Dio e non saranno mai cancellate» (28/01/2017) tuttavia «Camminate verso un futuro in cui molti agiranno come Giuda e saranno ricordati come traditori della fede. Mio Figlio Gesù ha bisogno di uomini con il coraggio di Giovanni Battista per essere difensori della verità. Giovanni è morto per difendere la verità insegnata da Mio Figlio Gesù. La sua voce annunciava ovunque Gesù e i suoi insegnamenti. Giovanni ha denunciato il peccato e fu vittima di quelli che volevano una mezza verità. Molti prescelti per difendere la verità la negheranno e si perderanno eternamente. Io sono la vostra Madre Addolorata e soffro per quello che vi attende. I traditori della fede agiranno contro i Veri Insegnamenti del Mio Gesù. Agiranno contro il Mistero della Fede e trascineranno nell’errore un grande numero dei Miei poveri figli. Piegate le vostre ginocchia in preghiera. Amate e difendete la verità. Non tiratevi indietro. Il silenzio dei giusti fortifica i nemici di Dio» (30/01/2017) anche se «Coloro che amano la verità saranno perseguitati e messi a tacere» (04/02/2017) giacché «I cattivi pastori agiranno senza pietà e i veri difensori della fede saranno disprezzati. Annunciate Gesù e non permettete che il demonio vinca. Dopo tutta la tribolazione, la Chiesa del Mio Gesù tornerà ad essere come Gesù l’ha affidata a Pietro. La falsa chiesa spargerà i suoi errori e contaminerà molti, ma la Grazia del Mio Signore sarà con la Sua Vera Chiesa e Lei sarà vittoriosa» (07/02/2017).

Che dire: tanta roba!

Talmente tanta che verrebbe da pensare che una cosa così non può essere vera. Alcuni potrebbero liquidare il tutto squalificando le apparizioni di Nostra Signora di Anguera affermando che i messaggi sono scritti a tavolino, seguendo l’andazzo dei tempi e tirando a indovinare.

Certo: lo scetticismo è legittimo, in alcuni casi è perfino doveroso dubitare, tuttavia anche in questo caso specifico viene in soccorso agli ignorantotti creduloni come il sottoscritto il semplice buon senso, perché come per le apparizioni di Medjugorje, di San Nicolàs, di El Cajas ed in fondo anche di Fatima, pure qui ci sono profezie e segreti ancora da realizzare, cose che saranno il discrimine ragionevolmente certo sulla credibilità dell’origine celeste di questo evento straordinario.

Un esempio per tutti? Eccola qua, l’ultima sparata della Madonna in ordine di tempo: “Un uomo orgoglioso ordinerà la modifica della Professione di Fede e le sue azioni compiaceranno gli uomini perversi. Sarà una grande offesa al mio figlio Gesù. Soffro per quello che vi attende. Pregate. Pregate. Pregate” (31/01/2017).

Perché davanti all’eventuale avverarsi di questa predizione, ritengo che non si potrà non ritenere per vere le “lettere” di questa Madonna “postina” senza disporsi nel ruolo dell’incredulo ad oltranza, finendo poi per cadere in quell’ignava parte descritta da Maria Santissima proprio nel messaggio dato a Pedro Regis l’altro ieri:

“Cari figli, testimoniate Gesù davanti agli uomini e sarete grandi agli Occhi del Padre. Verrà il giorno in cui molti ferventi nella fede saranno ingannati e portati fuori strada. I falsi insegnamenti porteranno gli uomini a dubitare dei dogmi e ci sarà una grande crisi di fede. Molti scelti per difendere la Verità agiranno come Pilato: vedranno le ingiustizie commesse contro Mio Figlio Gesù e, per paura di perdere ciò che è passeggero, si laveranno le mani. I traditori della fede si uniranno e cambieranno molte verità. Soffro per quello che viene per voi. Piegate le ginocchia in preghiera. Ora è il tempo dei dolori per i giusti. Amate e difendete la Verità. Non dimenticate gli insegnamenti del passato, perché vi permetteranno di camminare nella Verità. Coraggio. Restate con Gesù. CercateLo sempre nell’Eucaristia e lasciatevi condurre da Lui per mezzo del Suo Vangelo”.

To be continued…

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Storie

American Apocalypse

E va bene, il titolo è un pochino suggestivo, lo ammetto, ma d’altronde non si allontana poi di tanto dalla realtà, poiché davvero in questo momento negli USA è in atto una vera e propria guerra civile di tipo post-moderno, animata dallo scontro, nemmeno più tanto sotterraneo, tra i quegli “stati profondi” che detengono e si contendono il potere sulla nazione (ed oltre).

Le recenti elezioni presidenziali hanno portato alla luce alcuni elementi di questo “stato nello stato”, che nel promuovere la candidata democratica sconfitta sono venuti allo scoperto lasciando intravvedere come essi appartengano al mondo della finanza (Soros & Co.), agli ambienti para-militari (FBI, NSA, ma soprattutto CIA), alla schiera dei mezzi di informazione (tutti i media, CNN in testa), piattaforme di rete (tipo Facebook o Google), carta stampata, celebrità hollywoodiane e naturalmente le immancabili lobbies arcobaleno.

D’altra parte il neoeletto presidente Trump ha sicuramente coagulato attorno a sé la maggior parte dei dissidenti silenziosi del “sistema”, da alcuni dirigenti delle agenzie (FBI in particolare) ad alcuni di quei capi dell’apparato militare che sotto Obama già manifestavano segni di orticaria alle sue politiche guerrafondaie anti-russe, oltre, naturalmente, alla massa di cittadini americani che senz’altro l’hanno votato, mietuti a man bassa soprattutto in quella middle-class delusa ed impoverita da un sistema economico colluso e fraudolento, e quindi vogliosa di un riscatto dalla deleteria amministrazione precedente.

Tuttavia non è affatto pensabile che questo sia bastato a Trump per vincere contro una candidata supportata da tanti e tali poteri forti da asfaltare (sulla carta) ogni concorrente: bisogna infatti dare per assodato che anche il tycoon abbia avuto alle sue spalle i suoi sostenitori “pesanti”, i contorni della cui identità forse ora iniziano ad emergere.

E già lo scrivemmo in Keep calm and òcio: per quanto a contrastarlo ci sia uno schieramento composto da tizzoni d’inferno, attenti ad incensare il buon Donald prima di averne valutato attentamente tutti gli atti del suo governo, poiché tanto quanto il “mulattone” abbia le credenziali per candidarsi ad anticristo, il biondocrinito senz’altro non è il Messia, e c’è anche qualche probabilità che non si riveli nemmeno “l’uomo della Provvidenza”.

Staremo a vedere.

Per ora assistiamo con apprensione a quella che ha tutte le caratteristiche di una rivoluzione americana, i cui sviluppi avranno senz’altro ripercussioni a livello internazionale, e non necessariamente in termini positivi.

E se era prevedibile che chi ha investito tanto sulla candidata sconfitta alle elezioni non si sarebbe ritirato in buon ordine, già adesso risulta evidente lo svolgersi di una strategia pluristratificata tutta volta ad esasperare gli animi della nazione e ad un tempo a delegittimare su ogni piano il legittimo presidente, in perfetta linea con le consolidate abitudini democratiche statunitensi.

Il battàge mediatico, infatti, è tutto omologatamente anti-trumpista, ed anche qui in Europa, dopo un primissimo momento di sbandamento che ha visto qualche “ciucciacalzino”, se non proprio cambiare bandiera, almeno smorzare i toni, ora i tromboni del giornalettismo e della politica sono ritornati alla carica, forse rincuorati dalle prezzolate manifestazioni di piazza a marc(hett)a Soros, ma forse con le speranze rinvigorite anche da qualche messaggio subliminale proveniente da oltreoceano.

Come ad esempio quella stranissima frase di commiato di Barack e consorte al discorso d’addio: un “sarò sempre con voi” di messianica ridondanza che, a seconda di chi ascoltava, poteva sembrare una promessa o una minaccia.

Tanto che molti l’hanno preso in parola e così hanno presto organizzato una trincea per fermare il presunto abusivo della Casa Bianca, tirando in piedi quel movimento per una “100 giorni di resistenza a Trump” subito accolta dal congresso ed incominciata con una coloratissima “festa danzante gay” davanti alla casa del vice Pence.

Movimento continuato con un incrudirsi della campagna mediatica diffamatoria, con la patetica “pussyhat revolution” per le strade capitoline, con l’apertura di inchieste formali sui coinvolgimenti degli hacker russi nella campagna elettorale americana da parte delle agenzie nazionali di investigazione ed infine rilanciata ad oltranza ad Hollywood (emblematicamente inquietante l’affermazione di Michael Moore in una video intervista per la MCNBS, in cui proclama che “Obama è ancora il Presidente degli Stati Uniti”, mentre l’intervistatore ricalca per due volte asserendo: “Sì, lo è”).

E nelle strade degli USA i rivoltosi già menano le mani contro gli organizzatori di eventi pro-Trump fino a quando essi non vengono sospesi per motivi di ordine pubblico, il tutto mentre la polizia rimane a guardare, intervenendo soltanto appena prima che la situazione degeneri e apparentemente con riluttanza.

In effetti pare si stia concretizzando quell’ipotesi paventata da Putin già a metà del mese scorso, quando in conferenza stampa ebbe ad affermare che certe forze negli Stati Uniti vogliono minare la legittimità dell’elezione di Donald Trump; le stesse, pare, che come campo di prova hanno organizzato la primavera colorata in Ucraina.

Il presidente russo ha osservato che le élite che si oppongono a Trump, si pongono almeno due obiettivi: innanzitutto delegittimare il neoeletto presidente degli Stati Uniti e secondariamente legargli le mani per impedirgli di mantenere le promesse fatte durante la campagna elettorale, “L’élite uscente”, ha detto Putin, “dopo l’allenamento a Kiev è pronta a creare una Maidan statunitense pur di non permettere a Trump di governare l’America”.

Forse sarà per questo motivo che nella prima settimana di presidenza il buon Donald ha firmato decreti esecutivi letteralmente “come se non ci fosse un domani”.

Detto fuori dai denti: il rischio per lui va da un pretestuoso impeachment all’assassinio tout-court, ma come ha dichiarato il suo vice Mike Pence alla Marcia per la Vita, il tycoon ha coraggio e “spalle larghe”, il che potrebbe anche far pensare che le abbia “coperte”, le spalle.

Intanto in Ucraina, dove guardacaso hanno trascorso il capodanno il senatore McCain ed il suo fedele compare Graham, sono ripresi i bombardamenti degli indipendentisti finanziati dalla CIA per la “riconquista” del Donbass: naturalmente i media hanno subito dato la colpa a Putin, salvo poi essere palesemente smentiti dagli stessi osservatori internazionali presenti sul campo.

La questione però è se il via libera all’infrazione del cessate il fuoco è partito con o senza l’assenso della nuova amministrazione americana: poiché se è stata un’iniziativa dell’agenzia che per conto del clan Obama-Clinton ha finanziato la primavera Ucraina, allora significa che lo stato profondo è in grado di agire in completa autonomia rispetto alla presidenza (e questo potrebbe preludere in futuro né più, né meno che ad un bel colpo di stato), nel caso invece che ci sia stato l’ok della presidenza, allora significa che Trump vuole giocare la sua partita su più fronti (le alternative sono che il tycoon sia stupido oppure che ignori ciò che fa il suo stesso staff, e tra le due non so quale sia la peggiore).

Le ultime prese di posizione in politica estera sembrerebbero avvalorare l’ipotesi che il buon Donald non abbia proprio le idee chiare su che linea adottare: da una parte proclama la distensione con Putin, ma dall’altra manda il generale Flynn a dare un puntiglioso ultimatum all’Iran, come se questo non fosse uno storico quanto preziosissimo alleato della Russa in medioriente.

Da una parte dice peste e vituperi della CIA, ma nella prima settimana del suo mandato corre a visitare l’agenzia ed il suo direttorio elogiandone il lavoro e rassicurando l’appoggio della sua amministrazione.

Promette di “prosciugare la palude” dei grandi interessi di affaristi, lobbisti e politici a Washington, salvo poi riempire il suo nuovo governo con figure miliardarie di quella stessa “palude” e nominando finanzieri di Wall Street in posizioni di sovrintendenza dell’economia.

Ed anche il muso duro con la Cina lascia un po’ perplessi, perché se dal punto di vista economico non fa una grinza, da quello politico potrebbe rendere difficili le prospettive di distensione con la Russia, visto che, come per l’Iran, anche la Cina è un alleato di grande importanza nel quadro geopolitico dell’Asia.

Ora, questo comportamento come minimo discontinuo (per non dire contradditorio), unito alla campagna di delegittimazione dei “poteri forti” che gli sono contrari, certo non favorisce l’immagine del nuovo presidente, ma anzi, potrebbe offrire ai suoi avversari un fianco scoperto in cui affondare una lama che altrimenti rimarrebbe probabilmente spuntata.

Intanto i milionari della Silicon Valley fanno a gara per apparecchiarsi bunker anti-atomici di lusso in Nuova Zelanda: sarà solo un eccesso di prudenza, oppure hanno percepito qualcosa nell’aria che tira ai piani alti?

Perché in una visione profetica della storia non possiamo permetterci di ignorare la possibilità di assistere a quel passaggio dell’Apocalisse che, riferendosi alla “bestia”, afferma: «Vidi che era simile a una pantera, con le zampe di un orso e la bocca come quella di un leone. Il drago le diede la sua forza, il suo trono e il suo grande potere. Una delle sue teste sembrò colpita a morte, ma la sua piaga mortale fu guarita. Allora la terra intera, presa d’ammirazione, andò dietro alla bestia» (Apocalisse 13,2-3), così finisci col pensiero a quel “piccolo corno” dalla carnagione panterina, detronizzato, eppur considerato “ancora il Presidente degli Stati Uniti”, mentre dall’altra parte la Madonnina di Anguera ti butta lì un avvertimento: “Un falso si alzerà e l’altro falso arriverà” (Messaggio del 26/01/2017).

E chiedendoti chi sarà chi, ti ritrovi a rabbrividire.

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Cronache

Sisma (con la “c”)

No, non sono scappato, è solo che sono stato impegnato in un giro di conferenze stampa fatte tra me e me, mentre in questi giorni me ne stavo al balcone ad osservare quegli eventi epocali, accadimenti che sono vere e proprie svolte storiche, a cui l’anziana generazione a cui appartengo ha la dolente opportunità di assistere.

Ma adesso sono ancora qui (scroscio di applausi in sottofondo) a fare nuovamente il profeta di sventura, giusto per il gusto di espormi ancor più al pubblico ludibrio.

Il fatto è che arieggia ormai palpabile un plumbeo sentore (giuro: non sono stato io) e per chi non si tappa gli occhi e tura le orecchie, ma esercita un minimo di discernimento (e se riesce a farlo il sottoscritto è davvero alla portata di chiunque), risultano ormai evidenti tutti i segni della catastrofe imminente.

Sono infatti davvero in molti oggi a pensare che all’interno della Chiesa sia in atto un vero e proprio scisma, e che tale situazione abbia reali possibilità di divenire formale e conclamata.

Alcuni si limitano a paventare silenziosamente tale possibilità, taluni ne parlano come un’inevitabile eventualità, altri paiono persino auspicare che ciò accada, ed accada al più presto, quasi potesse essere l’ultima medicina da somministrare in extrema ratio ad un paziente in fase ormai terminale.

In un numero sempre più allargato di ambienti se ne discorre con disinvoltura, come se non si comprendesse la portata di drastica gravità di una separazione scismatica all’interno della Chiesa: si tratta invero di una lacerazione dolorosissima del Corpo Mistico di Cristo, una vera e propria riproposizione della Sua Passione a livello ecclesiale, al cui solo pensiero dovrebbero tremare le vene nei polsi.

Anche perché, se è vero (come è vero) che, come afferma perentoriamente il Catechismo della Chiesa Cattolica all’articolo 7, la storia della Chiesa negli ultimi tempi è destinata a seguire le orme del suo Signore nel rivivere la Sua Pasqua prima del Suo Ritorno, ecco che in uno scisma di tale portata essa realmente sperimenterebbe quella medesima lacerazione delle carni patita dal Cristo durante la Sua atroce flagellazione, quella medesima dolorosissima mortificazione subìta con la Sua incoronazione di spine, quel medesimo estenuante Calvario che vide Gesù finire inchiodato sul legno della Croce.

Allo stato attuale delle cose pare proprio che si debba constatare come ultimamente l’umanità abbia speso il proprio libero arbitrio a conforto di quel piano che il demonio fu costretto a rivelare nell’ormai noto esorcismo praticato quell’11 febbraio del 2013, quando suo malgrado dovette confessare: “La Chiesa Cattolica è sotto attacco! Le potenze delle tenebre sono scatenate contro la Sposa di quello che abbiamo appeso alla Croce. È l’ultimo assalto che stiamo portando alla sua Chiesa. Le dimissioni del Pontefice, prese in piena libertà e coscienza, aprono la strada al nostro ultimo attacco frontale. Quello lassù sta per ritornare sulla terra, non so né il dove né il quando, ma sento che quel giorno è molto, molto, molto vicino. Le mie stesse forze vanno sempre più affievolendosi, pertanto devo concentrarmi e ricuperare tutte le energie per convogliare i miei miliardi di demòni contro la Sede Apostolica. Non basta la corruzione, non basta l’avidità di denaro, non basta suscitare gli scandali, bisogna condurre una battaglia che abbia come esito finale la distruzione della cosiddetta Chiesa di Roma.”

“Dobbiamo arrivare ad occupare il trono del Vicario di quello inchiodato alla Croce. Con le buone o con le cattive. Costi quel che costi.”


“Posso dirti, brutto pretaccio, che provocheremo un attacco terribile contro la Chiesa romana, faremo tremare le sue mura, ma non scalfiremo la sua stabilità. Abbiamo fatto nascere la crisi economica per impoverire la popolazione mondiale, scoraggiare chi prega e infondere il veleno dell’allontanamento da Lui. Non lasciamo nulla di intentato pur di separare la creatura dal suo Creatore. Tutto ciò che può rovinarvi eternamente lo attuiamo. Ma ora ci stiamo concentrando sulla Chiesa e, sino a quando il nostro lavoro distruttore non sarà compiuto, non le daremo pace. Ho chiesto degli anni a Quello lassù. Ora è il nostro tempo, quindi siamo scatenati, ben sapendo che il periodo concesso sta per terminare. Sento il tuono dell’Onnipotente che mi ricorda il mio nulla e l’obbedienza che, anche contro la mia volontà, gli devo. Quel papa della Rerum Novarum vide, mentre celebrava la Messa, i demòni fuoriuscire dalle viscere della terra e diffondersi dappertutto. Così scrisse quell’odiosa preghiera al Principe delle Milizie celesti, che noi, però, abbiamo fatto abolire al termine della celebrazione. Oggi la terra è completamente invasa dai miei angeli decaduti e, se riusciste a vedere con gli occhi dello spirito, vi accorgereste che è tutto buio. Totalmente buio. Se vedeste i mostri infernali aggirarsi per il mondo, morireste di paura per la forma orribile che hanno. Eppure non ci credete.”


“Devo provocare guerre, devastazioni, catastrofi, portandovi all’esasperazione e alla bestemmia. La crisi devo aggravarla, ridurre in miseria sempre più persone, conducendole alla disperazione di non potersi liberare. Poi devo trasformare radicalmente la vostra cosiddetta società civile in una grossa rolla per porci. Vi ci faccio sguazzare dentro, per poi perdervi all’Inferno. I miei servi sono già all’opera, molti devono fare il lavoro sporco che io ho comandato loro di fare, sino alla fine. La terra deve essere un enorme cimitero, dove i pochi sopravvissuti saranno costretti ad adorarmi e servirmi come un dio. È questo il mio fine: essere dio al posto di Lui. Molti mi celebrano il culto, altri mi invocano, altri ancora mi adorano. Ma non sanno che sono già dannati. Per una manciata di euro e qualche piacere si concedono a me, finendo per consegnarsi ai miei artigli. Vedrete cosa farò alla vostra Chiesa, che scisma provocherò, peggiore di quelli passati. Vedremo quanti sono dalla Sua parte e quanti dalla mia. Il tempo sta per finire e io sono tutto preso dall’aumentare il numero di coloro che passano dalla nostra parte. Tutti devono riconoscermi come unico signore, anche se sono un nulla.”

Epperò, come ogni volta, il senso recondito (oltreché etimologico) della crisi è quello di un’occasione di conversione.

“Krisis” come opportunità dunque: persino quella dei movimenti ecclesiali, i quali hanno il pregio di approfondire carismaticamente aspetti della fede, ma comportano il rischio di addormentare le coscienze di coloro che, per quella natura umana ferita dal peccato originale che la porta ad accomodarsi nella scontatezza, finiscono per succhiare il latte delle linee direttive senza farsi più interloquire dalla presenza dell’incontro con Gesù, il quale vuole sempre e prima di tutto una relazione personale con ciascuno che sia veramente tale, coltivata quotidianamente in ogni frangente della propria vita, anche, e soprattutto, quelli apparentemente più banali, e non si accontenta di un rapporto formale, anche di qualità intellettuale, ma assunto come “pappa pronta” dall’alto, senza un trasporto che sia realmente individuale.

Giacché la domanda ad ogni credente è sempre quella medesima che, rivolta ai primi due discepoli mandati dal Battista ad accodarsi al Suo seguito, li interloquì a mettersi personalmente in gioco, entrando in relazione immediata con Lui: “Che cercate?… Venite e vedete” (cfr. Giovanni 1,38-39).

Così la crisi del clero serve a riportarci all’essenziale, a lasciare i fronzoli di una religiosità formale, di una fede preconfezionata, e ritornare alle basi: la vita di comunità, in un tempo in cui la “ekklēsía” si sfalda, va riassunta nella chiesa domestica innanzitutto, e più profondamente nella relazione sponsale, prima ed unica vera vocazione a cui abbiamo risposto e che ci convoca ad una responsabilità che occupa ogni aspetto della nostra vita, la quale in questi tempi più che mai ci richiama ad un impegno totalizzante, ma che vale ogni pena, poiché veicolo privilegiato della relazione con Cristo e strumento per la nostra salvezza personale.

Ed in questo tempo di confusione diffusa una cosa è certa: non c’è più spazio per la tiepidezza.

Non è più possibile titubare senza schierarsi, poiché le contingenze sono stringenti e nell’esasperazione delle circostanze ciascuno è costretto a prendere, volente o nolente, una posizione.

Si tratta, a ben guardare, del modo in cui il Padre Eterno giudica i suoi figli, quello che ponendo davanti al Figlio crocifisso convoca a svelare i pensieri del cuore, e così si palesa chi, come i due ladroni, anche affranto da una situazione insostenibile, si irrigidisce nell’incredulità, e chi invece si abbandona alla speranza e morendo in Cristo diviene con Lui germe di vita nuova.

Perché le realtà escatologiche si estrinsecano nel quotidiano: nella scelta, istante per istante, tra il bene ed il male, anche, e soprattutto, nelle piccole vicende del quotidiano, laddove, decisione dopo decisione, si forma per l’anima quell’habitus di tomistica memoria, che struttura il cammino dell’uomo in questa vita verso quel destino che lo attenderà poi, consequenzialmente, nell’altra.

È il Giudizio di Dio che si attua nella separazione spontanea della gramigna dal buon grano, il quale viene ghettizzato e per contrasto emerge, anche in liste di proscrizione, che pur compilate con malevola intenzione tornano invece utili a coloro che sono oggetto di discriminazione per potersi individuare al fine di creare una rete: quel “resto” chiamato ad essere germe sotto le ceneri di una civiltà in fiamme per la ricostruzione post-apocalittica, identificandosi, nella confusione che accompagna ogni volta il crollo di un impero, nell’attaccamento all’essenziale, che in questi tempi ultimi rimangono i Sacramenti e la preghiera.

Ma nonostante al prossimo orizzonte si addensi una caligine oscura, così come in quell’Ora delle Tenebre che vide il Cristo patente sul legno, Dio non ci ha affatto abbandonato, anzi (e come sempre nella storia della Redenzione), quando i Suoi figli si ostinano nell’allontanarsi da Lui, Egli manda loro come ultima risorsa la Madre, la quale, dobbiamo ammetterlo, in quest’era è realmente scatenata nei suoi appelli alla conversione (e di questo magari ne riparleremo in maniera più specifica prossimamente).

Tant’è che persino il demonio stesso, in conclusione di quel famoso esorcismo di quattro anni or sono, ha dovuto ammetterlo: “Quella lassù è triste perché vede ogni giorno molti suoi figli precipitare all’Inferno, nonostante le sue continue apparizioni, a cui non crede quasi nessuno.
 Le sue lacrime, versate per lo stato pietoso in cui molte anime vivono, stanno per terminare e lasceranno spazio ai castighi del Cielo”.

To be continued…

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Cronache

Segni nel Cielo

«Un segno grandioso apparve nel cielo: una Donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto.»

(Apocalisse 12,1-2)

Il vantaggio di non contare un cacchio è che puoi dire quello che vuoi che tanto non ti si fila più o meno nessuno, così, se sbagli, non hai fatto grossi danni, mentre se c’azzecchi puoi sempre vantarti dicendo (con il tuo bel ditino indice alzato): “Io ve l’avevo detto, ma non mi siete stati a sentire”; il che, detto tra noi, dà sempre una certa soddisfazione.

È il bello di non avere una reputazione da difendere, di godere di quella povertà di spirito che ti rende davvero libero di fronte all’altrui giudizio: un po’ come quei pastori betlemmiti che se ne stavano all’aperto nella notte in cui Nostro Signore venne nel mondo la prima volta, loro malgrado svegli a contemplar le stelle, e per questo sono stati fatti depositari della gloriosa rivelazione.

Tanto quanto quei tre Magi, che anche loro scrutavano il Cielo, proprio in cerca di un segno che confermasse le profezie, e che quando finalmente credettero di averlo trovato non si tirarono indietro, rimanendo nella comodità dei loro osservatori, ma si misero in gioco, prestando fede a ciò che videro nelle stelle, e per ciò furono resi degni della divina manifestazione.

E già che siamo in tema d’Epifania (che per chi ancora non lo sapesse, significa appunto “manifestazione”), mi prendo ancora un po’ di spazio per rilanciare sul piatto della congiuntura dell’anno che verrà, con un’altra singolare curiosità.

Ma prima di sfornare la polpetta occorre fare un piccolo preambolo. Perché se è vero che dar credito agli oroscopi è mera superstizione, è altresì vero che nella storia della Salvezza Dio si è espresso anche col movimento dei corpi celesti, dei quali è pur sempre Re e Creatore, e che perciò talvolta essi si fanno segno della Sua Presenza.

Come d’altronde ci insegna proprio l’episodio evangelico dei Magi, i quali non senza ragione se ne stavano col naso all’insù, ma come molti altri loro contemporanei, erano in attesa del compimento di ciò che era stato predetto proprio per i tempi in cui si ritrovarono a vivere, e perciò vigilavano.

Va detto infatti che, proprio nel centinaio d’anni a cavallo della nascita di Gesù, in Israele, ma non solo, l’attesa della venuta del Messia annunciato dalle Scritture era grandissima. Ed è storicamente appurato che, a partire dall’area compresa tra i fiumi Tigri ed Eufrate, ma in generale in tutta la regione babilonese, gli astrologi attendevano l’avvento di un “dominatore del mondo” che doveva giungere proprio dalla Palestina.

Ecco perché, quando i Magi videro profilarsi nel Cielo una particolare congiunzione planetaria (che né di stella, invero, né tantomeno di cometa si trattava), vi colsero il segno tanto atteso: nell’anno settecentoquarantasette dalla fondazione di Roma, il pianeta Giove, il quale secondo l’astrologia antica era il pianeta dei Re, entrò in congiunzione con Saturno, il pianeta sotto cui cadeva la protezione di Israele, nella costellazione dei Pesci, considerata il segno zodiacale della fine dei tempi, dando origine nel cielo ad un punto di luminosità pari ad una stella brillante e ben visibile su tutta la regione mediterranea.

Secondo la credenza ebraica la venuta del tanto atteso Messia sarebbe coincisa proprio con questa congiunzione, ed evidentemente i Magi questo lo sapevano, visto che proprio all’apparire di questa luce celeste si misero in cammino in cerca del neonato Re.

Detto questo veniamo al nostro di tempo, che come quello in cui visse il terzetto di evangelici astronomi, è parimenti un tempo di fremente attesa, in cui non pochi sono coloro che in silenzio vigilano, cercando tra le pieghe del proprio quotidiano vivere, i segni annunciati da antiche (e moderne) profezie.

E che quello in cui viviamo paia proprio essere il tempo descritto al capitolo dodici dell’Apocalisse, il sottoscritto l’aveva già paventato nel suo primo libro (pagina 481, per gli eventuali curiosi), e a tutt’oggi ne è sempre più convinto.

Così càpita che proprio un mesetto e mezzo fa, il giorno 20 novembre del 2016 (per coincidenza festa di Cristo Re), è iniziato un evento astronomico il quale pare senza precedenti nella storia, che ha visto il pianeta Giove entrare nella costellazione della Vergine e, a causa del suo moto retrogrado, ivi resterà per nove mesi e mezzo.

Il 23 settembre del 2017, quindi, Giove uscirà dalla costellazione della Vergine, lasciando quest’ultima in una posizione del tutto particolare: dietro di essa sorgerà infatti il sole, sotto di essa si troverà la luna, mentre sopra di essa si troveranno disposte, oltre alle consuete nove stelle della costellazione del Leone, anche i tre pianeti Mercurio, Venere e Marte, per un totale di dodici corpi luminosi.

Ora: il fatto che tutto ciò avvenga nell’anno del centenario delle apparizioni di Fatima (apparizioni che, tra l’altro, furono contraddistinte da straordinari segni nel Cielo, come quello del celebre “miracolo del Sole”), a me personalmente fa drizzare le antenne (e i peli sugli avambracci), perché anche ad un rimbambito come me risultano evidenti alcuni collegamenti.

Come ad esempio il fatto che sia proprio Giove, il pianeta dei Re, ad entrare nel corpo della Vergine, rimanendo nel suo “grembo” per il tempo esatto della gestazione di un bambino, e quando il “Re” uscirà dalla Vergine, questa sarà circonfusa dalla luce del sole nascente, con la luna sotto i suoi “piedi” e cinta da una “corona” di dodici “stelle”.

Dunque: sono solo io a vedere in tutto ‘sto popò di “epifania celeste” il riverbero dell’immagine di una “Vergine Trionfante” come quella il cui Cuore Immacolato è descritto nel famoso segreto di Fatima?

E stupisce soltanto me che l’inizio della “gestazione” del “Re” nel grembo della “Vergine”, la quale quindi comincerà a gemere «per le doglie e il travaglio del parto», sia coinciso con il giorno in cui è terminato il pubblicizzatissimo “Anno della Misericordia”?

Che me la ricordo solo io quella dichiarazione di Nostro Signore segnata da Santa Faustina Kowalska nel suo celeberrimo diario in cui Egli sollecita: «Parla al mondo della Mia Misericordia… Questo è un segno per gli ultimi tempi, dopo i quali arriverà il Giorno della Giustizia. Fintanto che c’è tempo ricorrano alla sorgente della Mia Misericordia» (Diario, pag. 309)?

E per inciso: la Donna vestita di sole del Libro della Rivelazione, non è figura soltanto di Maria Santissima, eh, ma anche, ed inscindibilmente, della Chiesa.
Ma di questo magari ne parliamo la prossima volta.

To be continued…

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