L’autore

GAT

Andrea Torquato Giovanoli ha iniziato a calcare le lande ambrosiane all’alba dell’ultimo quarto di secolo del passato millennio, appena quattro anni prima che Goldrake atterrasse sui teleschermi italiani per allietarne la tutto sommato felice infanzia.

Cresciuto all’ombra della Madunina ha perseguito i medesimi studi di Fantozzi, mestierando poi per anni nel campo dell’artigianato, fino ad intraprendere, ormai in sospetto fuoricorso, l’attuale carriera di scribacchino.

Nonostante quella santa donna di sua madre abbia cercato di educarlo alla fede, espletati i Sacramenti di rito egli ha visto bene di mettere più distanza possibile tra sé e l’oratorio (con annessi e connessi) peregrinando per anni nei malsani lidi d’inconsistenti filosofie, perniciose credenze e fallimentari ideologie, nella vana ricerca di una risposta a quelle domande esistenziali che invece aveva sempre avuto a portata di mano nel credo della sua fanciullezza.

Probabilmente esasperato dal suo ignorante errare Dio ne ha irretito il cuore mediante colei che sarebbe stata il tramite del suo riavvicinarsi al cattolicesimo.

Riconosciuto il valore di cotanta donna, il nostro, dopo cinque perigliosi anni di fidanzamento, è riuscito finalmente ad impalmarla sull’altare, avventurandosi così in quello sport estremo che cade sotto il nome di matrimonio.

È stato durante i lunghi anni della sua felice monogamia che egli ha sperimentato un intenso cammino di conversione, pure determinato in maniera profonda dalla perdita di tre figli e dalla malattia di un quarto, scoprendo proprio in questo contesto quella pienezza di senso tanto agognata in gioventù.

Dettagliati frammenti di questa esperienza emergono copiosi negli scritti che imbrattano le pagine virtuali di questo blog e quelle cartacee dei suoi libri, mentre a tutt’oggi, quando il tempo del suo incanutimento si approssima baldanzoso, il nostro si realizza compiutamente nella sua vocazione di sposo e genitore, nella consapevolezza d’essere un uomo comune che si sente speciale perché amato da Dio.