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La sindrome del panda

La sindrome del panda - Miniatura

È finalmente uscito il libro più controverso del nuovo millennio: dal già discusso autore de Il Vangelo di Maria, Nella carne, col sangue, Nel nome del Padre e Non più due, una nuova opera decisamente controcorrente, che con il suo irrispettoso umorismo scardina ogni “diktat” della cultura dominante.

La sindrome del panda è destinato a diventare in breve tempo un vero best seller ed è da oggi disponibile in tutte le migliori librerie.

«Contro ogni regola del politicamente corretto: illeggibile»

Washington Post

«Antidiluviano, antiliberista, antidarwiniano: non ci ha fatto ridere»

The Guardian

«Oscurantista ed antiegualitario, basato su tesi pre-illuministiche: anacronistico»

Le Monde

«Retrivo e medievale: affermare che esistano solamente due sessi è da nazisti»

Die Welt

«Giovanoli chi?!?»

Corriere Della Sera

«Troppo ancorato alla Tradizione e al Magistero, ma chi siamo noi per giudicare?»

Avvenire

«E che vi dobbiamo dire? A Noi è piaciuto un sacco»

Dio

Acquistabile anche su internet presso: AmazonIBSeBay o direttamente dall’editore Gribaudi.

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Libri

La sindrome del panda

 

La sindrome del panda - Miniatura

Volevo scrivere un libro che parlasse all’uomo, dell’uomo, da uomo.
Ma che parlasse anche alla donna, dell’uomo, da uomo.
Un libro che parlasse dell’uomo e della donna, agli uomini ed alle donne, da uomo.

Volevo scrivere un libro che ricordasse all’uomo il bello d’essere uomo ed alla donna il bello d’essere donna, ma che riconducesse anche entrambi a riscoprire il bello dell’essere fatti l’uno per l’altro e non l’uno contro l’altro.

Volevo scrivere un libro che parlasse del maschio e della femmina e del loro essere meravigliosamente unici e complementari: definitivamente non-intercambiabili. Un libro serio, ma non barboso, che fosse piacevole da leggere, anzi persino divertente.

Volevo scrivere un libro politicamente scorrettissimo e per farlo non serviva altro che parlare di cose ovvie, del tutto banali, cose vecchie come il cucco, ma altrettanto vere, che però oggigiorno non si conoscono più, ed anzi dà scandalo parlarne.

Volevo scrivere un libro, un bel libro, che parlasse di quella relazione tra ruoli capace di muovere il mondo, ma che di questi tempi è stata talmente pasticciata da essere quasi irriconoscibile, da renderla talmente triste che si preferisce rifuggirla nella vita vera, per scimmiottarla in quella virtuale.

Ma soprattutto volevo scrivere un libro che desse un po’ la sveglia a quella generazione d’uomini che si sono lasciati rubare il senso buono e bello della vita, in particolare di quella di relazione, e seguendo il più facile richiamo di falsi slogan si sono lasciati instradare sulla via dell’estinzione. E manco se ne accorgono più, tanto sono impegnati a cercare pokémon anziché figa.

Volevo scrivere un libro che fosse vero ed irriverente, ortodosso ed originale, serio e faceto insieme, e con dentro anche qualche parolaccia, così: tanto per sentirmi un po’ trasgressivo.

Ecco: volevo scrivere un libro così.

E niente: alla fine l’ho scritto. Ed esce a settembre.

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Libri

Ho letto un libro per bambini

Il Vangelo di Maria - Miniatura

di Massimo Micaletti

Ormai siamo tutti cattolici adulti, tutti abbiamo una nostra “idea” – e sottolineo “idea”, non “giudizio” – sulla Fede, sul Magistero, sul Papa e via dicendo.

Il cattoadultismo prende tutti, dal topo di biblioteca alla parrucchiera, dal cattolico della Domenica al signor quattro-Rosari-al-dì, dal kattolico a quello che: “cattolico ormai non ha significato, meglio cristiano”.

Ma qualcuno è rimasto bambino, o meglio è abbastanza maturo da poter scrivere un libro per cattolici bambini: mi riferisco ad Andrea Torquato Giovanoli e al suo Il Vangelo di Maria.

Ora: di solito non faccio recensioni, non ne ho le qualifiche, non ne ho il tempo, non penso interessi poi a molti sapere cosa leggo e che ne penso, e poi sembra sempre che t’abbiano pagato o promesso un contraccambio, ma faccio un’eccezione per questo libro.

E a dire il vero non so manco se tecnicamente questa possa definirsi “recensione”.

Mi interessa farvi sapere che l’ottica nella quale Giovanoli scrive non è quella del maestro, né quella dello studioso, bensì quella di chi condivide non solo un pensiero sui Misteri del Rosario, ma anche e soprattutto di chi vuol condividere un modo di vedere le cose.

Non è un “punto di vista”, è letteralmente uno sguardo, che poi è quello che forse dovrebbe essere proprio di ogni fede: quello del bambino.

È un modo di vedere le cose molto difficile da sperimentare, soprattutto per come viene vissuta la fede ora: da un lato, anche per chi si ammanta di umiltà, il Magistero diventa solo un punto di partenza per speculazioni e raffronti con “altre fonti”, spesso tutt’altro che oggettive, nei confronti della Chiesa, la Sposa di Cristo; dall’altro, la fede diventa un’esperienza emotiva, in definitiva chiusa in se stessa, una sorta di balsamo per un malessere esistenziale e nulla più, ed il Magistero una raccolta di autorevoli aforismi dai quali piluccare quelli più gustosi ed adatti all’umore del momento.

Ne Il Vangelo di Maria, dinanzi al Mistero dell’Incarnazione, al dramma della Crocifissione, alla gioia della Santa Vergine e di San Giuseppe per il ritrovamento di Gesù al Tempio, così come al dolore immenso di Maria per il proprio Figlio sfigurato, insultato e deriso sulla via del Calvario, lo sguardo è sempre di chi si fida e si affida. Di chi si fa un sacco di domande, ma non perché non creda a chi gli sta parlando, bensì perché, con umiltà e curiosità, vuol sapere perché e percome succedono certe cose meravigliose e tremende.

E le risposte si trovano nei dettagli e nelle digressioni che Giovanoli tratteggia e colma attingendo a piene mani dal Magistero e dalla storia della Chiesa, con amore tangibile per Gesù e per la Vergine, ma senza fantasticare o perdersi in suggestioni sentimentali.

Così pure, ad esempio, il soffermarsi sulle torture e sofferenze che Gesù patì mi fa pensare a quel bimbo che dinanzi ad una scena paurosa non distoglie lo sguardo, ma si aggrappa con tutte le sue forze al papà o alla mamma pur continuando a fare capolino. Il patimento ed il dolore di Gesù vengono descritti vivamente e crudamente, ma sempre alla luce della Resurrezione del Cristo e della presenza di Maria. Le parole sono semplici, i periodi netti, ma incisivi.

Si tratta, in buona sostanza, di un libro di grande profondità e di altrettanto efficace immediatezza: un bel dono alla devozione a Maria, Madre ed Avvocata di tutti noi cattolici.

Perciò leggerlo è stata una bella esperienza, che si può rinnovare ad ogni meditazione dei Misteri del Rosario.

Ed è per questo che ringrazio Andrea, a cui sono, in qualche modo, debitore.

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