Vita

Una precisazione

Pare incredibile, ma ho scoperto che non solo c’è chi legge quello che scrivo su questa piattaforma virtuale, ma che persino mi considera degno, non dico di prendermi sul serio, ma almeno di commentarmi.
Così ho deciso di rispondere qui a Lisa, che su facebook, a proposito del mio ultimo articolo, mi scrive:

«“È un terremoto, segno di richiamo per tutto il mondo”. Da brava abruzzese, che abita ad uno sputo da L’Aquila e in linea d’aria a 80 km da Amatrice, non posso non soffermarmi su questa frase. C’è una cosa che ho letto sul lastricato di Rieti quando ci sono stata per caso un paio d’anni fa. Umbilicus italiae. L’ombelico d’Italia. Il centro forse geografico, ma forse meglio ancora ideale dell’Italia. E questa cosa continua a tornarmi in mente da fine agosto. Non aggiungo altro, se non: Andrea svuota tutto il sacco il prima possibile… Grazie!»

Carissima Lisa,
innanzitutto sia chiaro: non sono un oracolo, non sono depositario di nessuna missione profetica, di nessun messaggio celeste e non ho neppure una sfera di cristallo (porcazozza!); tutto quello che scrivo è di dominio pubblico, rintracciabile su libri o in rete (ci sono tanti siti cattolici affidabili che approfondiscono molto bene questi stessi temi).

Io tutto quello che faccio è cercare di vigilare nel Getsèmani che è questo tempo, e lo faccio perché come credente sono tenuto a leggere la storia (mia e del mondo) con sguardo profetico, il che significa semplicemente osservarne lo svolgersi alla luce di una realtà oggigiorno ormai dimenticata dai più: quella che ogni evento dell’immanente è saldamente intrecciato da concause che hanno origine nel trascendente, poiché il Dio rivelatosi in Gesù è un Creatore definitivamente impastatosi con le Sue creature e che con esse, di conseguenza, interagisce continuativamente nel mondo invitando ciascuna a perseguire quel destino di salvezza per cui è stata creata.

Noi sappiamo infatti che Egli è Creatore del visibile così quanto dell’invisibile: perciò, anche e forse soprattutto come marito e padre, in questi tempi oscuri mi sento in dovere di scrutare i segni per poter meglio custodire l’anima mia e dei miei cari.

Questo è il motivo reale, molto poco eroico ahimè, per cui mi spendo a raccogliere e cercare di mettere insieme i pezzi che il Cielo dissemina nel nostro tempo.

Poi, visto che già ‘sto sbattimento lo faccio per il mio “orticello”, mi è venuto lo scrupolo di condividerne le conclusioni anche con quei quattro gatti che leggono questo blog, ché tanto, anche se faccio la figura del rimbambito, non c’ho mica una reputazione da difendere io.

Per quanto riguarda il terremoto come ammonimento, invece, non voglio entrare nel merito per il rispetto di quella sofferenza che proprio in questi giorni affligge anche tanti miei cari amici, che come te vivono in quelle zone gravate dalla prova.

Tuttavia ti confesso che a me ha fatto riflettere molto quello che ha scosso il centro Italia a fine ottobre, per via di alcune particolari contingenze: ha fatto crollare case & chiese senza fare nemmeno una vittima, di magnitudo tale da essere avvertito a Roma, è avvenuto il giorno prima del famigerato abbraccio tra il Pontefice regnante e la vescovessa dell’eresiarca, e a Norcia ha lasciato gli astanti contemplare il crollo della Chiesa di san Benedetto

Poi però se uno s’azzarda a parlare di castighi di Dio viene lapidato.

La verità è che l’uomo ha smesso di guardare al Cielo ed è finito a vedere soltanto il proprio misero ombelico, così si è dimenticato di essere null’altro che una fragile creatura: presumendo di essere padrone assoluto di sé quando invece non ha potere di aggiungere nemmeno un minuto al tempo concessogli.

Il fatto è che le tragedie accadono, piccole o grandi che siano, nella vita di ciascuno,  e servono proprio a ricordarci che siamo solo di passaggio su questa terra e che forse le nostre priorità vanno un attimino riviste, chessò, magari attendendo con un po’ più di premura al nostro destino eterno.

E insomma, amica mia, in conclusione io non ho sacchi da svuotare, sono una merdaccia come tutti noialtri, che sente sul cuore il peso di questi tempi bui e sa di non aver nemmeno l’ombra di una possibilità di non soccombere al male se non si tiene attaccato con le unghie e con i denti a Colui il quale il male l’ha già vinto, e già anche così cade un giorno sì e l’altro pure.

Non so cosa succederà, quando e dove: non ho altre risposte che quelle che la Mamma Celeste si sgola da cent’anni e più nel darci (preghiera e Sacramenti per una conversione che dev’essere quotidiana) ed alla cui gonna io mi aggrappo tremebondo, come un bimbo in preda al terrore per la grandezza del male che sovrasta la vita mia e di quei cari per i quali ho risposto alla vocazione di prendermene cura e di cui sono responsabile.

Per questo, Lisa cara, ogni giorno prego Gesù di farci Sua vigna prediletta, ponendo intorno alla nostra famiglia un recinto insuperabile, e di preservarci totalmente da tutti gli attacchi del demonio e delle sue schiere infernali in questo tempo di tenebra.

Standard