Vita

Di tutto. Di più.

Figlia treenne che, mentre la sto mettendo in pigiama, mi domanda: “Papà io sono bella?”

Ed io la guardo e le rispondo: “No; tu non sei bella…”, quindi faccio una breve pausa ad effetto durante la quale osservo la sua espressione passare rapidamente da speranzosa a sorpresa, poi a seria, quindi a magonòsa, con tanto di occhioni che iniziano a farsi lucidi; ed è a quel punto che io riprendo: “…Tu sei bellissima!”

Al che la mia bambina esplode in un sorriso raggiante e compiaciuto, gettandomi le braccia al collo grata per averle dato soddisfazione oltre ogni suo auspicio.

Ecco: la storia della salvezza racchiusa in un episodio di banalità quotidiana.

Poiché anche l’uomo nella sua relazione col Padre domanda pienezza secondo il suo desiderio, che è limitato, e quando le circostanze del vivere, che sono specchio della volontà di Dio, paiono deludere le sue attese, subito si rattrista, lasciandosi tentare alla disperazione.

Ma gli basta attendere fiducioso il dispiegarsi del disegno divino per rimanere sorpreso ogni volta da un epilogo che supera ogni sua aspettativa.

Proprio come quei primi dodici, i quali, davanti a cotanto Messia, si gongolavano nell’attesa di un immaginifico regno terreno, rimanendo delusi da una morte di croce, per poi vedersi stupefatti da una risurrezione che è segno certo di un Regno Celeste.
Venturo e pur già presente.

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