Paternità

Sintomi da Ostracismo Selettivo (S.O.S.)

Episode I – Una falsa speranza

Ritiro i due piccoli dall’asilo e li riporto a casa.
Quindi, come da copione, li metto subito in pigiama (così da vivere nell’illusione che sia prossima l’ora in cui finalmente andranno a letto).
Mentre il mezzanello con conclamata reticenza fa finta di cambiarsi da solo, io svesto la piccolina, la quale, tutta allegra, irrompe con un’inaspettata domanda: “Papiii, domani Macco viene a casa mia?”
Io la guardo perplesso, e suo fratello evidentemente se ne accorge perché viene in mio soccorso precisando: “Marco è un suo amichetto dell’asilo”
Al che io rispondo alla mia dilettissima figliola: “Certo, amore mio: quando avrai 37 anni e sarai andata a vivere da sola il tuo amico Marco potrà venire a casa tua”…

Episode II – La minaccia fantasma

La moglie rientra a casa coi tre pargoli, dopo averli ritirati tutti da scuola ed averli fatti pascolare un’oretta all’oratorio, dove si sono convenientemente sfogati coi loro compagnetti.
Accolgo la combriccola sgambettante con malcelato entusiasmo e la mia venerata principessina mi corre incontro esclamando: “Papiii, ho giocato col mio amico Maccooo!!!”
Io subito mi rabbuio e, mentre le tolgo il giubbottino, sibilando tra i denti le domando: “Assì? E dimmi, tesoro, gli hai detto addio al tuo amichetto Marco?”
Al che mia figlia mi squadra stranita e senza troppa cognizione di causa, inquisisce: “Pecché?!?”
“Perché il tuo amichetto Marco, amore mio, sarà presto vittima di un tragico incidente”…

Episode III – L’impeto colpisce ancora

Pargoli rientrati dalla piscina, posiziono la piccoletta sul fasciatoio per cambiarla e mi sento annunciare a voce squillante: “Papiii, io voglio il mio amico Ale…”
Al che io le domando (sbuffando interiormente): “E chi è adesso questo Ale, un altro tuo compagno d’asilo?”, a cui lei risponde gestualmente scuotendo con energia su e giù la capoccetta bionda.
Quindi riprendo: “Evvabbé figlia mia, e prima l’amico Marco, ora l’amico Ale: guarda che non puoi trattare i tuoi compagni d’asilo come Kleenex usati però…”
La mia pargoletta, ovviamente, non comprende il senso della mia risposta, ma guidata dal suo infallibile intuito femminile fa spallucce e rilancia: “Papi, allora mi compri un gatto?”
E mentre sento che sua madre di là in salotto ridacchia sotto i baffi, ostentando una consolidata non-chalance rispondo alla mia bambina: “No tesoro, niente animali per casa (a parte i tuoi fratelli)”.

E niente: mia figlia non ha neanche tre anni e già sono in pieno isterismo da “padre della sposa”…

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