Cronache

Keep calm and òcio…

Ok, lo confesso: sapere per certo che quel simulacro luciferino della Killary non prenderà le redini del paese più armato del globo è una gustosa soddisfazione.

Stamattina appena alzati non avete notato anche voi come il sole splendesse luminoso nel cielo, gli usignoli cantassero allegri, i bimbi saltassero giocosi per le strade e persino l’aria sembrasse nuovamente pulita, senza più quell’intenso odore di zolfo che aleggiava da oltreoceano?

Ahh, un vero sollievo…

Adesso però occorre calmare gli entusiasmi e ritornare a guardare le cose con un po’ di obiettività.

Già, perché è pur comprensibile che, in tempi come quelli odierni in cui regna una sempre più spessa coltre di confusione, ed ormai sostanzialmente deprivati di modelli di riferimento solidamente cattolici, coloro i quali (come il sottoscritto) rimangono ostinatamente attaccati a vetusti principi non-negoziabili possano soccombere alla tentazione di guardare a quelle rare figure che emergono dalla melma del politicamente corretto come a novelli salvatori della patria, finendo poi, erroneamente, per osannarli.

E non è per fare il guastafeste, sia chiaro, ma occorre ammettere che a ben guardare non è che Trump sia proprio un Elia redivivo, eh: è più che altro un’incognita in realtà, e che davvero attenda alle belle speranze a cui ha dato adito di pensare (principalemnte agli americani) è ancora tutto da dimostrare.

Si pensa forse infatti che quei leviatanici poteri forti che hanno sponsorizzato a suon di milioni e milioni di dollari la campagna della Clinton, davanti alla disfatta nell’avere il loro burattino finalmente insediato alla presidenza statunitense, si ritireranno in buon ordine plaudendo di buon grado il verdetto popolare?

O che forse siano tanto sprovveduti da non aver preparato uno o più piani di riserva nel caso si fosse verificata l’incresciosa ipotesi che il tycoon aranciopigmentato vincesse le elezioni?

È quantomeno inverosimile: se non riusciranno ad addomesticarlo cercheranno di ostracizzarlo in qualsiasi modo, alla peggio lo manderanno a giocare a burraco allo stesso tavolo di Lincoln, Garfield, McKinley e Kennedy.

Staremo a vedere, ma intanto occhio a non mettere sul piedistallo il buon Donald.

Così come occhio a non incoronare d’alloro il Cesare dell’est: per quanto anch’egli paia operare sotto gli effluvi dello Spirito di un’Ortodossia che qui in occidente ce la sognamo, non è che sia proprio un Enoch redivivo, eh: teniamo presente che si tratta pur sempre del capo della seconda nazione meglio armata del pianeta, ed è comunque un uomo, ed un uomo di potere, soggetto anch’egli ad una natura ferita dal peccato originale e passibilissimo di tentazioni di supremazia assoluta.

Si pensi, ad esempio, all’eventualità in cui davvero l’America incominci a farsi un po’ i cacchi suoi anziché spargere per il mondo i bellicosi semi della sua democrazia; si pensi che magari per davvero venga data una reale possibilità alle nazioni europee di decidere di sottrarsi dal cappello della NATO e scegliere in maniera sovrana di stringere alleanze secondo i propri reali interessi o anche di rimanere neutrali, volendo.

A quel punto, nel quadro geopolitico internazionale, l’Europa rimarrebbe un continente ricco e militarmente debole, caratteristiche che potrebbero risvegliare sopite ambizioni di conquista da parte di superpotenze circostanti.

Metti che a Putin partisse l’embolo dello zarismo potrebbe tranquillamente affondare le lame di un novello espansionismo nel ventre molle di questa Europa bolsa e rimbambita, trovando la stessa capacità di resistenza del burro caldo.

E lo stesso discorso varrebbe per un’eventuale ondata di colonialismo di matrice islamica (visto oltrettutto che le avanguardie di un ipotetico esercito mussulmano sono già capillarmente diffuse sul nostro territorio).

Perciò stiamo calmi e occhio a non far di nessun uomo un idolo, poiché solo Uno è il Salvatore e non si chiama né Donaldo, né Vladimiro (e nemmeno Giorgio, per inciso), giacché come la storia ha più volte dimostrato, per quanto improbabile, nulla è davvero impossibile.

Tanto quanto un Trump presidente.

Standard