Libri

Ho letto un libro per bambini

Il Vangelo di Maria - Miniatura

di Massimo Micaletti

Ormai siamo tutti cattolici adulti, tutti abbiamo una nostra “idea” – e sottolineo “idea”, non “giudizio” – sulla Fede, sul Magistero, sul Papa e via dicendo.

Il cattoadultismo prende tutti, dal topo di biblioteca alla parrucchiera, dal cattolico della Domenica al signor quattro-Rosari-al-dì, dal kattolico a quello che: “cattolico ormai non ha significato, meglio cristiano”.

Ma qualcuno è rimasto bambino, o meglio è abbastanza maturo da poter scrivere un libro per cattolici bambini: mi riferisco ad Andrea Torquato Giovanoli e al suo Il Vangelo di Maria.

Ora: di solito non faccio recensioni, non ne ho le qualifiche, non ne ho il tempo, non penso interessi poi a molti sapere cosa leggo e che ne penso, e poi sembra sempre che t’abbiano pagato o promesso un contraccambio, ma faccio un’eccezione per questo libro.

E a dire il vero non so manco se tecnicamente questa possa definirsi “recensione”.

Mi interessa farvi sapere che l’ottica nella quale Giovanoli scrive non è quella del maestro, né quella dello studioso, bensì quella di chi condivide non solo un pensiero sui Misteri del Rosario, ma anche e soprattutto di chi vuol condividere un modo di vedere le cose.

Non è un “punto di vista”, è letteralmente uno sguardo, che poi è quello che forse dovrebbe essere proprio di ogni fede: quello del bambino.

È un modo di vedere le cose molto difficile da sperimentare, soprattutto per come viene vissuta la fede ora: da un lato, anche per chi si ammanta di umiltà, il Magistero diventa solo un punto di partenza per speculazioni e raffronti con “altre fonti”, spesso tutt’altro che oggettive, nei confronti della Chiesa, la Sposa di Cristo; dall’altro, la fede diventa un’esperienza emotiva, in definitiva chiusa in se stessa, una sorta di balsamo per un malessere esistenziale e nulla più, ed il Magistero una raccolta di autorevoli aforismi dai quali piluccare quelli più gustosi ed adatti all’umore del momento.

Ne Il Vangelo di Maria, dinanzi al Mistero dell’Incarnazione, al dramma della Crocifissione, alla gioia della Santa Vergine e di San Giuseppe per il ritrovamento di Gesù al Tempio, così come al dolore immenso di Maria per il proprio Figlio sfigurato, insultato e deriso sulla via del Calvario, lo sguardo è sempre di chi si fida e si affida. Di chi si fa un sacco di domande, ma non perché non creda a chi gli sta parlando, bensì perché, con umiltà e curiosità, vuol sapere perché e percome succedono certe cose meravigliose e tremende.

E le risposte si trovano nei dettagli e nelle digressioni che Giovanoli tratteggia e colma attingendo a piene mani dal Magistero e dalla storia della Chiesa, con amore tangibile per Gesù e per la Vergine, ma senza fantasticare o perdersi in suggestioni sentimentali.

Così pure, ad esempio, il soffermarsi sulle torture e sofferenze che Gesù patì mi fa pensare a quel bimbo che dinanzi ad una scena paurosa non distoglie lo sguardo, ma si aggrappa con tutte le sue forze al papà o alla mamma pur continuando a fare capolino. Il patimento ed il dolore di Gesù vengono descritti vivamente e crudamente, ma sempre alla luce della Resurrezione del Cristo e della presenza di Maria. Le parole sono semplici, i periodi netti, ma incisivi.

Si tratta, in buona sostanza, di un libro di grande profondità e di altrettanto efficace immediatezza: un bel dono alla devozione a Maria, Madre ed Avvocata di tutti noi cattolici.

Perciò leggerlo è stata una bella esperienza, che si può rinnovare ad ogni meditazione dei Misteri del Rosario.

Ed è per questo che ringrazio Andrea, a cui sono, in qualche modo, debitore.

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