Paternità

Premura senza premura

Oggi, nel tardo meriggio, mentre uscivo per andare a prendere i pargoli a scuola, sono passato per il cortile del condominio dove abitiamo, che a causa della canicola era deserto, ed ho incrociato una nonna che faceva prendere un po’ d’arietta alla nipotina appena nata, ancora ben nascosta nella sua carrozzina.

Passeggiava lenta, conducendo la carrozzella entro l’ampia zona d’ombra, quando ad un tratto si è fermata, ed armeggiando nella culletta, ha sussurrato alla nipotina: “Uh, ma questo sole è proprio noioso, aspetta che ti sposto la cappottina così: ecco, adesso non c’è più quel brutto raggio a darti fastidio…”.

Quindi ha ripreso a girare per il cortile, camminando senza fretta, con l’unico impegno di dedicare tutto il proprio tempo e le sue attenzioni alla sua piccola accudita.

Per me è stato proprio un attimo: in ritardo come sempre, avevo una gran fretta ed ho giusto attraversato il cortile avventandomi a passo celere verso il cancello d’uscita mentre, da buon Milanese Imbruttito, già mettevo mano al radiocomando dell’auto.

Ma mi è bastato gettare uno sguardo di lato per assistere a quella scena e mettere in moto pensieri che mi hanno accompagnato per tutto il tragitto verso la scuola dei miei figli.

Perché mi è sovvenuto alla mente il ricordo di quei momenti che hanno visto anche me alle prese con i miei bambini appena nati, e di quanto, in quei primi mesi della loro vita, davvero tutte le tue attenzioni sono rivolte a loro, e nella tua vita pur attraversata da tutti gli impegni quotidiani, riesci comunque a trovare ritagli di tempo esclusivo per loro, per accomodarli in ogni più piccolo dettaglio, poiché in quei primissimi frangenti della loro vita assapori in maniera del tutto particolare quanto essi siano realmente un tesoro preziosissimo, e come tale li tratti.

Finché poi loro crescono in fretta, e la vita torna invadente a reclamarti, ma soprattutto, dopo quelle primissime settimane di puro idillio, tu finisci per abituarti alla loro presenza, che inizi a dare per assodata, e l’attenzione per essi rientra in un range di normalità.

Ché funziona un po’ così, no? Come una specie d’innamoramento: appena nati i tuoi figli ti rapiscono letteralmente gli occhi ed il cuore, stai ore a contemplarli, e quasi fai a gara con tua moglie per prendertene cura.

Poi però questa prima fase (che in alcune circostanze rischia di rasentare la morbosità) va via via scemando, e quella relazione esclusiva con loro si ridimensiona ad un normale rapporto tra genitore e figlio.

Questo però assume una dimensione diversa tra nonno e nipote, poiché a differenza dei genitori, entrambi sono molto più liberi dall’assedio stringente della quotidianità: i nonni, normalmente, diventano tali quando hanno già raggiunto quella stagione della vita in cui il tempo torna generoso, come da bambini, e la giornata presenta tanti spazi vuoti che puoi riempire con una dedizione maggiore per le piccole cose.

Così ritorni ad innamorarti di quei piccoli fantolini, come quando fosti novello genitore, ma questa volta il tempo si dilata e la fase in cui trascorri ore a contemplarli con occhi adoranti dura molto più a lungo.

Tanto che proprio riscorrendo mentalmente (e con una puntina d’invidia) quella scena intravista in cortile, mi sono ritrovato a pensare a come anche quel Padre Celeste si comporti con i suoi figli un po’ come quella nonna, tanto piena di premure quanto priva di premura: anch’Egli verso ognuno dei suoi figli rimane soggiogato in una sorta d’imperituro innamoramento.

Anch’Egli, istante per istante, dedica a ciascuna di quelle Sue amatissime creature cure davvero esclusive, guardando ognuna di esse con occhi contemplativi, e pur rispettandone la libertà fino allo strazio del rifiuto, non smette un momento di spasimare per ognuna, come se fosse l’unica.

Poiché al Suo Cuore di Padre ognuno dei Suoi figli è realmente un tesoro preziosissimo.

Ed anch’Egli, come quella nonna premurosa, ogni figlio che a Lui si affida lo accompagna nel cammino fino al termine dei suoi giorni, riparandolo con la Sua Ombra.

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