Fede, Relazione

Sì al sì, no al no

Oggi celebrazione della Divina Trinità.
E così càpita che ti ritrovi a Messa, seduto a fissare quel meraviglioso affresco che da dietro l’altare ti racconta del Crocifisso presente nell’Eucaristia e di quel Mistero insondabile che lo unisce al Padre ed allo Spirito.

In sottofondo ti culla la cantilena dell’interminabile predicozzo in sciapo parrocchiese, così cominci a ripensare a come quello stesso Mistero si rinfranga anche nell’identità dei coniugi all’interno del Sacramento matrimoniale, perché se è vero (come è Vero), che l’uomo è stato tratto dalla terra e la donna è stata tratta dalla carne dell’uomo ed i due nel Sacramento sono chiamati a ricongiungersi indissolubilmente in una sola carne, allora ti risulta più evidente che mai quanto essi realmente siano chiamati a ricalcare il medesimo Mistero divino.

Giacché uomo e donna sono sì creature di genere diverso, create secondo una diversa modalità, ma dall’Unico Creatore, e fatte per stare insieme e trovare completezza.

Questa è la Rivelazione di un’origine comune, un’origine che oltrettutto è contraddistinta da una dinamica di procedimento: l’uomo procede dalla terra e la donna procede dalla carne dell’uomo, così come poi da entrambi procede la loro prole, esattamente come nell’Unità Trinitaria il Figlio procede dal Padre e lo Spirito procede dal Padre e dal Figlio.

Perciò è anche in questo senso che l’Altissimo creò l’umanità a Sua immagine: maschio e femmina la creò, in quella medesima dinamica che rifrange la relazione d’Amore intima al Dio che è Uno e Trino.

Il progetto divino sulla coppia è di conseguenza pensato come un rapporto di inscindibile Alleanza: la condivisione di una comune origine ed un medesimo destino, attraverso un percorso consumato nella ricchezza della diversità, e nella fecondità di differenze che non sono create per la contrapposizione, bensì per la complementarità.

Ecco perché allora il ripudio mosaico non può che rimanere in definitivo, inappellabile ed imperituro abominio a quel disegno originale di Dio, il quale si fa Verbo incarnato per restaurare quell’Alleanza scalfita dalla durezza del cuore dell’uomo che tenta invano di giustificare la sua creaturale debolezza istituendo a norma la propria ipocrisia.

Ecco perché, di conseguenza, l’azione luciferina è propriamente tesa a divorziare quella primitiva Alleanza fin dalla prima coppia, in spregio ed offesa a quell’immagine della relazione Trinitaria in cui essa è stata creata fin dal principio.

E la Parola cristallina del Figlio rivela esattamente quell’originario progetto divino sulla coppia e sulla famiglia che non lascia scampo ad alcuna interpretazione, ma secondo il Suo stesso monito si esprime col «sì al sì» e il «no al no».

Poiché il di più viene dal maligno.

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