Cronache

Il Katechon

È un po’ di tempo che nell’ampio spazio vuoto che c’è tra i (pochi) neuroni della mia testa, mi frulla questa cosa.

Poi però, un po’ perché in quest’ultimo periodo sono stato molto preso a chiudere la bozza del mio nuovo libro (quello che uscirà a settembre e per il quale avevo già dovuto chiedere ai miei editori una proroga della consegna), un po’ perché due dei miei amatissimi pargoli hanno visto bene di prendersi uno la varicella e l’altra una mezza otite, alla fine ho dovuto procrastinare (ed anche trascurare un po’ il blog, in verità, anche se mi sa che nessuno ha sentito poi più di tanto la mancanza dei miei meravigliosi articoli).

Invece oggi (sarà anche per via di questa splendiduggiosa giornata di magginverno), dopo tanti tentennamenti alla fine mi è partito l’embolo: così ho ripreso in mano quel passo della seconda lettera ai Tessalonicesi di San Paolo ed ho riletto quei passi del secondo capitolo.

E mi è venuto un colpo.

Perché il caro Apostolo delle Genti non ci va giù per niente piano:

«[1]Ora vi preghiamo, fratelli, riguardo alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo e alla nostra riunione con lui, [2]di non lasciarvi così facilmente confondere e turbare, né da pretese ispirazioni, né da parole, né da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia imminente. [3]Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti dovrà avvenire l’apostasia e dovrà esser rivelato l’uomo iniquo, il figlio della perdizione, [4]colui che si contrappone e s’innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio. 

[5]Non ricordate che, quando ancora ero tra voi, venivo dicendo queste cose? [6]E ora sapete ciò che impedisce la sua manifestazione, che avverrà nella sua ora. [7]Il mistero dell’iniquità è gia in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene. [8]Solo allora sarà rivelato l’empio e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà all’apparire della sua venuta, l’iniquo, [9]la cui venuta avverrà nella potenza di satana, con ogni specie di portenti, di segni e prodigi menzogneri, [10]e con ogni sorta di empio inganno per quelli che vanno in rovina perché non hanno accolto l’amore della verità per essere salvi. [11]E per questo Dio invia loro una potenza d’inganno perché essi credano alla menzogna [12]e così siano condannati tutti quelli che non hanno creduto alla verità, ma hanno acconsentito all’iniquità».

E niente: non aggiungo altro.

Se non: “porcazozza”. Oltre ad una breve sottolineatura di quel settimo versetto: «Il mistero dell’iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene».

Perché pensandoci bene, il “katechon” (ossia colui che trattiene lo scatenarsi del mistero d’iniquità) a me pare proprio che sia stato tolto di mezzo.

E non era Pannella.

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