Cronache

Prove tecniche di secessione

Boh, forse sono io che non ho capito bene.

Ma dice che la Federal Reserve mugugna con la J.P. Morgan Chase perché ha problemi di liquidità. Che c’aveva un malloppetto di una cinquantina di trilioni di dollari che gli ballava in giro e così ha comprato un po’ di derivati da ogni dove, ma che adesso vorrebbe averne un po’ indietro e, mannaggia, non si ricorda più bene dove li ha messi.
Però niente panico, perché tanto si tratta solo della banca centrale americana, e se ha problemi a rientrare dei suoi fondi mette a rischio solo Wall Street (e l’intera stabilità finanziaria americana).

Dice che la Russia intanto disinveste in titoli di stato Usa per circa nove miliardi, mentre la Cina praticamente sta finendo di comprarsi l’Africa. Però in Europa è tutto a posto: la Grecia ormai è andata, il Portogallo è a buon punto di cottura, Irlanda e Spagna stanno rosolando, la Danimarca è già da mo’ che auspica un referendum per uscire dall’UE, mentre l’Olanda spernacchia Bruxelles con un chiaro NO ai trattati Euro-Ucraini, rilanciando sugli inglesi a cui pare non siano bastati i contentini ottenuti all’ultimo consiglio europeo e che perciò stanno pensando sempre più seriamente di mollare il colpo (ma lo chiamano “Brexit”: che fa molto più figo).

Dice che la Germania ha stampato queste nuove monetine (lei può farlo, evidentemente, è ancora uno stato sovrano, mica come gli altri che fanno solo quello che “ce lo chiede l’Europa”): due milioni e mezzo di pezzi da cinque euri, con un bel bordino blu, che però avranno corso legale solo nel territorio tedesco e basta, negli altri paesi saranno conio esclusivo per collezionisti, tipo i soldi del Monopoly.
Tranquilli, comunque, è solo per vedere l’effetto che fa (mica che qualcuno poi pensi male: tipo che la Mutti stia pensando di parare il teutonico sederone in caso di sgretolamento della moneta unica, eh).

Dice che la Killary, nonostante il suo nome sia in tutti i dossier più scandalosi dell’ultima amministrazione (Whitewater, Travelgate, Filegate), sia indagata per mazzette dalle lobby corporative, per uso improprio di file classificati, per aver creato e cresciuto l’ISIS (ah, no: quello è colpa di Putin), resti comunque destinata a rilevare il primo presidente nero della storia.
D’altronde avere la prima donna alla Casa Bianca fa troppo propaganda mediatica per non mettere al governo della nazione più armata del mondo una professa guerrafondaia.

Dice che lo Zar Vladimirovič, a scanso di equivoci, s’è fatto su una bella Guardia Nazionale di un duecentomila miliziani scelti, così: per stroncare sul nascere ogni eventuale “primavera russa” eteropromossa.
E siccome poi storicamente gli USA scongiurano i collassi finanziari entrando in guerra con qualcuno, la Russia ha ultimamente approntato un bel tris di basi (Khmeimim, Kaliningrad e Sebastopoli) preparate a puntino per un’escalation bellica sia di tipo convenzionale che di tipo nucleare (con una tecnologia tale che le forze “alleate” ammassantesi ai suoi confini un pochino si sono arrossite in viso, non si sa ancora se per la rabbia, l’invidia o la vergogna).

Dice che pare proprio ci sia tanta voglia di baruffa nell’aria.
O forse sono solo io che non c’ho capito niente.

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