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Siamo tutti Giuda

Estratto da “Non più due”

Bambina mia, in questo giorno che ci vede ricordare il tradimento dell’apostolo verso il Dio incarnato, lascia che ti parli di questo argomento così scabroso quanto, ahimé, quotidiano, in ogni relazione, ma soprattutto in quella sponsale.

E te lo dico subito, cosicché tu possa metterti il cuore in pace: tradirai e sarai tradita.

Perché se l’uomo è pur capace di fedeltà, è anche vero che, per quella sua natura ferita dal peccato originale, rimane incline e tentato al rinnegamento di quella fiducia che gli viene accordata.

Ciò però non ti sia di scandalo, né di sconforto, poiché proprio in virtù di quel Sacramento che unirà te ed il tuo sposo, potrete ogni volta rialzarvi da ciascuna caduta se vi aggrapperete l’uno all’altro ed entrambi a Colui che vi sostiene.

Poiché siamo tutti Giuda e quando ci troviamo ad essere infedeli ai voti fatti, per quanto sacri essi siano, non dobbiamo lasciarci prendere dalla disperazione, ma con ancor maggior sollecitudine di quella occorsa per tradire, subito pentiti domandare perdono a chi è stato vittima della durezza del nostro cuore.

Se invece siamo noi a subire il tradimento allora dobbiamo avere l’umile coraggio di vedere in chi ci ha offeso la nostra stessa debolezza, per saper poi cogliere quella lacerante circostanza come l’opportunità che si rivela essere, se vissuta in Cristo: perché davvero per chi è vittima del tradimento si realizza l’occasione di vivere in comunione con quel Dio fattosi Carne che, all’apice del Suo dono d’Amore, è stato rinnegato, e quindi non subire il male come uno schiavo delle contingenze, ma rimbalzarlo con un atto d’amore ancor più grande, facendosi padrone di una circostanza mortifera ribaltata in una convivenza col divino.

E per la mia esperienza ti garantisco figlia mia che in quel momento in cui comprenderai che il tuo cuore straziato dalla fiducia tradita è tanto più simile al cuore ogn’ora disprezzato di Dio, davvero ti ritroverai in intimità con quel Gesù consegnato dal discepolo iscariota ai suoi aguzzini, e potrai perfino arrivare a renderne grazie, perché ti sentirai privilegiata di una tale comunione.

Anche se umanamente, come tuo padre, spero tu non debba mai essere messa alla prova su questo terreno, ma altresì vivo la consapevolezza che nel tuo piccolo anche tu rinnegherai e sarai rinnegata, facendo ogni giorno esperienza di cosa significa davvero vivere la grandezza del matrimonio, anche nelle tante piccole ombre gettate dalla debolezza umana.

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