Fede

Lo Spirito patente

Che poi, a ben guardare, non solo il Figlio è salito in croce, bensì tutta la Trinità ha questo pallino del Triduo Pasquale.

Già il Padre, amante appassionato del Popolo Eletto, dopo i prodigi operati per la sua liberazione, la purificazione pedagogica nel deserto e l’attribuzione di una terra benedetta, si lasciò crocifiggere nella prima distruzione del Tempio Santo (segno concreto della Sua presenza), rimase nel sepolcro dei lunghi anni della deportazione, per poi risorgere con il ritorno nella terra promessa e la riedificazione, appunto, del Tempio.

Nella pienezza dei tempi, quindi, è stata la Seconda Persona della Trinità ad incarnare la rivelazione di questo progetto pasquale di Dio per sé e per l’uomo.

Ma è in questi Ultimi Tempi, che sono quelli della Chiesa (nuovo Tempio Santo animato dalla Terza Persona Trinitaria), ed in questi ultimissimi in maniera del tutto particolare, che proprio lo Spirito, il quale “è Signore e dà la vita“, rivive una Sua personale passione: Egli è crocifisso nel genocidio di tutti i concepiti uccisi nel grembo materno; patente nell’inchiodatura patibolare con quel numero sterminato di embrioni infissi nello stato di congelamento; torturato infine in tutte quelle anime innocenti che in provette di laboratorio sono oltraggiate con l’inumana tecnica della fecondazione artificiale, opera mefistofelica di una scienza presumente una creazione senza dio.

Ecco fino a che punto giunge l’amore di Dio per quell’uomo che in ogni tempo lo tradisce: lasciarsi morire in croce in ognuna delle Sue Divine Persone e rivivere in ognuna di Esse una rinnovata Passione.

Per poter compiere ancora una volta (che auspichiamo ultima) la salvezza della Sua creatura nella Sua Risurrezione.

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