Cronache

È guerra

Allora: non stiamo a prenderci in giro, il tempo del dibattimento è finito, il dialogo non è mai stato un’opzione, è rimasto ormai solo lo scontro.

E lo scontro a muso duro è già in atto, lo stiamo consumando.

Però tranquilli ragazzi: sono alla frutta. Anzi: oltre.

Poiché anche se faticoso e paradossale, il bello di dover spiegare l’ovvio, di dover difendere la Verità, è che poi arriva il momento in cui la macchina schiacciasassi dell’ideologia si spatàscia sul muro della realtà.

Ed il segnale che quel momento è giunto è l’isteria di massa.

È l’ora che stiamo vivendo: ci sono tutti i sintomi. Gli schemi della propaganda stanno saltando come miccette: dalla “figura contenitiva” al “concetto antropologico”, dalle reclàme con brugole, biciclette e cinture di sicurezza alla martellante frenesia con cui stanno inflazionando il palcoscenico mediatico. Una sconnessa serie di deliranti autogol.

Tutto secondo copione: finiti gli argomenti (se mai ne hanno avuti) ora passeranno alla violenza, ma a quel punto, seppur apparentemente vincenti, avranno già perso.

D’altronde gli schieramenti sono scesi sul campo: il loglio si sta separando da solo dal buon grano, semplicemente emarginandolo.

Coloro che si ostineranno a non prendere posizione verranno rigurgitati, quindi non si perda tempo ad occuparsi di loro.

Abbiamo dato la nostra bella testimonianza, i porci hanno ricevuto fin troppe perle, ora cominceranno a rivoltarcisi contro. Ma niente paura: la grande bugia contemporanea ha le gambe troppo corte per continuare ad avanzare, si trascina esausta su moncherini ormai consumati.

Attenzione, però: ciò non significa che la battaglia legale sarà sicuramente vinta.

Anzi, siccome quella si gioca sul terreno colluso della politica, gli sciacalli faranno i loro giochi sporchi fino alla fine e c’è una seria probabilità che la menzogna verrà normatizzata.

Non sarà però che una vittoria apparente.

Certo la violenza dilagherà (già siamo ai cori da stadio ed agli oscuramenti telematici, prepariamoci ad una ritorsione di stampo persecutorio), e ci saranno vittime innocenti, purtroppo. Ma il tempo del nemico sta davvero per scadere, ecco perché si accanisce con maggior virulenza.

Perciò restiamo saldi nell’orazione e perseveranti nella testimonianza. Ostinatamente resilienti nella serena consapevolezza: che per quante battaglie sembrerà che perderemo, la guerra è già vinta.

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