Fede

Il Presepio in Croce

Natività

L’altro giorno me ne stavo in chiesa, stranamente un po’ in anticipo per la Messa, e nell’attesa che la funzione cominciasse mi sono ritrovato ad osservare gli addobbi d’Avvento, notando anche con una certa sorpresa come avessero già preparato tutto per il Natale.

Scenografia molto bella, in verità, perché la chiesa così decorata ridonava il senso di un’attesa davvero sentita di un avvenimento grande, tanto che tra i paramenti di rito ho notato che avevano digià preparato persino la mangiatoia.

Mangiatoia ancora vuota, ovviamente, disposta però proprio sotto una grossa croce, anch’essa priva di Crocifisso, quasi a lanciare un messaggio, anzi, più una muta allusione: come a far sì che contemplando quei simboli spogli tu fossi costretto ad immaginarti il protagonista, ancora assente, di entrambe le scene.

È stato allora che, ammirato per quell’insolito, ma calzante accostamento, ho iniziato a meditare sul senso di questa aspettativa, e così ad un tratto mi sono accorto che forse, a Natale, non sei tanto tu che attendi Lui, il Quale in fondo è già venuto ed è sempre presente nella Sua Risurrezione, e che realmente ti è prossimo in ogni Eucaristia, ma piuttosto sei tu, che nonostante tutto il cammino che credi di aver già percorso, devi ancora davvero convertire i tuoi passi nel ritornare a Lui.

Lui che sta lì, nella mangiatoia come sulla croce: con le braccia distese e lo sguardo fisso sul tuo cuore, ancora troppo distratto dal mondo.

Ed è proprio in quel modo che, pensando al Bambinello Crocifisso e Risorto, mi sono reso conto che in questo tempo d’Avvento è in realtà Lui che aspetta te: perché questo sia, finalmente in Cristo, il tuo natale a Lui.

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