Vita

Immagina

In questo week-end ho goduto in maniera particolare la confortante intimità del focolare domestico.

Vuoi il tempo (principiante un freddo invernale), vuoi i tempi (principianti un inverno antropologico), insieme alla mogliettina ci siamo trovati addosso una gran voglia di trascorrere una due giorni di giochi e coccole con i nostri bimbi.

E nemmanco a dirlo tra le attività ludiche più gettonate c’é stata quella col LEGO, e a furia di vedere i fratelli (ed il padre) giocarci, alla fine anche alla piccolina di casa è arrivata la scimmia dei mattoncini.

Lei però è ancora piccina e non riesce ancora a costruire nulla, ma per rompere quello che i fratelli assemblano ha un vero talento (forse perché è femmina), salvo poi rimanerci male e venire dal suo papà questuando che rimetta insieme i pezzi disfati.

Ed è stato proprio contemplando i gustosi sorrisi con cui ogni volta mi ringraziava per aver “riparato” ai suoi “danni” che ho avuto un’immagine più chiara di quel desiderio di pace che in questo sabato e Domenica ha animato il cuore mio e di mia moglie.

Poiché l’uomo, se si guarda dentro con onestà, sa di essere un gran pasticcione, e nel suo disordinato desiderio di scimmiottare Dio è solo capace di distruggere, ma non sa costruire.

Per questo Gesù ci ha avvertito che senza di Lui “non possiamo far nulla” (Giovanni 15,5).

Eppure dentro l’uomo alberga impellente la brama di pacificazione di questa sua natura divisa, ferita.

Come la mia bambina, anche l’umanità, davanti ai danni che compie, sente risvegliarsi dentro di lei l’istinto di rivolgersi a Qualcuno che li possa riparare.

L’uomo di ogni tempo, infatti, avverte dentro di sé quel vuoto che lo porta a tendere verso un Pacificatore del suo animo inquieto, consapevole che quella tensione interiore non può essere soddisfatta da soluzioni terrene, siano esse filosofie umane o beni materiali, poiché tali cose, essendo “finite” danno risposte soltanto parziali al fabbisogno dello spirito: i regni dell’uomo sono caduchi tanto quanto l’uomo stesso.

Il Regno di Dio, invece, quando giunge nella persona di Gesù, che è il Verbo fatto carne, soddisfa la fame di Assoluto insita negli uomini e dona loro, per conseguenza, la pace tanto agognata.

Questo, infatti, rimane il monito per ogni generazione: è in Gesù che l’uomo si riappacifica con Dio ed è solo ritrovando la pace con Dio che potrà esserci davvero pace anche tra gli uomini.

Ma per ciò è necessaria un po’ d’umiltà.

Ecco perché, guardando alla mia bimba che accorreva al suo papà perché ricongiungesse i pezzi di LEGO da lei separati, ho immaginato un’umanità bambina, che davanti al disfacimento da lei stessa operato, avesse nuovamente l’umiltà di tornare a quel Padre che solo può rimarginare le ferite del suo animo sfatto.

E nel pacificarsi con Dio, ottenere finalmente la vera Pace: l’unica possibile.

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