Vita

Una banale considerazione

Commemorazione dei fedeli defunti: quindi il cimitero è straordinariamente aperto di lunedì, così ne approfitto e dopo Messa faccio un giro con la mia piccolina per salutare i suoi fratellini e lucrare la relativa indulgenza a suffragio delle anime dei trapassati (tra l’altro oggi è pure San Tobia, l’Onomastico del mio secondogenito: chissà che festa per lui in Cielo!).

Passeggio per i vari campi senza fretta, godendomi questa soleggiata mattina d’autunno con la mia bimba, mentre osservo l’andirivieni di visitatori e le persone che sostano davanti alle tombe dei loro cari in occasione di questa festa.

Dietro di me camminano con passo un po’ meno lento del mio due attempate signore, che si accompagnano chiacchierando sulla strada che le porterà alle lapidi dei loro estinti, e mentre mi passano accanto, superandomi, involontariamente colgo uno stralcio della loro conversazione, proprio nel momento in cui una sta dicendo all’altra: “Eh, sono sempre le persone migliori che se ne partono per prime da questo mondo…”.

Lì per lì, mi viene da sorridere all’udire quella frase tanto nota e tanto apparentemente scontata. Poi però, intanto che guardo le due vecchiette a braccetto allontanarsi claudicanti, mi lascio prendere per mano da un pensiero che mi porta un po’ più in profondità, così mi ritrovo lietamente compiaciuto nello scoprire che esiste un fondo di verità in quella proverbiale affermazione.

Già: perché invero rende merito alla Divina Giustizia che i “buoni” possano godere con anticipo dell’Eterna Gioia ed intercedere per un maggior tempo a favore di quei “cattivi” che invece rimangono in terra, cosicché questi sappiano cogliere le più numerose occasioni di convertire la condotta loro e dar finalmente soddisfazione a quella Misericordia Divina, la quale non gode della morte del peccatore, bensì ne desidera ardentemente il ritorno al Padre. In tutti i sensi.

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