Cronache

Il complotto

Confesso un temperamento poco incline alle “ipotesi di complotto”, e di questi tempi, forse, ciò mi induce a peccare d’ingenuità.

Stamattina però, mentre facevo colazione, il mio figlio più grande se ne esce con una domanda a bruciapelo: “Papà sai perché il mio fratellino ha la febbre?”

Io lo guardo stranito, con ancora mezzo biscotto zuppo di latte in bocca e, con già vigile solo quella parte primitiva di corteccia cerebrale adibita al sostentamento, fatico non poco a mettere a fuoco che in effetti il mezzanello, in pieno inserimento all’asilo, ha visto bene di farsi venire la febbre (così, tanto per rendere le cose più semplici), perciò temporeggio: “Non lo so, bimbo mio, perché?”

E lui, assumendo un’aria compuntamente cospiratoria mi si fa più vicino e mi sussurra guardingo: “È tutta colpa del diavolo…”

L’istinto di conservazione ha il sopravvento sulla mia natura devoluta, così mi trincero dietro un approvativo: “Ah ecco…” e mi ritiro mentalmente in un prolungamento del mio sonno cerebrale, concentrando i sensi sul gusto del succitato mezzo biscotto, annotando solo con la coda dell’occhio l’aria soddisfatta del mio erede mentre si avventa sui suoi pavesini ormai smembrati e galleggianti nel latte.

Poi inizia la giornata e così, di fretta come al solito, accompagno mio figlio maggiore a scuola, ma mentre ci stordiamo cantando insieme a squarciagola la sigla di “Ryù, il ragazzo delle caverne”, il mio cervelletto subliminalmente rimugina sulle parole del mio pargolo, ronzando fastidiosamente in sottofondo ed impedendomi una performance canora ottimale.

Dopo aver salutato l’erede, accompagnandolo con lo sguardo fin sulle scale dell’istituto, mi ritrovo a pensare all’episodio mattutino, constatando che, in fondo, il mio bambino ha davvero ragione: con l’immediata sintesi propria delle anime innocenti ha colto esattamente il punto, è tutta colpa del diavolo.

Se il mio piccolino ha la febbre è colpa dell’arcangelo caduto, è lui che ha “inventato” il male, ogni tipo di male.

Il peccato, infatti, è una creazione degli angeli, mica degli uomini: questi ultimi sono solo degli emulatori, sciocchi collaboratori d’ingiustizia, imboniti complici del maligno, sottomessi, per concorso di colpa, ad una natura ferita da un peccato originato da un altro, ma divenuto originale per deliberato consenso dei progenitori e perpetrato di generazione in generazione con la medesima superbia.

Nel frattempo esco dal parcheggio della scuola elementare scansando abilmente le macchine dei colleghi genitori più ritardatari di me e mi lascio trasportare alla deriva da questo pensiero, declinandolo in particolare ai tempi odierni, così mi rendo conto che forse davvero, come dice Fillmore a Saetta McQueen: “È tutto un complotto”.

Già: perché è da quel dì che c’è uno che trama ai danni dell’umanità, ed essa, ingenua ed orgogliosa, si lascia irretire dalle sue menzogne mortifere e si fa complice dei suoi piani, costruendo un antiregno che di epoca in epoca assume forme e nomi diversi, ma persegue sempre uno ed un solo obbiettivo: la separazione dell’uomo da Dio.

A seconda delle stagioni tale antiregno è più o meno forte in maniera inversamente proporzionale rispetto alla Chiesa, ossia rispetto a quella comunità chiamata da Dio a farsi prolungamento vivente di quell’Unico Regno già venuto in terra, ma che si compirà definitivamente solo in Cielo.

Poiché si sa: è solo allontanandosi da Dio che il male acquista potere ed in questi ultimi tempi l’avversario ha visto crescere in maniera esponenziale la propria audience tra quelle genti che scostandosi dal Sommo Bene si sono allegramente consegnate nell’abbraccio dell’abisso, contribuendo più o meno consapevolmente all’edificazione di una rinnovata babele di ideologie perverse e false filosofie che pare, ultimamente, pericolosamente vicina al suo apice.

Ma per quanto le tattiche siano mutevoli e sappiano adattarsi al polso dei tempi e dei popoli, due sole sono le armi di satana, il quale è menzognero nella tentazione ed omicida nella persecuzione.

Ciò lo si conosce perché Qualcuno ce lo ha rivelato ed alla luce della medesima Rivelazione possiamo anche intuire il disegno di fondo dell’avversario, persino in questi momenti di oscurata disattenzione, giacché, come fu fin da principio, sono quattro i grimaldelli su cui poggia la superba sfida dell’angelo caduto per scalzare la benevolenza di Dio alla sua creatura: lo spargimento del sangue innocente, la sodomia, la vessazione degli onesti lavoratori e la sopraffazione dei più deboli.

Questi i quattro grandi rami sui quali maturano i frutti del male contemporaneo e di sempre, da Caino a Gomorra, passando per le reiterate schiavitù dell’uomo all’uomo, fino ai giorni nostri, nei quali l’uccisione dell’innocente è assunta a diritto, la perversione pansessuale è conculcata come un valore, la truffa economica è additata a virtù e lo sfruttamento delle masse inermi è eletta a norma politica.

Questi infatti, da che mondo é mondo, sono gli unici peccati che reclamano vendetta dal Cielo, e se il divisore ha una speranza di scatenare l’ira di Dio è proprio quella di pervertire i Suoi figli, quelli che Lui ha redento nel sangue del Figlio, nel far loro perpetrare su scala globale tali delitti, ancora ed ancora, fino a quando la misura non diventi colma ed il chiodo della Misericordia non riesca più a trattenere la mano della Giustizia.

Così, ancora distratto da cotanti arrovellamenti, giungo infine a casa, dove le incombenze del quotidiano mi attendono, ma abbandono gli ombrosi pensieri senza turbamento, bensì con la maturata consapevolezza che, come dice il mio figlio maggiore, davvero è colpa del diavolo se il mio piccolino è malato: giunto però il picco la febbre passerà, le placche in gola scompariranno ed il mio bimbo rinnoverà il sorriso.

L’Amore di Dio è infatti più grande dell’odio dell’uomo e, come rassicura la Madre, somministrata la purga ritornerà la salute: poiché è tutto un complotto, sì, proprio come quello che tradì Cristo alla Croce, perché si realizzasse la Risurrezione.

Standard