Vita

Adesso sì

Ecco: da stamattina si ricomincia a correre.

Da stamattina se sbagli tempo d’uscita da casa perdi la coincidenza con l’ascensore e ti tocca aspettarlo per almeno dieci minuti: che tutto il condominio ce l’ha bisogno nel medesimo momento in cui serve a te (of course).

Che se arrivi tardi nei box trovi un ingorgo di genitori coi pargoli in car-sharing che manco allo start del GP di Montecarlo.

Che per accedere alla rotonda (la quale ti permetterà di immetterti finalmente sull’agognata strada comunque anch’essa ingorgata dal traffico) devi sperare che passi un buon samaritano, una di quelle persone ancora capaci di commuoversi davanti alla pietosa immagine di te che aggrappato al volante stai invecchiando a vista d’occhio (tipo Benjamin Button, ma al contrario) e ti lasci passare nonostante gl’improperi di chi è in coda dietro di lui.

Che quando finalmente giungi al cancello della scuola, ovviamente in mostruoso ritardo, trovare parcheggio è un’utopia e devi abbandonare la macchina a se stessa (certo della multa salatissima che prontamente ti farà l’ausiliare del traffico acquattato giusto dietro la siepe) e fiondarti all’entrata trascindandoti dietro il pargolo (male ingrembiulato e pesantemente incartellato) sventolando vistosamente una banconota da venti euri da dare al bidello perché non ti chiuda il portone in faccia sogghignando.

Per poi infine accasciarti al suolo infartato quando il figliolo sarà entrato in classe a prendere in tua vece la reprimenda sul ritardo dalla maestra, consapevole di aver sicuramente dimenticato qualche cosa: tipo il diario, o la merenda.

Perché è ufficiale: l’anno sociale non inizia veramente fino a quando non riaprono le scuole; segno inequivocabile che la società occidentale (ma il sospetto si estende all’intero globo) gira tutta intorno ai bambini.

Ragione sufficiente, questa, per farne tanti (e magari farli anche nascere tutti).

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