Fede

L’ora della Donna

A ben guardare l’intera storia dell’universo sembra essere racchiusa in un singolo respiro di Dio.
Un’inspirazione cominciata all’inizio del tempo e che ha dato forma, sostanza ed evoluzione al Creato.
Un fiato rimasto in sospeso, per l’attesa di un “sì” dalle labbra immacolate di una Donna.
Un’espirazione rilasciata sulla croce dal Figlio morente, esplosa nella Sua risurrezione e che ancora oggi perdura nella sua Chiesa.
Fino a quando lo Spirito non sarà stato emesso tutto e l’afflato concluso, per lasciare il posto ad un bacio eterno tra Dio e l’anima umana.

“Mala tempora currunt” diceva già Cicerone ai suoi tempi, e ne aveva ben donde. Ma anche oggi, come, a ben guardare, in ogni epoca, questa frase riecheggia sempre attuale, poiché per un verso o per l’altro ogni tempo è gramo all’uomo da quando: “per l’invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo” (Sapienza 2,24).

E che Cristo abbia già vinto non toglie un grammo alla fatica dell’essere in battaglia, ma dona la certezza del trionfo a chi gli resta aggrappato.

Purtuttavia nei tempi della Sposa, gli ultimi, c’è una speranza in più: una fiera paladina si schiera come alleata, svelando allo sguardo dei mortali i piani dell’avversario, cosicché essi, adoperandosi devotamente nell’uso di quelle armi mistiche messe loro a disposizione, possano vincere non solo la guerra, ch’é già vinta dal Figlio, ma anche ogni singolo combattimento, personale ed universale.

Recita infatti il Libro della Rivelazione: “Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra” (Apocalisse 12,1-4).

Ed in questo secolo, in cui il serpente antico pare proprio scatenato e numerosi sono coloro che si lasciano irretire dalle sue trame perverse cedendo alle schiere avversarie dell’umano nell’illusione di poter costruire una rinnovata Babele sulle fondamenta dell’orgoglio creaturale, ecco che una Donna, vestita di sole e coronata di dodici stelle, viene ancora ed ancora a generare militanti del Regno perché, come un piccolo, ma valente resto, si facciano calcagno del Figlio nello schiacciar la testa al drago.

Questi i “segni nel cielo” che, nell’Apocalisse di San Giovanni, donano all’uomo una chiave di lettura per scrutare nelle pieghe della storia l’arcaico antagonismo che anima le sorti della salvezza in ogni tempo, ma in particolare per noi, di quello attuale.

E se questa Donna apocalittica è sì figura della Chiesa, lo è prima di tutto e più profondamente di Maria, colei che ha generato quel Figlio maschio: “destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro” (Apocalisse 12,5).

Parimenti a come in Cana di Galilea e poi ai piedi della croce la Madonna è stata investita Madre della Chiesa, ella adempie, nella storia di quest’ultima, al suo compito in modo amoroso, facendosi ancora ed ancora “segno nel Cielo” per guidarla, ammaestrarla e difenderla, contrapponendosi all’ordito dell’ancestrale avversario.

Così, osservando in una prospettiva profetica gli avvenimenti, ad uno sguardo di retrospettiva noi oggi possiamo notare come, nei suoi interventi sulla terra, la Madonna appaia per anticipare le mosse dello spirito del mondo, dando l’opportunità a chi l’accoglie di prevenire il disastro, oppure ponendosi in contrapposizione nel preparare un rimedio a ciò che è ormai inevitabile.

Se prendiamo in considerazione, ad esempio, alcune tra le più note apparizioni degli ultimi secoli possiamo osservare come Maria a Guadalupe, nel 1531, consegnando la Tilma con impressa la sua immagine acherotipa all’umile Juan Diego, sia stata scaturigine di un’incendio di vera e propria cristianizzazione che ha acceso il Nuovo Mondo, contrapponendosi di fatto, ed anticipando, l’incipiente esodo protestante europeo, profonda piaga scismatica della Chiesa occidentale.

A Rue du Bac, nel 1830, apparendo alla suora conventuale Caterina Labouré e donandole la Medaglia Miracolosa, la Madonna ha fornito ai credenti un vero e proprio antidoto allo spirito rivoluzionario che ha infiammato Parigi ed ha aperto la diga all’ondata positivista dell’ormai prossimo Risorgimento Europeo.

E mentre il vecchio mondo si preparava alla rivoluzione del 1848 ed all’avvento massonico, due anni prima, Nostra Signora di La Salette, consegnava ai piccoli Maximin Giraud e Melanie Calvat un segreto sulle sorti della Chiesa destinato alle mani petrine, perché si prendessero gli opportuni provvedimenti in merito.

A Lourdes, nel 1858, il sigillo del dogma dell’Immacolata Concezione annunciato alle orecchie di Bernadette fu la contromossa celeste nei confronti dell’evoluzionismo ed i futuri danni che la sua capziosa interpretazione avrebbe portato nell’eliminazione del concetto del peccato originale.

Il prossimo avvento dell’ideologia totalitarista di matrice atea (e diciamolo: anticristica) fu profetizzato nel segreto in tre parti affidato ancora una volta a dei bambini nelle apparizioni del 1917 a Fatima, ed ai tre pastorelli Francisco e Jacinta Marto e Lucia Dos Santos, fu consegnato anche il rimedio estremo per scongiurare una nuova, devastante, guerra mondiale: la devozione al Cuore Immacolato di Maria e la consacrazione solenne del mondo e dell’umanità ad esso.

Per chi credesse poi che la Madonna sia solo avversa al comunismo la smentita avvenne nelle due apparizioni di Beauring, nel 1932 e di Banneaux nel 1933, che furono proprio gli anni dell’ascesa di Hitler al potere.

Dopo i recenti orrori della Seconda Guerra Mondiale, che ebbero luogo anche per la mancata osservanza delle sue indicazioni, la Madre Celeste non si stancò di rimanere inascoltata ed apparve a Roma, nei pressi di Tre Fontane nel 1947, presentandosi a Bruno Cornacchiola come la “Vergine della Rivelazione (Apocalisse)” e qui profetizzò l’avvento dello scientismo ateo che avrebbe portato la scienza (in particolare quella medica) a tradire Dio.

Tutto ciò (ma ci sarebbero molte altre apparizioni da citare che per ovvi motivi qui tralasciamo di prendere in considerazione) rende chiara l’idea di come la Madonna si prenda cura del popolo di Dio proprio come una madre amorevole, la quale instancabilmente richiama i propri figli ottusi ai suoi avvertimenti.

E mano a mano che ci si avvicina ai giorni nostri i moniti celesti si fanno sempre più espliciti: si pensi ad esempio alle apparizioni di Kibeho, nel 1981, durante le quali, senza mezzi termini, la Vergine Immacolata profetizzò la guerra etnica tra hutu e tutsi, che puntualmente ebbe luogo nel 1994.

Oggigiorno la mente non può non correre alle apparizioni di Medjugorje, le quali rimangono ancora sotto il vaglio della Chiesa e non sono ufficialmente riconosciute poiché ancora in corso, ma i cui frutti di conversione sono sotto gli occhi di tutti. Ora, senza entrare nel merito della veridicità di queste apparizioni (che lasciamo al criterio prudente della Chiesa) è però incontestabile l’evidenza della profezia Mariana sul conflitto fratricida nei Balcani annunciato con ben dieci anni d’anticipo e puntualmente avveratosi. Per linea di principio, perciò, non possiamo non concedere il beneficio del dubbio sulla realtà del fatto che, già dal 1982, la Madonna abbia consegnato ad uno dei veggenti (e nel corso degli anni anche agli altri) dieci segreti sulla Chiesa e sul mondo che verranno annunciati tre giorni prima del loro avverarsi e che descriveranno la ricaduta di satana in catene, il termine del tempo in cui gli è stata concessa libertà d’azione e l’avvento di un promesso periodo di pace.

Fortissimi qui i richiami a quel capitolo dodicesimo dell’Apocalisse di cui il brano in precedenza, ma ancora più forte l’eco delle parole dell’amato Pontefice Benedetto XVI, il quale certo si è distinto per il modo in cui ha sempre soppesato ogni suo pronunciamento, e che tuttavia ha perentoriamente affermato che gli eventi profetizzati a Fatima trovano la loro attualizzazione nel nostro futuro e che ha auspicato pubblicamente che nel centenario delle apparizioni finalmente il trionfo del Cuore Immacolato di Maria possa trovare il predetto adempimento.

Nonostante i segni dei tempi possano indurre a pensarlo, però, non pare imminente la “fine del mondo” comunemente intesa.

E peraltro non è tale lo scopo di queste argomentazioni, bensì il mettere in luce una volta di più, se possibile, come gli interventi della Madre Celeste nella storia della Chiesa siano volti a guidarla, indicando all’umanità credente, soprattutto nei tempi travagliati e segnati dall’azione diabolica dell’epoca moderna e contemporanea, le tattiche da attuare per contrastare efficacemente la nefasta strategia del demonio.

Il senso è il medesimo dello stesso Libro della Rivelazione, il quale indica al fedele lettore la prospettiva profetica necessaria a comprendere la storia come saldamente nelle mani di Dio e a rinnovare quindi la speranza in un destino che, per quanto segnato dal “mistero iniquitatis”, rimane comunque un destino di bene.

E la dottrina ispirata del Magistero si è risolta fin dagli inizi nella consapevolezza maturata sulle stesse parole del Cristo, per cui: “un servo non è più grande del suo padrone e se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi” (Cfr. Giovanni 15,20), così allora la Chiesa è chiamata a considerare la propria storia sulla vicenda terrena di chi l’ha fondata e l’anima con il suo Santo Spirito.

Tale il calco nelle concavità del quale la Sposa viene chiamata a prendere forma nel tempo, quasi letteralmente, rileggendo la sanguinosa persecuzione dei primi cristiani come figura di quella strage degli innocenti che segnalò i primissimi martiri a causa del Cristo.

Scrutando l’esilio egiziano del Signore nel nascondimento della prima Chiesa tra le tenebre delle catacombe.

Valutando il suo riconoscimento e la sua costituzione cattolica ed apostolica come immagine del ritorno in patria di Gesù bambino e successivamente del suo ritrovamento tra i dottori del tempio a dodici anni, età emblematica che segnalava in quel contesto l’entrata nella maturità e la responsabilità personale nella custodia e nella tradizione della Scrittura.

Il tempo che ha poi visto l’affermazione e la diffusione del Cristianesimo nel mondo può essere facilmente paragonato alla giovinezza del Salvatore, il quale, secondo le parole dell’evangelista: “cresceva in sapienza, grazia e statura” (Cfr. Luca 2,52).

E come non individuare nel Mistero della Presenza Eucaristica quel nascondimento trentennale del Figlio di Dio nell’anonimato nazaretano?

Proseguendo in quest’ipotetico percorso, però, si giunge ai tempi moderni, i quali hanno segnato duramente le sorti della Chiesa attraverso le prove del secolo passato, in cui la sua fedeltà è stata messa pesantemente al vaglio, ma che l’hanno vista riemergere con pugnace virilità da ogni tentazione secolare nelle imponenti personalità dei suoi ultimi santi Papi, quasi rievocando quel Battesimo con cui il Redentore inaugurò il suo ministero pubblico nel primo confronto aperto con l’avversario nel deserto di là dal Giordano.

Viene quindi da chiedersi se quello che ci attende non sia davvero il tempo della tribolazione preannunciato nel segreto di Fatima: l’epoca attuale come scenario di quel confronto rappresentato a tinte accese nell’immaginifico quadro dell’Apocalisse tra la Donna vestita di sole ed il furioso drago rosso.

Antagonismo che a sua volta non può non rievocare la prova che ebbe luogo a Cana di Galilea, durante la quale, anche lì e per la primissima volta, la Donna si stagliò a difesa di un’umanità inebriata e resa cieca dai bagordi della festa, e che reclamò con cipiglio battagliero l’intervento del Figlio a salvare un banchetto di nozze minacciato dall’immane disastro.

Come non rivedere, infatti, nel vino che viene a mancare, l’evidente sperpero di una Sapienza antica disprezzata dalla presunzione dell’uomo contemporaneo, il quale si è ridotto ad escogitare ogni modo possibile per smembrare l’unità famigliare fondata su quel Sacramento che è immagine dello sposalizio mistico dell’anima umana con il suo Creatore?

Anche oggi, come in quel contesto, l’azione efficace della Regina del Cielo attraverso i suoi espliciti interventi nella storia contemporanea delle apparizioni, fa presagire l’eucatastrofe appena prima che la tragedia divenga irrimediabile, cosicché il “Tempo di Pace” promesso a seguito del trionfo del Cuore Immacolato di Maria sia inaugurazione di un periodo di vero rinnovamento della Chiesa, la quale, riabilitata nello zelo dall’azione incalzante dello Spirito Santo, potrà ripercorrere il ministero pubblico del Cristo, infiammando le genti al cristianesimo, in un cammino crescente che la condurrà infine verso quella conclusione appassionata della sua storia terrena, nella salita gerosolimitana del Tempo Escatologico, durante il quale (come affermato anche dallo stesso CCC all’articolo 7) rivivrà la Pasqua del suo Signore nella recrudiscenza finale dell’opposizione satanica, per giungere alla definitiva risurrezione con il ritorno di Gesù nella Gloria.

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