Storie

Un romantico paradosso

La incontrai una sera d’inverno.

Mi ero attardato in bottega per finire un lavoro e non avevo ancora cenato.

Uscii in strada preparato al freddo pungente che mi attendeva e mi diressi immediatamente sulla via di casa.

La strada era madida di nebbia, ma non ebbi difficoltà a distinguere la sua carrozza quando emerse dalla foschia.

Si fermò e quando si sporse dal finestrino per chiedermi dove potesse trovare non so quale via, m’innamorai di lei all’istante.

Le risposi che non era molto lontana dalla sua meta e che se aveva voglia di fare due passi avrei potuto accompagnarla io: accettò.

Passeggiammo tutta la notte e ci innamorammo profondamente l’uno dell’altra. Un’ora prima che il sole sorgesse la lasciai sulla soglia di quella che mi disse era casa sua.

Tornai a casa, ma non riuscii a dormire: lei occupava tutti i miei pensieri e quello stesso pomeriggio non potei fare a meno di andare a bussare alla sua porta.

Mi aprì un’anziana signora che, alla mia richiesta di vedere lei, mi rispose stupita e triste che la padrona del mio cuore era deceduta una settimana prima di polmonite.

Pensai di essere vittima di uno scherzo di pessimo gusto e me ne andai scosso. Non lavorai per tutto il resto della giornata e quella sera stessa tornai nel luogo dove l’avevo incontrata la notte prima sperando che tornasse.

Aspettai quella che mi sembrò essere un’eternità, ma infine vidi la sua carrozza uscire lentamente dalla bruma e fermarsi alla mia altezza.

Il suo viso si affacciò a salutarmi ed il mio cuore esplose. Mi chiese se volevo salire in carrozza con lei ed accompagnarla non mi ricordo dove ed accettai d’un fiato.

Fu così che la mattina seguente la guardia notturna trovò il mio corpo privo di vita sul marciapiede di quella stessa strada.

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