Cronache

Ritorno alle catacombe

Ormai è piuttosto chiaro: la ranocchia messa a bollire viva a fuoco lentissimo, cosicché non si accorga che finirà lessata, si sta rendendo conto che l’acqua è davvero un po’ troppo calda, ma pur agitandosi per raggiungere il bordo della pentola, si sente gli arti molli e senza forza ed inizia a capire che il suo destino è segnato.

Persino uno come me alla fine ci è arrivato: i cristiani in tutto il pianeta sono sotto assedio stretto, in alcuni paesi già vivono nascosti, in altri vanno incontro, ogni Domenica, ad un puntuale martirio.

Qui in Europa, invece, i poteri forti del principe di questo mondo hanno dovuto usare i guanti di velluto, poiché il retaggio culturale era più radicato, ma oramai hanno tutti e quattro gli assi in mano e stanno calando il loro poker.

Dopo aver affamato le nazioni con una crisi economica cronica e pianificata a tavolino, hanno ricattato i singoli governi svuotandoli della loro autorità ed esautorando le nazioni della loro sovranità, così da poter imporre leggi senza possibilità di essere contrastati, ma coattando gli stati ad avallarle e ad imporle ai singoli popoli.

E risulta ormai lampante come la natura di tali leggi sia omogeneamente indirizzata a porre i cristiani in stato di illegalità: aborto, eutanasia, sodomia, pedofilia, poligamia ed incesto sono comportamenti in radicale contrasto con la Dottrina della Chiesa (a cui devono attenersi per costituzione i religiosi), ma più semplicemente sono in netta opposizione ai valori del Vangelo, sui quali ogni singolo discepolo di Cristo fonda la propria stessa vita.

Facendo diventare leggi gli stami di quest’etica aberrante si mette il cristiano in una condizione di reato: o apostata al proprio credo oppure è perseguibile secondo le vie legali.

Questa, signori, è la persecuzione 2.0.

In alcuni paesi europei di antichissima tradizione cristiana già il popolo che si muove in proteste pacifiche viene sistematicamente ignorato (quando non messo agli arresti), ed il governo persegue il suo programma anticristico indifferente alla volontà degli elettori.

Le varie leggi dell’omofollìa saranno forse il piede di porco con cui verrà disserrato il vaso di Pandora: seguiranno norme che metteranno fuorilegge gli obiettori di coscienza e chiunque si opporrà apertamente contro una qualsiasi delle derive pansessuali tutelate dalle norme del prossimo codice civile.

Ciò costringerà i cristiani del vecchio continente a schierarsi col mondo abiurando Gesù, o contro di esso e quindi andando incontro ad una rinnovata epoca di nascondimento e martirio, perpetrati però (e questa è la novità) sotto la tutela della norma giuridica.

Non è profezia di sventura, questa, ma semplice (e tardiva) constatazione di una realtà già in atto.

E forse ora è persino tardi per la protesta.

Intendiamoci: il dissenso è doveroso, ma i cultori della morte civica hanno raggiunto un livello di potere tale da poter ignorare chi li contrasta, ed in effetti già lo fanno; il prossimo passo sarà la repressione, ed in alcuni casi è già avvenuto.

E allora come potranno i cristiani essere quei rivoluzionari auspicati qualche tempo fa da quel Papa oggi Emerito?

Mettendo in atto la rivoluzione propria del Vangelo: quella interiore, la riconversione dei Santi.

I cristiani possono infatti diventare veri reazionari solo con la ripresa zelante di quelle armi mistiche che davvero fanno la storia, il cui svolgimento è solo compartecipato dall’uomo, ma il cui destino è saldamente nelle mani di Colui che è il Signore della storia: il ritorno radicale all’Eucarestia ed alla confessione frequente, all’adorazione, alla penitenza ed al sacrificio e soprattutto ad una preghiera devota, intensa e perseverante.

Questa è forse l’unica soluzione ancora possibile: chiamare prepotentemente in causa l’Unico che può ribaltare una situazione ormai disperata, il Solo che può trarre la Risurrezione dalla Croce.

Al cristiano spetta farsi rivoluzionario come Maria, di cui questo è più che mai il tempo, la quale, senza strepito né furore, con il suo “sì” a Dio ha fatto in modo che il mondo fosse rinnovato.

Dopodiché non resta che una sola domanda da fare a noi stessi: siamo pronti a morire?

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