Paternità

È tanto semplice

Delle volte mi sorprendo a chiedermi come abbia potuto Dio, l’Altissimo, immergersi nelle sozzure della carne d’uomo: chi gliel’ha fatto fare a Lui, che è il Tre Volte Santo, di calarsi «negli inferi della condizione umana», per dirla con Benedetto XVI.

Poi però penso a tutte le volte che a ciascuno dei miei figli ho cambiato il pannolino sporco, tutte le volte che ho raccolto vomiti e rigurgiti, tutte le volte che ho fatto loro il bagno lavandoli fin nei più reconditi orifizi.

Per non parlare di tutte le detersioni di moccio, cerume e crosticine; i lavaggi nasali, la somministrazione di supposte, lo spalmamento di creme ed olii su epidermidi arrossate, brufolose o piagate.

E le puzzette, i piedi sporchi, i capperotti spalmati un po’ ovunque, insieme ai residui di pappa e i capelli pieni di grumi, le manine unticce, gli incavi del collo sudaticci e via discorrendo che manco “Silos” di Elio e le Storie Tese…

Ecco: davanti a cotanto campionario di schifezze quotidianamente secrete da ognuno dei miei figli penso a cosa muove me nel prendermene cura.

E allora comprendo.

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