Vita

I Vendicatori di Cristo

Ieri ho riguardato il film Avengers.

Il primo: sarei andato al cinema a vedere il seguito e così ho voluto prepararmi, ricordando i prodromi.

Bé, mentre mi gustavo le scene di eroismo estremo dei miei beniamini dei fumetti (ora passati dalla cellulosa alla celluloide), mi sono trovato a pensare come ciò che emoziona l’uomo, in tutte le storie che l’hanno accompagnato fin dalle sue origini (dai miti antichi alla cavalleria, dai semidei ai supereroi), sia la recondita consapevolezza di essere anch’egli capace di cose grandi, la profonda sensazione di essere anch’egli destinato alla divinità.

I miti, così come i fumetti, fungono come una specie di canalizzatore: ricordano all’uomo questa sua vocazione.

Poi però la storia (o il film) finisce, e smaltito il residuo adrenalinico della momentanea esaltazione, ti ritrovi a che fare non più con super villains, ma con la ben più prosaica, banale e a volte smunta realtà quotidiana. E allora ecco che tutto il tuo “super-entusiasmo” viene miseramente travolto dalla constatazione di essere, in fondo, “soltanto” un uomo.

Tuttavia, ripensando alle tematiche che animano le storie di fantasia e che spesso riflettono, amplificandole, quelle stesse dinamiche che s’intrecciano pure nella storia reale, noto come davvero l’uomo sia capace, e lo sia stato davvero, di grandi imprese: in particolare quando adunato attorno ad una guida ed animato da un obiettivo condiviso.

Perché se gli uomini, in circostanze ordinarie, patiscono la divisione per quella loro natura profondamente incisa dall’egoismo, più e più volte nella loro storia hanno invece dimostrato che, se messi in situazioni stringenti ed in particolare di fronte ad un nemico comune (sia esso personale o circostanziale), trovino in loro la straordinaria capacità di coagularsi, magari anche catalizzati dall’esempio di un “capo”, e contrastare l’avversario con atti d’eccezionale valore, che trascendono l’individuo per la supremazia di quella società di cui si sentono far parte.

Il problema è che quasi sempre il nemico è anch’esso un uomo, od una comunità di uomini.

Il cristiano però sa (o almeno dovrebbe saperlo) che in realtà il nemico dell’uomo non è affatto umano. Così come la sua guida, il Capo attorno al quale è chiamato a radunarsi, è vero uomo, proprio come lui, ma non solo, è anche super-umano ai massimi livelli: è anche vero Dio, garanzia di vittoria assicurata.

Questa la verità di quella Rivelazione che arruola l’umanità in un contingente chiamato ad unirsi coeso per dar battaglia (e all’ultimo sangue) contro il suo solo ed unico vero Nemico.

Un Avversario che persegue fin dal principio e con storica determinazione lo sterminio (fisico e spirituale) del genere umano, e che schiera sul campo plotoni di milizie ultraterrene, apparentemente invincibili, come nella miglior tradizione narrativa e cinematografica.

Ecco che allora basterebbe tenere presente quest’imponente forza avversa per deporre le misere contese tra uomini, e far fronte comune contro di essa, guidati da un Duce che ai suoi soldati dà in dotazione armi d’inaudita potenza, mette a loro disposizione veri super-poteri con cui combattere e trionfare sull’opposizione.

Come uomini siamo capaci di una tale impresa, siamo stati chiamati a compierla sotto la Sua guida da sempre, in maggioranza abbiamo anche già preso coscienza del grave stato di crisi in cui ci troviamo, dobbiamo solo arrendere le divisioni interne, adunarci attorno al nostro Capitano e combattere, come un sol uomo, la nostra vera battaglia contro il più temibile dei Villains.

E possiamo stare pur certi che, proprio come nel film degli Avengers, il finale non potrà che vederci vittoriosi.

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