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La Chiesa Domestica

Estratto da: “Il Vangelo di Maria”

Il Vangelo dell’Incarnazione ci propone Maria e Giuseppe come il modello esemplare per tutte le coppie di sposi.

Spiccano infatti in questi due personaggi le qualità essenziali che rendono il rapporto tra l’uomo e la donna di ogni tempo un legame solido e profondo: l’umiltà del cuore, che sa riconoscere in se stessi il limite creaturale, e di conseguenza pone davanti alla propria volontà quella di un Creatore che chiama ad affrontare con coraggio e spirito di sacrificio la vita di relazione, garantendo con la propria Parola che anche le situazioni apparentemente impossibili germinano un bene superiore.

L’obbedienza, che risponde prontamente alla vocazione divina, nella fede gioiosa che riconosce di essere amati e quindi è certa che oltre un presente oscuro si cela un futuro radioso.

E poi la mitezza, che si manifesta nelle sue molteplici forme: nella disponibilità al rinnegamento di se stessi ed al servizio dell’altro, nel pudore, nella discrezione e nella riservatezza, ma soprattutto nel silenzio. Quel silenzio non inerte, ma contemplativo, che lascia spazio alla Parola di Dio, la quale, essendo Amore, non è gridata, ma sussurrata, e perciò necessita di quiete e vigilanza, poiché altrimenti viene presto sommersa dalle vuote parole del mondo e dalle sue distrazioni.

Tutto ciò è però insufficiente a rendere la relazione tra gli sposi infrangibile. Il Vangelo dell’Annunciazione è chiaro fin dal suo inizio: al centro ci deve essere Gesù.

Costui solo è la presenza viva che può rendere indissolubile il matrimonio tra l’uomo e la donna, come ultimamente ci ribadirà anche il Vangelo delle nozze di Cana, poiché solo da questa presenza ogni relazione umana, quella tra due sposi in modo del tutto speciale, trae la ragione stessa della sua esistenza.

Se non accoglie Gesù, il matrimonio di Maria con Giuseppe rimarrà sterile, nel senso più profondo del termine.

Se non accoglie Gesù, il matrimonio di Giuseppe con Maria fallisce prima ancora di cominciare.

Accogliendo entrambi Dio nella propria relazione e rispondendo alla Sua vocazione ad essere l’uno per l’altra ed entrambi per il Figlio, invece, questi due sposi hanno la garanzia della benedizione divina sulla fecondità e sull’indistruttibilità del loro matrimonio, poiché Gesù, in loro, renderà tutti gli uomini figli di Dio, e l’unione tra Giuseppe e Maria, in Gesù, vincerà anche la morte, trasfigurando nella Risurrezione di Cristo anche la loro unione terrena, cosicché con Maria, in Gesù, Giuseppe ed ogni uomo sarà sposo dello Spirito Santo.

La famiglia di ogni tempo, pertanto, è generata dalla presenza di questo bambino nel grembo di questa giovane donna, accolti e custoditi entrambi da questo “uomo giusto”: specchio esemplare della relazione Trinitaria, nella quale ognuna delle Tre Persone Divine non pone al centro sé stessa, ma mette in luce le altre due, rivelandosi in esse.

Così è anche per la famiglia di Nàzaret, che è il prototipo sul quale ogni famiglia umana è chiamata a modellarsi, e nella quale Maria e Giuseppe non pongono loro stessi davanti all’altro, ma si mettono al servizio del Figlio e del coniuge, così come Gesù, Dio fatto uomo, rimarrà loro sottomesso fino al momento della sua missione di salvezza.

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