Fede

Il Papà carpentiere

Ammetto di patire un’inclinazione artigiana, che in una famiglia di cinque persone (tre delle quali per la giòvine età vocàti a far disastri), si esprime spesso in piccole riparazioni di varia natura.

E lo confesso: quando mi capita di riuscire a sistemare le rotture dei miei pargoli mi trovo rapito in un sano compiacimento, per la soddisfazione di cui mi riempie la loro riconoscenza. Perché intuisco come anche il Padre frema ogni volta nel compiere quella Sua opera di giustizia, la quale, nel sovrabbondare della Sua misericordia, è tutta tesa ad “aggiustare” le rotture che i Suoi figli causano, per fragilità o negligenza, a quella relazione d’amore con Lui ch’Egli agogna da, e per l’eternità.

Poiché davvero il nostro è un Dio carpentiere: un Padre buono che, se Lo si lascia fare, con sapiente pazienza ripara i guasti di ciascuno dei Suoi diletti, sia nello spirito che nella carne, ripristinando ogni volta la Sua Creazione secondo la sua originaria bellezza.

Ci sono però delle volte in cui i miei bambini fanno danni che sono irreparabili, davanti ai quali non posso davvero nulla e, per quanto mi rincresca fronteggiare lo sconforto per la loro delusione, sono costretto ad eliminare l’oggetto franto intimando loro d’abituarsi a farne senza (o almeno ad attendere il tempo necessario per sostituirlo con uno nuovo, se proprio era indispensabile).

Ma pure questa è cosa buona, perché anche Dio delle volte fa così con quei Suoi figli che causano danni con libera intenzione: Egli lascia che essi patiscano le conseguenze delle loro cattive scelte e riscontrino l’irreparabilità dei propri deliberati errori, affinché si lascino interloquire dal pentimento e si convertano nel cercare loro stessi di porre rimedio ai loro disastri, e quando questo succede, il Padre è sempre pronto ad aiutarli con la Sua Grazia, perché l’iniquità sia aggiustata.

Perciò anch’io talvolta non mi presto a sistemare il dolo dei miei birbanti, anche quando magari potrei, mettendomici d’impegno, cosicché maturino responsabilità per le loro azioni nel far fronte essi stessi alle conseguenze dei loro guai, anche con un’eventuale, definitiva, rinuncia.

Ci sono però determinate circostanze in cui anche noi papà aggiustatutto, che per quanto talentuosi siamo pur sempre e solo creature, pur con tutte le nostre migliori intenzioni non possiamo evitare il verificarsi di situazioni davvero irredimibili. Ed è allora che ci viene concessa l’opportunità di ricorrere a nostra volta all’aiuto di quel Padre davvero Onnipotente (il quale mai permetterà che la sua Creazione, per quanto maltrattata, venga distrutta), impetrandolo con sincera e filiale umiltà, sicuri che Egli, con tempi e modi Suoi, trarrà la Sua eucatastrofe dal nostro dramma.

Acciò, in quella crisi che ai miei occhi rimane impermeabile ad ogni umana soluzione, salga ogn’ora a Te la mia preghiera Eterno Padre: soccorrimi con la forza del Tuo Santo Spirito nella mia immensa debolezza, distruggi in me ogni ombra di peccato e ricolma con il Tuo Amore pietoso ogni mia singola mancanza, per Cristo Nostro Signore.

Amen.

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