Fede

È lunedì

Ma capita mai a voialtri di svegliarvi al mattino già sopraffatti dall’agguato incombente della realtà giornaliera?

Tipo che il solo pensiero di muovere i piedi fuori dal letto ti pesa quanto una condanna, cui vorresti ribellarti, ma sai bene che non puoi, perché è la tua vita, quella con cui bene o male ti ritrovi a che fare: costruita pezzo dopo pezzo come fosse una partita a Tetris, incastrando ogni tua scelta con le circostanze che di volta in volta ti cadono addosso.

Che poi detta così sembra più brutta di quello che è, ma dopotutto: è lunedì.

Non so voi, ma io ogni volta che ci penso rimango sbigottito davanti allo scontato, sistematico e sciàpo svolgersi della routine della vita, mia e di chiunque condivida con me il suo essere un chiunque chicchessia: quel filo quasi ininterrotto di ore anonime e giorni insipidi, momenti in apparenza inutilmente spesi nel logorìo del tritacarne quotidiano.

Poi però sempre, quando riafferro per le redini il mio rimuginare, mi rendo anche conto che, dopo una giornata qualunque, trascorsa con fatica e senza particolari soddisfazioni, mi dà sempre un gran sollievo sapere di aver vissuto come Gesù, nel suo trentennale nascondimento nazaretano.

Perché il Dio incarnato, infatti, coerente al Suo disegno d’amore, ha redento la banale quotidianità dal non-senso, divinizzandola: si è inscindibilmente confuso con l’uomo comune, che vive una vita ordinaria immerso nei valori imperituri del lavoro e della famiglia, e che per questo non troverà certo il suo nome scritto nei libri della storia umana, i quali comunque sono destinati all’oblio degli scaffali sommersi dalla polvere, ma lo scoprirà inciso a caratteri grandiosi ed indelebili nel Libro eterno della Vita.

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